Commenti d’autore su TwLetteratura


Dalla brillante intuizione di Paolo Costa, Edoardo Montenegro e Pierluigi Vaccaneo nel gennaio 2012 nasce TwLetteratura, definita dai tre creatori come il «metodo con cui, attraverso l’esperienza interattiva e la riscrittura mediata da Twitter, proponiamo la lettura di opere della letteratura, delle arti e della cultura e la loro divulgazione».

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Il gioco in sé è semplice: innanzitutto c’è un campo d’azione, internet, che al giorno d’oggi utilizziamo in milioni di persone; in secondo luogo, quindi, si interagisce con una comunità di utenti, che sceglie un libro leggendone un capitolo alla volta, seguendo le tempistiche stabilite da un calendario ben preciso; terza e fondamentale componente è Twitter, dove i lettori mettono in atto la fase di riscrittura commentando con parafrasi e libere interpretazioni quanto letto, giocando con registri linguistici differenti, a seconda dell’ispirazione del momento.

Un gioco, appunto, che come tale ha le sue regole e le sue difficoltà. Quali? Anzitutto se siete lettori distratti forse è meglio lasciar perdere: eviterete di scrivere castronerie e commenti superficiali. per evitare di scrivere castronerie. Oltre al contenuto, un limite è imposto dal mezzo Twitter: 140 caratteri per esprimere in modo chiaro il proprio pensiero.

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L’obbiettivo è quello di far riscoprire le grandi opere delle letteratura, quella con la “L” maiuscola, non le storielle d’amore frivole tra magnati e ninfomani o vampiri e scolarette, ma quella che abbiamo studiato, o che avremmo dovuto studiare, sui banchi di scuola.  Non è un caso infatti che TwLetteratura abbia trovato riscontro positivo proprio nelle scuole: decine di insegnati hanno fatto eco a questo approccio interattivo, consci di quanto i loro alunni siano ormai esperti marinai della navigazione online; hanno trovato un modo per farli appassionare a una materia, la storia della letteratura, che spesso risulta noiosa e pesante se chi sta in cattedra non è capace di animare la classe con un entusiasmo tale da sollevare la polvere da testi secolari.

Con i progetti di TwLetteratura si interpretano e ricompongono opere di Shakespeare, Levi, Pavese, gli intramontabili Promessi Sposi e il Pinocchio di Collodi; noi stessi diventiamo allo stesso tempo scrittori e critici letterari, e così la scusa del twittare un nostro pensiero, una pratica così social e moderna, ci fa prendere in mano un buon libro che forse non avremmo mai pensato di leggere.

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Esiste un rovescio della medaglia? Probabilmente sì, e sta nella fruizione stessa di questo metodo – insomma, nell’interpretazione delle regole del gioco.

Il rischio più immediato è quello di stravolgere il significato del lavoro di uno scrittore: sicuramente tra le fila della comunità di TwLetteratura si contano scrittori, appassionati e studenti che conoscono gli autori, ma anche altri che, elevandosi allo status di critico letterario, può lasciare commenti del tutto inappropriati. In realtà si tratta di un problema trasversale a tutti i social network, ossia quella mania di protagonismo diffusa sulla piazza virtuale, dove ognuno si sente in diritto di dire la propria senza pensarci troppo, giusto per far sapere al mondo della propria esistenza.

Fortunatamente però quello a cui siamo di fronte è un gioco (di squadra) intellettuale: ci si diverte con le parole favorendo lo scambio di idee, perché ogni tweet può dare origine a tutta una serie di commenti da parte degli altri utenti, arrivando anche a dialoghi costruttivi che possono svelare aspetti non colti dal nostro punto di vista, in un continuo processo di arricchimento dell’interpretazione dell’opera in esame.

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L’altro limite è ineludibile e fondante di tutto il progetto, i 140 caratteri entro cui è possibile scrivere: uno stimolo per chi è dotato del prezioso dono della sintesi, una difficoltà per tutti coloro che sono inclini a dilungarsi fin troppo e che, costretti in poche battute, si ritrovano a esprimersi in modo superficiale o poco chiaro, tornando a desiderare gli spazi illimitati dei post su Facebook. Ma non c’è gioco senza sfida a se stessi e ai propri limiti, perciò il nostro consiglio è quello di creare il vostro account su Twitter e di iscrivervi subito a TwLetteratura: magari scriverete pensieri spezzati, incompleti, o semplicemente castronerie, magari illuminerete la rete con i vostri commenti. L’importante è partecipare, come in ogni gioco, e non sottrarsi alla lettura e alla rielaborazione personale che in ogni caso rende la nostra mente attiva e vivace.

Leonardo Lussana

Leonardo Lussana

Cresciuto in una frazione sperduta delle valli orobiche, dove anche l'automobile di Google Maps si è rifiutata di arrivare, sin da piccolo coltivo la mia passione per il disegno e la pittura. Avevo due anni quando, di mia iniziativa, presi i gessetti colorati e decisi di lasciare il primo di una lunga serie di lavori sui muri di casa. Opera d'arte purtroppo cancellata prima che quelli del Moma la potessero vedere, mia mamma decise di tappezzare le pareti di casa con fogli di carta in modo da prevenire le mie scorribande vandaliche. Dopo l'iter delle scuole dell'obbligo e maldestri tentativi di sfondare nel mondo della pallacanestro e del calcio, mi sono diplomato al Liceo artistico e di conseguenza laureato in Storia dell'arte a Milano, il tutto corredato dai soliti stage di rito. Attraverso Pequod vorrei parlarvi dell'arte, dei suoi protagonisti e delle opere da essi realizzate: che come istantanee raccontano il passato e il presente dell'umanità; magari con la cultura non si sazia lo stomaco, ma sicuramente si appaga la mente e il desiderio della conoscenza.
Leonardo Lussana

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Leonardo Lussana

Cresciuto in una frazione sperduta delle valli orobiche, dove anche l'automobile di Google Maps si è rifiutata di arrivare, sin da piccolo coltivo la mia passione per il disegno e la pittura. Avevo due anni quando, di mia iniziativa, presi i gessetti colorati e decisi di lasciare il primo di una lunga serie di lavori sui muri di casa. Opera d'arte purtroppo cancellata prima che quelli del Moma la potessero vedere, mia mamma decise di tappezzare le pareti di casa con fogli di carta in modo da prevenire le mie scorribande vandaliche. Dopo l'iter delle scuole dell'obbligo e maldestri tentativi di sfondare nel mondo della pallacanestro e del calcio, mi sono diplomato al Liceo artistico e di conseguenza laureato in Storia dell'arte a Milano, il tutto corredato dai soliti stage di rito. Attraverso Pequod vorrei parlarvi dell'arte, dei suoi protagonisti e delle opere da essi realizzate: che come istantanee raccontano il passato e il presente dell'umanità; magari con la cultura non si sazia lo stomaco, ma sicuramente si appaga la mente e il desiderio della conoscenza.

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