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Dai francesi Lumière alla piattaforma americana YouTube, più di un secolo per la storia delle immagini in movimento, che dal grande schermo approdano sul web, e infine sulle superfici multiformi di oggetti, monumenti e palazzi. Di seguito, voglio mostrare il mio primo incontro con una proiezione di video mapping, scorta quasi per caso sull’ex Casa del Popolo di Bucarest....   leggi tutto

In occasione della Giornata commemorativa della strage delle foibe (10 febbraio), Pequod segnala il debutto dello spettacolo teatrale Rumoroso silenzio, in scena stasera al Teatro Gavazzeni di Seriate (BG), che vede protagonisti i giovani attori del TNB – Teatro Nuovo di Bergamo, la più giovane compagnia di produzione nazionale, per la regia di Luca Andreini, classe 1997.
Uno spettacolo che ha già fatto parlare di sé, così come la stessa questione dell’esodo degli istriani e dei giuliano-dalmati dalle terre di confine tra Italia ed ex Jugoslavia....   leggi tutto

Chi di noi prima di un viaggio non si crea delle aspettative, non cerca d’avere un’idea il più possibile precisa di quello che lo aspetta? Addirittura a volte le aspettative precedono la scelta della meta: andiamo alla ricerca di quel luogo visto in un film, postato da un personaggio noto o condiviso su un forum di viaggi. Sono tante oggi le possibilità offerte di crearci un immaginario circa la nostra destinazione....   leggi tutto

A partire dal XIX secolo il progresso tecnologico ha aumentato sempre più la possibilità di realizzare e registrare immagini in movimento; la mancanza di mezzi non ha però impedito agli artisti del passato di adottare soluzioni diverse per suggerire ed evocare l’azione....   leggi tutto

YouTube has been one of the first websites to allow worldwide users to upload and share videos. These videos are mostly amateur moving images, videoclips, but also short films by independent filmmakers.
A revolution on a global level, with a mass of contents uploaded minute after minute from all over the world. A world where everyone can handle a camera and has the means to spread his own voice and imagination....   leggi tutto

In un mondo sempre più social le novità non mancano di certo e SparkMe (link) ne è la prova. App che consente di conoscere nuove persone condividendo interessi comuni, è disponibile sull’ app store dal 15 giugno scorso. In questa settimana dedicata al Carnevale e al migrante sociale, Pequod ha scovato questa chicca che al meglio rappresenta il cambiamento nell’approcciarsi all’altro. Trovare e contattare ad ogni costo qualcuno che condivida le stesse passioni in un grande contesto cittadino (che forse, ancora spaventa un poco)....   leggi tutto

Capita il momento in cui l’inadeguatezza preme e schizzare via è l’incerto palliativo.
Meta fantasticata, rinnovare la mente, andare a caccia: questo serve e questa è l’idea-propulsore per raggiungere la velocità di fuga.
Andare come unica possibilità di sanità spirituale, farsi proiettile e concedersi a gravità altre.
Così nel Marzo 2013, in muta euforia, lascio la scolorita valle natale bergamasca e prendo il treno che si rivelerà essere il più fecondo della mia giovinezza.
Sarei dovuto partire per un’esperienza di 2 mesi. Sono passati 3 anni....   leggi tutto

Bergamo al tempo del Rinascimento non è che brillasse per fermento culturale o grandi corti di intellettuali. C’era cultura a Bergamo, ma non c’era una cultura bergamasca e salvo i colti festini della cricca del Colleoni, il resto della popolazione guardava alla Serenissima con la voglia di prendere e partire. Sia gli intellettuali che i popolani sentivano il bisogno di una nuova linfa vitale: molti decisero di andarsene dalle impervie valli per dirigersi verso città portuali come Pisa, Livorno, Genova e Venezia, dove i bergamaschi di montagna, laboriosi e forzuti, erano molto ricercati....   leggi tutto

Coriandoli, maschere e carri: Carnevale sta arrivando! La dissolutezza, padrona vera della festa, potrà agire incontrastata, sovvertendo ordini sociali e rapporti di supremazia. Tutto viene capovolto, destabilizzato attraverso un’orgia di colore, perché questa festa è così; nasce per sovvertire e sublimare, centrifuga i ruoli e mischia le carte tra chi è servo e chi è servitore. Ne è un esempio la storia della celebre maschera orobica di Arlecchino, che con il suo comportamento furbesco e truffaldino prova a farsi beffe del padrone per il quale lavora, arrivando talvolta ad umiliarlo. È il caso del padrone diventato cieco, deriso a sua insaputa e vessato da “servili” fendenti di bastone utili a condurlo come una bestia da soma....   leggi tutto

Beatrice atterra in aeroporto, di ritorno dalla Polonia; la vado a prendere con una punta d’invidia e molta curiosità: dovevo essere con lei ad esplorare una tra le più famose città teatro della Seconda Guerra Mondiale, ma gli impegni lavorativi me lo hanno impedito. Così appena sale in macchina, la investo di domande; non vedo l’ora di sapere: «Com’è Varsavia?» unspecified1 Mi aspetto racconti di monumenti e memoriali, essendosi nella sua breve gita concentrata sulla Città Vecchia, invece Beatrice inizia descrivendomi parchi e palazzi: «Il parco Lazienki è un’immensa distesa di verde al centro della città, intervallato da architetture sei/settecentesche. È come un giardino incantato in cui appaiono palazzi da fiaba, laghi e statue; tra cui il monumento a Chopin, uno dei più famosi di Varsavia.» La interrompo subito: io voglio sapere del sapore di storia della città, del suo ghetto e di come i suoi abitanti ci camminino. «Ma il ghetto è rappresentato soltanto da una linea tracciata a terra che ricorda le mura che lo cingevano; puoi camminare da una parte all’altra, ma anche passarci sopra, e puoi non accorgertene nemmeno! All’interno c’è la Via della Memoria, con alcuni monumenti dedicati agli ebrei.» «E quindi che impressione dà muoversi tra le case di Varsavia?» «La città è molto bella, ricca di palazzi colorati, di giardini e piazze; ovunque si posi lo sguardo, s’incontrano attrazioni esteticamente indiscutibili: dall’impeto della Statua della Sirena ai caldi mattoni del Castello Reale, dalla maestosità della Cattedrale di San Giovani Battista al fiabesco Barbacane. Se però cerchi un riscontro all’immagine della città di cui raccontano i libri di storia, allora ciò che ti circonda appare come un grande parco giochi: tutto è stato ricostruito, fino a non lasciare traccia dei bombardamenti subiti.» unspecified2 La mia mente, con un breve volo pindarico, si sposta alla città di Berlino, dove io e Beatrice abbiamo passato qualche giornata assieme, un po’ di mesi fa. Ovviamente penso al gigantesco Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa e al Museo Ebraico, ma soprattutto la mia memoria si concentra sull’atmosfera che aleggia nella città: su quei segnali di passaggio della storia e di continuo rinnovamento dei tempi che parlano in tutte le strade. Massima espressione del sincretismo epocale è l’East Side Gallery, quotidiana reinterpretazione del concetto di libertà, ma anche ultimo tracciato di un muro che sollecita la memoria storica. Con un sorriso ricordo il travagliato viaggio che abbiamo intrapreso per raggiungere il quartiere russo, dove aveva sede una collettiva di performer provenienti da tutta Europa, e i pasti a base di noodles cinesi vegetariani, mentre Beatrice si gettava nell’ennesimo kebab turco; ripenso all’accoglienza dell’ostello francese e dei suoi piccoli letti in legno e al pessimo caffè americano preso per scaldarsi dal vento di Alexanderplatz. unspecified4 Due modi diversi di interpretare la storia, due modi diversi di rapportarsi al presente: Varsavia si è raccolta in se stessa ed è oggi un piccolo gioiello settecentesco entro l’Europa del XXI secolo; Berlino si è aperta all’esterno, diventando baluardo europeo dell’internazionalità, dell’integrazione e dell’innovazione. Entrambe sono città che raccontano una storia e che si fanno emblema di come l’estetica di una città influenzi gli orizzonti anche interiori di chi la abita. unspecified5

A tutti quelli che conoscono a menadito il lavoro di Claude Lanzmann farà piacere sapere che è in arrivo un biopic, firmato dal giornalista americano Adam Benzine, nominato nella cinquina dell’Academy come Best Documentary Short Subject. Claude Lanzmann, francese, scrittore, insegnante e regista, amico di Simone de Beauvoir e di Jean-Paul Sartre nonché direttore di Les Temps modernes, nel 1973 inizia a lavorare a quella che passerà alla storia del mondo (e del cinema) come un’opera magna: Shoah esce nel 1985 e parla dell’olocausto attraverso un’eccezionale finezza di regia e montaggio; 11 anni di lavoro e 10 ore di film che hanno consacrato Lanzmann nell’olimpo dei maestri d’indagine del reale. Serio e pacato, Lanzmann volge la sua ricerca verso i testimoni oculari, le persone che hanno vissuto il rispetto delle regole senza domande e adotta un punto di vista interno su un sistema folle e ordinario. Shoah è un fiume di parole, frammentato da quadri bucolici dei luoghi di morte; nessun repertorio, ché «l’immagine uccide l’immaginazione»: a parlare è la storia degli uomini. La Soluzione Finale non fu mai dettata da un ordine scritto, ma da una burocrazia che fu «una successione di piccole tappe, superate secondo una logica» scrive Giuseppe Genna, al termine della quale «i burocrati sono diventati inventori». Shoah è testimonianza eccezionale nonché lezione fondamentale sulle possibilità del documentario, sul suo linguaggio e sulla sua grammatica....   leggi tutto

Holocaust Memorial Day (HMD) is the anniversary of the liberation of Auschwitz concentration camp by the Soviet Army in 1945, and it’s also the occasion for remembering the victims of Nazi Persecution, at least for one day in a year. Pequod Rivista would like to delve deeper into the matter of concentration camps crossing the Atlantic Ocean to report a quite underrated fact, the existence of American concentration camps during World War II....   leggi tutto

Percorrere la Ruta del Desierto è un’esperienza che regala paesaggi mozzafiato. E’ la strada che collega le estremità dell’immenso Deserto di Atacama. Si passa dalla desolazione dei luoghi più remoti alla caotica frenesia delle città. Queste ultime sembrano isole lontane e scomunicate tra loro. Nei centri abitati la vista è quasi surreale, si scorgono contrasti cromatici molto forti: il giallo secco ed arido della sabbia, l’azzurro intenso del cielo, il profondo blu dell’oceano, sfumato dalla spuma bianca delle onde che si rompono su se stesse senza sosta, il grigiore di case tutte uguali da dove spuntano, di tanto in tanto, edifici altissimi....   leggi tutto

L’associazione più frequente che viene in mente è quella con le baby gang, poi le storie di violenze, traffici di droga e le connessioni con il crimine organizzato italiano. Quando si parla di America meridionale, a parte che per le spiagge e tumbler colmi di mojito da sorseggiare sdraiati all’ombra di una palma, non vengono in mente immagini di sviluppo e progresso....   leggi tutto

Sono passati diversi anni da quando Antonella è stata in America Latina, all’epoca era una giovane sposa che amava la montagna e che col marito aveva deciso di scoprire le vette delle Ande peruviane; oggi è una signora in carne che ha ancora le montagne vicine, ma ha smesso di scalarle. Ogni qualvolta sente parlare di Perù, il suo sguardo si fa attento e tiene ben in vista in salotto il quadro di lana che ha portato dal suo viaggio; la realtà peruviana ha fatto breccia nel suo cuore ed è felice di condividere le sue esperienze, che più che di montagne, parlano di persone....   leggi tutto

Maggiore attenzione ai prodotti alimentari e alla loro filiera produttiva, tutela dell’ambiente e delle specie che lo abitano, riscoperta di processi slow: questi i temi che animano la discussione mondiale attorno al cibo. A questa si è accompagnata, nel corso dell’ultima decade, una massiva produzione di cinema documentaristico specializzato nel racconto legato all’ambiente culinario. Proprio tra qualche settimana la sezione Kulinarisches Kino della Berlinale, curata da Thomas Struck e realizzata in partnership con l’International Slow Food Movement, compie il suo 10° anniversario, con il motto “Make Food Not War”....   leggi tutto

It is extremely hard to define which path to development the societies should follow. It is even harder to establish which kind of development can be considered as sustainable. But I strongly believe that when people become protagonists and crucial actors of their own territories, this should be perceived as boosting development processes.
This is the reality that I found in Talca, Maule Region, Chile. Here, I spent few months to take the final internship of my master degree in Local Development at the University of Padua. I arrived in Chile with the will, the hope and the desire to put in practice my academic background and I had the opportunity to work for Surmaule, an NGO working for 10 years in the city of Talca. The peculiarities of this association are the deep commitment for the public issues and the strong bond with the different social actors in order to encourage and promote the territorial transformations and processes of change. Through the training, education, collective work, the empowerment, the articulation of the actors and the analysis of social processes, Surmaule boosts the democratic and participative construction of the society. In 2015, the NGO developed 12 different projects with the communities of the city and the region, enhancing their capabilities to create networks, manage and impact the public agenda....   leggi tutto

Quella che sto per raccontarvi è la storia di un piccolo Paese affacciato sull’Atlantico un Paese di 3,4 milioni di abitanti, un Paese che ha deciso di intraprendere una nuova strada. Il Paese in questione è l’Uruguay e la decisione che ha preso riguarda il rinnovamento del proprio sistema energetico. In meno di dieci anni, infatti, le emissioni di carbonio sono state drasticamente ridotte tanto che ora le energie rinnovabili soddisfano il 94,5% del fabbisogno elettrico del Paese. Tutto ciò senza particolari sussidi governativi o aumenti dei costi energetici per i cittadini. Anzi, al contrario i prezzi si sono  abbassati ed inoltre i black-out si verificano  meno frequentemente grazie ai diversi sistemi utilizzati per produrre energia pulita, quando invece in passato poteva succedere che le centrali alimentate solo con combustibile fossile non reggessero la domanda....   leggi tutto

Erano tante le persone che lunedì sera, nonostante il freddo e la minaccia di pioggia, si sono incontrate in piazza del Duomo, a Milano, per omaggiare, con le sue stesse note e parole, una delle voci più amate del cantautorato italiano, quella di Fabrizio de André, nel giorno del diciassettesimo anniversario della sua morte....   leggi tutto

Come scrivere dell’immensità musicale di De André? Con un sentimento di profondo rispetto mi sono lasciata trasportare dagli ascolti e da piccole sensazioni. Un sapore forte di nostalgia, di qualcosa che ricorda la lontananza in sé come stato mentale. Le mie orecchie, abituate e perennemente attratte da sonorità che sanno di est, si sono soffermate su Megù Megun (1990, Le Nuvole) e la più celeberrima Crêuza de (1984, Crêuza de )....   leggi tutto

Civilization and savagery. Progress and primitivism. Culture and illiteracy. Morality and violence. These are well recognizable oxymorons, the ‘good vs bad’ type of oxymorons. But more than bare rhetorical devices, these words are the labels traditional narrations have always used to describe the relation between the European colonizers and the native peoples of America, popularly referred to as the ‘Cowboys and Indians’ fight....   leggi tutto

Čvava sero po tutea
i kerava
jek sano ot
i taha jek jak kon kašta
vašu ti baro nebo
avi ker.
kon ovla so mutavla
kon ovla
ovla kon aščovi
me ğava palan ladi
me ğava
palan bura ot croiuti.
Poserò la testa sulla tua spalla
e farò
un sogno di mare
e domani un fuoco di legna
perché l’aria azzurra
diventi casa.
chi sarà a raccontare
chi sarà
sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò
questa corrente di ali.

Questi i versi finali in romani, lingua madre del popolo Rom, della canzone Khorakhané scritta da Fabrizio De André e parte dell’album Anime salve. Versi di una poesia del Rom Giorgio Bezzecchi e cantati nel disco da Dori Ghezzi. Versi che concludono una ballata lenta che ci parla dello stile di vita e dell’assoluta libertà del popolo Rom e in particolare dei Khorakhané.
Nel suo tredicesimo album il cantante genovese insieme al concittadino Ivano Fossati intraprende un viaggio nell’anima del mondo degli umili, degli spiriti solitari, dei reietti, degli emarginati. Il filo conduttore è la solitudine che permette di essere liberi e non condizionati dalla società. Solitudine che trae origine, spiega De André, da comportamenti diversi dalla maggioranza degli esseri umani e quindi considerata deviante. Comportamenti dovuti a culture millenarie che certi popoli si portano dietro e non hanno intenzione di abbandonare. Questo è il caso dei Khorakhané, Rom musulmani, originari del Kosovo e migrati in Italia prevalentemente nella seconda metà del 1991, in concomitanza con l’aggravarsi della situazione nella ex-Jugoslavia....   leggi tutto

Anno nuovo, linea editoriale rinnovata!

Il 2016 è per Pequod Rivista un anno di grandi cambiamenti. Dopo quasi tre anni di intensa attività giornalistica, il magazine è cresciuto assieme ai redattori e al personale che l’ha costituito e rafforzato. Ogni progetto viene nel tempo edificato dalle passioni e peculiarità delle persone che lo compongono, nondimeno dai complimenti degli appassionati e dalle critiche di ognuno, certe volte costruttive e in altri casi talmente fuori luogo da risultare geniali. In qualsiasi caso, si cresce, si esce e si fanno le prime bevute con la consapevolezza che la nausea di oggi rafforzerà lo stomaco di domani: Pequod Rivista è entrata nella sua fase più matura, con una nuova linea editoriale che si prefigge il duplice obiettivo di accettare nuove sfide e rispettare le radici fondanti del periodico....   leggi tutto

Tempo fa, un sondaggio inglese esprimeva preoccupazione circa la figura dell’insegnante: oltre la metà degli intervistati meditava di lasciare l’impiego entro i due anni seguenti. Preoccupazione poi sfociata nel Workload Challenge (link), una disamina sulle principali cause dell’inutile carico di lavoro nelle scuole e le possibili soluzioni da adottare....   leggi tutto

Non è semplice capire l’Est Europa attraverso i media, i fatti degli ultimi rifugiati, o tramite le varie pagine Social impegnate ad aggiornare il mondo su quanto siano folli i Balcani. Difficile è anche distaccarsi dai pregiudizi che, per quanto bene o male siano radicati in noi, riescono sempre a insinuarsi nelle logiche più tenaci. Ma effettivamente qualcosa di bizzarro e sfuggevole di senso si trova in ogni via attraversata, in ogni quartiere, negozio, bar e compagnia che quest’estate ho incontrato assieme alla mia combriccola di viaggiatori occidentali....   leggi tutto

Quella del fumetto è un’arte versatile e variegata come la fantasia e la creatività da cui scaturisce e questo gli ha permesso di raggiungere ogni tipo di pubblico e incontrare i gusti e gli interessi più svariati.  In questa rubrica, proverò a dare spazio a vari tipi di graphic novel, dalle più moderne ai “classiconi”, dalle storie indipendenti alle saghe intramontabili. Ho deciso di inaugurare questa rubrica con una graphic novel di quelle un po’ insolite, che in un’ipotetica suddivisione in gruppi starebbe in quello dei “particolari”, sia per stile che per tema....   leggi tutto

Continua la collaborazione di Pequod con il magazine bolognese The Bottom Up. Questa volta abbiamo deciso di confrontare punti di vista su un evento di fondamentale importanza per l’Europa contemporanea, le elezioni in Polonia. A questo link quello che aveva scritto il nostro Matteo Fornasari sulla questione. Qui di seguito l’ottimo lavoro del collega bolognese Mattia Temporin. Buona lettura!...   leggi tutto

Sono convinta che tutti abbiamo quell’amico su Facebook che sembra essere sempre in giro per il mondo. Quello che ieri ha messo una foto di fronte al limpido mare greco, oggi una mentre abbraccia un’antica statua buddhista in Vietnam e domani chissà… il Taj Mahal? Per me quell’amico è Pierpaolo. Ha 21 anni e studia a Berlino nella Facoltà di Relazioni Internazionali. Ci conosciamo da molto tempo e ormai conosco il suo segreto....   leggi tutto

Sin dall’età ellenistica il termine mimesis è presente nel campo artistico, in quanto si riconduceva il concetto stesso di arte all’imitazione della realtà. L’attività dell’artista raramente nasce dal nulla, tutti subiscono influenze, emulano e assorbono le esperienze circostanti. Esiste certo l’eccezione del genio creativo, dell’autodidatta, ma come disse Picasso «gli artisti mediocri copiano, i geni rubano». Il grande estro spagnolo riteneva dunque impensabile che l’opera di talento potesse nascere orfana di qualsiasi influenza, anzi Picasso giustifica, senza filtri, la possibilità di impadronirsi del modello, ma solo se dotati della capacità di attraversarlo e renderlo incredibilmente originale da far scomparire il confine di appartenenza....   leggi tutto

La Polonia decide di svoltare drasticamente a destra: il partito nazionalista PiS (Diritto e Giustizia) dell’ex primo ministro Kaczynski ha raggiunto la maggioranza assoluta dopo le ultime elezioni. La premier designata Beata Szydlo ha la possibilità, quindi, di formare un esecutivo senza coalizioni politiche e con oltre la metà dei seggi della Dieta (Sejim in polacco, la camera bassa del parlamento) disponibili. Non era mai successo dal 1989. Come non era mai successo che, dalla caduta dell’Unione Sovietica, ad entrare in parlamento fossero solo partiti di destra o di centro-destra lasciando fuori quelli tradizionalmente di sinistra. Foto 1...   leggi tutto

Il circo è un’arte molto controversa, inutile fare giri di parole. Affascina, sbalordisce, diverte.
In Italia, l’arte circense va a scontrarsi in modo particolare con una tradizione illustre e antica, oltre che con l’attualità. Da una parte, la famiglia reale del circo italiano, gli Orfei, che tuttavia oggi trovano forti ostacoli nell’ambientalismo, così che non passa una tournée in cui non siano boicottati dagli animalisti; dall’altra parte, invece, la bellezza del corpo umano e il fascino di mille storie da raccontare con la musica e le immagini, valori alla base del circo moderno più conosciuto, ovvero il Cirque du Soleil. Più vicino a quest’ultimo modello è Circo Zoè (link), vero circo d’autore nato nel 2011 da Chiara Sicoli e Simone Benedetti (circensi) e Diego Zanoli (musicista compositore). Italiano di nascita, Circo Zoè (link) si avvale di 10 artisti fra italiani, francesi e brasiliani, nella convinzione che l’internazionalità della compagnia sia un valore aggiunto al progetto artistico....   leggi tutto

KENZO TRIBOUILLARD/AFP/Getty Images

Ieri sera, Venerdì 13, alle 22:30 mi trovavo nella zona di Marcadet Poissoniers. Non troppo lontano da uno di punti nevralgici degli attacchi terroristici. Stavo accompagnando a casa una mia amica in un quartiere che la sera non è uno dei più sicuri. Fermi al semaforo vediamo sfrecciarci davanti un mezzo della polizia ad alta velocità. Un incidente, pensiamo. Ma quando alla prima auto ne seguono altre due, poi tre, quattro e altrettante ambulanze, iniziamo a scartare tutte le ipotesi, dall’incendio alla rissa. ” Sono sicura che è un attentato”, mi dice la mia amica ma io non voglio pensare a questo. E’ troppo assurdo. Troppo impossibile. Non faccio in tempo a rincasare che ricevo una telefonata. E’ lei che mi dice con un tono a metà fra la disperazione e la paura che ci sono stati più attacchi terroristici a Parigi....   leggi tutto

Ce la descrivono come una Parigi fredda, immobile, esanime. Esattamente come quei corpi (il numero è ancora incerto, ma le fonti sanitarie parlano di 127 morti) fotografati e apparsi sui canali di informazione di tutto il mondo, avvolti nelle coperte termiche o, in loro assenza, nelle lenzuola che i condomini lanciavano dalle finestre. Immagini, suoni, parole che riecheggiano nella piazza digitale di Internet e che giungono fino agli altri. Gli altri, nel cuore della notte, gli altri, distanti ma vicini, gli altri, che non possono essere là fisicamente ma che si stringono attorno a questa città ferita due volte e ai suoi cittadini stremati. Esattamente come stiamo facendo noi adesso. Rifletto su come sarebbe andata se non ci fossero stati i social, le dirette web, i giornali on line, se loro non ci avessero informati, secondo per secondo, di quello che stava accadendo ai parenti, agli amici o semplicemente a persone qualunque alle quali, tuttavia, ci sentiamo filantropicamente vicini. Forse sarebbe andata peggio, forse sarebbe andata meglio....   leggi tutto

Forse non molti lo sanno, ma questo 6 novembre sono andate in onda su Fox Comedy le prime due puntate della quinta stagione di Louie, una serie che condivide con molte altre il triste destino di non ricevere l’attenzione che invece meriterebbe. Ma proprio gli aspetti che più rischiano di allontanarla dal pubblico mainstream sono quelli che la rendono essenzialmente unica nel suo genere. E il modo migliore per introdurla è parlare dell’uomo che le ha dato vita, indissolubilmente legato a questa sua creatura....   leggi tutto

“The wall is gone” – that’s what they say in Goodbye Lenin, one of the most popular movies about the Berlin Wall and its fall.
On November 9th, 1989 the symbol of Soviet Power and Cold War fell, and since that moment the whole world has changed a lot. The Berlin Wall represented the world before Europe, whereas Europe means unity, freedom and mobility. In facts, less than three years later, in 1992, the Maastricht Treaty was signed and in that moment European Union started to become what it represents nowadays....   leggi tutto

Succede che, in una famiglia, le persone crescano e autodeterminandosi, imparino a recitare il proprio ruolo sul palcoscenico della vita. Così, nella grande famiglia della Chiesa Cattolica, talvolta i pastori dislocati negli angoli più remoti del mondo, influenzati dalle diverse culture dei posti stessi che li ospitano, discostino il proprio pensiero dalla linea originaria su cui si erano formati come uomini di chiesa, teologi e Pastori. Succede, quindi, che ora in veste di padre premuroso, ora di monarca assoluto, il Santo Padre convochi il Sinodo, l’adunanza di Vescovi disciplinata dall’art.342 del Codice Canonico, per fare quadrato, per misurare la volontà delle diverse anime che costituiscono la Chiesa circa la disponibilità al cambiamento nei confronti di una Società che, molto più velocemente di loro, cambia, adottando valori universali diversi e per certi aspetti rivoluzionari rispetto l’antico ordine dell’uomo, della famiglia, della vita....   leggi tutto

È finalmente il giorno della partenza! Prepariamo tutti i bagagli per bene, riempiamo le custodie degli strumenti e ci dividiamo i “pesi massimi”. Siamo in nove all’aeroporto, tutti con le nostre magliettine colorate e i cappelli da ceffi balcanici: la Caravan Orkestar è pronta per questa nuova avventura. Tre concerti in pochi giorni e 3000 kilometri da percorrere.
Un tour che in realtà è cominciato molti mesi prima: persone, bagagli, strumenti musicali e aerei sono complicati da gestire (soprattutto quando si tratta di “un bandone” composto da più di venti persone), anche se ciò non ha fatto altro che alimentare in noi l’impazienza e l’emozione per questa esperienza tutta da provare. Per questioni logistiche siamo partiti in nove, appunto, direzione Soisson: un angolo di verde e magia nella regione francese della Piccardia....   leggi tutto

L’idea è quella di un pezzetto di legno che si incastra nella pelle e ci rimane, infastidendo, ma stimolando: da qui sono partiti i ragazzi della Scheggia, associazione culturale milanese nata nel 2004, che collaborando sotto il segno della ricerca e della sperimentazione propongono nuovi percorsi visivi e riflessivi. Negli anni l’organizzazione cresce e diventa punto di riferimento per eventi e rassegne cinematografiche, realizzando grandi progetti come i festival Milano Wants to Be Independent, Dispersival e Cinemart presso il Parco Martesana. Dopo aver lasciato la sede storica di via Dolomiti a Milano, hanno iniziato un pellegrinaggio che ha proposto il cinema in svariati luoghi e formati: locali, muri di città; nasce poi una collaborazione duratura con Santeria in via Ettore Paladini con le Cinemerende-film belli e poco visti, dove si proietta in lingua originale, e Spazio Ligera in via Padova....   leggi tutto

La piattaforma Netflix è finalmente arrivata in Italia e con sé ha portato anche i suoi preziosi prodotti originali. I titoli interessanti sono molti (di qualcuno ne abbiamo già discusso: NetflixBojack HorsemanHouse of Cards), ma oggi voglio parlare di Narcos, uscito questo 28 agosto. E’ una serie incredibilmente additiva, una puntata tira l’altra in un crescendo continuo che sfocia in un finale dirompente. E’ il prototipo perfetto delle Netflix Originals e ha già avuto un successo a livello internazionale, cinque giorni dopo l’uscita, il 3 settembre, è stata annunciata una seconda stagione. I creatori sono Chris Brancato, Carlo Bernard e Doug Miro, mentre il regista di tutte le puntate è il brasiliano José Padilha. Il cast è relativamente sconosciuto ma offre molte interpretazioni lodevoli e a livello tecnico la serie è realizzata alla perfezione. La storia riprende le vicende reali che hanno coinvolto Pablo Escobar e il cartello di Medellìn. Da spettatore, mi saltano subito all’occhio almeno tre paragoni interessanti....   leggi tutto

Sinead is 26, she’s a dancer and an English mothertongue… She thought that she could take advantage of being a native English speaker to enjoy a great holiday in Zaragoza, Spain. All she had to do was consulting GoCambio website, finding a host living in Spain and willing to learn English and booking a flight! Pretty easy, isn’t it?...   leggi tutto

La notizia risale a un paio di settimane fa. Sono stati ritrovati i carnefici (animali – se non siete animalisti e vi va di usare questa perifrasi-) che nel gennaio del 2014 uccisero un bambino di 3 anni, bruciandone il cadavere insieme a quello del nonno che se lo era portato appresso mentre non stava andando a fare la spesa e neppure a giocare nel parco. Forse, chissà, con la convinzione che – visto il bambino – i suoi poco ragionevoli interlocutori, avessero avuto pietà di lui per gli sgarri commessi.
Il finale l’ho già descritto.
La storia è quella di Cocò -come hanno imparato a conoscerlo tutti- e di una famiglia disgraziatamente criminale, nella quale aveva avuto la sfortuna di nascere.
Aveva anche avuto la sfortuna di nascere in una terra dove accadono cose di macabra assurdità e indicibile orrore.
Una regione d’Italia chiamata Calabria che, in alcuni tratti, somiglia alle periferie più remote della Colombia, dove la crudeltà e lo spirito animalesco (ripeto l’accostamento e le scuse agli amici animali e animalisti) che certi uomini hanno conservato, supera qualsiasi immaginazione e/o passo tratto dall’Antico Testamento....   leggi tutto

Oggi Pequod risale il fiume Brembo e approda a San Giovanni Bianco (BG) a scoprire l’energica realtà del Gotto Esplosivo (link) e lo fa in occasione dell’uscita del loro nuovo disco Di fuoco e di rabbia (link).
Antonio Capuzzo, Manuel Scolari, Mattia Bonzi e Nicola Milesi donano al mondo la loro musica da circa otto anni «che siamo ancora lì nella stessa pulciosissima saletta, ancora sporca uguale, a scrivere e suonare». Prova che il loro non era un rock’n’roll dream è il fatto che questi musicisti da sempre han sentito la necessità di tenere unito il Gotto, come mi spiega Antonio, «rimane un valore inestimabile che ci permette di creare le nostre canzoni, un hobby come un altro se vuoi che però ti risarcisce di grandi soddisfazioni». È sempre stato un luogo mentale e musicale dove poter sfogare la parte più pura e istintiva di se stessi «le robine, i nostri cazzi minimi personali non c’entrano; sono i pensieri, situazioni vissute, sensazioni e pipponi mentali» che nelle canzoni del Gotto escono liberamente e trovano la propria valvola di sfogo....   leggi tutto

Hollywood l’ha celebrata, filmata, immortalata. Cercava un luogo onirico, quieto ma struggente; un posto che potesse apparire fuori dal tempo, sospeso e protetto in un sogno; un ambiente che potesse avere la valenza di casa, dove poter tornare alla fine di una vita tribolata, per trovar pace e affetti. Forse l’Eden, o forse semplicemente la Val d’Orcia....   leggi tutto

L’8 ottobre è uscito nelle sale italiane Black Mass – L’ultimo gangster di Scott Cooper. La pellicola, ispirata a una storia vera, racconta di un’insolita, e interessata alleanza tra James “Whitey” Bulger (Johnny Depp), criminale statunitense, e John Connolly (Joel Edgerton), agente dell’FBI. Questo film ha da subito fatto parlare di sé, ma più che per il suo valore artistico, per Depp che, per esigenze di copione, è stato stravolto dal make-up....   leggi tutto

Quando sentiamo le parole riqualificazione urbana la maggior parte delle volte pensiamo che significa rendere i muri più carini, rintonacare un muro malmesso. Errato! lo scopo del progetto Pigmenti è quello di riqualificare la relazione tra i cittadini e gli spazi. «É innegabile che viviamo in un tempo abbrutito, siamo una “generazione di fretta”, con modelli estetici da fast food, superficiali perché più funzionali. Oggi va forte la televisione perché è comprensibile, ti parla, punta alla tua testa con un susseguirsi di notizie, consigli, liti, leggerezze, ecc…non ti lascia il tempo di rielaborare. Lavorare con l’arte pubblica ti consente di puntare a sorprendere, colpire, incuriosire, a lavorare non sulla testa ma sul sentimento, a muovere alla contemplazione, ad utilizzare un linguaggio che non lascia spazio all’immediatezza del verbale ma che obbliga alla profondità». Il percorso non é lineare, può essere del tutto casuale può lavorare senza che ce ne accorgiamo e può colpire tutti. La vera svolta è «il fatto di non dover andare in una galleria o in un museo per “accedere” alla suggestione di un’opera, perché permette di aggirare quella naturale scrematura fatta di interesse/cultura/istruzione/abitudine/status che fa in modo che in molti non percorrano mai la strada che li porta da casa al museo. Il trucco sta nel fare arte pubblica su altre strade e costringere ad un incontro fortuito e, proprio per questo, per alcuni, anche più autentico»....   leggi tutto

Nasce tutto a Ferrara, tra le guglie estensi e viottoli medievali, all’interno di un Festival che avevo deciso di godermi per personale curiosità, senza nessuna volontà di volerci ricavare materiale per un nuovo pezzo. Invece eccomi qua a scrivere, prendendo uno spazio a Pequod, con un fine: fungere da eco ad un’inchiesta portata avanti da due ragazzi, Diego Gandolfo e Alessandro di Nunzio, giornalisti freelance per vocazione, che hanno “ficcato il naso”, in un settore ai più oscuro, riuscendo, con il loro validissimo lavoro, a vincere il Premio Morrione, per la migliore inchiesta....   leggi tutto

Il nome, di certo, non passa inosservato ed è pressoché impossibile dimenticarsene. Ma non è l’unica caratteristica di C.A.C.C.A. (Cose A Caso Con Attenzione) Link – che vi sorprenderà. C.A.C.C.A. è una fanzine (termine nato dalla contrazione delle parole fan e magazine), è un progetto editoriale, culturale e partecipativo, uno spazio dove esprimere liberamente le proprie idee....   leggi tutto

Living an international life changes your perception of the world, as you learn how to adapt to different cultures, habits, languages and people. That’s such a true claim that it seems obvious. We’ve all met someone that told us how great his or her experience abroad was, or someone dreaming to move far away to have the time of his or her life. Maybe that someone is you, and you can’t imagine to live your life without travelling around and experiencing the world....   leggi tutto

Ma quale crisi.

We’ll create a new legal situation at the borders so it will be given more strict than it was and that could be a good answer at the fear of the people in Hungary and in Europe. We are defending not just the Hungarian border, we are defending the out-side border of Schengen which means that we’ll defend Europe”. Queste le parole chiare e nette del primo ministro ungherese Victor Orban in una conferenza stampa a Bruxelles a fianco del presidente del Consiglio Europeo Donal Tusk, esattamente un mese fa. Cinica e chiara appare quale sarà la politica che l’Ungheria ha deciso di mettere in campo avallata dall’Unione Europea. L’Europa non si farà carico dell’accoglienza dei profughi che scappano dalla guerra in Siria. In contemporanea, parte la macchina mediatica della dis-informazione mainstream che parla di crisi dei rifugiati, di invasione e di una possibile islamizzazione dell’Europa. Inizia così un’insopportabile retorica che parla incessantemente di CRISI. “E’ giusto che l’Europa si faccia carico di ciò? Perché non stanno nei paesi limitrofi? Non possiamo accogliere tutti, non c’è lavoro neanche per noi..” e via di seguito. Se andiamo a vedere i numeri di ciò che sta accadendo (fonti UNHCR, 1 Ottobre), capiamo come queste retoriche non siano altro che schizofreniche bugie utili a qualcuno e forse a più di qualcuno. ...   leggi tutto

Culturit  (link) si definisce un network di associazioni delle principali università italiane, un’organizzazione non profit tesa a valorizzare il bellissimo e variegato patrimonio culturale della nostra Italia. Come? Promuovendo capitale umano!
Esteso a tutto il territorio nazionale, ne fanno parte studenti, professori, professionisti del settore socio-culturale che credono nell’importanza della cultura e del fare impresa intorno ad essa, come trampolino per far emergere le qualità del nostro Paese....   leggi tutto

Parigi. Dimenticate i boulevard, la tour Eiffel, la chiesa di Notre-Dame, la baguette sotto braccio, il cancan e le altre mille cose, più o meno vere, più o meno note di questa città. Il viaggio di oggi non è di quelli che si fanno con la nonchalance propria della città degli innamorati. La strada di cui vi parliamo oggi non ha il profumo del pane fresco che esce dalle boulangerie e alle vostre orecchie non giungerà la boriosa erre moscia, che tanto fa penare nella pronuncia chi non è avvezzo alla lingua franca, ma una serie ripetuta di vocali aspirate e di fricative tipicamente arabe....   leggi tutto

Molto spesso i media parlano di “immigrati”, di “clandestini”, usano termini che accomunano varie persone, diversissime tra loro per vari motivi, in un’unica accozzaglia informe, ma questo “ammasso” in realtà è costituito da centinaia di migliaia di piccole storie, ognuna diversa: se si tiene a mente questo, forse è più facile riuscire a vedere l’umanità in queste persone, la stessa umanità che è dentro di noi....   leggi tutto

Rompiamo i cordoni rossi che ci separano dalle tele appese, viaggiamo tra forme spigolose, andiamo a conoscere la ciurma di Tubosafary! Parliamo di un collettivo formato da cinque giovani talenti del graffito urbano che durante l’estate appena trascorsa hanno conosciuto la calce dei muri di tutta Italia, loro sono Cripsta, Dilen, Tybet, Acca ed Est Her....   leggi tutto

Many people don’t choose to live an international life: moving abroad isn’t a choice, it’s a necessity. In order to survive, to earn some money or to reconnect with the family some people are forced to adapt to a new world, which is not always so welcoming. Moussa’s story tells us this and much more…...   leggi tutto

In wolof esiste una parola che indica il senso di ospitalità, di accoglienza e di rispetto verso l’ospite, una delle virtù fondamentali della cultura senegalese. Ne ho sentito parlare solo pochi giorni prima del mio rientro in Italia, e così ho potuto dare un nome alla sensazione che per i venti giorni che ho passato in Senegal mi ha accompagnato in ogni luogo e in ogni situazione: teranga....   leggi tutto

Quest’estate ci eravamo lasciati con la serie targata Netflix Bojack Horseman (link). Ho deciso di riprendere la rubrica parlando di Rick and Morty, anche questa, come avrete intuito dall’immagine di copertina, una serie d’animazione e ho voluto farlo principalmente per due motivi. Il primo è che siamo nel pieno della seconda stagione, che ha preso il via il 26 luglio. Il secondo e più importante deriva dal desiderio di dare ulteriore importanza alle serie animate, una categoria spesso bistrattata ma che, oggi più che mai, è quella che sta aprendo nuovi scenari nel panorama televisivo, con alti livelli di creatività e innovazione....   leggi tutto

Young, motivated , and willing to change the world : these are the main aspects of five Tilburg University students who have decided to start a new project in South Africa, in the local municipality of Emfuleni more precisely in the area of Sebokeng and Vanderbijlpark. The non-profit organization they created is called Lend a Hand (facebook page) and the project which has taken place this  summer is called  project Simba.simbaLet’s meet the members of such a great NGO!ImmagineName: Walter M. Pasquarelli
Education: BA Liberal Arts & Sciences: Law Major, Tilburg University/ Instituto Técnologico de Monterrey
Future projects : Expand Lend A Hand and make it a permanent institution by providing project on annual basis and empowering new members to join the mission
c
Name : Livia Kaiser.
Education : BSc International Business Administration.
Future projects : Keep on working for Lend a hand NGO.cName : Maximilian de Vreeze.
Education: BA Liberal arts and Sciences, Major: Law in Europe exchange: Sciences Po Paris
Future projects: Expand “Lend a Hand” and further develop it into a sustainable and international NGO.
cName: Berry Sonnenschein
Education: Tilburg University – Bachelor in Liberal Arts & Sciences. Majoring in International & European Law.
Future projects:
African proverb – “If you want to go quickly, go alone. If     you want to go far, go together.”At this present moment, I have not given much thought on future products I would like to conduct in the same manner as I have dedicated much of my attention to Lend A Hand. Any project which I could possibly be a member of in the future will be joined in respect of the African proverb.cName: Doreen Verbakel
Education: BA Liberal Arts & Sciences: Humanities Major
Future projects: Contributing to the development of Lend A Hand to make a difference for adolescents in South Africa.  In addition to this I would like to invite other people to get involved in this initiative to put in their own personal contribution....   leggi tutto

«There can be no understanding between the hand and the brain unless the heart acts as mediator».

10 gennaio 1927, all’Ufa-Palast am Zoo di Berlino ha luogo la proiezione di un film  visionario, caposaldo del cinema espressionista e precursore del cinema di fantascienza moderno, destinato ad avere un impatto inesauribile sull’intera storia del cinema a venire.
Capolavoro indiscusso sui generis, Metropolis del regista austriaco Fritz Lang è tornato lo scorso 20 Settembre, per il ciclo Discovery, al Teatro degli Arcimboldi di Milano in una rimusicazione dal vivo ad opera della Filarmonica della Scala guidata dalla bacchetta del direttore Frank Strobel....   leggi tutto

Ci troviamo nel Sud-Ovest dell’America Latina, nel lembo di terra che si estende dal 17° parallelo fino alle terre antartiche. Ci troviamo in Cile, un paese complesso, ricco di storia dura e di bellezze. Un paese che fino ai recenti anni Novanta ha vissuto il peso di una delle dittature più violente e assassine. Dopo il golpe al governo socialista Allende, venne trasformato da Pinochet nell’esperimento neoliberale dell’America Latina. Un Paese, nelle cui vene scorre ancora il sangue dei morti, dei desaparecidos e degli esiliati.
In Cile l’eredità del governo militare si vive, è presente nella Costituzione degli anni ’80, modificata negli anni ma mai abrogata. È presente in quei diritti sociali non pienamente garantiti, ma lasciati alla feroce logica della democrazia di mercato.FOTO2...   leggi tutto

Prendete il gioco più amato dai bambini di tutto il mondo, aggiungeteci un immenso parco a disposizione per poterci giocare, un pizzico di sano agonismo e 10 giocatori di football pronti a placcarvi a vista. Mescolate il tutto e avrete la ricetta perfetta per il Nascondino World Championship! (link)
Sabato 12 settembre si sono affrontate nello spazio bergamasco del Parco di Loreto a suon di “Tana per me!” 160 persone per disputare la VI edizione dei campionati mondiali del gioco più conosciuto e più giocato al mondo: nascondino. L’idea, tutta italiana, nasce nel 2010 dall’iniziativa di CTRL magazine, che in quell’anno si occupava di promuovere un calendario denso di attività che spingessero i cittadini ad uscire e godersi ciò che la loro città aveva da offrire. Anche il nascondino può essere visto sotto questo punto di vista come un invito ad uscire allo scoperto tutto l’anno per nascondersi soltanto nelle date e nel luogo della competizione. Gli organizzatori non mancano di evidenziarne l’importante aspetto culturale presente insieme all’aspetto puramente ludico: «Non esiste infatti un ideatore o una data di creazione del nascondino, è diffuso in tutto il mondo come se il nascondersi fosse un atto insito nell’animo umano»....   leggi tutto

In questo fermento festivaliero Pequod non poteva lasciarsi sfuggire la quarta edizione dell’Elav Indie Festival (link). Come ogni anno il birrificio indipendente di Comun Nuovo (BG) si attornia di grandi artisti e grandi progetti assolutamente in linea con l’etica e lo spirito di Elav, e quest’anno si è scelta una cornice mozzafiato: lo Spazio FaSe (che coincide con l’ex cartiera Pigna di Alzano Lombardo).
Tenetevi pronti perché proprio da oggi sarà un susseguirsi di esposizioni, proiezioni, live painting e concerti che faranno rivivere uno stupendo esempio di archeologia industriale creando un’atmosfera dal sapore internazionale, alternativo e un po’ indie.
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Spazio-Fase-ex-Cartiera-Pigna
In questo irresistibile guazzabuglio artistico e indipendente procederemo con ordine (alfabetico):...   leggi tutto

Sarah Saidan è una giovane e promettente animatrice e regista: quest’anno ha presentato un cortometraggio al Milano Film Festival dal nome Beach Flags – Une épreuve de sauvetage, con cui ha già partecipato al Festival di Cannes, al Sundance Film Festival ed ha vinto il Premio Amnesty al Giffoni Film Festival. In Beach Flags Sarah racconta la storia di Vida, una giovane bagnina iraniana, che vuole partecipare a una competizione internazionale in Australia. Quando Sareh si unisce alla squadra delle bagnine, le cose iniziano a cambiare per entrambe....   leggi tutto

Si dice che una sposa bagnata sia una sposa fortunata. Ci auguriamo che lo stesso valga anche per il Festival della Comunicazione di Camogli che oggi, a causa dell’allerta meteo di livello 2 emessa dalla protezione civile, ha dovuto chiudere i battenti con un giorno di anticipo. Sono così saltati gli interventi dello youtuber Daniele doesn’t matter, del giornalista (e amico pequodiano) Beppe Severgnini, del regista Enrico Ghezzi. Per non parlare di Umberto Eco, che avrebbe dovuto chiudere il Festival con l’intervento “Tu, lei, la memoria e l’insulto”....   leggi tutto

Su carta intestata o per mail, uomini e donne, tutti gli amanti, almeno una volta nella vita, hanno scritto alla rubrica “Questioni di cuore” di Natalia Aspesi. La giornalista, complice l’età, ha letto migliaia e migliaia di storie d’amore nella sua vita: dapprima scritte a penna e oggi anche per mail. Ma a questo punto la domanda sorge spontanea: nell’era del “Fidanzamento ufficiale” di facebookiana memoria, non si rischia di travisare e disgregare i sentimenti? “Non proprio – dice la Aspesi – piuttosto porta a trovare fidanzati aleatori, che prima o poi si dissolveranno quasi sempre in silenzio. Il che non è un male: con la rete le relazioni si concludono in modo “soft”, evitando litigate e, in extremis, la violenza contro le donne”....   leggi tutto

Calorosa accoglienza per Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo, tra scroscianti applausi.

Davigo, attualmente consigliere per la II sezione della Corte di Cassazione, ha iniziato attaccando una parte della stampa, che nel 1992 fece passare un messaggio sbagliato, ovvero che «Rubare per i partiti fosse meno grave che rubare per sé»....   leggi tutto

Con l’incontro dal titolo “Executive, cultura e classi dirigenti per l’Italia di domani”, si è conclusa la seconda giornata del Festival della Comunicazione, a cui hanno partecipato: Federico Ghizzoni, a.d. di Unicredit; Monica Maggioni, presidente della Rai; Mauro Moretti, a.d. di Finmeccanica; Ferruccio De Bortoli, presidente della casa editrice Longanesi....   leggi tutto

Non è di facile inizio la partecipata conferenza a Palazzo dei Dogi tenuta dal Ministro della Difesa Roberta Pinotti nell’ambito del Festival della Comunicazione di Camogli. La prima domanda dell’intervistatore Carlo Rognone converte subito sulla minaccia ISIS: «Noi italiani cosa facciamo? Lo Stato Islamico non ha forse affermato di voler arrivare a Roma? La loro propaganda prospetta a una possibile terza guerra mondiale. Alcuni giornali dicono che tirarsi sempre fuori ci metterà in posizioni scomode in futuro. Siamo in grado di difenderci?»...   leggi tutto

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