Autore: Pequod Rivista

Cinema e autismo, un tema affrontato spesso dalle grandi produzioni hollywoodiane (indimenticabile Dustin Hoffman in Rain Man) e forse, proprio per le classiche esigenze di copione (e di botteghino), sempre più romanzato in storie che non riescono a raccontare fino in fondo la complessa realtà dell’autismo e delle neurodiversità.
In Italia, però, qualcosa è cambiato: Gianluca Nicoletti, giornalista per La Stampa e Radio24 e padre di Tommaso, ragazzo autistico, ha deciso di raccontare la realtà che vive quotidianamente e quella di altre famiglie come la sua nel documentario Tommy e gli altri, presentato in anteprima lo scorso 30 marzo in Senato e poco dopo sul piccolo schermo, l’1 e il 2 aprile, in occasione della giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo.
Non solo il primo film italiano sull’autismo: nella pellicola scopriamo l’ “autismo adulto”, qualcosa a cui non siamo abituati a pensare, qualcosa che nemmeno lo Stato italiano, racconta Nicoletti, sembra riconoscere, se non nei termini del contributo mensile destinato a chi si occupa di queste persone nella maggiore età.
Ne parliamo con Nicola Gualandris, fonico, compositore e musicista, che nel progetto filmico si è occupato dell’audio in presa diretta....   leggi tutto

C’è una leggenda nel paese cui sono legate le radici materne di Sara, a spiegazione di una buffa donazione che dal 1500 a oggi fa mostra di sé, non senza polemiche e dispute teologiche, nel Santuario della Madonna delle Lacrime, all’ingresso di Ponte Nossa, nascosto tra le montagne bergamasche: la leggenda del coccodrillo. «Il coccodrillo appeso in Chiesa- racconta da anni la nonna di Sara ridendo -viene dall’Adriatico e ha risalito il Po prima, il fiume Serio poi, arrivando fino a qui. Ma mangiava solo giovani vergini e a Ponte Nossa è morto di fame».
Straordinario è che trovi il racconto divertente, anziché offensivo; Antonella, sua figlia, spiega così le origini di un pensiero tanto emancipato: «Il paese è formato soprattutto da forestieri, persone nate in paesi più o meno limitrofi e arrivate qui per lavorare nelle industrie fiorite ai margini del fiume. Quando ero bambina, Ponte Nossa era limitato alla via del centro e poche altre case sparse, circondate da distese di campi e boschi; negli anni ’60 sono apparsi i primi condomini e il paese ha iniziato a trasformarsi in un villaggio operaio, anche se un po’ atipico per via della dislocazione montana».
La fissità che gli occhi di Sara hanno sempre attribuito al paesaggio di Ponte Nossa è molto meno datata di quanto avesse supposto: «Dagli anni ’50 il paese è cambiato molto. –continua Antonella- Pensa alla strada provinciale, su cui le case un po’ vecchie si affacciano a strapiombo: da ragazza vedevo passare soprattutto carretti, le macchine erano poche e lente; oggi le sue due corsie non bastano più e quotidianamente è intasata dal traffico»....   leggi tutto

Lontani dalle spiagge e dalla florida vegetazione caraibica, Cuba si respira nelle sue strade, nei muri dei palazzi colorati sbiaditi dal tempo e dall’incuria. Ma proprio dove il tempo sembra essersi fermato e l’uomo sembra essersene andato, ecco apparire loro, i dipinti e le scritte, ad indicare che Cuba c’è, è viva e si esprime con tutti i colori della sua complessità....   leggi tutto

What’s next for Cuba? Obama’s policy, Castro’s death and Trump’s election have made the political future of the country uncertain, but it is undeniable that things have recently changed on the island. Over the past few months ‘bites’ of capitalism have seduced Cuban citizens – Karl Lagerfeld’s Chanel fashion show in Havana being a remarkable example of the changing wind – and reminded us of other, previously socialist or communist countries, that have long now been fascinated by capitalist customs. What happened in the countries of the former Soviet Union and China is an interesting example of the increasing allure that Western and capitalist habits exercise on (once) communist states....   leggi tutto

La rivolta dello schiavo nero Nut Turner nella Contea di Southampton, in Virginia, che ha ispirato la settimana di Pequod, in occasione dell’anniversario del suo arresto, avvenuto il 30 Novembre 1831, è stato quest’anno al centro delle conversazioni della critica cinematografica. Premiato dal pubblico e dalla giuria nella sezione U.S. Dramatic al Sudance Film Festival e accolto con una standing ovation al Toronto International Film Festival, The Birth of a Nation, il film scritto, diretto e interpretato da Nate Parker, sarà nei cinema italiani a partire da gennaio 2017....   leggi tutto

Sabato 1 ottobre si è disputato il primo incontro della stagione per le Crimson Vipers. Nella palestra Italcementi di Bergamo hanno sfidato le pattinatrici del Breaking Bears di Berlino in un incontro frizzante e mozzafiato. In occasione della settimana contro la violenza di genere, in ricordo di Yara Gambirasio, Uisp Bergamo ha dato spazio al Roller Derby: strategia, velocità e potenza, tutte al femminile! ...   leggi tutto

Greta ha dodici anni e l’aspetto tipico di un’adolescente: il fisico sottile che lascia intravedere un approccio di forme femminili, la pelle fresca intervallata da qualche punto nero, il sorriso timido decorato da un apparecchio argento. Osservandola, niente fa pensare che possa essere diversa da una qualsiasi altra sua coetanea né che possa essere pensata come una vittima o una minaccia. Eppure nell’ultimo anno, Greta si è vista escludere dal gruppo-classe e diventare bersaglio delle “leader” della classe....   leggi tutto

Questo è un articolo sulle nuove dipendenze scritto da un’ex dipendente.

Sono in un bar sui Navigli, sul tavolino ci sono due bicchieri e due cupcake colorati, di quelli che vanno tanto di moda adesso. Di fronte a me siede Noemi (il nome, ovviamente, è inventato, ndr), una bella ragazza, dal fisico pieno. Abbiamo amicizie, un recente passato e la scimmia in comune, io e lei: siamo due “ex dipendenti”....   leggi tutto

More than seventy years after the end of World War II people and nations are still remembering the day the conflict ended. It is indeed an important moment of reflection for each citizen, who on the anniversary of his country’s liberation can appreciate the liberty he has more than during the rest of the year. On this day, which varies according to the country – it is April 25 in Italy, August 25 in France, May 5 in the Netherlands, for example – public demonstrations and parades are organized in several cities to pay homage to the victims of the war, to celebrate the resolution of the conflict, with the hope that something that terrible wouldn’t happen again....   leggi tutto

Every language in the world has plenty of words for expressing feelings or emotions, but one sensation in particular has no shortage of idiomatic expressions to be described with – boredom. Pequod drew a list of colorful and typical expressions from all over the world and noticed some interesting patterns emerged. For example, death seems ubiquitous in Eastern European countries boredom-related expressions, while in the more passionate romance languages references to human genitals abound. Chinese stands right in the middle with both expressions referring to death and to testicles. In addition, the Middle Kingdom draws from his rich cuisine to offer a fascinating figure of speech that involves soy sauce....   leggi tutto

articolo e fotografie di Michele Lapini

Il 4 dicembre 2014 circa 300 persone insieme al collettivo Social Log occuparono l’ex sede della Telecom in via Fioravanti 27, a Bologna. Lo stabile, posto esattamente di fronte agli uffici del nuovo Comune, era vuoto da diversi anni e lo scopo dell’occupazione era quello di dare un tetto a famiglie, bambini, singoli e anziani. Da quel giorno, fino al triste epilogo dello sgombero il 20 ottobre, dentro quelle mura e dietro quelle finestre, è nata una comunità meticcia e solidale, che ha saputo aprire le porte delle proprie case a tutta la Bolognina e a tutta la città....   leggi tutto

C’è chi sceglie di opporsi al potere con la forza delle idee per un mondo più giusto, spesso sacrificando la propria vita sotto i colpi di un governo repressivo, e chi imbraccia le armi per le proprie fantasie di onnipotenza politica. L’ambizione omicida al potere che seduce e terrorizza è il motore del Macbeth shakespeariano, tragica riflessione sul rapporto tra governanti e governati, sulla presa e la perdita di potere. L’autore non è estraneo a certe tematiche e qui le sviluppa in uno scenario a tinte fosche: Macbeth uccide nel buio della notte, ed è l’oscurità che invoca a coprire le sue efferatezze; rosso è il sangue che macchia i corpi morti e le mani colpevoli, che una Lady Macbeth sonnambula tenta di lavare ossessivamente, schiacciata dal peso del crimine, ma per cui non basterà «l’intero oceano del grande Nettuno».
Insomma, chi dice Macbeth dice tragedia, e lo sanno bene i teatranti inglesi, che non osano pronunciarne il nome per scaramanzia. E pensare che quest’opera ha ispirato rappresentazioni teatrali in tutto il mondo: Pequod fa un salto indietro e uno in avanti per raccontarvi la vitalità di un soggetto teatrale e di una visione grandiosa e terribile dell’umanità....   leggi tutto

Quando nel 1948 il capo del governo pakistano annunciò che l’urdu sarebbe stata la sola lingua ufficiale del paese, si scatenarono proteste in tutto il Pakistan orientale, l’attuale Bangladesh, dove la lingua più parlata era il bengalese: i politici affiancarono gli studenti nelle manifestazioni, l’intento era quello di difendere la propria lingua. Il 21 febbraio del 1952, durante una di queste proteste, il governo pakistano rispose col fuoco, uccidendo un gruppo di studenti bengalesi.
Quest’evento ebbe un forte impatto su tutta la popolazione bengalese e seminò nei loro cuori il desiderio di una nazione: ebbe inizio così la lotta per la loro indipendenza,  che ottennero nel 1971....   leggi tutto

Dal sito della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO (unesco.it/cni):

“Nel novembre 1999 l’UNESCO ha proclamato il 21 febbraio “Giornata Internazionale della Lingua Madre”. Le celebrazioni della “Giornata Internazionale della Lingua Madre” hanno l’obiettivo di promuovere la diversità linguistica e culturale ed il multilinguismo nella convinzione che una cultura della pace possa fiorire solo dove ognuno possa comunicare liberamente nella propria lingua in tutti gli ambiti della propria vita. L’UNESCO crede fermamente che nell’istruzione sia fondamentale non solo la diversità linguistica e culturale ma anche la tutela, protezione, conservazione delle lingue in pericolo di estinzione....   leggi tutto

Bergamo al tempo del Rinascimento non è che brillasse per fermento culturale o grandi corti di intellettuali. C’era cultura a Bergamo, ma non c’era una cultura bergamasca e salvo i colti festini della cricca del Colleoni, il resto della popolazione guardava alla Serenissima con la voglia di prendere e partire. Sia gli intellettuali che i popolani sentivano il bisogno di una nuova linfa vitale: molti decisero di andarsene dalle impervie valli per dirigersi verso città portuali come Pisa, Livorno, Genova e Venezia, dove i bergamaschi di montagna, laboriosi e forzuti, erano molto ricercati....   leggi tutto

di Maria Luisa Rao

Bologna 21 marzo 2015. Si respira un’aria diversa e sorrisi senza costrizioni si leggono sui volti dei partecipanti alla marcia per ricordare le vittime innocenti delle mafie, come accade ormai da quasi vent’anni. Organizzata da “Libera” – associazione nomi e numeri contro le mafie – in collaborazione con altre associazioni che ne condividono il progetto di legalità, dal 1996, questa giornata è il simbolo di chi non dimentica, cerca giustizia e lavora ogni giorno per la legalità.
Il corteo si riunisce nei pressi dello stadio Dall’ara e sfila per le vie della città raggiungendo in fine piazza VIII agosto. Gran parte del corteo è composto da giovani, venuti da tutta Italia ma non mancano famiglie con bambini, anche piccolissimi. Partecipare e combattere trecentosessantacinque giorni all’anno. E mentre la folla attraversa Piazza grande, il suono dei tamburi che attraversano “la Dotta” si fa più forte....   leggi tutto

di Sara Alberti e Margherita Ravelli

Da trentatré anni a questa parte, la vita cittadina della piccola Bergamo si anima per una settimana, nel mese di marzo, ruotando attorno all’austera Piazza della Libertà. Stiamo parlando del Bergamo Film Meeting, una rassegna cinematografica che negli ultimi anni sta diventando uno degli eventi più importanti del genere in tutta la penisola, e non solo....   leggi tutto

Di Alessandro Giuliano e Andrea Turchi

Immaginate di essere studenti universitari. Immaginate di recarvi nella vostra sede perché quel giorno dovete sostenere un esame, un colloquio di ricevimento con un professore, o anche semplicemente per usufruire delle aule e biblioteche messe a disposizione per studiare. Ecco, immaginate di trovare a sorpresa i cancelli della facoltà sbarrati, chiusi. Sul portone un foglio in formato A4 con su scritto che quella sede resterà chiusa per tre giorni e che tutte le attività che si sarebbero dovute svolgere in esse, sono trasferite nelle altre sedi. E’ quanto è accaduto stamani presso la sede centrale dell’Università Statale di Milano in via Festa del Perdono. Allo sconcerto e alla rabbia di professori e universitari per la sgradita sorpresa, dato che non c’è stato alcun preavviso da parte del rettore, si è unita quella dei alcuni collettivi coinvolti direttamente nella vicenda....   leggi tutto

articolo di Jessica Pompili e Ludovico Lanzo

Le feste natalizie sono arrivate e cosa è meglio di un bel film di Natale per gustarle a pieno? I titoli a disposizione sono tantissimi, ma per i più indecisi noi di Pequod abbiamo stilato una lista di sei pellicole assolutamente da vedere…e altrettante assolutamente da evitare!...   leggi tutto

di Jessica Pompili e Ludovico Lanzo

Interstellar altro non è che l’ultimo esempio di un lungo elenco: prima di lui, infatti, la storia del cinema ci insegna che, sin dagli albori, numerosi cineasti hanno cercato di raccontare storie che vanno al di là del comune, trasformando in reale ciò che prima poteva essere considerato assoluta fantasia. L’immaginazione è stata la prima forza in grado di condurre l’uomo nello spazio e spingerlo a valicare limiti, solo in apparenza, insormontabili.  Per dirla alla Hitchcock “C’è qualcosa di più importante della logica: l’immaginazione…”....   leggi tutto

di Alessandro Giuliano Andrea Turchi

La stazione centrale

Ahmad ha 23 anni. Si è fatto tre giorni di viaggio. E ora, appoggiato sulle colonne di marmo al mezzanino della stazione centrale, ci racconta dell’odissea che dalla Siria l’ha portato in Italia.   Ahmad è uno dei tanti profughi fuggiti dalla guerra e dalla disperazione. A Milano, da agosto 2013 ne sono arrivati decine di migliaia. Numeri. Per ogni numero una storia. Storie e numeri della cosiddetta emergenza profughi. Carlotta, invece, è una studentessa italiana, studia a Pavia e ogni giorno prende il treno per andare a lezione. Ogni mattina facendo le scale, si trova di fronte tante persone nelle condizioni di Ahmad. Sono giovani, vecchi e intere famiglie con i bambini che giocano ai piedi della scalinata che porta ai binari. A questa gente manca tutto. Carlotta passa davanti a loro ogni giorno, ma decide di sottrarsi all’indifferenza. Di intervenire. Oggi, insieme ad altri volontari, fa parte dell’associazione “Sos Erm che offre immediata accoglienza, soccorso e cure ai profughi che arrivano in stazione centrale. Una mobilitazione partita dal basso e che presto ha coinvolto anche associazioni e cooperative sociali. Un’azione tempestiva volta ad affrontare una situazione al limite del collasso....   leggi tutto

Fotoreportage di Stefano Banfi, Lorenzo Caimi e Riccardo Schiavo

Albania è la proiezione nel futuro, coi suoi stridenti contrasti, di una capitale che si ammoderna a passi da gigante. Un immenso market di cinquanta università private e l’arte di arrangiarsi nella micro-economia di strada. La vita lenta fuori dai bar, nei parchi e nelle periferie. Profumo di agnello grigliato e pannocchie. Una mucca portata a pascolare in un campo da pallone, nel bel mezzo della giungla urbana. I giovani sono cresciuti con l’Albero azzurro e Solletico. L’italiano parlato quasi ovunque. Assorbito davanti alla televisione e spesso consolidato in Italia, da un lavoro all’altro, da una città all’altra della penisola....   leggi tutto

Articolo di Martina Balgera e Matteo Oufti

Il Cimitero Monumentale è un angolo di silenzio di 250.000 mq in mezzo alla città. E’ una parentesi di finto isolamento, un’illusione di trovarsi fuori dalla realtà tradita da passanti, da cantieri, da quello che dell’esterno penetra nello sguardo di chi passeggia. E’ un’occasione per un viaggio, più evocativo che didascalico, attraverso la storia della scultura in Italia ed a Milano negli ultimi centocinquant’anni (tra i nomi più famosi: Medardo Rosso, Lucio Fontana, Adolf Wildt). Al fianco di tombe decorate in stile Art Déco è possibile ravvisare bassorilievi degli Anni Trenta....   leggi tutto

Il corpo di Pequod è in continua evoluzione nella forma e nel colore, ma soprattutto nella qualità! Da oggi la nostra rivista online si arricchisce. Oltre al nostro consueto approfondimento culturale e di attualità, vi racconteremo anche gli eventi del giorno più vicini alla nostra sensibilità e al nostro modo di informarvi. Nasce oggi =&0=&: fatti e notizie, da Milano e dal mondo, in presa diretta. Ci lasceremo cogliere dall’imprevedibilità degli eventi che verranno pubblicati a caldo, in qualsiasi momento. Cambiare rimanendo se stessi. Innovare senza perdere di vista la propria identità. Questa rimane e sarà, anche in futuro, la sfida di questa testata, che continua a crescere grazie anche al contributo di chi la nutre. La direzione, i redattori e soprattutto voi, che ci leggete.

di Martina Balgera

e Francesca Gabbiadini

Panettoni trasformati in pinguini, lampioni reinventati in chupa chups, alberi ornati da ricami di lana, cartelli stradali invasi da omini stilizzati, cabine ed edicole su cui spuntano teste di gallo, tubature che diventano bastoni da appoggio per vecchietti e, ancora, crepe da cui si scorgono mondi visionari: le creature della Street Art invadono le strade delle città di tutto il mondo, mutandone gli elementi....   leggi tutto

Articolo di Matteo Oufti

Fotografie di Martina Balgera

Una donna va a trovare il marito defunto. Piange in silenzio tra l’indifferenza generale: come in un qualsiasi altro parco o museo a cielo aperto, la gente passeggia e fa foto alle statue. C’è una bella luce, un’atmosfera che fa sentire dentro un’opera di Caravaggio, un riposo durante la fuga in Egitto. La Madonna col bimbo sta chiusa nella sua solitudine e non servono a niente Giuseppe, né l’angelo, né la loro musica che non conforta. Sullo sfondo è dipinto un sole che quasi sbeffeggia, un cielo sereno che se ne frega di ogni sofferenza, di qualsiasi condizione, dell’umano dolore, della sciura Maria e di qualunque altra sciura che cambia i fiori dei cari....   leggi tutto

Articolo di Jessica Pompili e Michele Chighizola

Perché sì

di Michele Chighizola

In sala ormai da un paio di settimane, Gravity di Alfonso Cuaròn è ufficialmente il grande film-evento di questo autunno cinematografico. Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia sul finire dell’estate, il film, grazie alla sua straordinaria potenza visiva, aveva fatto volare via i riporti e i parrucchini dei grigi critici seduti in sala, che, ancora frastornati, si erano velocemente affrettati a dichiararlo in coro un capolavoro. Dopo gli entusiasmi della Laguna, Gravity è uscito nelle sale di tutto il mondo e ora sta facendo il vero smargiasso a livello di incassi: Primo in America, primo in Europa, primo in Italia....   leggi tutto

Articolo di Jessica Pompili e Michele Chighizola

Perché sì  

di Michele Chighizola

Presentato nel 2012 al Festival di Cannes e accolto con scroscianti applausi, Holy Motors è rimasto tagliato fuori dai cinema italiani per un anno, mentre nel resto del mondo diventava un film di culto. Grottesco, esagerato, ambizioso, sempre sul punto di diventare più video-arte che cinema, Holy Motors ha diviso la critica di tutto il mondo e generato discussioni infinite su blog e siti di cinema. Ora, dal 6 giugno 2013, è stato distribuito in qualche piccola sala cinematografica e così anche i poveri italiani potranno vederlo. Ma di cosa parla innanzitutto il bizzarro film di Leos Carax, regista e critico cinematografico in circolazione dagli anni ’80 ma con all’attivo solo cinque film? Holy Motors parla di una giornata di Oscar (Dennis Levant), un uomo che, a bordo di una lussuosa limousine, attraversa Parigi e ha nove appuntamenti in agenda. La particolarità tuttavia sta nel fatto che per ogni appuntamento Oscar cambia identità e la limousine altro non è che un gigantesco camerino itinerante con set di specchi, parrucche e trucchi. Ecco quindi che Oscar assume le sembianze di un mendicante, di un broker di borsa, di un killer, di un acrobata con tuta-motion capture per un videogioco, di un rivoluzionario, addirittura di un elfo/troll che vive nelle fogne di Parigi, ma anche quelle di un padre che va a prendere la figlia ad una festa di amici e di un uomo che torna stanco a casa dal lavoro....   leggi tutto

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