I Remainder della storica libreria meneghina “Fiera del Libro”


Amate andare a comprare libri nelle librerie ma per colpa della crisi lo considerate troppo costoso? A Milano, in corso XXII marzo al numero civico 23, la libreria indipendente “Fiera del Libro” ci mette a disposizione i suoi scaffali ricoperti di remainder, i libri scontati a metà prezzo.

Oltre ad essere al 50%, i remainder costituiscono le giacenze di magazzino di edizioni non più in commercio in quanto o il titolo viene ristampato in una nuova edizione o perché posto fuori catalogo dall’editore. Di conseguenza, sono i libri “vecchi” non più disponibili nelle librerie tradizionali, ma non così datati da presentarsi come edizioni tradotte in modo obsoleto, rovinate o usate; disponibili, anzi, per i lettori che amano crearsi una piccola libreria casalinga senza spendere un capitale.

Fondata nel 1963 da Adriano Guaitamacchi, all’incrocio del corso XXII marzo e via Cellini, la libreria si propone sin da subito sul mercato librario come punto vendita di remainders.

 Nel 1992 “Fiera del Libro” passa nelle mani del figlio Davide, che oltre a portare avanti l’idea paterna, decide di ampliare la libreria acquistando un altro locale, questa volta molto più ampio, sullo stesso corso XXII marzo al numero civico 23, con lo scopo di affiancare alla vendita dei remainder le nuove uscite: nacque così una libreria suddivisa in due differenti e diversificati punti vendita. Nel dicembre 2013, invece, Davide attuò un’ulteriore cambiamento trasferendo le nuove uscite dal primo locale – quello più piccolo, aperto dal padre e ad angolo con via Cellini per intenderci – al locale più ampio, al numero civico 23, facendo così ritornare “Fiera del Libro” una libreria unica e compatta.

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Appena entrati immediatamente si comprende il perché del nome “Fiera del Libro”: edizioni che spaziano dall’Adelphi, vari e tascabili, alle case editrici ES e SE, sino all’Abscondita e ai manuali scientifici; libri illustrati per bambini, romanzi Harmony, manuali di astrologia, cucina, cinema e fotografia, articoli riguardanti la città di Milano, animali e libri sull’arte; edizioni sulla pittura, sul design, sul giardinaggio e sulla moda; dizionari di vario genere, musica, yoga, salute e automezzi.

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Ma la libreria ha anche un piano inferiore. Lo spazio è sempre dedicato ai remainder, ma questa volta a quelle edizioni più difficili da vendere e/o in uno stato meno presentabile: le librerie a metà prezzo, difatti, non possono usufruire del Diritto di resa – ovvero restituire alla casa editrice i libri non venduti – e, di conseguenza, devono escogitare tutte le strategie possibili di vendita. Nel piano inferiore, dunque, si susseguono ripiani di fantascienza, enciclopedie, manuali di storia e letteratura, fumetti, classici in lingua, le case editrici Sellerio, Piccola biblioteca Adelphi, Adelphi rovinati al 75% di sconto e le edizioni di Avia Pervia della collana Sormani.

Insomma, zaino in spalla e via, tutti dai Guaitamacchi!

 

Francesca Gabbiadini

Francesca Gabbiadini

Nata in valle bergamasca nell’inverno del 1989, sin da piccola mi piace frugare nei cassetti. Laureata presso la Facoltà di Lettere della Statale di Milano, capisco dopo numerosi tentavi professionali, tra i quali spicca per importanza l’esperienza all’Ufficio Stampa della Longanesi, come la mia curiosità si traduca in scrittura giornalistica, strada che mi consente di comprendere il mondo, sviscerarlo attraverso indagini e ricomporlo tramite articolo all’insegna di un giornalismo pulito, libero e dedito alla verità come ai suoi lettori. Così nasce l’indipendente Pequod, il 21 maggio del 2013, e da allora non ho altra vita sociale. Nella rivista, oltre ad essere fondatrice e direttrice, mi occupo di inchieste, reportage di viaggio e fotoreportage, contribuendo inoltre alla sezione Internazionale. Dopo una tesi in giornalismo sulla Romania di Ceauşescu, continuo a non poter distogliere lo sguardo da questo Paese e dal suo ignorato popolo latino.
Francesca Gabbiadini


Francesca Gabbiadini

Nata in valle bergamasca nell’inverno del 1989, sin da piccola mi piace frugare nei cassetti. Laureata presso la Facoltà di Lettere della Statale di Milano, capisco dopo numerosi tentavi professionali, tra i quali spicca per importanza l’esperienza all’Ufficio Stampa della Longanesi, come la mia curiosità si traduca in scrittura giornalistica, strada che mi consente di comprendere il mondo, sviscerarlo attraverso indagini e ricomporlo tramite articolo all’insegna di un giornalismo pulito, libero e dedito alla verità come ai suoi lettori. Così nasce l’indipendente Pequod, il 21 maggio del 2013, e da allora non ho altra vita sociale. Nella rivista, oltre ad essere fondatrice e direttrice, mi occupo di inchieste, reportage di viaggio e fotoreportage, contribuendo inoltre alla sezione Internazionale. Dopo una tesi in giornalismo sulla Romania di Ceauşescu, continuo a non poter distogliere lo sguardo da questo Paese e dal suo ignorato popolo latino.

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