La ragazza indossava Dior


Quella del fumetto è un’arte versatile e variegata come la fantasia e la creatività da cui scaturisce e questo gli ha permesso di raggiungere ogni tipo di pubblico e incontrare i gusti e gli interessi più svariati.  In questa rubrica, proverò a dare spazio a vari tipi di graphic novel, dalle più moderne ai “classiconi”, dalle storie indipendenti alle saghe intramontabili. Ho deciso di inaugurare questa rubrica con una graphic novel di quelle un po’ insolite, che in un’ipotetica suddivisione in gruppi starebbe in quello dei “particolari”, sia per stile che per tema.

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In La ragazza indossava Dior Anne Goetzinger, famosa disegnatrice francese con una prolifica bibliografia per lo più incentrata su temi storici, racconta la storia, in parte romanzata, degli anni cruciali della vita dello stilista Christian Dior, dall’apertura della Maison al numero 30 di Avenue Montaigne  alla consacrazione all’Olimpo degli stilisti.  Veniamo quindi a sapere che la carriera di uno dei più grandi stilisti di sempre è durata in tutto dieci anni, dal 1947 al 1957, anno della sua dipartita. Con un tratto delicato ed elegante e raffinati colori pastello, la Goetzinger porta il lettore all’interno della Maison, presentando tutte le collaboratrici e il Principale, il signor Dior, attraverso gli occhi della protagonista, la giovane Clara Nohant, che per una serie di (s)fortunati eventi, si ritrova a fare l’indossatrice per la casa di moda e in breve tempo diventa la beniamina dello stilista.

La storia è breve, leggera, lineare e a parere di chi scrive, forse poco incisiva. Quello che affascina di questo fumetto è il tratto meravigliosamente fine e la sensazione che regala al lettore: quella di essere lo spettatore privilegiato dell’esclusivo spettacolo della Maison, ora davanti alle quinte seduti accanto a dive come Marlene Dietrich e Rita Hayworth che assistono alla prima sfilata, ora dietro le quinte con la gentile Clara. Realtà storica e fantasia si intrecciano in questa graphic novel, in cui ogni nuova tavola passa e scivola via con la leggerezza di un velo di seta e che si legge in fretta ma con piacere, in tuffo veloce nella pura eleganza del New Look del grande stilista.

Foto 2

Per chi

Per tutti gli appassionati di moda ma anche per chi ama la Storia e i racconti verosimili

 

La chicca

Le appendici in coda al volume: una cronologia della vita di Christian Dior, il nome delle collezioni dei primi dieci anni, le biografie dell’entourage di Dior, i principali mestieri nel campo della moda, i nomi dei tessuti più importanti e le loro caratteristiche, gli accessori e un’interessante bibliografia su Dior.

Il cartonato della copertina e la carta sono un piacere per il tatto e la vista e si intonano all’eleganza generale del fumetto.

 

Selena Magni

Selena Magni

Classe 1990. Da bambina non dormivo mai, non stavo mai ferma, mi arrampicavo sugli alberi, giocavo spesso con i miei cani in giardino e sognavo di vivere su un’isola deserta piena di animali. I miei genitori erano convinti che a scuola non avrei imparato niente perché nessuno riusciva a farmi stare seduta ferma per più di cinque minuti. Invece in prima elementare imparai a leggere e riuscii a stare ferma per ore, persa nelle pagine. La mia professoressa al liceo mi diceva sempre “Nomen Omen”, “il nome è un presagio” perché secondo lei ero spesso sulla luna, fra le nuvole, altrove. Io dico che vivo sugli alberi. Ho sempre amato leggere, scrivere e imparo facilmente nuove lingue, per cui dopo il Liceo Linguistico mi sono laureata in Lingue e Letterature Straniere. Drogata di mondo, appena posso scendo dagli alberi e viaggio nel mondo reale.
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Classe 1990. Da bambina non dormivo mai, non stavo mai ferma, mi arrampicavo sugli alberi, giocavo spesso con i miei cani in giardino e sognavo di vivere su un’isola deserta piena di animali. I miei genitori erano convinti che a scuola non avrei imparato niente perché nessuno riusciva a farmi stare seduta ferma per più di cinque minuti. Invece in prima elementare imparai a leggere e riuscii a stare ferma per ore, persa nelle pagine. La mia professoressa al liceo mi diceva sempre “Nomen Omen”, “il nome è un presagio” perché secondo lei ero spesso sulla luna, fra le nuvole, altrove. Io dico che vivo sugli alberi. Ho sempre amato leggere, scrivere e imparo facilmente nuove lingue, per cui dopo il Liceo Linguistico mi sono laureata in Lingue e Letterature Straniere. Drogata di mondo, appena posso scendo dagli alberi e viaggio nel mondo reale.

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