Autore: Lorenzo Caimi

Poco meno di 230.000 abitanti. Risulta agli occhi di un viaggiatore esterno una sorte di Dubai spersa sulle coste scozzesi. Il bizzarro paragone si spiega girando la testa di circa 180° gradi per accorgersi di questo strano spettacolo. Alla costa rocciosa costellata da case di legno di piccole dimensioni sormontate da fitti nuvoloni grigi, si affiancano infatti alti grattacieli che vanno a creare una sorte di barriera tra il mare e le dune di sabbia, le quali, imponenti, indicano la fine della città e l’inizio del deserto cileno....   leggi tutto

Viva il Perù, cazzo!

Basta solo questa scritta, che a caratteri cubitali campeggia sul versante della montagna, per farmi capire che questa  non è una domenica come le altre. E’ il 29 luglio 2012, e il Perù ha appena compiuto 191 anni. Tutta la nazione blanco – roja è in fermento per i festeggiamenti patrii che si protrarranno per  oltre una settimana. Un tripudio di bandiere biancorosse assediano ogni angolo di strade:  tutto il popolo peruviano è chiamato a raccolta per dar vita ai festeggiamenti per la “tan querida patria”, “la tanto amata patria”.  Scuole chiuse, sfilate, parate militari e civili e spettacoli di ogni genere animano l’intero paese, dalla capitale Lima agli angoli più remoti e sperduti delle province andine e della selva....   leggi tutto

Campana della pace e piramide di Hoxha
Campana della pace e piramide di Hoxha

DONG!!!

Non si può che iniziare da qui. Se fosse un video o una registrazione questo dong lo si individuerebbe subito e facilmente come un suono di campana. Uno solo, forte e profondo che invade tutti gli spazi della piazza semideserta....   leggi tutto

Storghè Spaccare l’insonnia a furia di carezze                                                                                      Pels Otto sono i modi di dire amore in greco antico. Otto sono i foglietti che compaiono in questo caldo pomeriggio di fine agosto su ogni panchina del parco di Porta Venezia. E otto sono i punti in cui =&0=& è stata colpita da questi piccoli A5 appiccicati con lo scotch. Otto foglietti per otto brevi componimenti poetici per le otto parole d’“amore” elleniche. La coincidenza numerica con il numero otto però finisce qui.Il giorno è il 28 di agosto, i gradi sono 32, come i denti del sorriso aperto dell’autrice di questa isolata ma efficace performance poetica quando ci presentiamo. Lei è Francesca Pelosi, in arte =&1=&, poetessa che definire in erba sarebbe quantomeno azzardato. All’attivo ha già un numero imprecisato di scritti brevi, un progetto che prevede una raccolta di novantadue componimenti, uno per ogni anno del novecento che non ha vissuto e la realizzazione di varie iniziative che promuovono la =&2=&. Appena terminato il primo anno di Lettere alla Statale di Milano Francesca, nel presentare i suoi progetti, è vigorosa e disordinata come un fiume in piena che sta per sfondare gli argini. Ed ancor più dei bellissimi scritti che pendono dalle panchine, colpisce questo suo continuo eruttare idee e progetti, lava e lapilli che rapiscono la fantasia e l’immaginazione dei suoi ascoltatori. L’elenco delle prestazioni già compiute o in progetto è lungo. Si parte da “Trasporti poetici” e subito, Pels finisce su Repubblica.it, sito da cui campeggiano le foto dei vari scritti appesi sulla linea gialla della metropolitana: «Finire su La Repubblica così, subito dopo la prima diffusione poetica, è stata una bella sorpresa» conferma la stessa autrice, che chiarisce subito uno dei punti fondanti del suo essere poetessa. «È stata per me come un’approvazione, il consenso a quanto avevo fatto e soprattutto la conferma dell’idea alla base del mio operare: non può esistere poesia senza uomo né uomo senza poesia». 1374706_10201577266545074_1321503875_n                                                                                                                                Francesca Pels. Si passa poi a parlare delle =&4=&
Copyright ©2014 Pequod - Admin
Registrazione presso il Tribunale di Bergamo n. 2 del 8-03-2016
Made by Progetti Astratti