Autore: Andrea Turchi

Mi chiamo Andrea Turchi ed ho 25 anni. Provengo da Firenze, dove mi sono laureato in Lettere Moderne ed attualmente studio Editoria presso l’Università Statale di Milano. Pequod per me è non solo un’occasione di crescita ma qualcosa di più: Pequod è una lente per osservare il mondo, un mezzo per suggerirvi una prospettiva diversa, una famiglia della quale faccio parte da più di 1 anno. Mi occupo soprattutto di attualità e cultura e spero che apprezzerete i miei articoli.

Cette planète fait encore un bruit douloureux” – questo pianeta fa ancora un rumore doloroso. E’ passato un anno da quando scrivevo queste righe a Parigi. In quei giorni il piccolo e freddoloso appartamento di Montmartre mi offriva rifugio più che mai mentre cercavo di nascondere ai miei occhi il volto straziato di Parigi, che perdeva sangue, colpita a morte da sei attacchi terroristici in una sola notte. Un volto che non avevo mai visto. Non è molto semplice fare mente locale su quanto accaduto: riportare qui vicino, su di un foglio davanti a me, una realtà che ho volutamente tenuto lontana chilometri e mesi, sepolta dal trascorrere dei giorni.
Non sono i bilanci che voglio fare, né fingere di raccontarvi come l’opinione pubblica avesse reagito allora e come lo fa adesso. Tuttavia, occorre essere onesti quando si trattano questi argomenti. Occorre avere il tatto di un medico, di chi con la freddezza e la professionalità della scienza sa di avere a che fare comunque con una materia calda e imperfetta, l’uomo, e con corpi fatti di carne, di ossa, di emozioni e paure. Occorre essere onesti. Fino ad oggi avevo sempre pensato che quel bacino di dolore e follia che è stato un anno fa Parigi non mi appartenesse, non fosse mio o non mi avesse mai sfiorato. Invece lo ha fatto e mi ha ferito. Ecco quindi cosa troverete nelle prossime righe: la storia di una ferita....   leggi tutto

Festa del Perdono è la sede storica della ‘Statale’. Qui, dove un tempo sorgeva l’ospedale maggiore di Milano, da ormai oltre novant’anni si trova la sede di una delle Università pubbliche più prestigiose d’Italia. Entrando dal cortile d’onore del Filarete, si passa nei chiostri che portano i nomi “Ghiacciaia” e “Legnaia”, a ricordare il loro antico utilizzo. Oggi, nella stanza in mezzo ai due chiostri si trova Radio Statale, la prima web radio di questo polo, che proprio in questi giorni festeggia il suo terzo compleanno. Qui incontriamo Giulia, la direttrice della radio. 23 anni, di Lodi, Giulia ha visto nascere e crescere la radio e oggi che ne coordina le strutture, ci spiega cos’è Radio Statale e cosa vuol dire essere una web radio universitaria. Anzitutto si partiamo dalla cosa principale: i soldi. La radio ogni anno riceve un finanziamento dall’università che le permette di stare in piedi. Ma non solo: «La questione dei soldi – ci spiega Giulia – è molto importante perché, non dovendo cercare investitori e non dovendo sottrarre tempo e spazio ai programmi e alla musica per trasmettere pubblicità, possiamo permetterci il lusso di sperimentare come non si potrebbe in altre circostanze»....   leggi tutto

La storia che oggi vi proponiamo è d’attualità perché consiste nella celebrazione di un anniversario, e come ogni ricorrenza è nel presente per ricordarci quello che è stato e soprattutto insegnarci qualcosa su quello che sarà. 70 anni fa, nel 1946, nasceva infatti Radio Ferrara, la prima radio libera italiana. Raccontare Radio Ferrara è come immergersi in un’altra storia ferrarese, quella de “Il giardino dei Finzi-Contini”, celebre romanzo di Giorgio Bassani. Coloro che lo hanno letto sapranno che in realtà questo giardino non esiste, se non nella fantasia dell’autore, così come questa è la storia di una radio che c’è stata, ma di cui non c’è traccia, quasi un luogo mitico, quasi un giardino fantastico. ...   leggi tutto

mercato Asmara
Mercato di Asmara

La moda è da sempre un linguaggio di comunicazione, una traccia di passaggio, uno strumento d’influenza interculturale. La commistione di tendenze nella storia è stata tanta che è complicato stabilire l’origine di un determinato stile e ancor di più valutare se sia stata maggiore l’influenza del “costume occidentale” su quello orientale o viceversa. Ecco perché oggi parleremo di chi ha saputo cucire l’Occidente e l’Oriente, miscelandone i colori; parleremo di chi dall’Est ha ricevuto molto e ha saputo ripagarlo adeguatamente. Questa è la storia della stilista Lisa Corti.
La sua vicenda comincia ad Asmara, dove Lisa vive fino all’età di 19 anni immersa tra i colori degli agrumeti, del mercato di Keren e delle variopinte decorazioni delle donne africane. Un tripudio di pigmenti che la ragazza bianca saprà rubare e ritrovare molti anni più tardi in un altro continente....   leggi tutto

«Mussolini crea un grande scenario, dove l’entusiasmo si trasmette attraverso la sapiente energia di una mobilitazione continua che culmina poi con l’apparizione del Duce dal balcone e molti quando vedono apparire Mussolini scrivono, anche i ragazzi nei diari o nei compiti di scuola: “E’ come se apparisse Dio”»....   leggi tutto

KENZO TRIBOUILLARD/AFP/Getty Images

Ieri sera, Venerdì 13, alle 22:30 mi trovavo nella zona di Marcadet Poissoniers. Non troppo lontano da uno di punti nevralgici degli attacchi terroristici. Stavo accompagnando a casa una mia amica in un quartiere che la sera non è uno dei più sicuri. Fermi al semaforo vediamo sfrecciarci davanti un mezzo della polizia ad alta velocità. Un incidente, pensiamo. Ma quando alla prima auto ne seguono altre due, poi tre, quattro e altrettante ambulanze, iniziamo a scartare tutte le ipotesi, dall’incendio alla rissa. ” Sono sicura che è un attentato”, mi dice la mia amica ma io non voglio pensare a questo. E’ troppo assurdo. Troppo impossibile. Non faccio in tempo a rincasare che ricevo una telefonata. E’ lei che mi dice con un tono a metà fra la disperazione e la paura che ci sono stati più attacchi terroristici a Parigi....   leggi tutto

Parigi. Dimenticate i boulevard, la tour Eiffel, la chiesa di Notre-Dame, la baguette sotto braccio, il cancan e le altre mille cose, più o meno vere, più o meno note di questa città. Il viaggio di oggi non è di quelli che si fanno con la nonchalance propria della città degli innamorati. La strada di cui vi parliamo oggi non ha il profumo del pane fresco che esce dalle boulangerie e alle vostre orecchie non giungerà la boriosa erre moscia, che tanto fa penare nella pronuncia chi non è avvezzo alla lingua franca, ma una serie ripetuta di vocali aspirate e di fricative tipicamente arabe....   leggi tutto

Non è facile trovare la categoria ideale per inserire questo articolo. Noi di Pequod abbiamo pensato che il progetto Gesto (link) potesse far parte delle Nuove Premesse per la giovane età delle sue creatrici Martina Lucattelli, la proprietaria e Giulia Tognarelli, architetto. Ma Gesto: fai il tuo è qualcosa di più di una semplice start up. E’ un modo diverso di vedere il consumo nell’ambito della ristorazione. Gesto è un ristorante aperto nella splendida cornice Fiorentina del quartiere di San Frediano. Ma non è la bellezza rinascimentale nel capoluogo toscano né il fascino del fondo storico nel quale il locale si inserisce e forse nemmeno il locale in sé a colpirci. E’ l’idea, o potremo dire l’ideale, di contribuire direttamente a creare un modello di consumo del cibo che non preveda sprechi di nessun tipo....   leggi tutto

Valerio Taiocchi ha 29 anni e ormai sono dieci anni che si muove fra Berlino e Londra. La sua storia, mi racconta, con un italiano un po’ incerto, data l’abitudine a parlare quotidianamente quattro lingue diverse, è iniziata dopo il liceo, quando decise di spostarsi a Londra per studiare Event Marketing Management. La capitale inglese apre al giovane Valerio un universo musicale, un melting-pot di musica punk, jazz, house, elettronica che avrebbero tracciato la sua strada lavorativa per gli anni a venire. «Tutto iniziò per gioco» ci dice Valerio «con un evento che io e due miei amici, uno libanese e uno spagnolo organizzammo in un ambiente warehouse. Era il 2005, probabilmente, e in Commercial Road, Aldgate East, in uno scantinato sporco noleggiammo un sound system, ci procurammo un paio di giradischi e fatti alcuni flyer, quanti basta per invitare amici di amici, e abbiamo dato vita ad una festa con 300 persone». A partire da questo primo evento nasce SELECT ELECT come organizzazione di party underground sotto tutti gli aspetti: le location sono molto ricercate, desuete, non conosciute da tutti; la musica è specificamente techno o house, rivolta esclusivamente a coloro che hanno una cultura musicale nel campo e possono apprezzarla; si può venire a conoscenza dei party solo attraverso una comunicazione specifica, ad esempio tramite newsletter. Tutto ciò inquadra da subito questi eventi come realtà urbane al limite fra la legalità e l’illegalità dove i filtri di accesso fanno sì che ci si rivolga ad un pubblico ridotto, ad una realtà non mainstream dato che «non tutti portano good vibes». Per tre anni Valerio ed i suoi amici hanno continuato a promuovere questo tipo di eventi in maniera più continuativa e costante, ricercando spazi più o meno segreti per realizzare feste che, per quanto di successo esponenziale, comunque rimanevano interdette alla massa, non aperte a tutti....   leggi tutto

Seduti figurativamente sul versante occidentale della penisola iberica, con le spalle al continente europeo, volti alla vastità atlantica, è facile immaginare come gli uomini che vissero prima del 1492 dovessero avere veramente l’impressione che l’universo terracqueo finisse lì, sulle coste del Portogallo e della Galizia. Visto da qui l’orizzonte si estende in un immenso oceano Atlantico, sperduto; si ha l’impressione che oltre quel valico naturale, non possa esistere nient’altro. E’ su queste coste rocciose che questa idea di finis terrae si è infranta, sconfitta dall’inarrestabile sete di conoscenza e curiosità che hanno guidato l’uomo a crescere e ad emanciparsi dalla sua condizione di ignoranza e superficialità. foto 0

L’itinerario compiuto attraverso alcune delle città più affascinanti del Portogallo, Coimbra, Lisbona e Porto, nonché attraverso una vera e propria roccaforte della Galizia (comunità autonoma del nord-ovest spagnolo), Santiago de Compostela, è stato un viaggio prima di tutto proteso verso l’orizzonte. Un viaggio spinto da una curiosità infantile, compiuto in punta dei piedi cercando di sbirciare oltre. Una rincorsa verso il mare per capire dove finisse il Sole, dove andasse a sparire, dietro le cattedrali, le irte strade, i ponti e le alte colline sospese sul litorale....   leggi tutto

Oggi, lunedì 20 aprile 2015, è stata presentata la seconda edizione Festival della Comunicazione, a Camogli dal 10 al 13 Settembre. Il festival, dopo il grande successo dell’edizione scorsa, che ha visto 20.000 presenze di pubblico, si ripropone prolungando la durata, che sarà di quattro giornate. Danco Singer, uno degli organizzatori, ha spiegato che il festival avrà come tema il linguaggio in tutte le sue declinazioni, si aprirà giovedì 10 settembre con un incontro tenuto da Tullio de Mauro, noto docente e linguista, e si concluderà con Umberto Eco, da sempre in prima fila nell’organizzazione del festival. Numerosi saranno gli incontri, 90 in quattro giorni. Tra un mese sul sito (http://www.festivalcomunicazione.it) sarà presente il programma....   leggi tutto

Se fosse un indovinello non sarebbe semplice da risolvere: ci sono i fuochi d’artificio, ma non è capodanno; ci sono centinaia di turisti ad ammirarli in una delle più belle città d’arte del Mondo, eppure non siamo nelle festività natalizie. Tutto quello di cui vi parleremo oggi avviene a Firenze, ed avviene la Domenica di Pasqua....   leggi tutto

Chiudete gli occhi e immaginate per un attimo il risvegliarsi della natura in un tiepido pomeriggio domenicale di Marzo mentre passeggiate o bivaccate nel meraviglioso Parco Sempione. Ora però pensate che da lì a breve tempo vedrete sorgere, incastonato tra la Torre del Filarete e l’Arco della Pace, nel cuore del parco, una struttura in cemento e acciaio lunga 17 m, larga 10,50 e alta più 6 metri. No, non è il sole primaverile che vi dà alla testa, non sono miraggi, ma quello che vedete è il“Teatro Continuo”, installazione artistica di Alberto Burri. L’opera fu realizzata nel 1973 in occasione della XV Triennale e rimase a lungo nel patrimonio artistico-culturale milanese fino a quando non fu demolita nel 1989. Proprio in questi giorni il Comune di Milano, in occasione dei 100 anni dalla nascita dell’artista (1915-1995), sta riproponendo la riedificazione della sua opera proprio là dove era stata pensata e collocata originariamente.teatro burri 3...   leggi tutto


Un’intervista a Milly Moratti non solo per capire chi è questa interessante personalità di Milano, ma anche per comprendere l’interessante progetto del Chiamamilano (http://www.chiamamilano.it). Chiamamilano come esperienza di partecipazione civica per creare legami fra il territorio ed i suoi cittadini. Il progetto prende forma nei suoi spazi virtuali, il sito, e soprattutto reali come la sede in Via Laghetto 2, edificio del Comune messo a disposizione affinché divenga il fulcro di una forza centripeta che spinga gli studenti, i cittadini tutti a partecipare per rendere Milano una città migliore....   leggi tutto

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Le bandiere rosse e gialle col leone di San Marco sventolavano nell’aria. Le lacrime di commozione bagnavano gli occhi di gioia, mentre inni patriottici si levavano dalla piazza di Treviso tuonando “Viva il Veneto indipendente”. E’ questa una delle ultime immagini che le cronache hanno riportato in relazione al movimento degli “Indipendentisti del Veneto”: coloro che auspicano la nascita di una Repubblica Veneta....   leggi tutto

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