Autore: Clara Amodeo

Classe 1989, nasco a Milano dove frequento il Liceo Classico Parini. Forse con la benedizione del mio ben più noto predecessore compagno di scuola, Walter Tobagi, intraprendo la sua stessa strada lavorativa iniziando a collaborare con una testata giornalistica di Sesto San Giovanni, proprio quando, nel 2008, mi iscrivo al corso di laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali. Da quattro anni sono pubblicista all’Ordine dei Giornalisti di Lombardia, e, per non farmi mancare nulla, conseguo anche la laurea magistrale nel corso in Storia e Critica dell’Arte nel 2014. Attualmente frequento la Scuola di Giornalismo Walter Tobagi di Milano, forte di un’esperienza non solo redazionale ma anche direttiva: sono infatti vicedirettrice del sito Pequod rivista.

Ce la descrivono come una Parigi fredda, immobile, esanime. Esattamente come quei corpi (il numero è ancora incerto, ma le fonti sanitarie parlano di 127 morti) fotografati e apparsi sui canali di informazione di tutto il mondo, avvolti nelle coperte termiche o, in loro assenza, nelle lenzuola che i condomini lanciavano dalle finestre. Immagini, suoni, parole che riecheggiano nella piazza digitale di Internet e che giungono fino agli altri. Gli altri, nel cuore della notte, gli altri, distanti ma vicini, gli altri, che non possono essere là fisicamente ma che si stringono attorno a questa città ferita due volte e ai suoi cittadini stremati. Esattamente come stiamo facendo noi adesso. Rifletto su come sarebbe andata se non ci fossero stati i social, le dirette web, i giornali on line, se loro non ci avessero informati, secondo per secondo, di quello che stava accadendo ai parenti, agli amici o semplicemente a persone qualunque alle quali, tuttavia, ci sentiamo filantropicamente vicini. Forse sarebbe andata peggio, forse sarebbe andata meglio....   leggi tutto

Basta sedersi al porto, lasciarsi alle spalle il chiasso dei locali notturni di Gümbet, affinare la vista e si è subito in Grecia, in un altro Paese, in un altro continente. Bodrum è un crocevia di diverse culture: per la sua posizione strategica nell’ Egeo ha visto camminare per le sue vie greci, bizantini, ottomani, curdi e turchi, senza dimenticare quell’umanità migrante che scappa dalla guerra in cerca di un posto migliore, scolando verso l’Europa e usando Bodrum come fosse un imbuto. Ciascuno vi ha lasciato qualcosa: un anfiteatro, un mausoleo, un castello. Vite umane....   leggi tutto

Si dice che una sposa bagnata sia una sposa fortunata. Ci auguriamo che lo stesso valga anche per il Festival della Comunicazione di Camogli che oggi, a causa dell’allerta meteo di livello 2 emessa dalla protezione civile, ha dovuto chiudere i battenti con un giorno di anticipo. Sono così saltati gli interventi dello youtuber Daniele doesn’t matter, del giornalista (e amico pequodiano) Beppe Severgnini, del regista Enrico Ghezzi. Per non parlare di Umberto Eco, che avrebbe dovuto chiudere il Festival con l’intervento “Tu, lei, la memoria e l’insulto”....   leggi tutto

Su carta intestata o per mail, uomini e donne, tutti gli amanti, almeno una volta nella vita, hanno scritto alla rubrica “Questioni di cuore” di Natalia Aspesi. La giornalista, complice l’età, ha letto migliaia e migliaia di storie d’amore nella sua vita: dapprima scritte a penna e oggi anche per mail. Ma a questo punto la domanda sorge spontanea: nell’era del “Fidanzamento ufficiale” di facebookiana memoria, non si rischia di travisare e disgregare i sentimenti? “Non proprio – dice la Aspesi – piuttosto porta a trovare fidanzati aleatori, che prima o poi si dissolveranno quasi sempre in silenzio. Il che non è un male: con la rete le relazioni si concludono in modo “soft”, evitando litigate e, in extremis, la violenza contro le donne”....   leggi tutto

Get your kicks on Route 66, cantava nel lontano 1946 Nat King Cole. Il brano, successivamente arrangiato da altri artisti quali Chuck Berry nel 1961, i Rolling Stones nel 1964 e i Depeche Mode nel 1987, canta lo stile della più famosa highway americana, la Route 66 appunto, che taglia trasversalmente gli USA. Forse più attratti dai luoghi che dal sistema yankee, la mia famiglia ha deciso di intraprendere il lungo viaggio a stelle e strisce nel luglio 2009: tre settimane per attraversare in macchina sette stati, partendo da Chicago ma “deviando” all’altezza di Las Vegas per raggiungere San Francisco in aereo. Ebbene, quella strada ha generato in me un vero cambiamento: partita con un mucchio di pregiudizi sulla società americana, volti, storie, luoghi e scenari d’ogni genere mi hanno smentita e, piacevolmente, ho scoperto un’America inedita e molto più “umana” di quanto pensassi....   leggi tutto

Un modo di progettare nuovo nonostante le sue origini antiche. Un modo di progettare ufficiale nonostante la partecipazione (anche) di non addetti al lavori. È l’architettura open source, quella che permette di costruire case e città “dal basso”, la protagonista del nuovo libro dell’architetto Carlo Ratti “Architettura Open Source – Verso una progettazione aperta”, edito da Einaudi: la sua esperienza negli Usa, dove al Massachusetts Institute of Technology dirige dal 2004 il MIT Senseable City Lab, e il lungo lavoro sulle città e la tecnologia, culminato in un intero padiglione alla Biennale di Venezia del 2006, porta oggi l’architetto a considerare un modo di progettare tanto antico quanto innovativo....   leggi tutto

C’erano molti degli atenei milanesi, dalla Statale alla Bocconi, dal Politecnico alla Cattolica, all’incontro “Giornalismo universitario on line: prospettive e problematiche” che giovedì 29 maggio ha riunito molte delle testate giornalistiche universitarie di Milano in occasione della festa di apertura de LaDogana, il nuovo spazio in via Dogana da poco sede dell’Informagiovani del Comune....   leggi tutto

Da quella tragica notte del tre ottobre scorso sono negli occhi di noi tutti: donne, bambini e uomini avvolti nelle coperte termiche dorate, protesi verso i paramedici nella speranza di uscire da un inferno galleggiante che li ha resi prigionieri per giorni, impauriti dalla morte scampata e costata la vita ai 339 compagni di viaggio. Per non parlare, poi, di ciò che li aspetta una volta approdati: chi li ospiterà? Dove potranno rifarsi una vita? Come riscatteranno un passato di guerre e maltrattamenti? Domande, queste, cui dal 22 maggio 2006 cerca di dare risposte il Centro di Accoglienza Sammartini del Comune di Milano, gestito, dal 2007, dalla società cooperativa sociale Farsi Prossimo Onlus promossa da Caritas Ambrosiana: una struttura che offre ospitalità temporanea a donne straniere, con o senza figli, che abbiano chiesto la Protezione Internazionale (ossia lo status di rifugiato) e versino in condizione di bisogno. Le ospitate sono infatti donne che spesso hanno subito maltrattamenti e violenze, che possono essere fuggite da contesti di guerra o da situazioni in cui hanno patito persecuzioni per motivi politici o religiosi e che necessitano di un inserimento lavorativo: una sfida non facile, che prevede il delicato compito di perseguire lo sviluppo integrale di soggetti non solo deboli ma anche emarginati in un contesto urbano alienante, quale spesso si ritrova a essere la città di Milano....   leggi tutto

Arrivare nella cittadina di Shirakawa non è facile: posizionata a 500 metri di altitudine, è situata nella prefettura di Gifu, in una zona del Giappone poco popolosa poichè impervia a causa dell’abbondanza della vegetazione e delle precipitazioni che, nei mesi invernali, si tramutano in neve la quale, scendendo copiosa, attacca al terreno fino a raggiungere un’altezza di tre metri. E allora perché andarci? La storia potrebbe aiutarmi a rispondere alla lecita domanda: insediamento databile, presumibilmente, all’8000 a.C., non se ne sa nulla fino al XII sec. d.C. quando Kanenbo Zenshun, discepolo del monaco buddhista Shinran, vi introdusse tale religione. La sua storia continua dunque sulle orme di una normale cittadina di campagna fino a quando, dopo la guerra nel Pacifico, a seguito dello sviluppo economico, il villaggio di Shirakawa fu letteralmente assalito da una serie di lavori per la costruzione di dighe: fu per questo che gli edifici in stile Gassho divennero rinomati e cominciarono a essere venduti in tutto il Giappone, tanto che, con la costruzione di edifici contemporanei, le autorità locali chiesero il trasferimenti delle antiche case nel villaggio Gassho di Shirakawa – go; correva l’anno 1972. Non passò molto tempo prima che il villaggio fosse designato come un’area di conservazione per un gruppo di importanti edifici storici, divenendo, nel 1976, patrimonio Unesco....   leggi tutto

Ha rinnovato la curia, quella stessa che ha definito “la lebbra della corte del papato”, ha ribaltato lo Ior, la banca vaticana, ha toccato temi etici di delicatissima importanza quali la morte, il matrimonio, la vita, le coppie di fatto, l’omosessualità: scelte ardite per questo papa Francesco I, ma che Corrado Augias ha deciso di raccontare nella sua ultima edizione “Tra Cesare e Dio”,  presentata oggi nella Sala dei Notari....   leggi tutto

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