Dall’Oscar per Gravity a Space Runners: la storia tutta italiana di Daniele Federico


Parlare di fantascienza oggi, significa parlare di un mezzo dalle mille risorse. Lontani i tempi di un genere di serie B e di un intrattenimento fine a se stesso, la fantascienza è sempre più un potente strumento per riflettere sull’uomo e le sue domande più profonde. Ne sa qualcosa il cinema che negli ultimi tempi ha saputo regalare capolavori di intensa emotività attraverso un genere che sembrava ormai vecchio e logoro. E questa è anche l’operazione dietro a Space Runners, romanzo breve di Daniele Federico, tra i più scaricati di Amazon [link].

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La storia è quella di Daniel, pilota aerospaziale arruolatosi in una missione ai confini dell’universo. Una missione tanto sognata quanto causa di amare delusioni che lo porteranno a interrogarsi sull’ambizione, il desiderio di raggiungere i propri obbiettivi, e l’amaro e inevitabile ripercuotersi di tutto questo sugli affetti personali. «Perché la vita deve sempre essere esclusione di qualcosa?», si chiede più volte il protagonista.

Un racconto semplice e avvincente Space Runners, che non manca mai di sfruttare a pieno le potenzialità della sua veste fantascientifica. Ma è anche un racconto che ha molto di autobiografico. «Quello che mi interessa quando scrivo», ci ha confessato l’autore, «è raggiungere i miei lettori toccando le corde giuste e coinvolgendoli in quelle che sono domande che hanno toccato me in primis». Del resto, di ambizioni e partenze ne sa qualcosa lui, che a soli 32 anni può vantare nel suo curriculum un premio Oscar. Sì perché Daniele Federico, bolognese di nascita e londinese di adozione, è stato uno dei programmatori informatici della Framestore, l’azienda britannica vincitrice, tra le altre cose, dell’Oscar per gli per effetti speciali di Gravity, il pluripremiato lungometraggio di Alfonso Cuarón.

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«La mia passione per gli effetti speciali è nata durante l’università», ci ha raccontato Daniele. «Mi sono laureato in ingegneria informatica, e lì ho capito che era proprio l’ambito cinematografico quello in cui volevo lavorare, così sono andato a Roma. Dopo un paio di stage sono entrato alla Rainbow, lì ho cominciato con le Winx e i cartoni animati, ma poi ho pensato di trasferirmi all’estero. Certo, nel nostro campo tutti sognano gli Stati Uniti e i colossi cinematografici internazionali, ma è molto complesso ottenere il visto per lavorare lì. Così sono andato a Londra, l’Inghilterra da questo punto di vista resta la meta migliore in Europa».

Ed è proprio a Londra, infatti, che ha avuto l’occasione di lavorare alle più importanti produzioni cinematografiche degli ultimi anni: Le cronache di Narnia – Il principe Caspian, Harry Potter e i Doni della Morte, Gravity, Guardiani della Galassia e altre. «Sono andato a Londra con il pensiero fisso di lavorare a Narnia. Sapevo che lo stavano facendo e volevo assolutamente provarci, ma non mi è riuscito subito. Appena arrivato ho cominciato, invece, con una casa di produzione di videogiochi, e solo dopo sono riuscito a entrare alla MPC. Ci sono rimasto per due anni e poi sono passato alla Framestore. Sono stati anni molto importanti in cui ho accumulato un bagaglio di conoscenze che mi ha permesso di aprire oggi un’attività tutta mia [link]».

Una bella storia quella di Daniele, ma comunque molto lontana da quelle che ci propinano ogni giorno riviste e giornali, per i quali fare successo all’estero è cosa scontata. «Non mi ritengo un genio, quando vivi in questi ambienti ti rendi conto che di ragazzi come te ce ne sono tanti, e il nostro ruolo è pur sempre quello di un ingranaggio all’interno di un meccanismo veramente complesso. Ma non sono neanche l’ultimo arrivato; ho fatto dei sacrifici per arrivare a questo punto, ho studiato tanto, è stata dura. Di rinunce ne chiede molte questo lavoro, anche perché ormai la concorrenza è davvero altissima».

Insomma, un creativo a tutto tondo Daniele Federico che tempo fa ha anche sorpreso il web con un video molto bello che vi riproponiamo a fine articolo. «L’idea è nata per un’occasione speciale. Volevo dedicarlo a mia moglie il giorno del matrimonio, così ho ricostruito la nostra storia usando solo le immagini e la musica». E il risultato ha conquistato anche noi!

Jessica Pompili

Jessica Pompili

Sono nata a Melzo, in provincia di Milano. Ho frequentato il liceo scientifico e mi sono laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Milano. Mi interesso di editoria e letteratura, collaboro con giornali e riviste on-line e scrivo per passione. Per Pequod mi occupo di cinema e animazione digitale e dirigo la sezione Cultura.
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Sono nata a Melzo, in provincia di Milano. Ho frequentato il liceo scientifico e mi sono laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Milano. Mi interesso di editoria e letteratura, collaboro con giornali e riviste on-line e scrivo per passione. Per Pequod mi occupo di cinema e animazione digitale e dirigo la sezione Cultura.

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