Autore: Sara Alberti

Nata sulle colline bergamasche nel 1989, percuoto dall’età di otto anni, quando ho iniziato a studiare batteria e percussioni da orchestra nel Corpo Musicale Pietro Pelliccioli di Ranica (W la banda!). Dopo essermi barcamenata tra le varie arti, la Musica ha avuto la meglio e mi è valsa una laurea in Musicologia. Profondamente affascinata dal vecchio e dall’antico, continuo a danzare e suonare nella Compagnia per la ricerca e le tradizioni popolari “Gli Zanni” e per il mio grande amore balcanico Caravan Orkestar. Su questa nave di pirati sono la responsabile della sezione Nuove Premesse, della cambusa e della rubrica musicale.

Un blu intenso e profondo è il colore che avvolge gli Stati Uniti a cavallo tra Ottocento e Novecento. Già nel XVII secolo gli anglofoni erano avvezzi all’uso dell’espressione to have the blue devils (“avere i diavoli blu”), riferita ad uno stato d’animo di agitazione, depressione e tristezza provocato dallo stato allucinatorio che segue la crisi di astinenza da alcool – un bel post sbronza con i fiocchi (e con i diavoli blu). Sempre blue era un sinonimo gergale per indicare un ubriaco, così come blu erano le leggi che vietavano la vendita domenicale di alcolici, le Blue Laws....   leggi tutto

Travestimento. Alletta e fa divertire l’uomo a teatro, sui palcoscenici delle popstar, all’opera, nei musical: riflettori e camuffamenti fanno si che i ruoli si scombinino in modo bizzarro e irriverente, le parti si ribaltano e se aggiungiamo un pizzico di divertenti rimandi alla sfera sessuale, il divertimento è assicurato....   leggi tutto

Una musica senza tempo, eterna e immutabile. È la Primavera di Antonio Vivaldi composta prima del 1725, quando ad Amsterdam l’editore Michel-Charles Le Cène dava inizio alla diffusione di questo sognante movimento. La Primavera fa parte dell’opera Il cimento dell’armonia e dell’inventione composta di dodici concerti solistici. Le Quattro Stagioni, op.8 n. 1-4, composto di quattro  concerti che si riferiscono alle quattro stagioni – Primavera, Estate, Autunno, Inverno – viene eseguito, secondo l’organico in partitura originale, da un quartetto d’archi (violino primo e secondo, viola, violoncello) e basso continuo (poteva essere eseguito da clavicembalo o organo). Tutti e quattro i concerti de Le Quattro Stagioni sono accompagnati da altrettanti sonetti. Quello de La Primavera:

Allegro
Giunt’ è la Primavera e festosetti
La Salutan gl’ Augei con lieto canto,
E i fonti allo Spirar de’ Zeffiretti
Con dolce mormorio Scorrono intanto:
Vengon’ coprendo l’aer di nero amanto
E Lampi, e tuoni ad annuntiarla eletti
Indi tacendo questi, gl’ Augelletti
Tornan di nuovo al lor canoro incanto:

Largo
E quindi sul fiorito ameno prato
Al caro mormorio di fronde e piante
Dorme ‘l Caprar col fido can’ à lato....   leggi tutto

Cinisello Balsamo, ottobre 2016: nasce il collettivo femminista MeaVulva, all’interno del centro sociale Spazio 20092. L’idea della creazione di MeaVulva parte dalla necessità di avere una realtà con proposte pratiche sul territorio cinisellese. Continua il collettivo: «Sin dall’inizio abbiamo scelto di assumere delle modalità molto concrete per esprimere l’ideologia femminista che ci contraddistingue e ci unisce allo stesso tempo alle altre realtà circostanti, senza definirci in modo netto. O meglio: siamo un gruppo autorganizzato, femminista che sostiene la parità dei diritti contro qualunque forma di discriminazione di genere a livello politico, sociale, sanitario, culturale ed economico. Ma stiamo costruendo la nostra identità passo per passo, attraverso le nostre azioni. L’esperienza della manifestazione del 26 Novembre a Roma è stata sicuramente edificante e istruttiva, poiché ha mostrato la volontà di ritrovarsi e riconoscersi per riiniziare un percorso propositivo e costituente. Pensiamo fermamente che sia necessario ripartire dal grido: Io sono solo mia». ...   leggi tutto

Dopo l’album di successo Un accenno di tette, tornano sulla scena musicale bergamasca i Cornoltis. Nati a “fine 2007/fine 2008”, per “elaborare il lutto della morte di Lady Diana (o meglio il decennale) e per celebrare, con sei anni di ritardo, l’ascensione della Corea nell’olimpo calcistico”, la band presenterà il suo nuovo album La banalità del pene sabato 4 febbraio presso il c.s.a Pacì Paciana....   leggi tutto

Il proibizionismo statunitense è spesso accompagnato, nelle nostre menti europee e occidentalizzate, da una musichetta allegra suonata da un pianista afroamericano che sta in un angolo. Lo si intravede tra la fumera di sigari e le bottiglie d’alcool di contrabbando. Prima di sederci a uno di quei tavoli, occorre fare un passo indietro e capire come quel musicista nero sia arrivato lì: potremmo essere al Cotton Club di New York o in uno degli Speakeasy più amati da Al Capone a Chicago. Partiamo dal principio e torniamo a New Orleans, dove tutto ebbe più o meno inizio....   leggi tutto

L’atto creativo di Thomas Edison, che 127 anni fa scopriva la lampadina, fu all’origine di una rivoluzione epocale. La sua invenzione ha modificato l’uso del tempo, l’esplorazione di spazi e ispirato alle generazioni successive altre creazioni, altre invenzioni, fino all’odierna ricerca di fonti di luce alternative.
Non solo un’applicazione pratica, ma spesso una fonte d’ispirazione estetica: la luce artificiale si è presto inserita tra i soggetti privilegiati dell’arte, divenendo elemento determinante d’innumerevoli opere....   leggi tutto

Una settimana dedicata al tema della schiavitù e un tema pensante e al contempo delicato da affrontare. Voci di periferia, una nuovissima compagnia teatrale ha dato la propria idea di schiavitù contestualizzata ai nostri tempi con lo spettacolo Nuovi Schiavi, Studio del limite di X. Le voci di periferia di Serena Gotti, Alice Laspina e Alberto Pedruzzi mi hanno raccontato il percorso della compagnia e dello spettacolo. La compagnia nacque insieme allo spettacolo. Conosciutisi al progetto Young del teatro Donizetti, consci del desiderio di lavorare con l’altro, si sono buttati nel progetto dello spettacolo....   leggi tutto

Innegabile è la passione dell’uomo nel modellare a suo piacere il proprio corpo: è dall’ antica Grecia che si cerca la perfezione esteriore, lavorando con tenacia per scolpire il proprio corpo a seconda dei canoni di bellezza più in voga. Certo, dalla palestra di Olimpia allo Sport Più se ne è versato di sudore! Anticamente la palestra (dal greco παλαίστρα, palaestra) era il luogo dove i giovani si allenavano nell’arte della lotta e dell’atletica e, successivamente, area designata per l’istruzione dei futuri efebi: il ginnasio (dal greco antico γυμνάσιον, poi dal latino gymnasium)....   leggi tutto

Da sempre la musica tradizionale è stata un mezzo di descrizione del quotidiano, un modo accettato dalla società per esprimere le proprie opinioni. I supporti tecnologici hanno fatto il resto: alla fine della Grande Guerra l’altoparlante diventò centrale per la diffusione della produzione musicale; ma contemporaneamente il disco e la radio permisero ad una grande varietà di produzioni locali di arrivare all’orecchio del grande pubblico....   leggi tutto

Partiva il 3 gennaio 1998 la spedizione alpinistica guidata da Marcello Cominetti alla conquista dell’Aconcagua, nella cordigliera andina. Mino Alberti è il nostro protagonista e narratore: nel suo diario ha raccolto le sensazioni provate in quella scalata di 7012 m, intrapresa dal versante nord-ovest, al confine tra Cile e Argentina. L’attenzione per gli orari, il cibo, le ore di sonno e lo stato psicofisico sono gli elementi dominanti del diario, che contribuiscono a rendere l’idea dello sforzo fisico in una spedizione a così alta quota, al di là della volontà personale....   leggi tutto

«Essere partigiano vuol dire fare delle scelte, prendere una parte. Chi ha fatto il partigiano durante la Seconda Guerra Mondiale poteva decidere se imboscarsi, arruolarsi o fuggire; c’è invece chi ha scelto di combattere.. Se ci pensi, i ragazzi partigiani di vent’anni erano nati e vissuti durante il fascismo, per loro c’era sempre stato il fascismo, non c’era nient’altro e non avevano esperienze di un’alternativa. Eppure in quel momento han scelto di combattere per un’alternativa»....   leggi tutto

Psichedelia e musica. Il pensiero subito ci riconduce a quegli osannati anni Sessanta che tanto hanno fatto sognare le menti adolescenti della nostra generazione. Mi riferisco, più precisamente, a tutte quelle esperienze musicali caratterizzate da stati di coscienza e di percezione alterati che coinvolgevano egualmente pubblico e musicisti.
Termini triti e ritriti come rock psichedelico, l’Estate dell’amore, la Woodstock Nation ci riportano ad un momento in cui la musica ha fortemente contribuito alla creazione di uno stile di vita, di un determinato modo di pensare e di vivere. Grande slancio dei gruppi anglosassoni, la ripresa economica post-bellica, costumi sessuali più liberi e le passioni sociopolitiche, questi i tratti che definiscono il profilo di questo periodo storico-musicale....   leggi tutto

Dal 2009 la ONG PoveriVoi  ha sempre portato avanti un ideale: quello di esportare umanità. Il progetto nasce infatti dalla volontà di lottare contro la progressiva disumanizzazione degli esseri umani, così ci racconta uno dei fondatori. Ma nello specifico, essendo questa una realtà del tutto italiana e all’italiana, l’obbiettivo primario dell’associazione è quello di «riportare il popolo italiano, che sembra ormai mancare di umanità, altruismo e condivisione, ad una realtà più umana proponendo dei soggiorni in luoghi e comunità in cui ancora ci si aiuta vicendevolmente stando molto attenti al prossimo e alle sue esigenze»....   leggi tutto

Come scrivere dell’immensità musicale di De André? Con un sentimento di profondo rispetto mi sono lasciata trasportare dagli ascolti e da piccole sensazioni. Un sapore forte di nostalgia, di qualcosa che ricorda la lontananza in sé come stato mentale. Le mie orecchie, abituate e perennemente attratte da sonorità che sanno di est, si sono soffermate su Megù Megun (1990, Le Nuvole) e la più celeberrima Crêuza de (1984, Crêuza de )....   leggi tutto

È finalmente il giorno della partenza! Prepariamo tutti i bagagli per bene, riempiamo le custodie degli strumenti e ci dividiamo i “pesi massimi”. Siamo in nove all’aeroporto, tutti con le nostre magliettine colorate e i cappelli da ceffi balcanici: la Caravan Orkestar è pronta per questa nuova avventura. Tre concerti in pochi giorni e 3000 kilometri da percorrere.
Un tour che in realtà è cominciato molti mesi prima: persone, bagagli, strumenti musicali e aerei sono complicati da gestire (soprattutto quando si tratta di “un bandone” composto da più di venti persone), anche se ciò non ha fatto altro che alimentare in noi l’impazienza e l’emozione per questa esperienza tutta da provare. Per questioni logistiche siamo partiti in nove, appunto, direzione Soisson: un angolo di verde e magia nella regione francese della Piccardia....   leggi tutto

Oggi Pequod risale il fiume Brembo e approda a San Giovanni Bianco (BG) a scoprire l’energica realtà del Gotto Esplosivo (link) e lo fa in occasione dell’uscita del loro nuovo disco Di fuoco e di rabbia (link).
Antonio Capuzzo, Manuel Scolari, Mattia Bonzi e Nicola Milesi donano al mondo la loro musica da circa otto anni «che siamo ancora lì nella stessa pulciosissima saletta, ancora sporca uguale, a scrivere e suonare». Prova che il loro non era un rock’n’roll dream è il fatto che questi musicisti da sempre han sentito la necessità di tenere unito il Gotto, come mi spiega Antonio, «rimane un valore inestimabile che ci permette di creare le nostre canzoni, un hobby come un altro se vuoi che però ti risarcisce di grandi soddisfazioni». È sempre stato un luogo mentale e musicale dove poter sfogare la parte più pura e istintiva di se stessi «le robine, i nostri cazzi minimi personali non c’entrano; sono i pensieri, situazioni vissute, sensazioni e pipponi mentali» che nelle canzoni del Gotto escono liberamente e trovano la propria valvola di sfogo....   leggi tutto

“I graziellisti in città rimangono di due categorie: anziani, a cui l’età impedisce l’utilizzo di bici alte, e ragazzini tra gli 11 e i 14 anni, troppo giovani per il motorino ma già autonomi per girare le strade a cavallo di quelle che all’apparenza sono motorini senza motore. Per questi ultimi la Graziella ha due fondamentali qualità. Grazie al robusto portapacchi integrato nel telaio è possibile accogliere e trasportare un passeggero in piedi dietro alla schiena, amico o prima morosa che sia; la seconda grandiosa scoperta è che la Graziella impenna come pochi altri mezzi di trasporto, la postura arretrata, il manubrio alto, le ruote piccole e il rapporto molto agile creano una combinazione perfetta per sollevare la ruota anteriore e farsi belli per decine di metri in acrobazia davanti agli amici e alle ragazze”.
Al di là di questi usi quotidiani, da ormai sette anni a Bergamo si svolgono le famigerate Grazielliadi, uno degli appuntamenti fissi di fine estate....   leggi tutto

In questo fermento festivaliero Pequod non poteva lasciarsi sfuggire la quarta edizione dell’Elav Indie Festival (link). Come ogni anno il birrificio indipendente di Comun Nuovo (BG) si attornia di grandi artisti e grandi progetti assolutamente in linea con l’etica e lo spirito di Elav, e quest’anno si è scelta una cornice mozzafiato: lo Spazio FaSe (che coincide con l’ex cartiera Pigna di Alzano Lombardo).
Tenetevi pronti perché proprio da oggi sarà un susseguirsi di esposizioni, proiezioni, live painting e concerti che faranno rivivere uno stupendo esempio di archeologia industriale creando un’atmosfera dal sapore internazionale, alternativo e un po’ indie.
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Spazio-Fase-ex-Cartiera-Pigna
In questo irresistibile guazzabuglio artistico e indipendente procederemo con ordine (alfabetico):...   leggi tutto

Abacà (link) nasce nel 2012 quando Simona Cusmano e Chiara Dissegna, musiciste, amiche e (all’epoca) coinquiline, decisero di frequentare un corso di danze popolari per giostrarsi sulla pista da ballo delle varie serate di bal folk – un tipo di danze popolari provenienti per la maggior parte dalla tradizione francese che, a partire dagli anni ’70 hanno iniziato a prender piede in tutta Europa e creando dei circuiti molto importanti per ballerini e musicisti. Il piacere per quest’atmosfera le fa guardare oltre il dancefloor, iniziano ad ascoltare i vari gruppi della scena per poi dire “Ma questo possiamo farlo anche noi! Dai proviamoci!”....   leggi tutto

Marinai internauti udite, udite,

Oggi è nata la playlist musicale di Pequod!

finalmente potrete riascoltare quando&quanto vorrete tutta la colonna sonora dei nostri articoli musicali. Altro che i soliti tormentoni estivi, la musica che vi lasciamo per l’estate è tremendamente ricercata e pregiata: è la Buona Musica di Pequod che vi renderà i più fichi della spiaggia!...   leggi tutto

La crescita personale di un musicista da sempre autodidatta che sfocia nella realizzazione di un disco è la storia che io e Jonathan Locatelli vi raccontiamo oggi. Chitarrista di nascita, polistrumentista per passione, classe 1988 e nativo della valle Imagna (BG): «Dico sempre di aver iniziato a suonare a dodici anni anche se ho sempre ascoltato tantissima musica, l’ho sempre amata sin da bambino grazie ai miei genitori»....   leggi tutto

Avete mai ascoltato attentamente, durante le premiazioni di varie manifestazioni sportive, gli inni nazionali? Vi siete mai chiesti per quale motivo risultino essere un po’ tutti uguali e soprattutto suonati con gli stessi strumenti di derivazione sinfonica e bandistica occidentale? Gli inni nazionali rimangono un genere musicale snobbatissimo che rientra nel grande pentolone di quella che si considera world music....   leggi tutto

I Cornoltis sono un gruppo musicale ma anche un po’ una famiglia, come i Ramones, però collocati nella provincia di Bergamo. Pishello Cornoltis (Mario Apicella), Helena Cornoltis (Paolo Bertuletti), Collaudo Cornoltis (Alessandro Piazzalunga) e Bigiotteria Cornoltis (Fabio Calzi) si sono raccontati e aperti in modo confidenziale esclusivamente per i lettori di Pequod. Siamo riusciti a scoprire la vera anima di questi musicisti nonché tutte le verità sulla storia della band e i loro segreti più intimi....   leggi tutto

Il mirliton è uno strumento riconducibile alla categoria dei membranofoni (come i tamburi) in quanto è caratterizzato da una membrana vibrante, necessaria per la produzione del suono. Un effetto simile si può facilmente ottenere con un pettine e della carta ripiegata su di esso: basta appoggiare le labbra sul pettine ricoperto dalla carta e cantare (o semplicemente mormorare) contro di esso. Si otterrà un suono ronzante, tipico di questo strumento, grazie alla vibrazione della carta....   leggi tutto

Invece che a Pechino, al tempo delle favole, Turandot quest’anno è a Milano, al tempo di EXPO. Molte sono state le polemiche riguardanti la festa dei lavoratori concomitante con la rappresentazione al teatro alla Scala di Milano – diretta da Riccardo Chailly nell’allestimento (rivisitato) che il regista Nikolaus Lehnhoff ideò per Amsterdam nel 2002: «Nei sei mesi di EXPO, per la prima volta nella sua storia, la Scala sarà aperta ininterrottamente dal 1° maggio al 31 ottobre. Il ruolo di istituzione culturale fra le più prestigiose del nostro paese, impone di offrire in questo modo il nostro contributo a questo grande evento per Milano e per l’Italia». Queste sono le parole di Alexander Pereira, il neo sovrintendente della fondazione....   leggi tutto

Questo progetto nasce da una grande passione di Alioscia Alesa  : il diploma alla Civica Scuola di Liuteria di Milano nel 2001, fa nascere in lui un amore sconfinato verso il banjo, dalla musica e la tecnica alla sua costruzione per una totale simbiosi con lo strumento. L’incontro con il violinista Alberto Rota porta alla nascita del gruppo. “Dry & Dusty  è il titolo di un fiddle tune (che i musicisti suonavano quando, ad un certo punto, avevano la gola secca e volevano farsi offrire qualche liquore di contrabbando)e visto che in precedenza eravamo soltanto io ed Alberto, calzava bene Asciutto & Polveroso”¸ poi Giusi Pesenti, “hanno iniziato prima loro due, poi ho detto: ma non volete pure me?”
Il gruppo ufficialmente è nato intorno al 2009/2010 in maniera molto naturale e spontanea; “ abbiamo fatto due o tre concerti all’anno per circa due anni e poi abbiamo iniziato a suonare di più”....   leggi tutto

Il turbo-folk è un genere musicale nato in Serbia negli anni Novanta. Il termine venne coniato dal famigerato cantautore Antonije Pušić  – (Cattaro, 14 giugno 1963), in arte Rambo Amadeus, che ricordiamo come rappresentante del Montenegro per l’Eurovision Song Contest 2012 – per unire la musica folk tradizionale all’idea di modernità e potenza (“turbo”) delle basi elettroniche. Anche se strettamente legato agli stili e gli artisti serbi, questo genere è molto popolare anche in Bosnia-Erzegovina, Slovenia, Croazia, Macedonia, Albania, Bulgaria, Turchia e Montenegro....   leggi tutto

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«Siamo un duo musicale, composto da quattro persone».

Jonathan Locatelli e Antonio Capuzzo ci raccontano del loro originalissimo progetto: un mix esplosivo di musica, cabarèt e teatro. Un gioco intricato tra musica e parole, un puzzle di testi e musica di famose canzoni italiane, sta alla base del loro punto di forza: i medley. Gli altri componenti di questo duo sono: Matteo Postini, il manager e Alessandra Beltrame, fotografa e videomaker. «Soprattutto sono il nostro punto di vista esterno: ci possono consigliare “dal fuori”»....   leggi tutto

“L’ostacolo siamo noi stessi. Tutto è difficile prima di diventare facile”

Isabelle il Capriolo è un’associazione teatrale, di promozione e bene sociale nata a Ranica (BG) nel 2007 da un’idea di Sophie Hames e Luciano Togni. La decisione di iniziare a lavorare “da soli” è nata dalla necessità di arrivare ad avere in mano qualcosa di ufficiale, uno strumento giuridico riconosciuto a manifesto delle proprie idee....   leggi tutto

Oggi vi parlo di uno degli strumenti africani più diffusi in Occidente. È quella scatoletta con attaccate sopra tante lamelle di metallo, la classica cosa esposta al negozio etnico che tutti prendono in mano e iniziano a spolliciare con gran foga ed entusiasmo. Ecco, quella “cosa” in realtà è uno strumento musicale e  ha un nome: si chiama sanza....   leggi tutto

Addobbi e lucine per le strade vi stanno facendo capire che il Natale sta arrivando? L’albero c’è, il presepe pure, non ci resta che aspettare la magia (o l’abbuffata) della Vigilia. Personalmente la passerò suonando per le strade del mio piccolo paesino sui colli bergamaschi; è infatti tradizione molto radicata nel territorio lombardo, quella delle bande musicali dei vari paesi, di andare a suonare casa per casa la notte del 24 dicembre. Ovviamente ogni banda ha il suo stile e i suoi brani preferiti: si spazia dalle cosiddette pastorelle tradizionali (brani a carattere popolare pastorale), alle più recenti canzoni natalizie....   leggi tutto

Chia e tazi pesen?/  Whose This Song? È un film (ma più di un film) della regista bulgara Adela Peeva uscito nel 2003, nel quale mi sono imbattuta esattamente un anno fa durante una lezione di Antropologia della musica. L’azione del film si svolge nei paesi della penisola balcanica: la continua “lotta” per l’appartenenza della canzone crea situazioni tragicomiche e drammatiche dovute a colpi di scena, metamorfosi della canzone e dalle emozioni dei partecipanti del film, guidati sempre da un sentimento identitario forte. Le trasformazioni che la canzone subisce in tutti i paesi lasciano quasi increduli: dalle piccole varianti testuali allo stravolgimento totale del significato e del contesto in cui viene utilizzata....   leggi tutto

Dalla valle più rock della bergamasca, si racconta  Alessandro Piazzalunga (per gli amici Gito). Classe 1983,  sguazza tra punk-rock, balkan music, jazz e con il pezzo di musica classica giusto gli scende la lacrimuccia. Eccovi l’intervista. Consiglio per la lettura: sedetevi comodi e concedetevi un bel calice di vino rosso mentre ascoltate i suoi consigli musicali – Pietro Mascagni,  Intermezzo dalla Cavalleria Rusticana oppure Led Zeppelin, Good time Bad Time  (trovate i link a fine articolo). =&0=& Suono la =&1=& da quattordici anni e in generale adoro le percussioni, tant’è che mi sono costruito un cajon con il quale ho avuto modo di fare alcune esperienze anche in teatro. Mi piacerebbe imparare il tapan, usato nella musica di area balcanica e le tablas. Il mio primo amore però è stato per il =&2=&, avevo dieci anni. Da qualche tempo ho smesso di suonarlo ma un giorno riprenderò, sai cosa si dice del primo amore. 01musica =&3=&

Dal grande marasma dei clarinetti popolari eccovi il flauto degli incantatori di serpenti.

L’incantatore di serpenti è una figura tipica del folklore indiano che campeggia sia per le città sia su gran parte delle copertine delle guide turistiche per l’India. Negli ultimi anni il governo indiano ha cominciato ad applicare una legge (del 1972) che vieta l’utilizzo di animali col fine di farne profitto, accusando gli incantatori di provocare ai rettili malattie e menomazioni....   leggi tutto

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