Autore: Alice Laspina

Nata nella bergamasca da famiglia siciliana, scopro che il teatro, lo studio e la scrittura non sono che piacevoli “artifici” per scoprire e raccontare qualcosa di più “vero” sulla vita e la società, sugli altri e se stessi. Dopo il liceo artistico mi laureo in Scienze e Tecnologie delle Arti e dello Spettacolo e sempre girovagando tra nord e sud Italia, tra spettacoli e laboratori teatrali, mi sono laureata in Lettere Moderne con una tesi di analisi linguistica sul reportage di guerra odierno. Mi unisco alla ciurma di Pequod nel 2013 e attualmente sono responsabile della sezione Cultura, non senza qualche incursione tra temi di attualità e politica.

Bottega: luogo reale e ideale, che identifichiamo con l’artigiano intento sui suoi prodotti, con l’odore del legno e i ferri sul tavolo.
“Bottega”, una parola dal sapore antico. Figuriamoci se la pronunciamo con la cadenza calda e accogliente di un dialetto italiano. In Sicilia, ad esempio, suonerebbe come “putìa”. Ma quella che vogliamo raccontarvi è una putìa dei nostri giorni, che la tradizione vuole circoscriverla e amplificarla al tempo stesso: benvenuti in PUTIA | sicilian creativity, piccolo negozio di Castelbuono (Palermo) e network in espansione; progetto imprenditoriale che valorizza l’artigianato indipendente ma anche gli artisti che sperimentano materiali locali....   leggi tutto

Shakespeare is now, ora e sempre: la grandezza di un autore che, da tempi lontani e da testi ormai classici, riesce a comunicare alla nostra società con forza invariata. Shakespeare is now, soprattutto in questi giorni: Shakespeare is now è la prima rassegna di drammaturgia contemporanea di Bergamo, che

dall’1 al 23 aprile 2017...   leggi tutto

Un luogo, o meglio un ambiente: qui e ovunque. Tante storie raccontate evocate e incarnate da persone reali. Il punto di partenza e il punto d’arrivo sono l’incontro: con sé e con l’altro, ma anche con chi quell’incontro non l’ha vissuto in prima persona....   leggi tutto

Si narra che nel lontano 1922 Howard Carter, uno dei due archeologi che scoprì la tomba di Tutankhamon, davanti alle raffinate decorazioni e alla ricchezza di statue e ori ammutolì, fin quando affermò: «Vedo qualcosa di meraviglioso».
Forse questo pensiero, almeno per un istante, passa nella mente di chi, nel cuore della notte, scava buche profonde nel terreno, alla ricerca di tesori da trafugare. Ma qui inizia una di quelle storie così frequenti in Italia, paese di innumerevoli ricchezze archeologiche, che preferiremmo non raccontare.
Tema portante di questi miti, tutti fondati, è il traffico illecito di reperti antichi. Spesso affiancato dalla mano della mafia. I protagonisti sono gli scavatori clandestini, i cosiddetti “tombaroli”, ma anche insospettabili collezionisti e direttori di musei internazionali.
I luoghi sono i più diversi. La nostra storia comincia in un paese nel cuore della Sicilia, abbarbicato sui monti Erei, tra campi aridi e strade dissestate.
Aidone, comune in provincia di Enna, ospita una delle maggiori attrazioni siciliane, il sito archeologico di Morgantina, polis ellenistica i cui resti presentano uno straordinario stato di conservazione. La sua fama internazionale, macchiata dalla storia degli scavi clandestini, può vantare oggi il ritorno in patria di reperti archeologici di grandissimo valore: nell’ordine, una coppia di statue acrolitiche arcaiche, il tesoro di argenti ellenistici, la Dea di Morgantina, statua tardo classica prima nota come “Venere di Malibu” o “Afrodite Getty “, e infine la Testa di Ade (325 a.C.), terracotta soprannominata “Barbablù” per la caratteristica barba di un blu acceso.
Barbablù è tornato ad Aidone grazie alla ricerca dell’archeologa Serena Raffiotta, catanese di nascita e aidonese per vocazione. E’ lei la voce narrante del nostro racconto....   leggi tutto

Per parlare di letteratura per bambini e ragazzi è necessario, prima, sfatare almeno un paio di falsi miti. Anzitutto, se pensate che i libri tra le mani di bambini e ragazzi siano solo quelli elencati nelle  odiate letture obbligate durante le vacanze di Natale, i numeri del mercato editoriale vi smentiranno. I lettori più avidi di libri extrascolastici si contano tra i bambini dai 2 ai 5 anni (63,3%) e gli adolescenti tra i 15 e 17 anni (53,9%), contro una media del 42% estesa a tutta la popolazione italiana. Non a caso, quindi, i titoli per bambini e ragazzi contribuiscono alla crescita del mercato editoriale italiano, costituendo il 17,4 % del fatturato totale e il 22,9 % delle copie vendute. Ma a comprare i libri sono gli adulti, e qui arriviamo al secondo, forse più grande pregiudizio sulla letteratura per ragazzi. Alcuni pensano si tratti di letture “facili”, storie semplificate in una scrittura semplice. Sono quegli adulti che hanno dimenticato di essere stati bambini, parafrasando Il Piccolo Principe, e i cambiamenti che hanno segnato la loro crescita. «Ma le domande che ci poniamo da ragazzi ci inseguono per tutta la vita». Sarà per questo che per Mara Pace, giornalista, redattrice e traduttrice, il legame con il mondo della letteratura per l’infanzia non si è mai spezzato. libri per bambini Le prime esperienze al Giornale di Brescia, poi una laurea in Scienze della comunicazione, un master in Editoria e lo stage diventato lavoro presso il Corriere.it. Oggi, le attività di ufficio stampa in CAST Alimenti, importante scuola di cucina; le grandi traduzioni per la casa editrice Rizzoli; le collaborazioni con Il Castoro, Editoriale Scienza, la rivista Io e il mio bambino e soprattutto con Andersen, mensile di letteratura e illustrazione per il mondo dell’infanzia, «il fil rouge, la costante del mio percorso». Nella rivista, Mara si occupa di recensioni e interviste, ma anche del blog Premio Andersen, lo spazio che ogni lunedì La Stampa.it dedica a vecchi e nuovi libri per ragazzi, e del progetto Leggevo che ero, raccolta di fotografie scattate a ogni autore intervistato con “il” libro d’infanzia. Sì, perché ognuno di noi ha un libro che porta nel cuore fin da bambino, che ci ha guidati verso le letture “consapevoli”, scelte per curiosità e passione. Quello di Mara è Le streghe di Roald Dahl, autore cult di un’intera generazione di futuri editor, librai e scrittori per ragazzi (per i più giovani, l’autore de La fabbrica di cioccolato). È da questo libro che parte la sua passione per la letteratura d’infanzia, ed è da qui che partiamo.
Fotografia di Mara Pace per la rivista "Andersen".
Fotografia di Mara Pace per la rivista “Andersen”.
A quando risale la tua riscoperta della letteratura per l’infanzia?

«Lavoravo al Giornale di Brescia. Un giorno mi hanno affidato la recensione di un libro per ragazzi di cui nessuno si voleva occupare. Io ero entusiasta, mi sono ricordata esattamente le emozioni che avevo provato da bambina. Sono stata una grandissima lettrice, amavo i libri, perciò ho dei ricordi molto forti. Ricordo quando ho comprato Le streghe, quanto mi era piaciuto, e il fatto di tornare in libreria e in biblioteca per cercare “lo stesso libro”. Una ricerca perenne di quell’entusiasmo che ti ha dato un libro e che cerchi tutta la vita. E così, quando ho incontrato di nuovo i libri per ragazzi, mi sono chiesta: ci sono ancora le collane che piacevano tanto a me da bambina? Che cosa è uscito nel frattempo? Era rinato l’amore per questo mondo affascinante e vastissimo. E ho scoperto la passione per l’illustrazione e il fumetto»....   leggi tutto

«Overpopulation is really not overpopulation. It’s a question about poverty», questa l’opinione di Nicholas Eberstadt, demografo dell’American Enterprise Institute di Washington, ripresa dall’autorevole rivista Nature nella lista dei falsi miti della scienza vivi e vegeti tra i comuni mortali, in cui compare anche quello della crescita esponenziale della popolazione. Se per sovrappopolazione s’intende l’eccedenza della popolazione sui mezzi di sussistenza, secondo i dati non ci sarebbe da preoccuparsi: la popolazione umana non è cresciuta e non sta crescendo in modo smisurato e il tasso di produzione alimentare globale supera la crescita della popolazione. L’invito, ovviamente, è quello di spostare lo sguardo da scenari apocalittici futuribili a quei sistemi economici in cui sussistono disparità gravissime all’interno della popolazione, in cui i poveri sono sempre di più e più poveri....   leggi tutto

Cartacce, mozziconi e tutta l’immondizia che troviamo nelle strade possono trasformarsi, dopo attenti passaggi di recupero e trattamento, in nuovo materiale per riasfaltare le strade stesse. Questa la finalità dell’impiantistica Ecocentro, un progetto sperimentato la prima volta nella città di Bergamo, dove ha sede l’azienda Gruppo Esposito, che ha brevettato questo impianto di recupero e trattamento dei rifiuti da spazzamento delle strade per ottenere nuovi materiali utili nel settore dell’edilizia e in altri processi produttivi....   leggi tutto

“Tutto naturale”, “senza sostanze chimiche”, “qualità e freschezza” sono forse le scritte più accattivanti per il consumatore che, tra gli affollati reparti di un supermercato, vuole essere rassicurato sulla bontà e la genuinità dei prodotti da portare a tavola. Ci sono però indicazioni più precise che ci permettono di fare la spesa in modo più consapevole, slogan pubblicitari a parte, sia per la propria salute che per il rispetto dell’ambiente.
Ne abbiamo parlato con Eva Oliveri, tecnico della prevenzione negli ambienti e nei luoghi di lavoro presso l’ufficio di Sanità Pubblica del Dipartimento di Igiene e Prevenzione sanitaria dell’ATS di Bergamo. «Il mio lavoro consiste nell’attività di vigilanza presso esercizi di ristorazione pubblica e collettiva, esercizi di vendita al dettaglio e grande distribuzione, aziende di produzione di prodotti alimentari e laboratori artigianali e nella vigilanza presso strutture acquedottistiche, compresa l’attività di campionamento di acqua potabile di rete e prodotti alimentari vari»....   leggi tutto

Se qualcuno di voi, in questa settimana che Pequod dedica alla nascita e alla presenza della radio oggi, pensasse ancora che la radio è morta, o “si è spenta”, dovrà ricredersi: abbiamo intervistato Federico Vozzi, autore televisivo e radiofonico, che con Davide D’Addato e Luca Restivo conduce De Gustibus, programma di Radio Popolare ripartito alla grande lunedì 3 ottobre, guadagnando il posto d’onore in prima serata. Ogni settimana De Gustibus posa il suo sguardo ironico e anzitutto autoironico sulle cose del mondo, dai fatti di attualità alle novità di costume....   leggi tutto

Anche quest’estate, come ogni estate, le stagioni teatrali sono già concluse e gli stabili calano il sipario, dando appuntamento al loro pubblico tra qualche mese. Senza fissa dimora, gli spettacoli vagabondano, cercano altri palchi e inseguono i loro potenziali spettatori in piazza, per strada, al bar o al parco; si adattano a nuovi spazi, non proprio a misura d’attore, e a nuovi sguardi, non sempre interessati. Camaleontico, il teatro si trasforma, assume forme diverse, si avvicina all’intrattenimento e conserva i testi impegnati nel cassetto. Così riesce a intrufolarsi persino in quei paradisi di relax e svago che sono i villaggi turistici, e quella che potrebbe sembrare l’occasione meno adatta diventa una sfida per sperimentarsi con un pubblico diverso dagli “abbonati”.
L’animatore deve far ridere, lo spettacolo deve piacere; se i tempi per le prove sono stretti, i costumi non calzano a pennello e il compagno sbaglia la battuta, the show must go on. Non sono luoghi comuni, ma conferme che ci arrivano dalla chiacchierata con Elisa Cattaneo. Classe 1991, laureata in Beni culturali, Elisa continua la sua formazione teatrale, tra scuole e workshop, ed è tra le fondatrici della compagnia MITO, specializzata in musical....   leggi tutto

«I musicisti professionisti in Italia sono divisibili in tre fasce: circa l’1-2 % di musicisti dipendenti a tempo indeterminato (fondazioni, orchestra RAI, enti parificati alle fondazioni lirico-sinfoniche); il 3-4% di musicisti autonomi con grande potere contrattuale individuale, quelli che sono riusciti a salire sui grandi palchi sotto le luci dei riflettori e il rimanente 95% che è rappresentato da musicisti professionisti intermittenti». Così scriveva il SIAM, Sindacato Italiano Artisti della Musica, già defunto e confluito nel SLC/CGIL (Sindacato Lavoratori della Comunicazione) «per carenza di iscritti». È evidente che gli iscritti non corrispondono ai tanti che in Italia intraprendono la carriera di musicista, una figura sempre più poliedrica e flessibile. Una flessibilità che è grande ricchezza tecnica ed espressiva, ma anche precarietà lavorativa....   leggi tutto

L’Italia è un Paese per vecchi? Secondo recenti dati Istat, il tasso di fecondità nel 2015 continua a diminuire, mentre la popolazione anziana è il 21,4% del totale, una percentuale destinata a salire nel giro di un decennio. Alcune prevedibili conseguenze: la progettazione di un welfare a misura di anziano e giovani che cercano fortuna altrove o lavorano più a lungo per finanziare le pensioni....   leggi tutto

Erano gli anni Settanta quando la saga di Vito Corleone sbarcava sul grande schermo, diventando l’illustre precedente di molte storie di mafia. Oggi sono innumerevoli le serie tv che raccontano di giudici retti e poliziotti eroici, persino di mafiosi dall’animo fragile e dilaniato (forse troppo: come non pensare a Rosy Abate di Squadra Antimafia, donna della malavita e madre di un figlio avuto da un poliziotto e poi travolta da un nuovo amore per un altro uomo in divisa?).
E allora, perché andare a teatro per sentirsi raccontare storie di mafia e storie contro la mafia? Nell’epoca dei giornalisti prestati al teatro e degli attori prestati al giornalismo, tutto sembra confondersi. Ma i motivi sono tanti e si raccontano da sé....   leggi tutto

Parlare di minoranze linguistiche d’Italia è un po’ come percorrere il Bel Paese in tutta la sua lunghezza. Cartina alla mano, ci spostiamo dall’arco alpino, dove troviamo le minoranze germaniche, al confine orientale, tra le parlate slovene di Trieste, Gorizia e Udine; tutt’altra musica nel Meridione, dove le lingue di antiche popolazioni albanesi risuonano in Sicilia e Calabria con un’eco che arriva fino all’Abruzzo, passando per la Puglia e il Molise, terre di idiomi greci e croati. Una traversata via mare e siamo ad Alghero, tra i suoni del catalano.
Queste le tappe segnate sulla nostra cartina, queste le lingue minoritarie riconosciute dalla legge 482/1999, ma che gusto c’è in un viaggio senza deviazioni inaspettate? Nord e Sud non sono poi così lontani se sentiamo qualche parola di francoprovenzale in Val d’Aosta e Puglia, di ladino o di occitano, che dalle valli piemontesi si riscopre in Calabria.
Carte e cartine semplificano, fino all’esclusione dei dialetti galloitalici e zingari e del curioso tabarchino. Questa miopia non ha impedito però ai molti parlanti in friulano e sardo di usare la propria lingua minoritaria come canale d’espressione privilegiato....   leggi tutto

In occasione della Giornata commemorativa della strage delle foibe (10 febbraio), Pequod segnala il debutto dello spettacolo teatrale Rumoroso silenzio, in scena stasera al Teatro Gavazzeni di Seriate (BG), che vede protagonisti i giovani attori del TNB – Teatro Nuovo di Bergamo, la più giovane compagnia di produzione nazionale, per la regia di Luca Andreini, classe 1997.
Uno spettacolo che ha già fatto parlare di sé, così come la stessa questione dell’esodo degli istriani e dei giuliano-dalmati dalle terre di confine tra Italia ed ex Jugoslavia....   leggi tutto

Tra gli orrori che si sono consumati nei lager nazisti, gli abusi della sperimentazione scientifica su cavie umane non si discosta per obiettivi e risultati dalla “soluzione finale”: due operazioni nate dalla volontà di affermare la supremazia della razza ariana e destinate a condurre milioni di persone alla morte. Tra queste, i deportati chiusi in camere di decompressione, per testare quanto si potesse sopravvivere ad alta quota senza pressurizzazione; quelli nutriti solo con acqua salata o quelli cui furono asportati ossa e arti, abbandonati a una rapida morte per infezione....   leggi tutto

Più di 9 milioni di euro, 5.529.380 sterline di preciso: questo è quanto Amazon ha perso nel periodo natalizio per la campagna di boicottaggio lanciata da Amazon Anonymous, per sollecitare l’azienda americana a intervenire sulle condizioni dei suoi lavoratori e sensibilizzare i clienti alla realtà nascosta dietro un click. Dal 2011, infatti, è stato svelato il lato oscuro del colosso dell’e-commerce: contratti precari e stipendi inadeguati, turni massacranti e monitoraggio a distanza. In origine fu l’inchiesta del quotidiano The Morning call, che dalla Pennsylvania denunciava ad esempio i provvedimenti disciplinari contro coloro che, stremati dal caldo, svenivano sul posto di lavoro . Ma dal 2013 l’azienda di Jeff Bezos è sotto il fuoco incrociato dei media europei: dall’inchiesta della Bbc sulla salute psico-fisica dei lavoratori nel Regno Unito al libro En Amazonie. Un infiltrato “nel migliore dei mondi” del freelance Jean Baptiste Malet, assunto in un magazzino francese nel Natale 2012, alla videoinchiesta della tv tedesca Ard che raccontò in prima serata le intimidazioni che gli operai immigrati dovevano subire da vigilantes vicini ad ambienti neonazisti....   leggi tutto

Contro il Jobs Act, contro la Buona Scuola, contro l’austerità. Ma anche contro Expo. Lo sciopero sociale del 14 novembre 2014, che ha visto sfilare in 25 città italiane migliaia tra studenti, lavoratori, sindacati, a Milano è stato un’altra occasione per manifestare contro il grande evento del 2015. Gli esponenti di centri sociali e associazioni avevano già attraversato le strade della città l’11 ottobre, passando per luoghi-simbolo di Expo come Eataly, il lussuoso supermercato del cibo italiano, e il cantiere della Maltauro, società commissariata a luglio ma ancora responsabile della gestione del progetto Vie d’acqua, un canale di 22 km che dovrebbe passare tra i parchi a nord-ovest....   leggi tutto

Pequod vi propone un’intervista che tenta di approfondire l’esperienza dello sfratto, dell’“espropriazione per pubblica utilità” che nel concreto significa abbandonare forzosamente la propria casa, in virtù della realizzazione di un progetto più grande. Anche quando non si condivide tale progetto....   leggi tutto

Dai tetti ai campi, dall’anonimato alle luci della ribalta in poco più di due anni: la storia del gruppo punk-rock russo Pussy Riot è oggi seguita dalle redazioni internazionali, per aggiornarci sulle vicende giudiziarie di tre giovanissime componenti più che sulle loro rocambolesche artistico-politiche. Di Maria Alyokhina, Yekaterina Samutsevich e Nadežda Tolokonnikova – accusate di teppismo e offesa al sentimento religioso dei credenti (ortodossi) e condannate a due anni di reclusione in campi di lavoro per aver intonato una sorta di preghiera punk alla Beata Vergine Maria contro la campagna di Putin, il 21 febbraio 2012, nella Cattedrale di Cristo Salvatore (Mosca) – s’è tanto detto e scritto, dalle reazioni ufficiali di Putin e del patriarca Cirillo I alla solidarietà del popolo russo e di star come Paul McCartney e Madonna; dalle rivelazioni dello Spiegel sulla presenza di infiltrati per manipolare il processo ai ritorni pubblicitari (con tanto di offerta di un servizio fotografico su Playboy a Nadežda)....   leggi tutto

Anche quest’anno Pequod torna a parlare del laboratorio teatrale proposto agli studenti del liceo “Edoardo Amaldi” di Alzano Lombardo (BG). Nostalgia canaglia? No, anzi: «bisogna puntare sempre più in alto», ci ricorda Enrica Manni, docente responsabile dell’attività, «altrimenti muoiono i progetti e l’entusiasmo di portarli avanti»....   leggi tutto

L’appuntamento è alle 13, una pausa veloce per poi riprendere lo stage teatrale che sta conducendo a Torino, la sua città natale. Parliamo con Elena Serra, attrice, regista e docente di mimo, per vent’anni a fianco di Marcel Marceau: chi meglio di lei può raccontarci ‘una vita nel teatro’, svelandoci il maestro che si celava nel celebre attore e chiarirci le idee su un’arte spesso fraintesa?...   leggi tutto

Come la maggior parte delle polemiche mediatiche, anche quella sul film Il capitale umano di Paolo Virzì si è spenta in pochi giorni, risolvendo poco delle questioni più interessanti che aveva aperto. Perché le recriminazioni localiste e le dichiarazioni di lesa dignità sono giunte da più parti, ma nascono da uno stesso gap culturale, esteso ben al di là della cerchia dei polemisti....   leggi tutto

Copyright ©2014 Pequod - Admin
Registrazione presso il Tribunale di Bergamo n. 2 del 8-03-2016
Made by Progetti Astratti