Autore: Carla Vulpiani

Classe 1989, sono nata nel bel mezzo della Riviera Adriatica, ma da 8 anni vivo e lavoro a Milano. Sono laureata in Beni Culturali – Storia e critica del cinema presso l’Università degli Studi e poi ho conseguito il Diploma Professionale in cinema documentario (CIN) presso la Civica scuola di Cinema. Dal maggio 2011 sono parte dell’ufficio programma di Milano Film Festival, del quale, dal 2016, sono incaricata anche della Direzione Artistica oltre che del Coordinamento del programma. Nell’aprile del 2012 ho co-fondato, con 55 persone, l’associazione di promozione sociale ceCINEpas, della quale dall’aprile del 2013 sono parte del consiglio direttivo in qualità di Vice Presidente. Sono anche Marketing Manager per la startup FilmFactory, collaboro con riviste e magazine online occupandomi di critica cinematografica e nel frattempo lavoro come consulente di programmazione freelance per diversi eventi a Milano. Fanatica della fruizione cinematografica, rigorosamente in lingua originale, sono contro ogni pratica di doppiaggio e viaggio quasi esclusivamente per film festival così che di ogni città che ho visitato il ricordo più vivido che ho è una sala cinematografica. Soprattutto il cinema d’animazione occupa un ruolo centrale nella mia vita. Ogni tanto capita che mi trovi dietro la videocamera. I can’t stop myself. Peace, love and please LSD.

Per lo spettacolo dal vivo la luce era un fattore esclusivamente legato alla necessità visiva degli agenti sul palcoscenico. Perché ultimo nella gerarchia delle esigenze o nelle preoccupazioni delle piccole produzioni, capita che non ci sia cultura rispetto alle sue potenzialità: la luce è un codice ancora ingiustamente sottovalutato. Due giovani esperienze che arrivano da due percorsi (e due Paesi) diversi, ma paralleli: Zia Holly e Veronica Monti....   leggi tutto

Sempre più attuale è la discussione attorno al mondo della proibizione delle sostanze stupefacenti. Meno attuale in Italia, dove la morale del proibizionismo porta non solo alla cecità nei confronti di numeri che dovrebbero parlare da soli, ma anche nei confronti di un dibattito che è ignorato, quando non censurato. La stigmatizzazione delle sostanze è ancora solida e dunque la lotta è autonoma: nascono gli esperimenti privati e la raccolta di dati soggettivi....   leggi tutto

Al Festival Center si prepara l’inaugurazione del 26esima edizione del FCAAAL. Incontriamo Alessandra Speciale, direttore artistico, con Annamaria Gallone, del festival nato nel 1991 per il desiderio di mostrare cinematografie estremamente ricche quanto immeritatamente relegate ai margini della distribuzione di sala nazionale, «il che vale per la quasi totalità della produzione estera di qualità – dice la Speciale. E non si tratta di chiusura nei confronti di culture “altre” o di un forte gap culturale che impedisce la fruizione al nostro pubblico, è un falso problema». L’importante mission si arricchisce dal 2004, quando alle produzioni di paesi africani si sono aggiunti i focus su Asia e America Latina....   leggi tutto

Bergamo Film Meeting, 34esima edizione. Viaggio all’interno del programma che parte da chi ci lavora, tutti i giorni, da 12 anni: Chiara Boffelli, coordinamento e selezione assieme a Fiammetta Girola, ci ha raccontato di una manifestazione che svolge una ricerca cinematografica seria e consolidata, sempre attenta a nutrire bene un pubblico super cinéphile, con un occhio di riguardo per la critica e la formazione.
Ieri sera l’inaugurazione d’eccezione con la band islandese Mùm e la rimusicazione dal vivo di Menschen am Sonntag (Uomini di domenica, 1929) di Robert Siodmak, Edgar G. Ulmer, Fred Zinnemann, Curt Siodmak, Rochus Gliese, sceneggiato da Billy Wilder. Quest’anno il key role spetta al cinema di provenienza europea, ad onorare il ventennale supporto Media. Il titolo della rassegna è un messaggio, un grido: Europe, Now!, focus su tre autori di diversa provenienza i cui unici confini sono quelli del linguaggio, la persistenza di memoria e la specificità dell’identità visiva....   leggi tutto

A tutti quelli che conoscono a menadito il lavoro di Claude Lanzmann farà piacere sapere che è in arrivo un biopic, firmato dal giornalista americano Adam Benzine, nominato nella cinquina dell’Academy come Best Documentary Short Subject. Claude Lanzmann, francese, scrittore, insegnante e regista, amico di Simone de Beauvoir e di Jean-Paul Sartre nonché direttore di Les Temps modernes, nel 1973 inizia a lavorare a quella che passerà alla storia del mondo (e del cinema) come un’opera magna: Shoah esce nel 1985 e parla dell’olocausto attraverso un’eccezionale finezza di regia e montaggio; 11 anni di lavoro e 10 ore di film che hanno consacrato Lanzmann nell’olimpo dei maestri d’indagine del reale. Serio e pacato, Lanzmann volge la sua ricerca verso i testimoni oculari, le persone che hanno vissuto il rispetto delle regole senza domande e adotta un punto di vista interno su un sistema folle e ordinario. Shoah è un fiume di parole, frammentato da quadri bucolici dei luoghi di morte; nessun repertorio, ché «l’immagine uccide l’immaginazione»: a parlare è la storia degli uomini. La Soluzione Finale non fu mai dettata da un ordine scritto, ma da una burocrazia che fu «una successione di piccole tappe, superate secondo una logica» scrive Giuseppe Genna, al termine della quale «i burocrati sono diventati inventori». Shoah è testimonianza eccezionale nonché lezione fondamentale sulle possibilità del documentario, sul suo linguaggio e sulla sua grammatica....   leggi tutto

Maggiore attenzione ai prodotti alimentari e alla loro filiera produttiva, tutela dell’ambiente e delle specie che lo abitano, riscoperta di processi slow: questi i temi che animano la discussione mondiale attorno al cibo. A questa si è accompagnata, nel corso dell’ultima decade, una massiva produzione di cinema documentaristico specializzato nel racconto legato all’ambiente culinario. Proprio tra qualche settimana la sezione Kulinarisches Kino della Berlinale, curata da Thomas Struck e realizzata in partnership con l’International Slow Food Movement, compie il suo 10° anniversario, con il motto “Make Food Not War”....   leggi tutto

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