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Un tempo si diceva che le capitali europee come Parigi o Londra fossero città multiculturali. “- inserire un nome di qualsiasi città in Europa – multiculturale” sarebbe stato un titolo perfetto per qualsiasi articolo di un giornale di viaggi o per un pezzo in copertina di una rivista di moda che ritraeva modelle vestite con abiti con fantasie africane intente a posare su uno sfondo urbano....   leggi tutto

È il pomeriggio del 13 novembre 2015. Due commando si preparano ad attaccare lo Stade de Franceil teatro Bataclan e un bistrot all’aperto, mentre un terzo gruppo è in attesa in un residence ad Alfortville, a pochi chilometri da Parigi. Il primo attacco, durante una partita di calcio, distoglie l’attenzione, il secondo assorbe i soccorsi e le forze di sicurezza tramite una serie di raid, mentre il terzo, quello del Bataclan, provoca una carneficina: 130 morti e 60 feriti, l’aggressione più cruenta in Francia dopo la Seconda Guerra Mondiale. Per la prima volta i nemici non sono dichiarati, non sono giornalisti satirici, musulmani apostati o infedeli. Il massacro è indiscriminato e i responsabili sono tutti francesi, di origine algerina. Poche ore dopo, il Presidente statunitense Obama condannerà “un attacco non solo contro Parigi, ma contro tutta l’umanità”, mentre Hollande annunciava lo stato di emergenza sul territorio francese, il tutto prima che l’ISIS rivendicasse gli attentati con un video su Youtube....   leggi tutto

Schiacciata tra Europa e Balcani, con una superficie poco più grande di quella del Veneto e la metà dei suoi abitanti, la Slovenia è un Paese che sulla cartina si fa quasi fatica a notare, ma che in realtà è una piccola gemma per turisti e viaggiatori. Alessio Franconi, fotografo e scrittore italiano che negli ultimi 15 anni ha esplorato la Slovenia in lungo e in largo, ha cercato di raccontare questa piccola Nazione agli spettatori di UlisseFest all’evento di domenica 2 luglio, in collaborazione con I Feel Slovenia....   leggi tutto

Cinema e autismo, un tema affrontato spesso dalle grandi produzioni hollywoodiane (indimenticabile Dustin Hoffman in Rain Man) e forse, proprio per le classiche esigenze di copione (e di botteghino), sempre più romanzato in storie che non riescono a raccontare fino in fondo la complessa realtà dell’autismo e delle neurodiversità.
In Italia, però, qualcosa è cambiato: Gianluca Nicoletti, giornalista per La Stampa e Radio24 e padre di Tommaso, ragazzo autistico, ha deciso di raccontare la realtà che vive quotidianamente e quella di altre famiglie come la sua nel documentario Tommy e gli altri, presentato in anteprima lo scorso 30 marzo in Senato e poco dopo sul piccolo schermo, l’1 e il 2 aprile, in occasione della giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo.
Non solo il primo film italiano sull’autismo: nella pellicola scopriamo l’ “autismo adulto”, qualcosa a cui non siamo abituati a pensare, qualcosa che nemmeno lo Stato italiano, racconta Nicoletti, sembra riconoscere, se non nei termini del contributo mensile destinato a chi si occupa di queste persone nella maggiore età.
Ne parliamo con Nicola Gualandris, fonico, compositore e musicista, che nel progetto filmico si è occupato dell’audio in presa diretta....   leggi tutto

Navigando nei meandri del web capita, a volte, di imbattersi in siti interessanti, particolari. Succede quasi per caso: magari stai ascoltando una canzone su YouTube, sbirciando tra qualche social e, nel frattempo, vuoi compiere una breve ricerca su un argomento che hai poco chiaro. Succede che invece di aprire il primo link, il tuo occhio cada sul secondo e che, spinto dalla curiosità del nome, tu lo apra....   leggi tutto

Integrazione e inclusione sono le parole d’ordine nella scuola in Italia. La rivoluzione nel sistema d’istruzione italiano avvenne alla fine degli anni Settanta, parallelamente al superamento dello stigma delle neurodiversità, con la destituzione definitiva delle scuole speciali e delle classi differenziali, le due istituzioni che fino a quel momento erano destinate ad alunni con diversi gradi di disabilità e disturbi dell’apprendimento e comportamentali di vario tipo....   leggi tutto

Martina alle elementari faceva fatica a leggere ad alta voce. Ogni volta che la maestra la chiamava per alzarsi in piedi e continuare a leggere di fronte a tutta la classe il romanzo prescelto, la mia compagna non aveva altra scelta: pur di non continuare a incespicarsi fra le aguzze consonanti, lasciava perdere il senso del testo e si lasciava trasportare dal suono delle parole. Martina ha un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) assai diffuso, la dislessia, che si ripercuote sull’abilità del leggere, dello scrivere e del calcolare in modo corretto e fluente. Solitamente, tali disturbi si presentano all’inizio della scolarizzazione e solo dal 2015 il MIUR ha iniziato a diffondere dati specifici sugli alunni DSA, che nell’aa.ss. 2014/2015 erano 186.803, ovvero il 2,1% degli studenti di istituti statali e non....   leggi tutto

Una suggestiva terrazza sul mondo: ecco cosa diventerà Città Alta, centro storico di Bergamo, dal 30 giugno al 2 luglio 2017. Questo perché EDT, casa editrice che dal 1992 pubblica le iconiche guide di viaggio Lonely Planet, insieme al laboratorio di comunicazione Idee al Lavoro e al Comune di Bergamo, ha scelto la città lombarda per la prima edizione di Ulisse Fest. Viaggi, Incontri e Altri Mondi....   leggi tutto

What’s the best way for young people to travel, meet new people, and get to know different cultures in an affordable way? The answer is staying in hostels, where young generations from all over the world share experiences and unforgettable moments. Today we meet Laura, a young Italian girl who moved to Copenaghen and started working for one of the most well-known hostel brands in Europe: Generator Hostel....   leggi tutto

Durante i miei studi universitari, ho trascorso in Cina diversi mesi, a Pechino e a Shanghai, tra il 2010 e il 2013. Nel corso dei miei soggiorni, ho avuto modo di compiere numerosi viaggi in varie aree del Paese, tutte molto diverse e distanti tra loro. Quando mi chiedono che cosa mi ha più colpito dei miei viaggi, ho l’imbarazzo della scelta: il cibo delizioso? I panorami incredibili? Gli sguardi curiosi e cordiali dei cinesi che ti accompagnano ovunque? Sicuramente tutto questo e anche di più, ma se dovessi scegliere un elemento distintivo e peculiare di ogni mio viaggio, opterei per i treni cinesi....   leggi tutto

Arriviamo a Mbur sul far della sera, macinati chilometri di asfalto impolverato di terra rossa a bordo di una station wagon da 10 posti, caricata di valigie e umani raccolti in una stazione autobus ai bordi di Dakar. Tra questi umani, Hamadou ed io, in cerca di una pausa dal caos della capitale nelle oasi della Petit Côte, che da Dakar si allunga fino ai confini con il Gambia, ci accoccoliamo nei posti più stretti sul fondo dell’auto, dove è possibile sonnecchiare tenendo un occhio sui bagagli, che a ogni cambio di passeggeri per cui più volte interrompiamo il viaggio, rischiano di esser dimenticati in strada o consegnati alla persona sbagliata....   leggi tutto

Immaginate di essere seduti di fronte a un perfetto sconosciuto e che questo vi racconti una storia di vita, la sua. Immaginate che questo sconosciuto vi racconti di un viaggio che qualche tempo fa intraprese in aereo, a piedi, in treno, in barca per raggiungere una nuova terra e una nuova vita. Immaginate di entrare in contatto con le paure, le speranze e le aspettative di chi parte con la consapevolezza di diventare un migrante. È questo semplice meccanismo ad essere alla base di una grande esperienza d’incontro con l’altro: la Biblioteca Umana Migrante. Questa emozionante esperienza di condivisione e conoscenza è stata realizzata a Talca, la capitale della Regione del Maule, situata a 259 chilometri a sud di Santiago del Cile. A renderla possibile è stato il Colectivo MIGRA, nato nel 2014 con l’obiettivo di sostenere il processo di integrazione e convivenza positiva tra la comunità locale e la comunità migrante....   leggi tutto

Imagine to be seated in front of a perfect stranger who is telling you a story, his life’s one. Imagine that this stranger tells you about a trip he made in the past on foot, by plane, train or boat to reach a new place and a new life. Imagine coming close to the fear, hopes and expectations of a person who has left his country with the awareness of becoming a migrant. This simple mechanism is at the basis of a unique experience of meeting the other: the Migrant Human Library. This moving experiment of sharing and meeting between people has been realised in the city of Talca, the capital of Maule Region, situated 259 kilometres south of Santiago de Chile, Chile. To make this possible was Colectivo MIGRA, an organisation created in 2014 with the aim of supporting the process of integration and positive cohabitation between the local community and migrants. MIGRA is working to grant the respect of human rights in a society that has experienced a great increase in the migratory influx, especially in the last two years....   leggi tutto

In occasione del festival Orlando di Bergamo, dedicato all’identità di genere, e della “Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia” del 17 maggio, Pequod ha chiesto a diversi ragazzi e ragazze di raccontare le loro esperienze di coming out e cosa hanno significato per loro. Di seguito riportiamo la seconda parte dei loro racconti (qui trovate la prima), editati e ridotti per ragioni di spazio e di chiarezza....   leggi tutto

Innegabili i passi da giganti fatti nel XXI secolo dal movimento LGBT, che nella sua costante richiesta di diritti a istituzioni politiche spesso sorde, ha portato a trasformazioni di forte portata sociale, prima ancora che politica: dall’inserimento delle minoranze discriminate nel mondo del lavoro e della politica, al riconoscimento delle unioni civili, fino alla ridefinizione del concetto d’identità di genere. Quelle delle istituzioni italiane, sembrano però più risposte elaborate di caso in caso per far fronte a necessità (spesso già disagi) ormai innegabili, piuttosto che la presa di coscienza della varietà sociale e delle esigenze di una tale varietà. Ciò si traduce in un’assenza di politiche e soprattutto d’infrastrutture al passo con il progresso previsto dalla legislazione, sopperita solo grazie alla straordinaria capacità di coesione e associazionismo che in questi anni il movimento LGBT ha dimostrato possedere.
Un esempio concreto viene dal mondo del transgenderismo: già dagli anni ’80, la legge prevede il riconoscimento del sesso di transizione, ma lasciando ai tribunali discrezionalità sulle prerogative richieste e, nello specifico, sulla necessità o meno dell’intervento chirurgico adeguato ai dati anagrafici. Mentre si moltiplicano negli ultimi anni i ricorsi e le sentenze che riconoscono il genere acquisito senza intervento chirurgico, non sembra essere ancora in programma un sistema socio-psico-sanitario nazionale capace di operare nella realtà transgender. È ancora una volta il movimento stesso a dar vita a strutture che, oltre a offrire supporto medico e legale, accompagnino nel percorso di transizione, attraverso sportelli aperti, incontri di gruppo e sedute con psicologi. Un esempio concreto di questa cooperazione arriva dal Veneto, dove dal 2011 è attivo il Servizio Accoglienza Trans (SAT)....   leggi tutto

Travestimento. Alletta e fa divertire l’uomo a teatro, sui palcoscenici delle popstar, all’opera, nei musical: riflettori e camuffamenti fanno si che i ruoli si scombinino in modo bizzarro e irriverente, le parti si ribaltano e se aggiungiamo un pizzico di divertenti rimandi alla sfera sessuale, il divertimento è assicurato....   leggi tutto

Per tutti i cittadini disponibili ad ampliare i propri orizzonti, una rassegna queer può essere l’occasione per osservare le trasformazioni della società e delle identità umane. Il festival Orlando, alla sua quarta affermazione, da ieri e fino a domenica 21 maggio trasforma Bergamo dedicando oltre una settimana all’identità di genere, alle relazioni, agli stereotipi, al corpo e alla ricchezza che scaturisce dall’incontro con l’altro.  Orlando è un progetto di Lab 80 film, l’associazione di cultura cinematografica più longeva d’Italia, sempre alla costante ricerca di nuovi progetti, autori e linguaggi a cui dare visibilità. Oltre trenta eventi sparsi per la città tra film in anteprima, spettacoli di teatro e danza, mostre, incontri e momenti di formazione, sia per adulti che per bambini, con la possibilità di un viaggio interdisciplinare tra generi e generazioni....   leggi tutto

Il tema che riguarda la comunità LGBT, che comprende lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, è un tema assai sensibile, per via della visione, spesso distorta, che la società ha di questo fenomeno. Vero è che più il tempo passa e più la società (non con poca fatica) cerca di lasciarsi dietro le incrostazioni retrograde figlie di una concezione della vita spesso bigotta e conservatrice, per nulla al passo coi tempi. Per comprendere il fenomeno LGBT (e quello della transessualità nello specifico) è necessario introdurre il concetto di identità di genere. Essa è definita da come ciascun individuo sente di essere ossia il suo sentimento profondo di femminilità o mascolinità, in relazione al ruolo di genere ovvero ciò che è socialmente e culturalmente definito come maschile o femminile e che risponde alla norma sociale e alle credenze condivise dalla maggioranza. L’orientamento sessuale è invece definito dall’attrazione sessuale che ciascuno sente verso uno dei due sessi, o verso entrambi. È evidente perciò che questi tre caratteri sono presenti all’interno di ciascun individuo con combinazioni singolarmente differenti. Legata all’identità di genere è la condizione di “transessuale”, usata per indicare gli individui che sviluppano un’identità di genere definita (maschile o femminile), ma opposta al sesso biologico di nascita, che verrà quindi “corretto” con terapie ormonali o con la chirurgia per adeguare il proprio corpo alla propria identità....   leggi tutto

Appena entro nel locale in cui ci siamo dati appuntamento, il mio sguardo inizia a scrutare i volti di chi è seduto ai tavoli finché non si posa sulle spalle di un ragazzo intento a leggere. Lui è Jake, Giacomo Arrigoni Gilaberte, classe ’91, nato in Brasile ma cresciuto in Italia. Jake è un giovane transessuale FtM (Female to Male, sigla per la transizione da un corpo femminile a uno maschile), che da circa due anni ha iniziato la terapia ormonale sostitutiva (TOS) per diventare colui che ha sempre sentito di essere: un uomo....   leggi tutto

Quando sei studente in una città straniera, la casa si può rivelare un grosso problema. È difficile trovarne una in una posizione comoda per l’università, è difficile trovare buoni coinquilini e bisogna stare attenti a non superare un certo budget.

Adriano ha quasi 25 anni, vive a Edimburgo da un anno e mezzo, ed è riuscito a trovare tutte queste cose in un posto unico nel suo genere: La Edinburgh Student Housing Co-Op. «Quando cercavo casa ad Edimburgo, su Google la co-op è stata una delle prime opzioni che ho trovato, ho curiosato sul sito e mi è sembrato subito un posto molto interessante» mi racconta Adriano, che sta finendo un Master in Traduzione dal cinese all’inglese nella città scozzese. Nella co-op vivono 106 studenti, in diversi appartamenti che possono ospitare dalle tre alle cinque persone. Ci sono molti inglesi, scozzesi, spagnoli, polacchi: la demografia della città di Edimburgo è ben rappresentata nei vari appartamenti. L’affitto è molto basso e diverse volte l’anno si può fare richiesta per entrare a far parte della co-op, venendo scelti dai membri che già ci abitano....   leggi tutto

Tra i primi messaggi inviatimi da Anna durante il suo viaggio in Cambogia, c’è la fotografia di lei stesa al sole su quella che sembra essere la prua di un’imbarcazione. Ad accompagnare l’immagine, la didascalia: «Arrivate a Siem Reap via fiume!».
Ritrovo l’entusiasmo del sorriso immortalato nella fotografia, ancora impresso sul viso di Anna, quando al suo rientro racconta della gita lungo uno dei corsi d’acqua che portano al lago Tonle Sap, che con i suoi 2700 km², appare come un mare a chi si affaccia sulle numerose foci che lo alimentano. Partite in tre ragazze alla volta della Thailandia, Anna e le sue compagne di viaggio hanno scelto di approfittare degli scali imposti dall’itinerario, per estendere gli orizzonti e visitare alcuni paesi dell’Indocina; tra le mete prescelte, i corsi cambogiani, raccolti sotto il nome di Tonle Sap in virtù della destinazione comune, diventati riserva della biosfera dell’UNESCO nel 1997, che ospitano complessivamente una sessantina di comunità galleggianti ....   leggi tutto

A Castelli Calepio, fedeli a un principio, stavamo barricati in un appartamento al secondo piano, difesi da un armadio trascinato a impedire l’ingresso. Tutt’attorno l’assedio: quattro volanti in strada, Carabinieri e Digos come fanteria dall’altra parte della porta; in prima linea il fabbro e i suoi arnesi, sotto esortazione d’un ufficiale giudiziario, fungevano da ariete d’espugnazione. Lo stridere del flessibile sul corpo del serramento annunciava il caos, i pianti, la disfatta imminente. Questa volta stavano andando fino in fondo....   leggi tutto

La prima volta che mi è capitato di essere ospitata in una casa straniera avevo diciassette anni. La mia classe al liceo partecipava ad uno scambio culturale con una scuola superiore di Bayonne, città a sud-ovest della Francia, al confine coi Paesi Baschi. La mia gentilissima ospite si chiamava Stephanie ed abitava in una sorta di fattoria un po’ fuori mano. Da brava italiana avevo pensato di portare in dono ai padroni di casa una moka e un pacco di caffè. Non sto neanche a spiegare quanto mi sono sentita imbarazzata quando ho scoperto che le loro cucine erano già provviste di caffettiera! A casa di Stephanie la cucina era il fulcro della casa: al grande tavolo di legno sedeva tutta la famiglia e ad ogni pasto non mancavano mai fragranti baguette su cui spalmare del gustoso foie gras. Di sera, quando noi ragazze rincasavamo dopo un’intensa giornata, spesso trovavamo lo zio di Stephanie seduto in poltrona intento a degustare un bicchiere di pastis, il tipico liquore francese all’anice. Aroma di baguette e profumo di pastis – sono queste le sensazioni che ricollego ai miei giorni francesi....   leggi tutto

Secondo i dati Istat del 2016, i giovani tra i 18 e i 34 anni che abitano ancora con i genitori in Italia sono il 62,5%, quasi sette milioni. Questi risultati non sono certo una novità e confermano una tendenza ormai storica: i giovani italiani lasciano il tetto di mamma e papà molto più tardi rispetto a molti dei loro coetanei stranieri. Ciò ha valso loro diversi appellativi da parte del mondo degli adulti, dal classico “mammoni” al più recente “bamboccioni”, immaturi a cui risulta più comodo starsene a casa piuttosto che farsi una propria vita autonoma assumendosi le proprie responsabilità....   leggi tutto

Piove a dirotto quando entriamo nel laboratorio di Davide, calzolaio classe 1932 di Ranica, un paese di quasi seimila anime in provincia di Bergamo. Il calore ci avvolge da subito, sebbene da qualche anno la bottega non venga più usata quotidianamente. Le fotografie appese alle pareti, la legna per il camino e il tavolo al quale l’artigiano e la moglie Anna ci fanno accomodare lasciano intendere che fra le mura di quella piccola stanza è passata la storia di una famiglia, oltre che quella di un antico mestiere....   leggi tutto

Sbarcare sul continente africano significa anzitutto lasciarsi avvolgere da un tripudio di stimolazioni sensoriali: primo solleticato è l’olfatto, invaso di un’aria pregna di spezie, gas di scarico, incensi e sudore umano misto a profumi dolci; segue l’udito, come martellato da un accavallarsi di idiomi diversi, di suoni nuovi pronunciati da labbra carnose; infine la vista, che s’apre su orizzonti privi di confini, ma ricolmi di colori che il sole caldo accende in tonalità sempre più vivaci....   leggi tutto

Bottega: luogo reale e ideale, che identifichiamo con l’artigiano intento sui suoi prodotti, con l’odore del legno e i ferri sul tavolo.
“Bottega”, una parola dal sapore antico. Figuriamoci se la pronunciamo con la cadenza calda e accogliente di un dialetto italiano. In Sicilia, ad esempio, suonerebbe come “putìa”. Ma quella che vogliamo raccontarvi è una putìa dei nostri giorni, che la tradizione vuole circoscriverla e amplificarla al tempo stesso: benvenuti in PUTIA | sicilian creativity, piccolo negozio di Castelbuono (Palermo) e network in espansione; progetto imprenditoriale che valorizza l’artigianato indipendente ma anche gli artisti che sperimentano materiali locali....   leggi tutto

Originalità e qualità sono i due pilastri che permettono alla cultura del “fatto a mano”di registrare negli ultimi anni un interesse sempre maggiore sia da chi l’artigianato lo produce sia da chi lo acquista e ne apprezza l’unicità. Inutile sottolineare quanto la crescita sia stata favorita dalle nuove tecnologie che aiutano ed invogliano chi possiede le doti di fantasia, energia e passione a diffondere e rendere a portata di click la propria Arte. ...   leggi tutto

C’è una leggenda nel paese cui sono legate le radici materne di Sara, a spiegazione di una buffa donazione che dal 1500 a oggi fa mostra di sé, non senza polemiche e dispute teologiche, nel Santuario della Madonna delle Lacrime, all’ingresso di Ponte Nossa, nascosto tra le montagne bergamasche: la leggenda del coccodrillo. «Il coccodrillo appeso in Chiesa- racconta da anni la nonna di Sara ridendo -viene dall’Adriatico e ha risalito il Po prima, il fiume Serio poi, arrivando fino a qui. Ma mangiava solo giovani vergini e a Ponte Nossa è morto di fame».
Straordinario è che trovi il racconto divertente, anziché offensivo; Antonella, sua figlia, spiega così le origini di un pensiero tanto emancipato: «Il paese è formato soprattutto da forestieri, persone nate in paesi più o meno limitrofi e arrivate qui per lavorare nelle industrie fiorite ai margini del fiume. Quando ero bambina, Ponte Nossa era limitato alla via del centro e poche altre case sparse, circondate da distese di campi e boschi; negli anni ’60 sono apparsi i primi condomini e il paese ha iniziato a trasformarsi in un villaggio operaio, anche se un po’ atipico per via della dislocazione montana».
La fissità che gli occhi di Sara hanno sempre attribuito al paesaggio di Ponte Nossa è molto meno datata di quanto avesse supposto: «Dagli anni ’50 il paese è cambiato molto. –continua Antonella- Pensa alla strada provinciale, su cui le case un po’ vecchie si affacciano a strapiombo: da ragazza vedevo passare soprattutto carretti, le macchine erano poche e lente; oggi le sue due corsie non bastano più e quotidianamente è intasata dal traffico»....   leggi tutto

Shakespeare is now, ora e sempre: la grandezza di un autore che, da tempi lontani e da testi ormai classici, riesce a comunicare alla nostra società con forza invariata. Shakespeare is now, soprattutto in questi giorni: Shakespeare is now è la prima rassegna di drammaturgia contemporanea di Bergamo, che

dall’1 al 23 aprile 2017...   leggi tutto

One of the reasons low-cost airline companies allow you to reach European capitals for just a handful of euros (or pounds) is that their airports are usually located quite far from your final destination, in areas generally uninteresting for tourists. This is not the case for Orio al Serio, the main stopover for low-cost companies flying to Milan, Italy, situated just a couple of kilometres away from the fascinating town of Bergamo. With its medieval Upper Old Town, the romantic cobblestone alleys, the charming tower houses and the old walls that mark its perimeter, Bergamo makes for a perfect stop on the way to or back from Milan. Pequod’s editorial team have drafted a few recommendations on what to see in Bergamo if you have only a few hours to spend in the town, along with some practical advice to help you plan your visit....   leggi tutto

Oggi più che mai il mondo delle startup è in forte crescita. Sempre più giovani decidono di mettersi in proprio ed avviare una loro attività che, talvolta, li porta ad un grande successo. Le iniziative non mancano di certo neanche in Italia ed in Lombardia, a Bergamo, è nata nel 2015 Tropico dei Colli. La giovane attività si occupa di produrre e vendere frutti esotici biologici poco conosciuti e non diffusi sul mercato e nasce da un’idea di Giulia Serafini e Mirko Roberti....   leggi tutto

La provincia, croce e delizia. Vivere lontani dalle grandi città, nella dimensione placida e rassicurante dei paesi e delle cittadine italiane, ha sicuramente un che di poetico e rétro. Parlando con gli anziani della città lombarda di provincia in cui sono cresciuta, il tipico luogo cosiddetto “a misura d’uomo”, mi accorgo che nel loro immaginario Milano è dipinta come un gigante di cemento e palazzoni pronto ad ingoiare le ingenue creature provenienti dai rassicuranti paesi della provincia. Capisco che la grande città incuta soggezione a chi ha sempre vissuto in un contesto diverso, provinciale. Del resto, si teme ciò che non si conosce, o ciò che si conosce per sentito dire....   leggi tutto

Last month I visited Sofia, Bulgaria’s capital. It was the end of February and the weather was still cold but sunny, and it was lovely to spend time walking the streets of the city. At every corner I could find stalls selling nothing but red and white wrist bands, sometimes adorned with two small dolls made of combined red and white yarn. Not the typical postcards, magnets, been-there-done-that t-shirts that can be found in any touristic place, just red and white woven threads, sold in buy-ten-pay-one deal packages. You could see people of all kinds stopping at the stands; business men, school boys, young girls and grandmothers, all purchasing the tiny bracelets....   leggi tutto

Ci sono mattine in cui ti svegli sperando nel bel tempo, nella sua clemenza. Apri la finestra e puntuale come la nuvola fantozziana, il grigiore ti avvolge. Per lo meno non piove: posso partire. Prendo la bici e dopo un breve controllo monto in sella. Destinazione? Beh, seguitemi, in questo pezzo faremo insieme un percorso (ciclabile) nella storia, tra arte e cultura; vi porterò nel cuore della pianura padana tra patrimoni artistici meravigliosi incastonati nella campagna lombarda, che aspettano solo di essere scoperti, visitati, contemplati. Parto da Paullo, piccolo paese in provincia di Milano, e dopo una pedalata di poco meno di 5 km arrivo nel comune di Merlino, già nel lodigiano; ad accogliermi subito all’ingresso, il Santuario di San Giovanni Battista al Calandrone. Unico santuario di culto non mariano presente in Lombardia, riporta alla mente il Calandrone, corso d’acqua ormai scomparso che delimitava il sito religioso. Avvicinandomi, noto alla sinistra della chiesa una vasca di un marmo ormai divelto e distrutto dall’incuria dell’uomo o, secondo la storia, da un segno divino (credete come volete). Sopra campeggia una targa che ci rende edotti di quanto accaduto: si narra di un cacciatore che, disperato per la grave situazione di salute del suo cane, provò ad immergerlo nella vasca ritenuta guaritrice. La vasca si ruppe quale monito sull’errata quanto blasfema equiparazione tra un cristiano e un cane. Il santuario è chiuso, non potrò vedere l’importante affresco quattrocentesco nell’abside, sopra l’altare. Decido di rimontare in sella lasciandomi alle spalle un santuario antichissimo, probabilmente più dello stesso comune di Merlino, probabilmente quell’ “Oratorio” cui fa riferimento la pergamena conservata nell’Archivio Vescovile di Lodi, a proposito del restauro che portò alla luce un pozzo, una lapide e un sepolcro. Penso a quanti pellegrini si saranno immersi in quella vasca in cerca di una speranza o di una benedizione. Riprendo a pedalare con più vigore, il cielo è sempre più plumbeo e io ho ancora un po’ di luoghi da visitare e raccontare.

Ancora una buona mezz’ora sulla ciclabile, tra ettari di campi in pieno risveglio di primavera e silenziosi cascinali, e imbocco una stradina che mi porta a Lavagna, frazione del comune di Comazzo (LO). Cerco in modo intuitivo e sommario la chiesa di San Biagio di Rossate, ritornata al suo splendore dopo il recente restauro, che dal 2016 l’ha salvata dal triste destino di deposito per trattori. Chiedo informazioni a una signora del posto, che mi dà indicazioni sicure. Svolto su una stradina secondaria lasciando alla mia destra una chiesa parrocchiale, dalla quale parte una strada rurale; costeggio un percorso d’acqua celato da una verdissima vegetazione e dopo qualche centinaia di metri mi ritrovo in una piazza, dove si fronteggiano, in contrasto, una cascina diroccata e abbandonata ed un impianto di sorveglianza di nuova installazione....   leggi tutto

La pratica dell’omeopatia nasce ad opera del medico tedesco Samuel Hahnemann, il quale, nel 1810, sviluppò una teoria del tutto originale, secondo cui ogni malattia nota era la manifestazione di un’unica affezione, che consisteva in un disturbo nella capacità del corpo di mantenere integra la propria forza vitale. I sintomi erano quindi la rappresentazione del danno patito dalla forza vitale, mentre la cura consisteva nel giusto stimolo fornito al corpo perché riattivasse la propria forza di guarigione. Egli ipotizzò che una sostanza potesse eliminare nell’individuo malato sintomi analoghi a quelli che essa stessa provocava in un individuo sano. Da ciò derivò la cosiddetta Legge dei simili, secondo cui “i simili si curano con i simili” e per la quale il sintomo prodotto da un rimedio scaccerebbe il corrispondente disturbo che colpisce la forza vitale dell’individuo. Per questo motivo la pratica fu chiamata omeopatia (stesso male), per distinguerla dalla medicina classica o allopatica (diverso male), che cura i sintomi producendo effetti ad essi opposti. Col passare del tempo gli omeopati compirono esperimenti somministrando numerose sostanze e registrando gli effetti prodotti nei pazienti. Risultò però evidente che molti di quei rimedi erano potenzialmente tossici e sommavano i loro effetti a quelli dei sintomi della malattia. Per limitare questi esiti negativi venne sviluppata la Legge delle diluizioni infinitesimali, preparando diluizioni partendo da tinture madri pure che venivano diluite, per un numero di volte variabile, in un solvente (acqua o alcool). Per chiarire, se prendessimo una soluzione oggi comunemente utilizzata in omeopatia (una diluizione di 1 a 10 ripetuta 12 volte) otterremmo la proporzione tra un microlitro di tintura madre (una goccia) e il contenuto di una piscina olimpionica di acqua! Era quindi convincimento degli omeopati che l’azione risanante e terapeutica aumentasse in proporzione al diminuire della dose, fino a raggiungere una quantità infinitesimale tale per cui il contenuto di tintura madre finale dovrebbe essere quasi del tutto assente....   leggi tutto

Una musica senza tempo, eterna e immutabile. È la Primavera di Antonio Vivaldi composta prima del 1725, quando ad Amsterdam l’editore Michel-Charles Le Cène dava inizio alla diffusione di questo sognante movimento. La Primavera fa parte dell’opera Il cimento dell’armonia e dell’inventione composta di dodici concerti solistici. Le Quattro Stagioni, op.8 n. 1-4, composto di quattro  concerti che si riferiscono alle quattro stagioni – Primavera, Estate, Autunno, Inverno – viene eseguito, secondo l’organico in partitura originale, da un quartetto d’archi (violino primo e secondo, viola, violoncello) e basso continuo (poteva essere eseguito da clavicembalo o organo). Tutti e quattro i concerti de Le Quattro Stagioni sono accompagnati da altrettanti sonetti. Quello de La Primavera:

Allegro
Giunt’ è la Primavera e festosetti
La Salutan gl’ Augei con lieto canto,
E i fonti allo Spirar de’ Zeffiretti
Con dolce mormorio Scorrono intanto:
Vengon’ coprendo l’aer di nero amanto
E Lampi, e tuoni ad annuntiarla eletti
Indi tacendo questi, gl’ Augelletti
Tornan di nuovo al lor canoro incanto:

Largo
E quindi sul fiorito ameno prato
Al caro mormorio di fronde e piante
Dorme ‘l Caprar col fido can’ à lato....   leggi tutto

«Fa un freddo terribile e questo vento prima o poi mi porterà via».
E’ febbraio e sono a Falmouth, in Cornovaglia, sulla mia barca. Ho guidato sette ore il venerdì sera per arrivare qui per alcuni lavori di sistemazione da fare sull’imbarcazione; e proprio questo weekend c’è una tempesta.
Sto aiutando il mio ragazzo Ryan a salire in testa d’albero del nostro piccolo catamarano per misurare il sartiame. Mentre saltello qua e là da un lato all’altro dello scafo, tendendo il metro avvolgibile e scribacchiando numeri, controllo che Ryan ci sia ancora: questo vento potrebbe farlo cadere dai dieci metri d’altezza a cui si trova.
Per un secondo l’idea di mollare un buon lavoro, il caldo confortevole di una bella casa, seppure in affitto, gli amici e la famiglia, e partire all’avventura su una barca a vela mi pare assurda. Poi, non appena Ryan scende al sicuro e siamo al riparo nella cabina, con tutte le misure che ci servono scritte sul mio quaderno, sorrido.
Lo stiamo veramente facendo: stiamo sistemando la nostra barca e finalmente salperemo per il Mediterraneo.

Una decina di mesi fa, lo scorso Maggio, mi stavo rilassando su una spiaggia naturale, camuffata e nascosta tra le coste di Maiorca, lontano dal tempaccio inglese e dai resort affollati dell’isola spagnola. Stressatissima a causa del mio lavoro come capo di dipartimento di un’agenzia di marketing digitale a Manchester e riluttante all’idea di riprendere l’aereo di lì a pochi giorni, ho iniziato a divagare in riflessioni sulla vita:
«Perché dobbiamo per forza ammazzarci di lavoro fino ai settant’anni, per poi goderci dieci o quindici anni di dolce far niente, magari costretti in un letto di ospedale? Chi l’ha deciso? Chi dice che dobbiamo per forza accantonare tutti i nostri sogni e sperare di poterli realizzare solo quando saremo vecchi e stremati?»
A un tratto, la vita regolare che pure mi aveva regalato non trascurabili soddisfazioni, non aveva più senso. Mi ero resa conto di trascorrere la routine quotidiana di quella vita che i più considerano normale, in attesa di quei momenti di pausa, spesso vissuti a contatto con la natura, che mi ridavano energia; stavo vivendo solo per arrivare al weekend per fare arrampicata oppure per le vacanze dedicate allo scuba diving.
Per la prima volta nella mia vita, ho capito che non dovevo per forza adeguarmi.

Ho la fortuna di poter fare il mio lavoro ovunque, a patto di avere una buona connessione internet, quindi perché rimanere intrappolata in una città grigia e fredda nel Regno Unito? Ho sempre avuto troppa paura di mettermi in proprio come freelancer perché avevo affitto e bollette da pagare, ma vivere in barca a vela elimina tutti questi costi e i relativi problemi.
Quindi, eccomi qui. Sto per iniziare l’avventura più rischiosa, ma anche la più emozionante della mia vita!
A fine Agosto 2016, io e Ryan abbiamo comprato un catamarano Heavenly Twins costruito nel ’77, lungo poco meno di otto metri. Non è grande, ma ha tutto ciò che serve: cambusa con forno e fornelli, cuccetta matrimoniale, “soggiorno” e bagno. Sarà la nostra casa galleggiante per il futuro prossimo. La barca, che abbiamo chiamato Kittiwake, ci è costata meno di un’auto nuova e vivremo a bordo frugalmente e in modo ecosostenibile, una scelta etica che avremmo sempre desiderato fare e che ora potremo realizzare.
Ciò che fa sentire me e Ryan vivi sono le avventure: campeggiare su isole deserte, scalare scogliere, conquistare la cima di una montagna, fare snorkeling con le tartarughe marine, … Così, nel mese di Maggio sistemeremo al meglio Kittiwake per renderla confortevole e poi partiremo alla volta del Mediterraneo, entro Giugno 2017.

Nell’attesa di partire, tra una riparazione e l’altra, fantastichiamo su mete sempre più lontane, pur avendo già ideato un tragitto definitivo. Facilmente ci scontreremo con ostacoli climatici che ci rallenteranno e non siamo certi delle miglia nautiche che realmente riusciremo a coprire: la sicurezza è per noi la cosa più importante, consapevoli che vivremo in balia dei movimenti del mare e del vento, ma la nostra ambiziosa rotta è disegnata sulla mappa!
Partiremo da Falmouth, in Cornovaglia, e attraverseremo la Manica vicino a Salcombe, in Devon. Da lì costeggeremo la Francia fino alla baia di Biscay, che in parte dovremo attraversare di notte per mancanza di punti d’approdo cui ancorare la barca.
Esploreremo poi il nord della Spagna e il Portogallo, dove trascorreremo le notti cullati dalle tranquille acque delle foci dei fiumi, protetti dalle correnti vigorose dell’oceano. Qui, speriamo di riuscire a fare qualche arrampicata sulle impressionanti scogliere portoghesi e, chi lo sa, magari impareremo anche a fare un po’ di surf.
Raggiunto il sud della Spagna, attraverseremo lo stretto di Gibilterra e ci dirigeremo verso le isole Baleari; abbiamo deciso di dedicare un intero mese all’esplorazione delle belle isole spagnole e delle loro cale naturali, cogliendo l’occasione anche per qualche allenamento nel freediving.

Navigheremo poi nel Mare di Sardegna, per arrivare sull’isola italiana nei pressi di Portoscuso; di qui, percorreremo la costa sarda verso sud per avvicinarci alla Sicilia, sfioreremo il Tirreno e raggiungeremo quindi il Mare di Sicilia e Marsala.
Dopo aver costeggiato la parte sud-ovest dell’isola, dovremmo attraversare nuovamente il Mare di Sicilia, questa volta in direzione di Malta. Qui, trascorreremo l’inverno navigando, tempo permettendo, tra le isole di Comino, Gozo, Cominotto e gli scogli minori di St. Paul’s e Filfola; speriamo anche di poter fare diving prima che arrivi il freddo, così da poter vedere i cavallucci marini. Ci avventureremo alla volta degli spettacolari sentieri e falesie dell’arcipelago maltese tra Novembre 2017 e Marzo 2018; Malta ha inverni molto miti e spesso le temperature sono intorno ai venti gradi fino a Natale, quindi è il posto ideale per svernare.
E poi? E poi chi lo sa. Non abbiamo piani per il futuro, ma sappiamo che vogliamo vivere una vita più significativa e avventurosa, una vita che non ci intrappoli dietro una scrivania o davanti alla TV.

Potrete seguire la nostra esperienza sul nostro blog sailingkittiwake.com e sui social: per ora siamo su Twitter e Facebook, ma documenteremo il viaggio anche su YouTube, non appena partiremo....   leggi tutto

Seduti in giardino, tra l’aria temperata di questo finire di Marzo che illude di una Primavera 2017 che ci restituisca finalmente le mezze stagioni, con Davide osserviamo la fortuna di vivere entrambi immersi nel verde, lui rifugiato tra le colline maremmane, io nascosta tra le montagne bergamasche, ancora a contatto con la natura che ciclicamente muta colori, dando nuovo aspetto ai paesaggi e ricordando lo scorrere del tempo....   leggi tutto

Come dicevamo, “Non una di meno” è un movimento femminista inclusivo, aperto a qualsiasi tipologia di genere e orientamento sessuale al fine di poter accogliere e dar risonanza a tutte le minoranze. “Non una di meno” ama definirsi un insieme variegato di forme e di vita, una globalità entro la quale potersi raccontare e porsi domande in merito alle diversità che caratterizzano le società di oggi....   leggi tutto

Birth Companions (BC) is a London-based organisation set up in 1996 to support women prisoners during pregnancy and birth. Since then, the organisation has developed into a registered Charity and has expanded its services to vulnerable pregnant women and new mothers in the community: prison and home visits, antenatal and postnatal classes, provision of practical items and support groups are among its activities. In May 2016 BC launched the Birth Charter, a set of recommendations for the Government and the Prison Service for the care of pregnant women and new mothers held in prison in England and Wales. We have discussed the charity’s current projects and aims with Naomi Delap, Director of the organisation....   leggi tutto

L’educazione affettiva inizia ben prima di quella sessuale ed è uno dei terreni più difficili sui quali far crescere i futuri uomini e le future donne di domani. Prestare maggiore attenzione alle esperienze sentimentali dei ragazzi, dal rapporto con i genitori, alle amicizie, alle relazioni amorose potrebbe essere la prima forma prevenzione per contrastare i tanti episodi di violenza, bullismo e sopraffazione che sentiamo ogni giorno sui giornali.

Sentimenti ed emozioni vanno appresi ed esercitati, non si improvvisano una volta diventati adulti...   leggi tutto

Quest’anno una marea nera e fucsia si è riversata nelle strade di tutta Italia durante la giornata dedicata alla Donna. L’8 marzo, una festa solitamente caratterizzata dalle gialle mimose, diventa nel 2017 lo Sciopero generale delle Donne al grido di “Non una di meno”, neonato movimento femminista che si prefigge la denuncia della violenza di genere in tutte le sue forme. In Italia troppo spesso la violenza sulle donne viene considerata un’emergenza, mentre in verità è una problematica di tutti i giorni. Lavorando a un piano femminista contro tali violenze, il movimento rimarca il rifiuto dell’oppressione, dello sfruttamento, del sessismo, del razzismo, e della omo e transfobia attraverso uno sciopero di 24 ore al quale hanno aderito i sindacati minori. Online esiste inoltre un manifesto chiaro e conciso in 8 punti sul perché dello sciopero....   leggi tutto

Una mimosa come post-it per la data, una cena per trascorrere una piacevole serata, ma finita la festa cosa resta?” cantava Catherine Spaak. E’ a partire da questa domanda che bisogna cominciare a riflettere. Perché le celebrazioni fanno bene, benissimo, ma per giustezza o coerenza non dovrebbero concludersi con la fine di una godereccia serata. Le ricorrenze e i simboli, infatti, dovrebbero continuare ad indicare una strada, un percorso di conquiste civili, mentre nella realtà dei fatti il bollettino continua ad essere per le donne triste e desolante....   leggi tutto

Cinisello Balsamo, ottobre 2016: nasce il collettivo femminista MeaVulva, all’interno del centro sociale Spazio 20092. L’idea della creazione di MeaVulva parte dalla necessità di avere una realtà con proposte pratiche sul territorio cinisellese. Continua il collettivo: «Sin dall’inizio abbiamo scelto di assumere delle modalità molto concrete per esprimere l’ideologia femminista che ci contraddistingue e ci unisce allo stesso tempo alle altre realtà circostanti, senza definirci in modo netto. O meglio: siamo un gruppo autorganizzato, femminista che sostiene la parità dei diritti contro qualunque forma di discriminazione di genere a livello politico, sociale, sanitario, culturale ed economico. Ma stiamo costruendo la nostra identità passo per passo, attraverso le nostre azioni. L’esperienza della manifestazione del 26 Novembre a Roma è stata sicuramente edificante e istruttiva, poiché ha mostrato la volontà di ritrovarsi e riconoscersi per riiniziare un percorso propositivo e costituente. Pensiamo fermamente che sia necessario ripartire dal grido: Io sono solo mia». ...   leggi tutto

Siamo nel carcere di Bollate, Milano.  Sergio, Gianni, Giuseppe, Valentino, Carlo ed Enrique fanno parte di un gruppo di 25 detenuti selezionati per seguire un progetto di rieducazione – primo e unico in Italia – specifico per autori di reati sessuali. Se normalmente il livello di recidiva per questo tipo di reati è altissimo, al contrario nel corso dei 10 anni di vita del progetto i casi di recidiva sono stati 7, su un totale di 250 detenuti trattati. Con il documentario Un altro me, il giovane regista Claudio Casazza segue il gruppo lungo tutto questo percorso della durata di un anno, gestito da un’equipe di terapeuti guidata dal criminologo Paolo Giulini....   leggi tutto

Dopo un viaggio sonnecchiante nella pianura innevata che si estende fra Lettonia e Lituania, la periferia della capitale lituana mi dà il benvenuto con i suoi palazzoni e le sue morbide colline. La città di Vilnius sorge infatti su dolci alture verdeggianti nella parte sud-occidentale dello stato baltico, a poco più di 30 km dal confine bielorusso....   leggi tutto

In base all’Articolo 27 della Costituzione Italiana riguardo la responsabilità penale, “Le pene (…) devono tendere alla rieducazione del condannato”; nella pratica, però, l’obiettivo dichiarato del carcere spesso non corrisponde a quanto effettivamente si verifica. La pena detentiva, se non accompagnata da un percorso educativo e di reinserimento nella società, risulta spesso sterile e fine a sé stessa. ...   leggi tutto

Il paesaggio urbano di ogni città è ricco di monumenti, edifici e, in generale, di luoghi con una propria importanza e funzione: da quella politica a quella sociale, senza dimenticare quella culturale. Nessuno di essi però vivrebbe senza una cittadinanza attiva che giorno dopo giorno contribuisce a far muovere la propria comunità. Ne consegue che l’importanza della complementarietà cittadino-edificio è basilare: senza uno di loro ogni centro abitato che si rispetti, che sia esso un piccolo paesino di provincia o una metropoli imponente, non sarebbe più tale. Cosa succede allora quando uno o più edifici iniziano a cadere in disuso? Ma soprattutto, in cosa possono potenzialmente trasformarsi, se si trasformano?...   leggi tutto

Prisons play a crucial role in our societies, although their exact function is often debated: if for some this is to take offenders off the streets for years following their crimes, making sure they regret their actions, others see prisons from a different point of view: places whose main mission is not to exclude but to help offenders be reintegrated in societies....   leggi tutto

Sono almeno cinque le persone attualmente sotto processo per aver caricato dei migranti in auto per portarli dall’Italia alla Francia passando per il famigerato confine di Ventimiglia, in Liguria. Di pochi giorni fa è la notizia che Cédric Herrou, l’agricoltore francese che aveva aiutato circa duecento persone a passare la frontiera e ne aveva ospitate a decine in una cascina, ha ricevuto una multa di 3 mila euro con la condizionale. Qual è la ragione che spinge molte persone, più di quante si possa pensare, a rischiare di essere fermati dalla polizia e coinvolti in processi e cause legali pur di aiutare uomini e donne a passare il confine? Ne ho parlato con chi le dinamiche del confine le conosce bene....   leggi tutto

On Sunday Are You Syrious (AYS) posted a call for volunteers in Croatian on its Facebook page: the organisation is looking for people with different abilities to help run activities for around seventy refugee children, most of whom have fled war-torn countries and are now hosted in the spaces of the Porin reception centre, in Croatia’s capital Zagreb. The activities encompass language, reading and writing classes, help with homework and play: the aim is to help the young people adjust to life in Croatia and develop friendships. Children activities are however only one of the strains of work developed by AYS, now a Non Governmental Organisation (NGO) that started its activities in August 2015, “when individual volunteers from Croatia united their efforts in gathering donations for refugees in Serbia and Hungary”, as the staff member I interview tells me....   leggi tutto

Un luogo, o meglio un ambiente: qui e ovunque. Tante storie raccontate evocate e incarnate da persone reali. Il punto di partenza e il punto d’arrivo sono l’incontro: con sé e con l’altro, ma anche con chi quell’incontro non l’ha vissuto in prima persona....   leggi tutto

With a wall dividing the United States and Mexico in the works, and the wave of populism that has engulfed Europe in the last couple of years only surging, the global migrant crisis has come to the forefront of international politics. If the public opinion is largely divided on the issue, the majority of the art world has shown solidarity to the plight of the millions of displaced people currently seeking asylum in Western countries. Last week, a group of influential artists, gallerists, curators and art institutions (1,642 in total as of the 10th of February 2017) have signed an open letter denouncing Trump’s immigration ban, and asking that the order be overturned immediately. The news came days after the Museum of Modern Art of New York (MoMA) had decided to replace works by some of the masters of Western art with artworks by Iraqi, Sudanese and Iranian artists (some of the nationalities subjected to the ban) in protest to the executive order. Elsewhere, Indian-born artist Anish Kapoor has vowed to use the million-dollar proceeds of the Genesis Prize (which awards professional excellence and dedication to the Jewish community) to support refugee causes....   leggi tutto

We are quietly seated around a table and Ahmed decides to tell us his story in detail. He comes from the South of Somalia and his city of origin is a few kilometres away from the borders of Ethiopia and Kenya. His family – father and mother, two sisters and a little brother – are still there, waiting for Ahmed to reach his destination. He is the eldest son, and is sixteen years old. He talks raising his head and large eyes and articulating his sentences in a sharp English. He wears his red hat, the one he reserves for special occasions, the one he wouldn’t wear when sleeping on the station floor, waiting to cross the border....   leggi tutto

Siamo seduti in tranquillità attorno a un tavolino e Ahmed decide di raccontarci per filo e per segno la sua storia. Viene dal sud della Somalia, e la sua città di origine si trova a una manciata di chilometri da Etiopia e Kenya. La sua famiglia – padre e madre, due sorelle e un fratellino – è ancora lì e sta aspettando che Ahmed riesca a raggiungere il suo obiettivo. Lui è il figlio maggiore, e ha sedici anni. Parla sollevando gli occhi grandi e scandendo le frasi con un inglese tagliente. Indossa il suo cappellino rosso, quello dei momenti speciali, quello che non indossi quando dormi la notte sul pavimento della stazione in attesa di andare oltre il confine....   leggi tutto

Risale ormai al 2011 la mia esperienza con Lamine, clandestino di origine senegalese, arrestato per una segnalazione poi rivelatasi infondata, che una sera mi telefonò in panico dalla questura di Bergamo: aveva bisogno che andassi nel suo appartamento per svuotarlo, prima che lo facesse qualcuno meno ben intenzionato, dal momento che la porta era stata sfondata dai Carabinieri. Qualche ora dopo, usciva dalla Questura con un “foglio di via” tra le mani, ossia l’intimazione a lasciare l’Italia entro 15 giorni perché sprovvisto dei documenti necessari a circolare sul territorio europeo; intimazione che varrebbe solo al primo fermo del soggetto e che Lamine invece ripose in una busta, con una ventina di fogli identici....   leggi tutto

Il primo mese dell’anno apre a un 2017 che non mostra soluzioni per la “questione migranti”, almeno per come essa appare ai cittadini italiani, sempre più allarmati dal numero di stranieri che vedono sbarcare nel Paese. Preoccupazioni non del tutto prive di fondamento: dal 2015 al 2016 l’arrivo di migranti in Italia ha registrato un incremento del 18%, passando dai 153 mila ai 181.405 sbarchi. Da un punto di vista europeo però, l’allarme immigrazione risulta essere in forte riassorbimento: rispetto al milione di arrivi del 2015, si segnala infatti una riduzione del 64% di sbarchi, quantificata in 361.678 nuovi migranti nel 2016....   leggi tutto

Dopo l’album di successo Un accenno di tette, tornano sulla scena musicale bergamasca i Cornoltis. Nati a “fine 2007/fine 2008”, per “elaborare il lutto della morte di Lady Diana (o meglio il decennale) e per celebrare, con sei anni di ritardo, l’ascensione della Corea nell’olimpo calcistico”, la band presenterà il suo nuovo album La banalità del pene sabato 4 febbraio presso il c.s.a Pacì Paciana....   leggi tutto

Chi di noi ha memoria del Capodanno 2000, oltre ad essere un giovane d’altri tempi, forse ricorda anche l’agitazione e la psicosi collettiva che avevano accompagnato l’avvicinarsi della mezzanotte del 31 dicembre 1999. Arricchita dall’ansia apocalittica che andava a braccetto con la fine del primo millennio, una questione squisitamente tecnica si era trasformata in un caso mediatico, ribattezzato Millennium Bug.  Già da tempo infatti, il mondo dell’informatica aveva ipotizzato la probabilità di un bug informatico, noto come Y2K bug, che si sarebbe verificato al cambio del millennio e avrebbe riguardato sia PC privati, sia grandi elaboratori e controllori di processo. In altre parole, tutti sarebbero stati colpiti da questo bug, causato dalla difficoltà del sistema di riconoscere il cambio di data. Nella “preistoria” informatica infatti, data la scarsa e costosa memoria dei dispositivi, i computer risparmiavano preziosi byte indicando la data con le sole ultime due cifre, ad esempio “99”. Cosa sarebbe successo però al momento dello scatto dello “00”? Come distinguere 1900 da 2000?...   leggi tutto

During the last Forum on China-Africa Cooperation (FOCAC), held in 2015 in Johannesburg, the Chinese President Xi Jinping pledged to provide a $60 billion funding for development projects in Africa over the following three years. The announcement was not unexpected. Since the FOCAC process began in 2000, with a summit held every three years, Chinese leaders have been constantly increasing the amount of loans and financial aid offered to African countries. According to figures cited at the Wharton Africa Business Forum held in autumn 2015, China’s investment in the continent has skyrocketed in recent years, increasing from $7 billion in 2008 to $26 billion in 2013. Xi claims that China aims to build a win-win relationship with Africa, by developing infrastructure, improving agriculture and reducing poverty in the continent....   leggi tutto

Il battesimo del volo lo presi ch’ero bimbo, a 5 anni, nell’Agosto del ’95.
Per quel che i miei ricordano dovette essere anche il primo reale viaggio dopo il mio “arrivo”.
Al tempo la trama era quella di un’Orio al Serio che timidamente si approcciava alla scena aeroportuale nostrana, di tratte aeree low cost comparse sporadicamente solo oltreoceano e in nord Europa e assolutamente nessun cenno di velivoli RyanAir sopra i cieli italiani.
Così, l’esordio di questa “gita” fu: Milano Linate- Lamezia Terme.
200.000 lire a capo per la traversata del paese. Erano bei soldi all’epoca!...   leggi tutto

«I giovani nati nel 2000 l’anno prossimo diventeranno maggiorenni, hanno già diciassette anni» ho realizzato ad alta voce all’inizio di quest’anno. Invecchiare è normale ed inevitabile, ma rendersi conto di non essere più la generazione giovane che si affaccia alle prime esperienze della vita adulta è una botta di realtà difficile da superare. I miei coetanei, i nati negli anni Ottanta per intenderci, hanno ormai ceduto lo scettro dei “giovani d’oggi” ai figli degli anni Novanta e sì, anche a quelli dei Duemila. Un simbolo affascinante, luccicante e seducente come solo gli anni “teen” e i vent’anni sanno essere, ma anche imponente, alle volte impegnativo con un bagaglio di pregiudizi che lo appesantiscono da sempre. Perché essere giovani significa anche essere la generazione stigmatizzata per eccellenza, essere troppo spesso etichettati come dei buoni a nulla, incapaci, svogliati, mammoni, choosy e disinteressati. Insomma, i tempi cambiano, ma i più giovani, per un motivo o per l’altro, sono sempre il capro espiatorio della società....   leggi tutto

Stati Uniti, anni 20 del secolo scorso. Più precisamente New York. È sera tardi e le strade sono semideserte. Passa di tanto in tanto una pattuglia della polizia per il consueto turno di sorveglianza. Che fine hanno fatto le persone? Perché nessuno, o quasi, esce di casa? Il problema ruota tutto attorno ad una legge entrata in vigore il 16 gennaio 1920, mi riferisco al Volstead Act. Da quanto sancito veniva proibita la vendita ed il consumo di alcolici nei bar, la loro importazione ed il trasporto. Il tutto, secondo gli ideatori, era finalizzato ad una maggiore moralizzazione della società americana, vittima di crimini e violenze alla cui base, sempre secondo i legislatori, vi era la piaga dell’alcolismo....   leggi tutto

Il proibizionismo statunitense è spesso accompagnato, nelle nostre menti europee e occidentalizzate, da una musichetta allegra suonata da un pianista afroamericano che sta in un angolo. Lo si intravede tra la fumera di sigari e le bottiglie d’alcool di contrabbando. Prima di sederci a uno di quei tavoli, occorre fare un passo indietro e capire come quel musicista nero sia arrivato lì: potremmo essere al Cotton Club di New York o in uno degli Speakeasy più amati da Al Capone a Chicago. Partiamo dal principio e torniamo a New Orleans, dove tutto ebbe più o meno inizio....   leggi tutto

The subject of Prohibitionism in the United States has a retro flavour, it reminds us of wooden counters, thick velvet curtains and moonshine. It is hard to imagine living in such a situation today, but even if the atmosphere in the US has since changed, there is still a great number of officially banned items around the world, some of which are at first glance less threatening than alcohol…...   leggi tutto

«Ho sentito bar? Siete stati in un bar?» mia cognata mi guarda esterrefatta, mentre racconto uno dei tanti episodi capitati la sera a Dakar. Per lei, un’ultracinquantenne senegalese, giovanile e in splendida forma, sentirmi parlare di “bar” nella sua terra natia, oltretutto in compagnia di nostro nipote, è sorprendente: già immagina fiumi di alcol, prostitute e ubriaconi. Eppure qui in Italia, dove vive, non si fa certo problemi a ordinare un cappuccino a un bancone!
Mi affretto a rassicurarla: il mio racconto è ambientato in un locale “alcol free”, per dirla in modo trendy, “tradizionalista”, a voler essere più corretti; situato dalle parti di Almadies, tra le aree di Dakar che più hanno investito su turismo e divertimento, presentandosi anche nell’aspetto quanto più possibile simile a una realtà europea. «Ci hanno portato liste di succhi di frutta a dei prezzi livellati a quelli dei cocktail delle discoteche occidentali, tra gli 8 e i 10€; – spiego- allora abbiamo chiesto se potevamo avere qualcosa da mangiare. Essendo considerato un contorno, un piatto di patatine fritte costava solo 1000 cfa (circa 1.50€): ne abbiamo ordinati quattro con una bottiglia d’acqua e abbiamo speso meno che per un bicchiere di succo!»
Un’esperienza simile mi viene riportata da Beatrice di rientro dal Marocco, più volte ritrovatasi a elencare la lista delle proprie allergie, nell’impossibilità di comprendere gli ingredienti dell’incredibile varietà di frullati dei locali marocchini: «Tutti buonissimi, ma anche molto costosi! E la sera che siamo andati in una discoteca dove servivano alcol è stato anche peggio: quasi 20€ per un cocktail.»
Nelle famiglie musulmane l’alcol è spesso un tabu, per questo motivo difficilmente le attività che servono alcolici si integrano con quelle della realtà quotidiana e chi vi investe preferisce rivolgere la propria offerta a chi vive in occidente, turisti o espatriati, approfittando dei vantaggi economici del cambio monetario. Tanto in Senegal quanto in Marocco, tè e succhi di frutta fresca sono al centro dei rituali di accoglienza, ma è assolutamente vietato, salvo rarissime eccezioni, introdurre bevande alcoliche all’interno delle case musulmane!...   leggi tutto

Quando la redazione ti chiede di scrivere sulla droga e sui fenomeni correlati, si resta sempre un po’ intimiditi. Interdetti, si ha paura di non “centrare” l’argomento, di sembrare troppo proibizionista o troppo fricchettone. Di non conoscere, in sostanza, le sostanze che oggi determinano un vorticoso e malavitoso mercato. Cerchiamo allora di cogliere le sfumature....   leggi tutto

Quando si parla di “viaggi natalizi”, le prime mete che vengono in mente sono maestosi paesaggi innevati, villaggi di montagna illuminati, confortevoli chalet riscaldati da un bel caminetto scoppiettante. Tuttavia, a ben pensarci, il primo vero viaggio natalizio è avvenuto in una zona che di innevato ha ben poco: Israele. E’ in Palestina infatti che, in base alla tradizione cristiana, Maria e Giuseppe hanno intrapreso il loro viaggio da Nazareth a Betlemme, la città dove è nato Gesù.
Oggi, per percorrere la stessa strada descritta nei Vangeli occorre passare attraverso diversi checkpoint israeliani, dato che l’intera area della Cisgiordania è contesa tra Israele e lo Stato Palestinese. Non meno affascinante è l’itinerario che percorre la costa israeliana; praticabile in pochi giorni, il “viaggio natalizio” di Pequod tocca 5 tappe imperdibili nello stato d’Israele: dalla vivace Tel Aviv fino alle meravigliose grotte di Rosh Hanikra, al confine con il Libano....   leggi tutto

Mentre al cinema, in un’annata segnata dal declino dei cinepanettoni all’italiana, troviamo  la drammatica reunion familiare di È solo la fine del mondo di Xavier Dolan, vi proponiamo alcuni suggerimenti per opere capaci di elaborare, in modo sempre nuovo, sia dal punto di vista narrativo, sia da quello linguistico, l’universo – non sempre pacifico, né lineare – dei rapporti umani. Un breve viaggio tra piccole gemme indipendenti o capolavori di alcuni anni fa, che sezionano famiglie disfunzionali, riallacciano morbosamente rapporti perduti, accettano la sfida di rinnovati incontri e la nascita di nuove prospettive relazionali....   leggi tutto

One of the most important religious events in the world, Christmas is celebrated in several countries and cultures with rituals featuring lights, presents and acts of kindness. For many of us the happiness brought by Christmas is linked to food and drinks, elements that vary significantly in different places. With a list spanning the five continents, Pequod suggests a number of dishes that you can serve and enjoy for an international dinner that honours traditions and impresses grandmothers. We present you with the most delicious Christmas recipes to be found around the world, starting with my favourite country, whose wonderful tastes can’t possibly leave you unsatisfied....   leggi tutto

Lontani dalle spiagge e dalla florida vegetazione caraibica, Cuba si respira nelle sue strade, nei muri dei palazzi colorati sbiaditi dal tempo e dall’incuria. Ma proprio dove il tempo sembra essersi fermato e l’uomo sembra essersene andato, ecco apparire loro, i dipinti e le scritte, ad indicare che Cuba c’è, è viva e si esprime con tutti i colori della sua complessità....   leggi tutto

Il clima di festa è il primo ricordo di Cuba di cui parla Mary, sbarcata sull’isola nell’Agosto 2016, in coincidenza con il novantesimo compleanno di Fidel Castro: «Le strade erano piene di festoni, i cui colori si mescolavano a quelli già molto accesi delle facciate, mentre i locali erano decorati con immagini del leader della rivoluzione, posti accanto agli altari domestici caratteristici della Santería. In realtà, al di là dell’incredibile mole di fiori e frasi d’auguri sparsi per l’isola, molti dei decori che colpivano coi loro toni accesi, a Cuba rappresentano l’arredo tipico di una cultura che ama circondarsi di immagini votive e idoli»....   leggi tutto

Flavia e Davide sono appena tornati da Cuba, esattamente tre giorni prima della dipartita di Fidel Castro, uno dei protagonisti indiscussi della storia del secolo scorso. I resti del lìder màximum della rivoluzione comunista sono stati interrati accanto a quelli dell’eroe cubano Josè Martì il 4 dicembre 2016, dopo nove giorni di lutto nazionale durante i quali l’urna ha viaggiato per tutto il Paese....   leggi tutto

L’atto creativo di Thomas Edison, che 127 anni fa scopriva la lampadina, fu all’origine di una rivoluzione epocale. La sua invenzione ha modificato l’uso del tempo, l’esplorazione di spazi e ispirato alle generazioni successive altre creazioni, altre invenzioni, fino all’odierna ricerca di fonti di luce alternative.
Non solo un’applicazione pratica, ma spesso una fonte d’ispirazione estetica: la luce artificiale si è presto inserita tra i soggetti privilegiati dell’arte, divenendo elemento determinante d’innumerevoli opere....   leggi tutto

Negli ultimi anni la questione dell’inquinamento luminoso nelle aree metropolitane d’Europa è diventata oggetto di interesse e preoccupazione crescenti. Salvo rarissime eccezioni, nella maggior parte delle grandi città del vecchio continente è ormai impossibile osservare una notte autentica, in cui il buio la faccia da padrone e le stelle possano risplendere nelle tenebre. Lo scenario che più verosimilmente ci offre la notte nelle metropoli è quello di una notte ovattata, di un’oscurità smorzata dai milioni di luci che la dipingono, donando al cielo sfumature chiare, giallastre, quasi tendenti al rosa, e in generale un clima surreale....   leggi tutto

Per lo spettacolo dal vivo la luce era un fattore esclusivamente legato alla necessità visiva degli agenti sul palcoscenico. Perché ultimo nella gerarchia delle esigenze o nelle preoccupazioni delle piccole produzioni, capita che non ci sia cultura rispetto alle sue potenzialità: la luce è un codice ancora ingiustamente sottovalutato. Due giovani esperienze che arrivano da due percorsi (e due Paesi) diversi, ma paralleli: Zia Holly e Veronica Monti....   leggi tutto

Since the beginning of the XXI century and even more so with the rise of the technological hype, the adjective “SMART” has made its appearance in several different domains. Behind this trend is the need to make daily objects more interactive and better able to provide fast solutions to daily issues. Smart houses were created to minimise energy waste, smart wearables to improve our lifestyle, smart phones to make us feel more connected. It seems that the process of making smart devices and surroundings is affecting everything in our societies, streets and highways included....   leggi tutto

Nel corso dell’ultimo decennio, la Cina è diventata un Paese all’avanguardia nel settore delle energie rinnovabili ed è oggi in testa alle classifiche mondiali per gli investimenti nelle tecnologie energetiche a bassa emissione di CO2. Le ragioni di questo impegno sono molteplici, in primis il tentativo di diminuire l’inquinamento che rende irrespirabile l’aria di molte metropoli cinesi, ma anche di assicurare la propria indipendenza energetica e cercare di tenere fede alla promessa fatta in ambito internazionale di ridurre le emissioni per contrastare il cambiamento climatico....   leggi tutto

Questa sera alle 20.45 debutterà  Much ado about nothing, un nuovo spettacolo de “La Gilda delle Arti – Teatro Bergamo”, presso il Teatro comunale di Roncola San Bernardo (BG). Uno spettacolo che è più di uno spettacolo: i responsabili della compagnia, Nicola Armanni e Miriam Ghezzi, hanno creato un progetto autofinanziato per promuovere la cultura del teatro giovanile e formare una compagnia di teatro stabile formata da giovani. Ne parliamo con Miriam Ghezzi, regista della compagnia....   leggi tutto

Si sono chiusi ieri, 1 Dicembre, i tempi di arrivo in Italia dei plichi elettorali contenenti il voto degli italiani residenti all’estero sul referendum costituzionale, il voto di coloro tra i circa 490.000 concittadini iscrittisi all’AIRE che hanno esercitato il proprio diritto civico anche fuori dal territorio nazionale.
I primi dati raccolti danno un riscontro positivo circa l’affluenza alle urne: rispetto al referendum dello scorso Aprile sul rinnovo delle concessioni per le trivellazioni in mare, che aveva raccolto circa 800 mila voti all’estero, sembra che quest’anno un maggior numero di iscritti alle liste dell’AIRE abbia effettivamente spedito il proprio voto in patria. I primi numeri arrivano dalla Svizzera, che si conferma la nazione da cui gli italiani residenti votano di più, con una percentuale che oscilla tra il 38% e il 42%....   leggi tutto

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