UlisseFest: Slovenia, un paradiso a due passi da casa


Schiacciata tra Europa e Balcani, con una superficie poco più grande di quella del Veneto e la metà dei suoi abitanti, la Slovenia è un Paese che sulla cartina si fa quasi fatica a notare, ma che in realtà è una piccola gemma per turisti e viaggiatori. Alessio Franconi, fotografo e scrittore italiano che negli ultimi 15 anni ha esplorato la Slovenia in lungo e in largo, ha cercato di raccontare questa piccola Nazione agli spettatori di UlisseFest all’evento di domenica 2 luglio, in collaborazione con I Feel Slovenia.

Ciò che più colpisce è come la Slovenia, nonostante le sue dimensioni ridotte, offra davvero attrazioni di tutti i tipi, adatte a diversi tipi di viaggiatori. In primo luogo la natura rigogliosa, con foreste e montagne ricche di laghi e corsi d’acqua, perfette per escursioni a piedi di ogni livello, rafting e paracadutismo. Una menzione speciale è inoltre riservata alle grotte, particolarmente numerose grazie al terreno carsico che ne favorisce la formazione. Oltre a quelle di Postumia, famose in tutto il mondo, Alessio Franconi consiglia anche le grotte di San Canziano o Skocjan, dove si può ammirare il canyon sotterraneo del fiume Reka.

Per chi vuole invece rilassarsi, la Slovenia offre moltissime località termali, alcune delle quali già celebri ai tempi dei romani, come le terme di Ptuj, una tra le più antiche città del Paese.

Parlando di cibo, viene nominata la lunga tradizione enogastronomica nazionale. In particolare, nella zona del Carso viene prodotto il vino Terrano, che si sposa in maniera eccellente con il prosciutto locale, simile al San Daniele friulano.

Foto di Pequod RIvista – Tutti i diritti riservati.

Meritano certamente una visita anche le due città principali della Slovenia, la capitale Lubiana e Maribor, il secondo centro più grande del Paese. Tra le due città c’è molta rivalità, che si rispecchia anche nelle due birre locali, la Union di Lubiana e la Laško di Maribor. Ordinare una delle due birre equivale a parteggiare per la rispettiva città.

Dal racconto di Franconi, appare inoltre evidente quanto la Slovenia sia cambiata negli ultimi 15 anni. All’epoca del suo primo viaggio, nel 2003, il Paese non faceva ancora parte dell’Unione Europea e per andarci bisognava superare i controlli al confine. Lo scrittore racconta come, in quell’occasione, l’ufficiale di frontiera, visibilmente felice di avere qualcosa da fare, perquisì minuziosamente la sua automobile per un’ora intera, per poi dargli il benvenuto in Slovenia con un sorriso genuino a 32 denti.

Con l’ingresso nell’UE i muri e le frontiere sono caduti e la qualità delle strutture ricettive è aumentata, così come i prezzi, decisamente più alti che in passato. Ora come allora, tuttavia, la Slovenia resta un paradiso per tutti i gusti dove “al mattino ci si può svegliare sulle Alpi Giulie e nel pomeriggio fare un tuffo nel mare”.

  In copertina: la città di Piran, sulla costa slovena (Richard Huber/Wikipedia/CC BY-SA 3.0)

Lucia Ghezzi

Lucia Ghezzi

Classe ’89, nata in un paesino di una valle bergamasca, fin da piccola sento il bisogno di attraversare i confini, percependoli allo stesso tempo come limite e sfida. Nel corso di 5 anni di liceo linguistico sviluppo una curiosa ossessione verso i Paesi dal passato/presente comunista, cercando di capire cosa fosse andato storto. Questo e la mia costante spinta verso “l’altro” mi portano prima a studiare cinese all’Università Ca’ Foscari a Venezia e poi direttamente in Cina, a Pechino e Shanghai. Qui passerò in tutto due anni intensi e appassionanti, fatti di lunghi viaggi in treni sovraffollati, chiacchierate con i taxisti, smog proibitivo e impieghi bizzarri. Tornata in patria per lavoro, Pequod è per me l’occasione di continuare a raccontare e a vivere la Cina e trovare nuovi confini da attraversare. Sono attualmente responsabile della sezione di Attualità, ma scrivo anche per Internazionale.
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Classe ’89, nata in un paesino di una valle bergamasca, fin da piccola sento il bisogno di attraversare i confini, percependoli allo stesso tempo come limite e sfida. Nel corso di 5 anni di liceo linguistico sviluppo una curiosa ossessione verso i Paesi dal passato/presente comunista, cercando di capire cosa fosse andato storto. Questo e la mia costante spinta verso “l’altro” mi portano prima a studiare cinese all’Università Ca’ Foscari a Venezia e poi direttamente in Cina, a Pechino e Shanghai. Qui passerò in tutto due anni intensi e appassionanti, fatti di lunghi viaggi in treni sovraffollati, chiacchierate con i taxisti, smog proibitivo e impieghi bizzarri. Tornata in patria per lavoro, Pequod è per me l’occasione di continuare a raccontare e a vivere la Cina e trovare nuovi confini da attraversare. Sono attualmente responsabile della sezione di Attualità, ma scrivo anche per Internazionale.


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