Autore: The Bottom Up

Web magazine che si occupa di approfondimento di politica, esteri, attualità e cultura. Collaboratore con Pequod Rivista da maggio 2015.

L’Iran non è paese per liberi pensatori. Secondo il recente rapporto di Reporters Sans Frontières, l’Iran si colloca oggi al 169 posto su 180 paesi per quanto riguarda la libertà di espressione. Giornalisti, reporters, blogger sono costantemente posti sotto il controllo vigile dell’autorità che va a colpire con la massima crudeltà ogni comportamento “criminale”, comprese le critiche pubblicate su un blog oppure il fedele report di una manifestazione. Sono state più di 1000 le condanne a morte eseguite nel 2015 e frustate, arresti arbitrari, violazioni sono ancora all’ordine del giorno....   leggi tutto

Suffragette è uno dei tanti film del 2015 ad aver superato il test di Bechdel: ci sono almeno due donne identificate con il proprio nome, le quali parlano tra loro, ma l’argomento della discussione non sono gli uomini. Il rispetto di questi parametri non lo rende in sé un film femminista, e nemmeno un film qualitativamente migliore di altri; ciò che conta è il fatto che in esso vi siano donne presentate come soggetti non dipendenti dalla figura maschile. Suffragette è un film pensato da una donna (Sarah Gavron), basato su una storia femminista e interpretato da personaggi femminili, con i quali lo sguardo della spettatrice si incontra e sulle quali si posa. Fidatevi, non è cosa da poco. Volendo render merito a qualcuno, bisognerà rintracciare un testo del 1975 di Laura Mulvey, fondandmentale per gli studi della Feminist Film Theory: Visual Pleasure and Narrative Cinema. Sono passati quarant’anni, eppure su quelle ricerche si fonda quell’evoluzione del paradigma filmico alla quale abbiamo assistito negli ultimi vent’anni, cambiamento che inaugura l’apertura alla figura femminile nella visione come soggetto attivo....   leggi tutto

Continua la collaborazione di Pequod con il magazine bolognese The Bottom Up. Questa volta abbiamo deciso di confrontare punti di vista su un evento di fondamentale importanza per l’Europa contemporanea, le elezioni in Polonia. A questo link quello che aveva scritto il nostro Matteo Fornasari sulla questione. Qui di seguito l’ottimo lavoro del collega bolognese Mattia Temporin. Buona lettura!...   leggi tutto

=&0=&: le donne che dal 1971 si sono recate in Inghilterra o in Galles per abortire. 3679: le donne che nel 2013 si sono recate all’estero per abortire.   1000-1500 Euro: il costo medio, in sterline, di un viaggio all’estero per abortire. 4000: la multa prevista, in sterline, per il personale medico che raccomanda un aborto o fornisce tutte le informazioni necessarie circa la procedura da seguire. 43: il numero dei paesi europei che consentono l’aborto quando richiesto o per una serie ampia di ragioni, con l’eccezione di Andorra, Irlanda, Malta, Polonia e San Marino. 24: i giorni in cui, nel dicembre 2014, una donna clinicamente morta è stata tenuta in vita, contro la volontà dei suoi familiari, a causa del battito cardiaco del feto. 14: gli anni che rischia chi ha un aborto illegale o chi presta assistenza a un aborto illegale. (Fonte: Amnesty International) Queste cifre riguardano l’Irlanda, che ritiene l’=&7=&

Leggere è un po’ come andare in aereo: si sente la partenza, poi generalmente c’è una lunga fase di stasi, magari funestata da qualche turbolenza, ma mai niente di grave, e infine si atterra e tanti saluti. Di solito i libri sono così: partono, stanno un po’ su e poi atterrano; aprono, cambiano aria e poi richiudono. Descrivono sempre una specie di curva, che torna poi ad adagiarsi sull’asse da cui è partita (attenzione, però: non sto dicendo che tornano al punto di partenza)....   leggi tutto

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