Autore: Sara Gvero

Nata in Jugoslavia nel 1989, a due anni mi trasferisco in Italia con i miei genitori, decisi a non farsi risucchiare dal conflitto etnico alle porte. Migrante in tenera età, divento da subito sensibile alle tematiche culturali, politiche e sociali su cui si orienteranno i miei studi successivi ed il mio lavoro. A diciotto anni mi trasferisco dalle Marche a Roma, dove mi laureo in Letterature, Linguaggi e Comunicazione Culturale. Qui approfondisco la mia passione per tutto ciò che riguarda la cultura, l’arte e la letteratura, e nasce un nuovo amore per le teorie sociali e culturali critiche, in particolare quelle di genere. Nel 2011 entro a far parte del laboratorio di studi femministi Sguardi Sulle Differenze dell’Università La Sapienza e nel 2014 completo un Master in Genere, Media e Cultura a Londra. Concluso quest’ultimo inizio a far volontariato e poi a lavorare per il Women and Girls Network, organizzazione che si occupa di contrastare la violenza di genere. Nel tempo libero mi nutro di mostre d’arte e lettura, passeggiate lungo il Tamigi e visite ad amici e parenti sparsi per l’Europa. Per Pequod mi occuperò soprattutto di questioni di genere per Attualità ed Internazionale, contribuendo alle altre sezioni su temi di politica, società e cultura.

On Sunday Are You Syrious (AYS) posted a call for volunteers in Croatian on its Facebook page: the organisation is looking for people with different abilities to help run activities for around seventy refugee children, most of whom have fled war-torn countries and are now hosted in the spaces of the Porin reception centre, in Croatia’s capital Zagreb. The activities encompass language, reading and writing classes, help with homework and play: the aim is to help the young people adjust to life in Croatia and develop friendships. Children activities are however only one of the strains of work developed by AYS, now a Non Governmental Organisation (NGO) that started its activities in August 2015, “when individual volunteers from Croatia united their efforts in gathering donations for refugees in Serbia and Hungary”, as the staff member I interview tells me....   leggi tutto

Visiting the country where I was born has always meant, at least partly, visiting ruins. This is true in a metaphorical as well as a concrete sense: in addition to the remains of buildings bombed out in the nineties, the landscape of my travels there has always been punctuated by stories of the awful things that happened in one place or another. As we drive through the countryside and various towns to reach Mostar, my parents tell me stories about actions carried out by armies and paramilitary groups, images that are hard to reconcile with the reality of the lived and nowadays relatively quiet localities that flow before my eyes. Archaeology is defined as “the study of historic or prehistoric peoples and cultures by analysis of their artefacts, inscriptions, monuments and such remains”. I think about this as we drive through the striking mixture of old and new that is Bosnia and Herzegovina today, and I reflect on how my knowledge of it and of Yugoslavia and my very relationship to them are characterised by an almost archaeological impulse: I look attentively, gather traces and imprint them on my memory, excavating sites by gathering stories from my parents and anyone else who will share them with me. This is how I try to make sense of Yugoslavia, the country where I was born, and Bosnia and Herzegovina, the country where my documents must now say I was born, continuing a process of weaving together a story of “its peoples and cultures” – a story of my family, and ultimately of myself....   leggi tutto

Come era successo la notte prima che venissero annunciati i risultati del referendum sul Brexit, ieri sera molti di noi sono andati a dormire sperando che la catastrofe si sarebbe evitata. Invece stanotte il peggio è (di nuovo) successo: Donald Trump ha vinto le elezioni americane, diventando così effettivamente il quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti, carica alla quale ascenderà ufficialmente a gennaio 2017. La sua vittoria è certamente espressione di un sentimento anti-istituzionale che si è diffuso tra le fasce più svantaggiate delle popolazioni occidentali negli ultimi anni, come reazione alla crisi economica ed alle seguenti politiche di austerità, così come all’incapacità della politica ufficiale di dare risposte valide ai problemi dei cittadini e di coinvolgerli attivamente nel processo politico. Ma si tratta anche del prodotto di un fenomeno parallelo e più preoccupante, ovvero della crisi di un certo senso di identità fortemente radicato nel mantenimento dello status quo dominante: bianco, maschile ed eterosessuale. La vittoria di Trump riflette infatti sentimenti di ansia, paura ed insicurezza vissuti da una parte di elettorato che si vede non solo lasciato indietro da un capitalismo sfrenato, ma anche privato della possibilità di farsi forza di quegli elementi che, in un mondo precedente alle battaglie per i diritti civili (delle donne, delle minoranze sessuali e razziali, di chiunque sia stato storicamente sfruttato o subordinato), permettevano di identificarsi almeno parzialmente con il lato dei “vincitori”. Il fenomeno Trump è rassicurante per chi partecipa di questa incertezza, perché offre l’esempio di un uomo (e che sia uomo e non donna è importante) privo di capacità od esperienza politica, volutamente anti-diplomatico ed anti-intellettuale, il cui unico capitale spendibile in queste elezioni era quello di essere in qualche modo “diverso” dai politici con la P maiuscola, e che ha saputo trasformare quelle che potevano essere viste come gravi mancanze in un punto di strabiliante vantaggio. In questo senso, Trump rappresenta la vittoria di tutto ciò che una parte dell’elettorato che lo supporta sente minacciato: il senso flebile di un privilegio ereditato attraverso la casualità dell’esser nati bianchi ed americani (meglio se maschi): la certezza di far parte, senza alcun impegno o merito individuale, del gruppo dei potenti....   leggi tutto

This Sunday will mark one year from the terrorist attacks that killed 130 people and injured more than 350 in Paris in November 2015. Since then further attacks targeted Brussels, Nice and other localities in and outside Europe, forcing us to confront ourselves with the idea that violence can break into our everyday lives without warning. With the Bataclan, the music venue that was one of its main targets, reopening this Saturday with a Sting concert, Paris is getting ready to face the difficult anniversary of the onslaught. Here, three of its inhabitants tell us what living in the City of Light feels like a year on....   leggi tutto

La candidatura presidenziale di Hillary Clinton ha suscitato reazioni contrastanti all’interno del movimento femminista. Da una parte, il fatto che una donna sia arrivata così vicina ad essere eletta presidente degli Stati Uniti è stato esaltato da molte come il simbolo di un cambiamento epocale, di portata psicologica immensa per le nuove generazioni di donne. Dall’altra, è stato sottolineato che Clinton non rappresenta un esempio poi così virtuoso di femminismo, visto l’impatto che le sue scelte in campo di politica estera ed economica hanno avuto sulle vite di molte donne, in particolare quelle dei paesi colpiti dagli interventi militari da lei appoggiati, e sulle fasce meno privilegiate della popolazione americana. Clinton come rappresentante di una conquista storica per le donne da un lato, Clinton come esponente in vesti femminili di un sistema di potere caratterizzato da privilegio economico e razziale dall’altro. Sono queste, a grandi linee, le due posizioni principali del dibattito femminista sulla sua candidatura presidenziale, due orientamenti che rispecchiano un diverso modo di concepire la natura e gli obiettivi del femminismo....   leggi tutto

Sappiamo tutti che le generazioni contemporanee sono molto più esposte ad immagini e messaggi sessuali rispetto a quelle precedenti, mentre i tabù sociali una volta legati alla sessualità vengono meno in maniera sempre crescente, rendendo l’approccio degli adolescenti al sesso molto diverso rispetto a quello dei loro genitori. Le nuove tecnologie permettono ai giovani non solo di accedere a contenuti espliciti con maggiore facilità, ma anche di praticare nuovi tipi di attività sessuale mediata, come ad esempio il sexting. Questo li rende inevitabilmente maggiormente esposti sia a rischi preesistenti – ad esempio l’essere adescati da malintenzionati – che a pericoli completamente nuovi, come la messa in circolo e la condivisione di immagini intime attraverso la rete. I rischi sono reali e tangibili, ma non tutti gli aspetti di questa “digitalizzazione” della sessualità sono necessariamente dannosi o negativi....   leggi tutto

Charities and non governmental organisations are commonly regarded as important change makers for underprivileged social groups: born from eighteenth century philanthropy, they initially aimed at providing relief to those at the margins of the social body, and later took on advocacy roles, campaigning for legal changes such as the abolition of slavery. The remit of these organisations has since considerably expanded, filling in many cases the vacuum left by the dismantling of state-provided social welfare, and sometimes leading them to become principal providers of crucial services in both developing countries and some of the richest nations on earth. Their effort to support those left behind by capitalist development, or affected by conflict, natural disasters and various forms of social injustice, has earned organisations and individuals operating in the social sector an almost-heroic reputation in the eyes of many, but are they really heroic?...   leggi tutto

Il mio primo periodo a Londra fu caratterizzato dall’impressione che la mia vita si fosse improvvisamente rimpicciolita. Tutte le cose che avevo considerato importanti fino a quel momento sembrarono recedere sullo sfondo, mentre mi concentravo sugli aspetti pratici dell’iniziare una nuova vita. Prima di tutto dovetti adattarmi alla goffaggine del mio inglese: nonostante lo scoraggiamento iniziale riuscii in qualche modo ad affittare una stanza da un’agente immobiliare che non voleva saperne di parlare più lentamente, non importa quante volte la pregassi. Questo fu niente se paragonato al tentativo di prenotare un appuntamento per ottenere il codice fiscale britannico tramite un’operatrice telefonica la cui parlata mi risultava incomprensibile, e che però fu tanto paziente da scandire ripetutamente le sue parole per me, una nuova arrivata confusa da quello che solo più tardi avrei scoperto essere un marcato accento del nord. Mi sentii terribilmente insicura anche sotto lo scrutinio dell’impiegato che mi permise di aprire un conto in banca solo dopo averlo assicurato oltre ogni dubbio che avrei iniziato un lavoro a tempo pieno la settimana successiva. Infine dovetti soccombere allo schiacciante disorientamento che mi pervase nei mesi successivi, mentre cercavo di capire come funzionasse tutto quanto: dai mezzi di trasporto alle sottigliezze dell’interazione sociale....   leggi tutto

When I first moved to London it felt like my life had suddenly shrank. All the things that had been important to me until then pulled back to the background as I navigated my way through the challenges of adjusting to a new life. First came the awkwardness of not being able to communicate properly in English: the despair of trying to rent a room with a letting agent who would not speak slower irrespectively of how many times I asked her to, please. Then the frustration of booking an appointment for a National Insurance Number, mitigated only by the patience of the call handler who repeated her words over and over for me, a newcomer startled by her inscrutable inflection which I later learnt being a thick northern accent. Insecurity followed suit, felt under the scrutiny of the bank employee who let me open an account only after I had assured him beyond doubt that I would start a full-time job the following week, finally leaving ground to the overwhelming disorientation that pervaded me throughout the next months, as I tried to figure out how everything worked – from public transport to the subtleties of social interaction....   leggi tutto

Quando parlo con i membri dell’associazione che gestisce la palestra popolare di San Lorenzo a Roma, la storia che mi raccontano è fatta di passione per lo sport e di attenzione per i bisogni del quartiere che la ospita. Come mi spiegano, il centro nasce nel 1998 «dalla constatazione della pressoché totale mancanza di spazi per fare sport nel quartiere» e si evolve nel tempo fino a diventare un luogo di aggregazione sociale e un punto di riferimento per la popolazione dello storico quartiere romano....   leggi tutto

In the years since the financial crisis the way we think about work has undergone a major transformation, and the concept of work itself has been invested with an abundance of often contradictory meanings. Southern Europe has suffered as its citizens saw the prospect of finding employment become increasingly rare, with social discontent concentrating on the lack of job opportunities and many young and less young people moving to more prosperous European nations in search of work. Countries less hardly hit by the crisis have also faced an increased precariousness of the job market, the curtailing of workers’ rights and the deterioration of work conditions, epitomised by dropping salaries, increasing working hours and the spread of zero-hour contracts across industries. Seemingly oblivious to the difficulty of many to find work in the first place, those at the higher end of the pay spectrum seem to have become all the more concerned about work-life balance, encouraged by an abundance of articles and publications that promise to help them achieve the latter, whilst also urging them to take charge of their careers and develop them accordingly to their individual goals and talents....   leggi tutto

As women’s activists know only too well, sexual and reproductive rights are often redefined when major social and political changes take place. Poland‘s case is exemplary in this respect: legal and straightforward under communism, access to abortion came under attack after 1989, and in 1993 a law that allowed it only on therapeutic grounds and on criminal charges was passed. The procedure is in fact currently only permitted in cases of serious health risks for the woman or the foetus or where a pregnancy results from rape or incest, making the country’s legislation on the matter among the strictest in Europe. Pro-life organisation Ordo Iuris has now drafted a bill that, if approved, would enforce a complete ban on abortion and increase penalties for medical professionals caught performing it. The conservative Law and Justice Party (PiS), elected to government in October 2015, favours the proposal, which, along with the announced plan to ban prescription-free emergency contraception and end state funding to in vitro fertilisation testifies to a clear intention to limit the country’s reproductive rights....   leggi tutto

Nonostante le dimostrazioni di potenza distruttrice degli attentati terroristici di Parigi e Bruxelles e il numero crescente di reclute occidentali, lo Stato Islamico sembra perdere sempre più terreno e supporto popolare in Medio Oriente. Già a gennaio 2016 i territori occupati dall’IS si erano ridotti notevolmente sia in Siria che in Iraq, grazie ai bombardamenti occidentali ed alla lotta sul campo delle forze curde, i gruppi YPG (Unità di Difesa Popolare) e YPJ (Unità di Difesa delle Donne) e i peshmerga del Kurdistan settentrionale. Insieme alla predominanza militare, lo Stato Islamico sta perdendo anche la stretta psicologica sulle popolazioni dei territori occupati, dove azioni di disobbedienza civile crescono in numero e audacia....   leggi tutto

Il Red River, detto anche Red River del Nord, è un fiume che scorre per quasi 900 km tra aree rurali ed urbane del Nord America, concludendo il suo corso nel lago di Winnipeg, a nord dell’’omonima cittadina canadese del Manitoba. Un corso d’acqua famoso anche per un’altra, più inquietante ragione: il numero di donne e ragazze aborigene ritrovatevi morte o in fin di vita negli ultimi trent’anni....   leggi tutto

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