Autore: Leonardo Lussana

Cresciuto in una frazione sperduta delle valli orobiche, dove anche l'automobile di Google Maps si è rifiutata di arrivare, sin da piccolo coltivo la mia passione per il disegno e la pittura. Avevo due anni quando, di mia iniziativa, presi i gessetti colorati e decisi di lasciare il primo di una lunga serie di lavori sui muri di casa. Opera d'arte purtroppo cancellata prima che quelli del Moma la potessero vedere, mia mamma decise di tappezzare le pareti di casa con fogli di carta in modo da prevenire le mie scorribande vandaliche. Dopo l'iter delle scuole dell'obbligo e maldestri tentativi di sfondare nel mondo della pallacanestro e del calcio, mi sono diplomato al Liceo artistico e di conseguenza laureato in Storia dell'arte a Milano, il tutto corredato dai soliti stage di rito. Attraverso Pequod vorrei parlarvi dell'arte, dei suoi protagonisti e delle opere da essi realizzate: che come istantanee raccontano il passato e il presente dell'umanità; magari con la cultura non si sazia lo stomaco, ma sicuramente si appaga la mente e il desiderio della conoscenza.

Questa sera alle 20.45 debutterà  Much ado about nothing, un nuovo spettacolo de “La Gilda delle Arti – Teatro Bergamo”, presso il Teatro comunale di Roncola San Bernardo (BG). Uno spettacolo che è più di uno spettacolo: i responsabili della compagnia, Nicola Armanni e Miriam Ghezzi, hanno creato un progetto autofinanziato per promuovere la cultura del teatro giovanile e formare una compagnia di teatro stabile formata da giovani. Ne parliamo con Miriam Ghezzi, regista della compagnia....   leggi tutto

Fino all’avvento dell’epoca industriale procurarsi i colori necessari a dipingere richiedeva tempo e conoscenze degne di un chimico. Nonostante l’uso e la ricerca di pigmenti si perda nella notte dei tempi (pensiamo ai graffiti rupestri delle caverne realizzati con colori ottenuti da terre colorate), è soltanto nel Medioevo che questi procedimenti divennero oggetto di studi attenti e metodici, tanto da sentire l’esigenza di consegnare ai posteri queste nozioni fissandole nelle pagine dei libri....   leggi tutto

Tra due giorni la Gilda delle Arti, compagnia teatrale bergamasca, festeggerà ufficialmente i suoi 10 anni di attività di formazione e spettacolo. Era il 17 Settembre 2006 quando Nicola Armanni, direttore artistico insieme alla regista e compagna Miriam Ghezzi, fondava il primo gruppo, fatto di ragazzi appassionati di musica. Oggi ci sono nuovi progetti – superare i confini della provincia di Bergamo, fondare una scuola – ma lo spirito della Gilda rimane sempre legato a un’idea di teatro popolare, accessibile e praticabile da tutti, soprattutto dai più giovani....   leggi tutto

Dopo l’approfondimento sul progetto di social reading TwLetteratura, Pequod torna a parlarne con uno dei protagonisti, Iuri Moscardi. Trentenne, originario della provincia di Brescia e laureato in Lettere Moderne, dal 2013 collabora con l’originale startup in qualità di project manager, rivelandoci anche i prossimi appuntamenti per vivere un’estate social, grazie all’app betwyll, ma all’insegna della cultura: #Comunità, dedicato ad Adriano Olivetti, e #CaroMichele a Natalia Ginzburg; l’incontro a Viareggio con gli insegnanti il 16 luglio e la manifestazione Un paese in posa a Barni (Co) del 17 luglio....   leggi tutto

Dalla brillante intuizione di Paolo Costa, Edoardo Montenegro e Pierluigi Vaccaneo nel gennaio 2012 nasce TwLetteratura, definita dai tre creatori come il «metodo con cui, attraverso l’esperienza interattiva e la riscrittura mediata da Twitter, proponiamo la lettura di opere della letteratura, delle arti e della cultura e la loro divulgazione»....   leggi tutto

Ancora pochi giorni e non cammineremo più sulle acque del lago d’Iseo, un’esperienza che ci ha regalato l’opera The Floating Piers di Christo e Jeanne-Claude. La passerella più discussa degli ultimi mesi ha riscosso un grande successo di pubblico ma ha attirato numerose critiche, cominciando da chi si occupa di questo per mestiere. Un’attrazione simpatica, da festa paesana o da parco divertimenti, ma questa non è arte, per Philippe Daverio; addirittura «una passerella verso il nulla», sentenzia Vittorio Sgarbi. Pequod posa lo sguardo su tutta la produzione di Christo e Jeanne-Claude, alla ricerca del senso di un progetto che ha unito i due artisti....   leggi tutto

«E sopra il tutto aborrisca il pittore tutti li vizii»

Con queste parole Paolo Pini, letterato e pittore veneziano del XVI secolo, indicava quella che doveva essere la condotta di ogni uomo definito “artista”; una visione che si discosta di molto dall’immagine popolare di persona dissoluta e a tratti folle che il Novecento ci ha restituito....   leggi tutto

«Ma quando finisce?»: penso che sia capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di averlo pensato durante la visita a una mostra o a un museo.
L’esperienza più o meno positiva può dipendere da diversi fattori: innanzitutto gli oggetti esposti – si può essere di fronte a dei celebrati capolavori ma se questi non sono in grado di entusiasmarci, o addirittura di suscitare il minimo interesse, la visita può risultare solo una perdita di tempo.
In secondo luogo l’allestimento: il saper scegliere le modalità di esposizione, dalla sede (in particolare per le mostre) al posizionamento delle opere, fino ai dettagli minori come il colore delle pareti o l’illuminazione, è una componente essenziale per la buona riuscita di una visita.
Altri elementi riguardano fattori che esulano dalle scelte dello staff artistico o dall’architettura che ospita le opere; pensiamo alle guide non sempre coinvolgenti: prestare attenzione a una persona che ha un timbro di voce monotono e noioso non fa altro che aumentare il desiderio che il tempo trascorra il più rapidamente possibile....   leggi tutto

Immaginate una gomma da cancellare che si accanisce sul disegno al quale ha lavorato un artista del passato: così potremmo descrivere lo scempio che i militanti dell’Isis stanno portando avanti negli ultimi anni.
Poche volte nella storia si è visto un tale disprezzo nei confronti del patrimonio culturale. Non si tratta di conquistatori che rimuovono i simboli di un popolo sottomesso, né di un regime dittatoriale che vuole sbarazzarsi di una corrente anticonformista: ci troviamo di fronte alla distruzione sistematica di beni comuni ad opera di fanatici che non annoverano la memoria storica tra i propri valori.
L’Isis non conserva, distrugge, e lo fa trovando motivazione nell’avversione per le immagini, predicata dall’Islam e più in generale dalla cultura araba più radicale. Il fanatismo, d’altronde, è la peggiore minaccia alla cultura: chi vede il mondo con i paraocchi non fa che perseguire il suo obbiettivo, a qualsiasi costo, e nulla può fargli cambiare idea.
Ma qual è la “cultura” che l’Isis sta distruggendo? Si tratta dell’insieme delle tradizioni e delle testimonianze che si sono sedimentate nel corso del tempo nei territori da loro occupati; è parte della stessa cultura che ci impegniamo a tramandare in quanto patrimonio della collettività; non solo patrimonio materiale ma un concetto universale, che ogni civiltà ha diritto a veder riconosciuto e valorizzato....   leggi tutto

Creare con l’ambiente circostante, questa è l’essenza della Land art: non una superficie da dipingere, né un blocco di marmo da scolpire, ma lo spazio stesso in cui viviamo è la tela privilegiata dai protagonisti di questo movimento nato alla fine degli anni sessanta negli Stati Uniti.
Le opere realizzate partono sempre dall’intervento dell’uomo, che si pone in dialogo con gli elementi naturali di un luogo cercando di realizzare qualcosa che sia in armonia con il contesto; molto sentita infatti è la vicinanza alla causa ecologista, oltre ad un generale rifiuto per l’esasperata esaltazione del progresso tecnologico celebrato da movimenti come la Pop art.
Questa attenzione nei confronti della natura e del paesaggio nasconde una silenziosa protesta verso la civiltà occidentale: questa sventra la “madre terra” arrogandosi diritti che non le appartengono, come un tiranno che spadroneggia senza limiti e non entra in rapporto simbiotico con l’ambiente.
Altro fattore importante è il tempo, creatore fondamentale quanto l’artista, sia che si tratti di quello circolare, vale a dire l’eterno alternarsi delle stagioni, sia che si tratti del succedersi dei cambiamenti climatici. Il tempo modifica il paesaggio e le opere, fortemente inserite nel contesto naturalistico, sono irrimediabilmente soggette a questo cambiamento....   leggi tutto

A partire dal XIX secolo il progresso tecnologico ha aumentato sempre più la possibilità di realizzare e registrare immagini in movimento; la mancanza di mezzi non ha però impedito agli artisti del passato di adottare soluzioni diverse per suggerire ed evocare l’azione....   leggi tutto

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