Autore: Davide Tacchini

Classe '89, nato in provincia bergamasca, vivo i ¾ dell'anno in un piccolo paesino rurale nella maremma toscana dove mi occupo di orticoltura, giardinaggio e agriturismo. Negli ultimi anni ho viaggiato parecchio nel centro-sud Italia vagabondando e ricercando luoghi non comuni fino a convincermi che paesaggisticamente questo paese natale offre bellezza per una vita intera. Così mi intrufolo in Pequod con l'intento di condividere il bagaglio accumulato e razionalizzare l'esperienza del mio muovere.

A Castelli Calepio, fedeli a un principio, stavamo barricati in un appartamento al secondo piano, difesi da un armadio trascinato a impedire l’ingresso. Tutt’attorno l’assedio: quattro volanti in strada, Carabinieri e Digos come fanteria dall’altra parte della porta; in prima linea il fabbro e i suoi arnesi, sotto esortazione d’un ufficiale giudiziario, fungevano da ariete d’espugnazione. Lo stridere del flessibile sul corpo del serramento annunciava il caos, i pianti, la disfatta imminente. Questa volta stavano andando fino in fondo....   leggi tutto

Primavera. Agli occhi dell’occidente è significante fidente in un crescendo di calore, luce e colore.
Nell’arcipelago nipponico, dove sembra che gli animi siano più melanconici, è allo stesso tempo annuncio di un inevitabile prossimo autunno.
Presentata così c’è da svenarsi, me ne rendo conto, ma con qualche approfondimento si può facilmente cogliere la raffinatezza e la lucidità della visione orientale.
Primavera quindi, o 春 (Haru) in “sol levantese”: è il periodo che crea lo scenario figurativo più diffuso dell’estremo oriente, la “cartolina” di idillio, un’armonia cromatica d’altro mondo. Ed è su un aspetto prettamente botanico che si fonda il culto della primavera giapponese e si sviluppa una profonda e sentita elucubrazione filosofica: la fioritura dei ciliegi.
Da Aprile a metà Maggio lo spettacolo della manifestazione floreale percorre le isole da sud a nord ammantandole di ogni sfumatura di rosa. La breve durata del fenomeno è valsa alla delicatezza del fiore di ciliegio (sakura in “gergo”) la qualifica di simbolo di bellezza fugace, di impermanenza e ciclicità di tutto ciò che esiste. Da qui la fine tradizione della pratica dell’Hanami (花見) ovvero “ ammirare i fiori”: attimi empatici dove tra l’occhio dell’uomo e il processo della corolla si crea un colloquio dolce e malinconico sull’arco della vita....   leggi tutto

Il battesimo del volo lo presi ch’ero bimbo, a 5 anni, nell’Agosto del ’95.
Per quel che i miei ricordano dovette essere anche il primo reale viaggio dopo il mio “arrivo”.
Al tempo la trama era quella di un’Orio al Serio che timidamente si approcciava alla scena aeroportuale nostrana, di tratte aeree low cost comparse sporadicamente solo oltreoceano e in nord Europa e assolutamente nessun cenno di velivoli RyanAir sopra i cieli italiani.
Così, l’esordio di questa “gita” fu: Milano Linate- Lamezia Terme.
200.000 lire a capo per la traversata del paese. Erano bei soldi all’epoca!...   leggi tutto

Ho speso lungo pensare nella ricerca di una definizione di ‘Eroe’ che mi soddisfacesse. Per vedersi attribuire questa nomea il filantropo atto di coraggio è condizione prima, ma non risolutiva; reputo che l’appellativo d’eroe debba essere un’etichetta senza scadenza che non si conferisce per un singolo atto lodevole, quanto piuttosto per una costante condotta, uno stile di vita....   leggi tutto

Roberta aveva 21 anni quando il padre, non riuscendo a seguire in maniera regolare le terapie mediche assegnategli, ebbe un attacco ischemico (preludio di patologie più gravi quali l’ ictus). La giovane, in quel periodo, frequentava un corso riguardante idee di business innovative che l’ha fatta appassionare alla realtà delle start-up: nuove imprese nella forma di organizzazioni temporanee e società di capitali alla ricerca di modelli di business ripetibili e scalabili....   leggi tutto

Poco l’uomo teme quanto l’annoiarsi, la morte soltanto contro l’agguato della noia nell’attesa. Miriadi di passatempi furono creati per combattere l’inerzia malinconica, l’invincibile monotona insoddisfazione: sale d’attesa brulicanti di gladiatori di Candy Crush, sprovveduti sfogliatori di riviste di design e l’antiquato chino sul Nokia a cercare asilo in Snake Xenzia....   leggi tutto

Cinquanta anni fa nasceva nella provincia bergamasca la compagnia folkloristica de Gli Zanni (nome derivato dai personaggi più antichi della Commedia dell’Arte). Nell’impegno per l’indagine storico-sociale e culturale, il gruppo sperimenta il ricostruire in atti teatrali momenti comunitari e aspetti tradizionali di varie popolazioni, nonché la pratica di musiche, danze e canti etnici. L’intento è quello di ritrovare la “storia dal basso” che è punto iniziale d’una comprensione della realtà attuale.
Annualmente l’associazione organizza momenti d’incontro con rappresentative estere di folklore e tournée di lavoro fuori porta per un diretto contatto col patrimonio straniero....   leggi tutto

Capita il momento in cui l’inadeguatezza preme e schizzare via è l’incerto palliativo.
Meta fantasticata, rinnovare la mente, andare a caccia: questo serve e questa è l’idea-propulsore per raggiungere la velocità di fuga.
Andare come unica possibilità di sanità spirituale, farsi proiettile e concedersi a gravità altre.
Così nel Marzo 2013, in muta euforia, lascio la scolorita valle natale bergamasca e prendo il treno che si rivelerà essere il più fecondo della mia giovinezza.
Sarei dovuto partire per un’esperienza di 2 mesi. Sono passati 3 anni....   leggi tutto

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