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Ulisse Fest è iniziata venerdì 30 giugno in Città Alta a Bergamo. Gli appuntamenti della prima giornata sono stati accompagnati da vento e pioggia che non hanno fermato gli avventori… del resto non sono due gocce d’acqua a fermare i veri viaggiatori! Anche Tatami Time, l’appuntamento del festival pensato per rilassarsi con lo yoga in giornate frenetiche, ha sfidato le intemperie e ha coinvolto un piccolo esercito di adepti armato di tappetini e abiti sportivi. Al riparo sotto i portici del chiostro il primo dei tre allenamenti a cura di Bali Yoga ha avuto luogo nel tardo pomeriggio. I prossimi appuntamenti con il tatami? Sabato 1 e domenica 2 alle 9:00 sempre nel suggestivo Chiostro di San Francesco....   leggi tutto

Una suggestiva terrazza sul mondo: ecco cosa diventerà Città Alta, centro storico di Bergamo, dal 30 giugno al 2 luglio 2017. Questo perché EDT, casa editrice che dal 1992 pubblica le iconiche guide di viaggio Lonely Planet, insieme al laboratorio di comunicazione Idee al Lavoro e al Comune di Bergamo, ha scelto la città lombarda per la prima edizione di Ulisse Fest. Viaggi, Incontri e Altri Mondi....   leggi tutto

Per tutti i cittadini disponibili ad ampliare i propri orizzonti, una rassegna queer può essere l’occasione per osservare le trasformazioni della società e delle identità umane. Il festival Orlando, alla sua quarta affermazione, da ieri e fino a domenica 21 maggio trasforma Bergamo dedicando oltre una settimana all’identità di genere, alle relazioni, agli stereotipi, al corpo e alla ricchezza che scaturisce dall’incontro con l’altro.  Orlando è un progetto di Lab 80 film, l’associazione di cultura cinematografica più longeva d’Italia, sempre alla costante ricerca di nuovi progetti, autori e linguaggi a cui dare visibilità. Oltre trenta eventi sparsi per la città tra film in anteprima, spettacoli di teatro e danza, mostre, incontri e momenti di formazione, sia per adulti che per bambini, con la possibilità di un viaggio interdisciplinare tra generi e generazioni....   leggi tutto

Piove a dirotto quando entriamo nel laboratorio di Davide, calzolaio classe 1932 di Ranica, un paese di quasi seimila anime in provincia di Bergamo. Il calore ci avvolge da subito, sebbene da qualche anno la bottega non venga più usata quotidianamente. Le fotografie appese alle pareti, la legna per il camino e il tavolo al quale l’artigiano e la moglie Anna ci fanno accomodare lasciano intendere che fra le mura di quella piccola stanza è passata la storia di una famiglia, oltre che quella di un antico mestiere....   leggi tutto

A Romano di Lombardia, docile paese adagiato sulle sponde del fiume Serio, in provincia di Bergamo, si trova un piccolo garage che invece che dar riparo a macchine o motociclette, offre le proprie mura al laboratorio di Alioscia Alesa Ferrara, il liutaio bergamasco dal nome russo specializzato nella lavorazione di banjos. Noi di Pequod, attratti dal richiamo di una professione antica, siamo andati a incontrarlo per farci raccontare la sua storia. E capire come sopravvivono al giorno d’oggi gli artigiani, in un mondo sempre più improntato all’automatismo e alla riproduzione meccanica....   leggi tutto

C’è una leggenda nel paese cui sono legate le radici materne di Sara, a spiegazione di una buffa donazione che dal 1500 a oggi fa mostra di sé, non senza polemiche e dispute teologiche, nel Santuario della Madonna delle Lacrime, all’ingresso di Ponte Nossa, nascosto tra le montagne bergamasche: la leggenda del coccodrillo. «Il coccodrillo appeso in Chiesa- racconta da anni la nonna di Sara ridendo -viene dall’Adriatico e ha risalito il Po prima, il fiume Serio poi, arrivando fino a qui. Ma mangiava solo giovani vergini e a Ponte Nossa è morto di fame».
Straordinario è che trovi il racconto divertente, anziché offensivo; Antonella, sua figlia, spiega così le origini di un pensiero tanto emancipato: «Il paese è formato soprattutto da forestieri, persone nate in paesi più o meno limitrofi e arrivate qui per lavorare nelle industrie fiorite ai margini del fiume. Quando ero bambina, Ponte Nossa era limitato alla via del centro e poche altre case sparse, circondate da distese di campi e boschi; negli anni ’60 sono apparsi i primi condomini e il paese ha iniziato a trasformarsi in un villaggio operaio, anche se un po’ atipico per via della dislocazione montana».
La fissità che gli occhi di Sara hanno sempre attribuito al paesaggio di Ponte Nossa è molto meno datata di quanto avesse supposto: «Dagli anni ’50 il paese è cambiato molto. –continua Antonella- Pensa alla strada provinciale, su cui le case un po’ vecchie si affacciano a strapiombo: da ragazza vedevo passare soprattutto carretti, le macchine erano poche e lente; oggi le sue due corsie non bastano più e quotidianamente è intasata dal traffico»....   leggi tutto

Shakespeare is now, ora e sempre: la grandezza di un autore che, da tempi lontani e da testi ormai classici, riesce a comunicare alla nostra società con forza invariata. Shakespeare is now, soprattutto in questi giorni: Shakespeare is now è la prima rassegna di drammaturgia contemporanea di Bergamo, che

dall’1 al 23 aprile 2017...   leggi tutto

One of the reasons low-cost airline companies allow you to reach European capitals for just a handful of euros (or pounds) is that their airports are usually located quite far from your final destination, in areas generally uninteresting for tourists. This is not the case for Orio al Serio, the main stopover for low-cost companies flying to Milan, Italy, situated just a couple of kilometres away from the fascinating town of Bergamo. With its medieval Upper Old Town, the romantic cobblestone alleys, the charming tower houses and the old walls that mark its perimeter, Bergamo makes for a perfect stop on the way to or back from Milan. Pequod’s editorial team have drafted a few recommendations on what to see in Bergamo if you have only a few hours to spend in the town, along with some practical advice to help you plan your visit....   leggi tutto

Oggi più che mai il mondo delle startup è in forte crescita. Sempre più giovani decidono di mettersi in proprio ed avviare una loro attività che, talvolta, li porta ad un grande successo. Le iniziative non mancano di certo neanche in Italia ed in Lombardia, a Bergamo, è nata nel 2015 Tropico dei Colli. La giovane attività si occupa di produrre e vendere frutti esotici biologici poco conosciuti e non diffusi sul mercato e nasce da un’idea di Giulia Serafini e Mirko Roberti....   leggi tutto

Il paesaggio urbano di ogni città è ricco di monumenti, edifici e, in generale, di luoghi con una propria importanza e funzione: da quella politica a quella sociale, senza dimenticare quella culturale. Nessuno di essi però vivrebbe senza una cittadinanza attiva che giorno dopo giorno contribuisce a far muovere la propria comunità. Ne consegue che l’importanza della complementarietà cittadino-edificio è basilare: senza uno di loro ogni centro abitato che si rispetti, che sia esso un piccolo paesino di provincia o una metropoli imponente, non sarebbe più tale. Cosa succede allora quando uno o più edifici iniziano a cadere in disuso? Ma soprattutto, in cosa possono potenzialmente trasformarsi, se si trasformano?...   leggi tutto

Il viaggiatore goloso, che si muove alla scoperta dei piaceri culinari e delle specialità locali, può ora stare comodo e risparmiare chilometri: oggi è il cibo stesso che si sposta sulle quattro ruote; è il cibo dei food truck!
Di che cosa si tratta? Il food truck è attualmente il modo più creativo e dinamico per lavorare nel mondo della ristorazione, altresì un nuovo modo di mangiare e di stare insieme. L’aggettivo “nuovo” non è del tutto corretto: i furgoncini dei gelati non sono novità nel nostro Paese, così come i carretti di caldarroste degli autunni del nord Italia o i prodotti delle friggitorie del nostro Mezzogiorno. La novità dei food truck italiani risiede nell’abbinare ricette, sia della tradizione italiana sia importate, ad un’attenta cura dello stile e a un’elevata qualità delle materie prime. Gli chef del “cibo quattro ruote” scelgono di non esagerare con la disponibilità di pietanze in menù: la tendenza è quella di specializzarsi e di proporre poche e ricercate specialità.
I numeri parlano chiaro: sempre più imprenditori decidono di intraprendere questa via. Le motivazioni stanno sia nella proporzione dell’investimento monetario, decisamente inferiore rispetto a quello necessario per l’apertura di un locale, sia nella voglia di cavalcare l’onda di questo ritorno di fiamma degli italiani per il cibo consumato in strada. Da una parte cresce il numero dei food truck che investono in più unità mobili; dall’altra aumentano le aziende del mondo della ristorazione che richiedono piccoli mezzi itineranti con cui promuovere il proprio marchio per acquisire un numero maggiore di clienti.
Come riconoscere un food truck? Vi guiderà l’olfatto, ma non meno importante il colpo d’occhio: ape-car dalla texture “mortadella”, westfalia dai colori sgargianti ed eleganti furgoncini laccati di fresco; in questi e mille altri modi i proprietari dei food truck decidono di dare spazio alla loro fantasia e rendere unica l’esperienza che offrono....   leggi tutto

Sabato 1 ottobre si è disputato il primo incontro della stagione per le Crimson Vipers. Nella palestra Italcementi di Bergamo hanno sfidato le pattinatrici del Breaking Bears di Berlino in un incontro frizzante e mozzafiato. In occasione della settimana contro la violenza di genere, in ricordo di Yara Gambirasio, Uisp Bergamo ha dato spazio al Roller Derby: strategia, velocità e potenza, tutte al femminile! ...   leggi tutto

Accade passeggiando nei centri città, che si apra tra la monotonia delle luci patinate delle vetrine una finestra su un immaginario diverso, angoli dove colori e forme spiccano per originalità e creano varchi spaziotemporali nell’omologazione della società attuale. Psycho Cherry Shop è una di queste porte nel tempo, da scovarsi in centro Bergamo, per ritrovarsi catapultati nell’America degli anni ’50....   leggi tutto

Alle porte di Bergamo, tra viali alberati e parchi giochi, c’è un negozio che vende alle famiglie quello che altri bambini non usano più: si chiama Secondamanina, e tra giocattoli, vestitini, culle ed altri accessori, conta più di cinquemila pezzi.
La curiosità di scoprire come nasce una realtà di questo tipo, come funziona e come riesce ad integrarsi in una comunità ci ha portato dietro le vetrine del negozio, a sbirciare tra i coloratissimi articoli e fare quattro chiacchiere con Tayla, la proprietaria.
“Quando ho avuto mia figlia, mi sono accorta di quante cose necessiti un bambino e di come le sue esigenze cambino velocemente: ho iniziato a scambiare con altre mamme le cose che non servivano più per altre di cui avevo bisogno, e così è nata l’idea di aprire il negozio”. A Secondamanina, infatti, chiunque può portare quello che ai propri figli non serve più: dopo una valutazione, gli articoli vengono esposti e possono essere acquistati da chi ne ha bisogno.
Da quando è nata, quest’attività è diventata una certezza per molte famiglie: chi compra sa di star scegliendo oggetti di qualità ad un prezzo minore, e chi vende sa di star dando nuova vita a quello che non usa più.
Ma chi sono i clienti di Secondamanina? “Nonne e neo-genitori sono i visitatori più frequenti, ma spesso contano su di noi anche famiglie al secondo o terzo figlio: quando si ha più di un bambino piccolo in casa servono tantissime cose e da noi si può risparmiare”
Abbiamo chiesto infine se ci fosse differenza tra clienti italiani e stranieri: “per la maggior parte, si rivolgono a noi clienti italiani, oppure famiglie di provenienza est-europea, dove negozi di seconda mano sono molto diffusi”.
Nonostante oggi in Italia la bassa natalità sia una questione rilevante, Secondamanina è una realtà che funziona e un punto di riferimento per ogni tipo di famiglia....   leggi tutto

Quando sentiamo le parole riqualificazione urbana la maggior parte delle volte pensiamo che significa rendere i muri più carini, rintonacare un muro malmesso. Errato! lo scopo del progetto Pigmenti è quello di riqualificare la relazione tra i cittadini e gli spazi. «É innegabile che viviamo in un tempo abbrutito, siamo una “generazione di fretta”, con modelli estetici da fast food, superficiali perché più funzionali. Oggi va forte la televisione perché è comprensibile, ti parla, punta alla tua testa con un susseguirsi di notizie, consigli, liti, leggerezze, ecc…non ti lascia il tempo di rielaborare. Lavorare con l’arte pubblica ti consente di puntare a sorprendere, colpire, incuriosire, a lavorare non sulla testa ma sul sentimento, a muovere alla contemplazione, ad utilizzare un linguaggio che non lascia spazio all’immediatezza del verbale ma che obbliga alla profondità». Il percorso non é lineare, può essere del tutto casuale può lavorare senza che ce ne accorgiamo e può colpire tutti. La vera svolta è «il fatto di non dover andare in una galleria o in un museo per “accedere” alla suggestione di un’opera, perché permette di aggirare quella naturale scrematura fatta di interesse/cultura/istruzione/abitudine/status che fa in modo che in molti non percorrano mai la strada che li porta da casa al museo. Il trucco sta nel fare arte pubblica su altre strade e costringere ad un incontro fortuito e, proprio per questo, per alcuni, anche più autentico»....   leggi tutto

Many people don’t choose to live an international life: moving abroad isn’t a choice, it’s a necessity. In order to survive, to earn some money or to reconnect with the family some people are forced to adapt to a new world, which is not always so welcoming. Moussa’s story tells us this and much more…...   leggi tutto

Sotto un cavalcavia di Bergamo le serate e i weekend si fanno culturali grazie all’associazione Open Space (link) e noi di Pequod, come nostra usanza, ci siamo fiondati per farvi conoscere una delle realtà più dinamiche della città. Dal 2 sino al 26 di luglio, i ragazzi di Open Space propongono nel parcheggio inutilizzato sotto il cavalcavia del quartiere Boccaleone un calendario pieno di eventi, che spazia dalla Street art, alla musica, al cinema sino al teatro e alle conferenze sulla storia del quartiere, nonché su urbanistica e regolamentazione degli spazi comunali....   leggi tutto

Nonostante siano passati esattamente 25 anni da quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità riunita a Ginevra depennò l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali, ancora una settantina sono i Paesi nei quali l’unione consensuale tra persone dello stesso sesso è considerata reato, 5 quelli in cui viene punita con la morte. Tuttavia anche dove la legge non comporta sanzioni per le coppie omosessuali queste sono spesso vittime di violenze e aggressioni, fisiche e verbali, nonché di esclusioni e svalutazioni basate sul pregiudizio....   leggi tutto

di Sara Alberti e Margherita Ravelli

Da trentatré anni a questa parte, la vita cittadina della piccola Bergamo si anima per una settimana, nel mese di marzo, ruotando attorno all’austera Piazza della Libertà. Stiamo parlando del Bergamo Film Meeting, una rassegna cinematografica che negli ultimi anni sta diventando uno degli eventi più importanti del genere in tutta la penisola, e non solo....   leggi tutto

This week Pequod meets Aegee had a chat with the members of Aegee Bergamo. They’re students or former students who are constantly involved in organising activities for Erasmus students and in promoting Aegee spirit in Italy. We asked one of them some questions, very similar to those we usually ask Erasmus students....   leggi tutto

Do you know AEGEE? Probably, those of you who have been Erasmus students know it pretty well, as in the 1980s AEGEE promoted the placement of the Erasmus project – so THANK YOU GUYS! Since then, AEGEE, whose name is related to the Aegean Sea, the birthplace of democracy – how cool is that?! – has been promoting European events creating a huge network of young people all over Europe and beyond....   leggi tutto

“L’ostacolo siamo noi stessi. Tutto è difficile prima di diventare facile”

Isabelle il Capriolo è un’associazione teatrale, di promozione e bene sociale nata a Ranica (BG) nel 2007 da un’idea di Sophie Hames e Luciano Togni. La decisione di iniziare a lavorare “da soli” è nata dalla necessità di arrivare ad avere in mano qualcosa di ufficiale, uno strumento giuridico riconosciuto a manifesto delle proprie idee....   leggi tutto

Dalla valle più rock della bergamasca, si racconta  Alessandro Piazzalunga (per gli amici Gito). Classe 1983,  sguazza tra punk-rock, balkan music, jazz e con il pezzo di musica classica giusto gli scende la lacrimuccia. Eccovi l’intervista. Consiglio per la lettura: sedetevi comodi e concedetevi un bel calice di vino rosso mentre ascoltate i suoi consigli musicali – Pietro Mascagni,  Intermezzo dalla Cavalleria Rusticana oppure Led Zeppelin, Good time Bad Time  (trovate i link a fine articolo). =&0=& Suono la =&1=& da quattordici anni e in generale adoro le percussioni, tant’è che mi sono costruito un cajon con il quale ho avuto modo di fare alcune esperienze anche in teatro. Mi piacerebbe imparare il tapan, usato nella musica di area balcanica e le tablas. Il mio primo amore però è stato per il =&2=&, avevo dieci anni. Da qualche tempo ho smesso di suonarlo ma un giorno riprenderò, sai cosa si dice del primo amore. 01musica =&3=&
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