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Mi chiamo Anas, sono nato in Marocco e per quasi tutta la vita mi sono riconosciuto in più identità.
A 10 anni ritornai in Marocco e i miei zii puntaualmente mi chiedevano: “Ti senti più italiano o marocchino?” Io rispondevo marocchino, ma solo per non deluderli. A 12 anni, mio padre tornò festoso a casa e urlò: “Siamo finalmente cittadini Italiani, 15 anni ho aspettato”. Io non capivo. Ma fino a quel momento, che cosa ero stato?
A 13 anni ritornai di nuovo in Marocco, e questa volta risposi ai miei zii in modo diverso: “Sono italiano”. Loro si misero a ridere, perché: “Eh no, sei nato in Marocco e sei musulmano, sarai sempre marocchino, anche per gli stessi italiani.
Diedi la stessa risposta ai miei amici in Marocco e anche loro risero....   leggi tutto

Navigando nei meandri del web capita, a volte, di imbattersi in siti interessanti, particolari. Succede quasi per caso: magari stai ascoltando una canzone su YouTube, sbirciando tra qualche social e, nel frattempo, vuoi compiere una breve ricerca su un argomento che hai poco chiaro. Succede che invece di aprire il primo link, il tuo occhio cada sul secondo e che, spinto dalla curiosità del nome, tu lo apra....   leggi tutto

Innegabili i passi da giganti fatti nel XXI secolo dal movimento LGBT, che nella sua costante richiesta di diritti a istituzioni politiche spesso sorde, ha portato a trasformazioni di forte portata sociale, prima ancora che politica: dall’inserimento delle minoranze discriminate nel mondo del lavoro e della politica, al riconoscimento delle unioni civili, fino alla ridefinizione del concetto d’identità di genere. Quelle delle istituzioni italiane, sembrano però più risposte elaborate di caso in caso per far fronte a necessità (spesso già disagi) ormai innegabili, piuttosto che la presa di coscienza della varietà sociale e delle esigenze di una tale varietà. Ciò si traduce in un’assenza di politiche e soprattutto d’infrastrutture al passo con il progresso previsto dalla legislazione, sopperita solo grazie alla straordinaria capacità di coesione e associazionismo che in questi anni il movimento LGBT ha dimostrato possedere.
Un esempio concreto viene dal mondo del transgenderismo: già dagli anni ’80, la legge prevede il riconoscimento del sesso di transizione, ma lasciando ai tribunali discrezionalità sulle prerogative richieste e, nello specifico, sulla necessità o meno dell’intervento chirurgico adeguato ai dati anagrafici. Mentre si moltiplicano negli ultimi anni i ricorsi e le sentenze che riconoscono il genere acquisito senza intervento chirurgico, non sembra essere ancora in programma un sistema socio-psico-sanitario nazionale capace di operare nella realtà transgender. È ancora una volta il movimento stesso a dar vita a strutture che, oltre a offrire supporto medico e legale, accompagnino nel percorso di transizione, attraverso sportelli aperti, incontri di gruppo e sedute con psicologi. Un esempio concreto di questa cooperazione arriva dal Veneto, dove dal 2011 è attivo il Servizio Accoglienza Trans (SAT)....   leggi tutto

Il tema che riguarda la comunità LGBT, che comprende lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, è un tema assai sensibile, per via della visione, spesso distorta, che la società ha di questo fenomeno. Vero è che più il tempo passa e più la società (non con poca fatica) cerca di lasciarsi dietro le incrostazioni retrograde figlie di una concezione della vita spesso bigotta e conservatrice, per nulla al passo coi tempi. Per comprendere il fenomeno LGBT (e quello della transessualità nello specifico) è necessario introdurre il concetto di identità di genere. Essa è definita da come ciascun individuo sente di essere ossia il suo sentimento profondo di femminilità o mascolinità, in relazione al ruolo di genere ovvero ciò che è socialmente e culturalmente definito come maschile o femminile e che risponde alla norma sociale e alle credenze condivise dalla maggioranza. L’orientamento sessuale è invece definito dall’attrazione sessuale che ciascuno sente verso uno dei due sessi, o verso entrambi. È evidente perciò che questi tre caratteri sono presenti all’interno di ciascun individuo con combinazioni singolarmente differenti. Legata all’identità di genere è la condizione di “transessuale”, usata per indicare gli individui che sviluppano un’identità di genere definita (maschile o femminile), ma opposta al sesso biologico di nascita, che verrà quindi “corretto” con terapie ormonali o con la chirurgia per adeguare il proprio corpo alla propria identità....   leggi tutto

C’è una leggenda nel paese cui sono legate le radici materne di Sara, a spiegazione di una buffa donazione che dal 1500 a oggi fa mostra di sé, non senza polemiche e dispute teologiche, nel Santuario della Madonna delle Lacrime, all’ingresso di Ponte Nossa, nascosto tra le montagne bergamasche: la leggenda del coccodrillo. «Il coccodrillo appeso in Chiesa- racconta da anni la nonna di Sara ridendo -viene dall’Adriatico e ha risalito il Po prima, il fiume Serio poi, arrivando fino a qui. Ma mangiava solo giovani vergini e a Ponte Nossa è morto di fame».
Straordinario è che trovi il racconto divertente, anziché offensivo; Antonella, sua figlia, spiega così le origini di un pensiero tanto emancipato: «Il paese è formato soprattutto da forestieri, persone nate in paesi più o meno limitrofi e arrivate qui per lavorare nelle industrie fiorite ai margini del fiume. Quando ero bambina, Ponte Nossa era limitato alla via del centro e poche altre case sparse, circondate da distese di campi e boschi; negli anni ’60 sono apparsi i primi condomini e il paese ha iniziato a trasformarsi in un villaggio operaio, anche se un po’ atipico per via della dislocazione montana».
La fissità che gli occhi di Sara hanno sempre attribuito al paesaggio di Ponte Nossa è molto meno datata di quanto avesse supposto: «Dagli anni ’50 il paese è cambiato molto. –continua Antonella- Pensa alla strada provinciale, su cui le case un po’ vecchie si affacciano a strapiombo: da ragazza vedevo passare soprattutto carretti, le macchine erano poche e lente; oggi le sue due corsie non bastano più e quotidianamente è intasata dal traffico»....   leggi tutto

«Fa un freddo terribile e questo vento prima o poi mi porterà via».
E’ febbraio e sono a Falmouth, in Cornovaglia, sulla mia barca. Ho guidato sette ore il venerdì sera per arrivare qui per alcuni lavori di sistemazione da fare sull’imbarcazione; e proprio questo weekend c’è una tempesta.
Sto aiutando il mio ragazzo Ryan a salire in testa d’albero del nostro piccolo catamarano per misurare il sartiame. Mentre saltello qua e là da un lato all’altro dello scafo, tendendo il metro avvolgibile e scribacchiando numeri, controllo che Ryan ci sia ancora: questo vento potrebbe farlo cadere dai dieci metri d’altezza a cui si trova.
Per un secondo l’idea di mollare un buon lavoro, il caldo confortevole di una bella casa, seppure in affitto, gli amici e la famiglia, e partire all’avventura su una barca a vela mi pare assurda. Poi, non appena Ryan scende al sicuro e siamo al riparo nella cabina, con tutte le misure che ci servono scritte sul mio quaderno, sorrido.
Lo stiamo veramente facendo: stiamo sistemando la nostra barca e finalmente salperemo per il Mediterraneo.

Una decina di mesi fa, lo scorso Maggio, mi stavo rilassando su una spiaggia naturale, camuffata e nascosta tra le coste di Maiorca, lontano dal tempaccio inglese e dai resort affollati dell’isola spagnola. Stressatissima a causa del mio lavoro come capo di dipartimento di un’agenzia di marketing digitale a Manchester e riluttante all’idea di riprendere l’aereo di lì a pochi giorni, ho iniziato a divagare in riflessioni sulla vita:
«Perché dobbiamo per forza ammazzarci di lavoro fino ai settant’anni, per poi goderci dieci o quindici anni di dolce far niente, magari costretti in un letto di ospedale? Chi l’ha deciso? Chi dice che dobbiamo per forza accantonare tutti i nostri sogni e sperare di poterli realizzare solo quando saremo vecchi e stremati?»
A un tratto, la vita regolare che pure mi aveva regalato non trascurabili soddisfazioni, non aveva più senso. Mi ero resa conto di trascorrere la routine quotidiana di quella vita che i più considerano normale, in attesa di quei momenti di pausa, spesso vissuti a contatto con la natura, che mi ridavano energia; stavo vivendo solo per arrivare al weekend per fare arrampicata oppure per le vacanze dedicate allo scuba diving.
Per la prima volta nella mia vita, ho capito che non dovevo per forza adeguarmi.

Ho la fortuna di poter fare il mio lavoro ovunque, a patto di avere una buona connessione internet, quindi perché rimanere intrappolata in una città grigia e fredda nel Regno Unito? Ho sempre avuto troppa paura di mettermi in proprio come freelancer perché avevo affitto e bollette da pagare, ma vivere in barca a vela elimina tutti questi costi e i relativi problemi.
Quindi, eccomi qui. Sto per iniziare l’avventura più rischiosa, ma anche la più emozionante della mia vita!
A fine Agosto 2016, io e Ryan abbiamo comprato un catamarano Heavenly Twins costruito nel ’77, lungo poco meno di otto metri. Non è grande, ma ha tutto ciò che serve: cambusa con forno e fornelli, cuccetta matrimoniale, “soggiorno” e bagno. Sarà la nostra casa galleggiante per il futuro prossimo. La barca, che abbiamo chiamato Kittiwake, ci è costata meno di un’auto nuova e vivremo a bordo frugalmente e in modo ecosostenibile, una scelta etica che avremmo sempre desiderato fare e che ora potremo realizzare.
Ciò che fa sentire me e Ryan vivi sono le avventure: campeggiare su isole deserte, scalare scogliere, conquistare la cima di una montagna, fare snorkeling con le tartarughe marine, … Così, nel mese di Maggio sistemeremo al meglio Kittiwake per renderla confortevole e poi partiremo alla volta del Mediterraneo, entro Giugno 2017.

Nell’attesa di partire, tra una riparazione e l’altra, fantastichiamo su mete sempre più lontane, pur avendo già ideato un tragitto definitivo. Facilmente ci scontreremo con ostacoli climatici che ci rallenteranno e non siamo certi delle miglia nautiche che realmente riusciremo a coprire: la sicurezza è per noi la cosa più importante, consapevoli che vivremo in balia dei movimenti del mare e del vento, ma la nostra ambiziosa rotta è disegnata sulla mappa!
Partiremo da Falmouth, in Cornovaglia, e attraverseremo la Manica vicino a Salcombe, in Devon. Da lì costeggeremo la Francia fino alla baia di Biscay, che in parte dovremo attraversare di notte per mancanza di punti d’approdo cui ancorare la barca.
Esploreremo poi il nord della Spagna e il Portogallo, dove trascorreremo le notti cullati dalle tranquille acque delle foci dei fiumi, protetti dalle correnti vigorose dell’oceano. Qui, speriamo di riuscire a fare qualche arrampicata sulle impressionanti scogliere portoghesi e, chi lo sa, magari impareremo anche a fare un po’ di surf.
Raggiunto il sud della Spagna, attraverseremo lo stretto di Gibilterra e ci dirigeremo verso le isole Baleari; abbiamo deciso di dedicare un intero mese all’esplorazione delle belle isole spagnole e delle loro cale naturali, cogliendo l’occasione anche per qualche allenamento nel freediving.

Navigheremo poi nel Mare di Sardegna, per arrivare sull’isola italiana nei pressi di Portoscuso; di qui, percorreremo la costa sarda verso sud per avvicinarci alla Sicilia, sfioreremo il Tirreno e raggiungeremo quindi il Mare di Sicilia e Marsala.
Dopo aver costeggiato la parte sud-ovest dell’isola, dovremmo attraversare nuovamente il Mare di Sicilia, questa volta in direzione di Malta. Qui, trascorreremo l’inverno navigando, tempo permettendo, tra le isole di Comino, Gozo, Cominotto e gli scogli minori di St. Paul’s e Filfola; speriamo anche di poter fare diving prima che arrivi il freddo, così da poter vedere i cavallucci marini. Ci avventureremo alla volta degli spettacolari sentieri e falesie dell’arcipelago maltese tra Novembre 2017 e Marzo 2018; Malta ha inverni molto miti e spesso le temperature sono intorno ai venti gradi fino a Natale, quindi è il posto ideale per svernare.
E poi? E poi chi lo sa. Non abbiamo piani per il futuro, ma sappiamo che vogliamo vivere una vita più significativa e avventurosa, una vita che non ci intrappoli dietro una scrivania o davanti alla TV.

Potrete seguire la nostra esperienza sul nostro blog sailingkittiwake.com e sui social: per ora siamo su Twitter e Facebook, ma documenteremo il viaggio anche su YouTube, non appena partiremo....   leggi tutto

Seduti in giardino, tra l’aria temperata di questo finire di Marzo che illude di una Primavera 2017 che ci restituisca finalmente le mezze stagioni, con Davide osserviamo la fortuna di vivere entrambi immersi nel verde, lui rifugiato tra le colline maremmane, io nascosta tra le montagne bergamasche, ancora a contatto con la natura che ciclicamente muta colori, dando nuovo aspetto ai paesaggi e ricordando lo scorrere del tempo....   leggi tutto

Il primo mese dell’anno apre a un 2017 che non mostra soluzioni per la “questione migranti”, almeno per come essa appare ai cittadini italiani, sempre più allarmati dal numero di stranieri che vedono sbarcare nel Paese. Preoccupazioni non del tutto prive di fondamento: dal 2015 al 2016 l’arrivo di migranti in Italia ha registrato un incremento del 18%, passando dai 153 mila ai 181.405 sbarchi. Da un punto di vista europeo però, l’allarme immigrazione risulta essere in forte riassorbimento: rispetto al milione di arrivi del 2015, si segnala infatti una riduzione del 64% di sbarchi, quantificata in 361.678 nuovi migranti nel 2016....   leggi tutto

Il battesimo del volo lo presi ch’ero bimbo, a 5 anni, nell’Agosto del ’95.
Per quel che i miei ricordano dovette essere anche il primo reale viaggio dopo il mio “arrivo”.
Al tempo la trama era quella di un’Orio al Serio che timidamente si approcciava alla scena aeroportuale nostrana, di tratte aeree low cost comparse sporadicamente solo oltreoceano e in nord Europa e assolutamente nessun cenno di velivoli RyanAir sopra i cieli italiani.
Così, l’esordio di questa “gita” fu: Milano Linate- Lamezia Terme.
200.000 lire a capo per la traversata del paese. Erano bei soldi all’epoca!...   leggi tutto

Si sono chiusi ieri, 1 Dicembre, i tempi di arrivo in Italia dei plichi elettorali contenenti il voto degli italiani residenti all’estero sul referendum costituzionale, il voto di coloro tra i circa 490.000 concittadini iscrittisi all’AIRE che hanno esercitato il proprio diritto civico anche fuori dal territorio nazionale.
I primi dati raccolti danno un riscontro positivo circa l’affluenza alle urne: rispetto al referendum dello scorso Aprile sul rinnovo delle concessioni per le trivellazioni in mare, che aveva raccolto circa 800 mila voti all’estero, sembra che quest’anno un maggior numero di iscritti alle liste dell’AIRE abbia effettivamente spedito il proprio voto in patria. I primi numeri arrivano dalla Svizzera, che si conferma la nazione da cui gli italiani residenti votano di più, con una percentuale che oscilla tra il 38% e il 42%....   leggi tutto

Dall’alto delle sue colline, possenti e accoglienti al contempo nella dolcezza delle loro curve maestose, la Toscana è un’illimitata distesa di sfumature verdi, che muta di tono alla svolta d’ogni rilievo e seguendo i capricci del tempo, gli spostamenti del sole, l’agire delle intemperie e il ciclo delle stagioni. Lo sguardo si perde nel tentativo di definire le tinte e si aggrappa alla ricerca di pochi dettagli; la presenza umana, sincronizzatasi ai ritmi della terra e adattatasi alle sue esigenze, si è mimetizzata tra il succedersi di boschi da legna e colture d’ulivi, prati per il pascolo e terreni agricoli.
La mattina poi, il sole giocando a intrecciare i raggi di luce ai fili d’erba confonde le pupille, illudendo che sia giorno prima del tempo, prorompendo in un cielo che è solo per lui, limpido e sgombro, asciugando coltri di rugiada, sollecitando la fauna a cantare in versi il ritorno alla veglia. È in un mattino così soleggiato che Davide sorprende le mie palpebre, impegnate nella ricerca dentro una tazza di caffè della forza di alzarsi, con una proposta che non mi aspettavo di ricevere qui a Ripacci, in questo ritiro sulle colline maremmane: «Se hai voglia, oggi andiamo a vedere i resti di una villa romana, dopo aver portato le mucche al pascolo»....   leggi tutto

Parlando di estetica e cibo, impossibile non citare il cake design!

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un’incredibile ascesa di questa pratica culinaria, attraverso cui realizzare torte dalle forme più incredibili e disparate, ricoprendo il pandispagna con pasta zucchero colorata e modellata. Dai programmi televisivi, ai corsi privati, fino agli innumerevoli tutorial di youtube, la moda del cake design è entrata nelle nostre case e nei nostri palati....   leggi tutto

È passato un paio d’anni dall’incontro con la mia Ford Ka. Un incontro non programmato né voluto: abbandonata improvvisamente dalla mia precedente automobile, sono stata costretta a cercare la migliore offerta tra i rivenditori di usato. La migliore offerta era lei, la Ford Ka. Ci siamo capitate, non certo scelte e in comune avevamo ben poco: lei con le sue curve femminili, diligentemente ricoperte di strass dalla precedente proprietaria; io già preoccupata delle sue ridotte dimensioni. Il più imperdonabile dei difetti della Ka non stava però nelle sue misure, facilmente dimenticabili in virtù dei parcheggi improbabili che è capace di occupare; il più imperdonabile dei difetti era per me l’autoradio incorporata con mangianastri....   leggi tutto

Orientarsi nel mondo del lavoro di oggi, regolato da contratti atipici e di formazione, è una sfida che impegna non pochi sforzi: un vero e proprio viaggio alla ricerca di informazioni circa diritti e spettanze del lavoratore. Contratti di lavoro interinale, di apprendistato, formativi sono stati introdotti allo scopo di combattere le forme di lavoro irregolare che abbondano nel nostro Paese. L’intento era di ridurre la realtà del cosiddetto free riding: l’usufrutto di beni pubblici, senza che si abbia pagato per il loro utilizzo. Il fenomeno è diffuso e complesso e, come tale, lo è anche il disegno di governance della politica di emersione, che implica una particolare visione d’inclusione sociale, non intesa come semplice assistenza a imprese e lavoratori, ma come un’occasione di partecipazione in termini occupazionali....   leggi tutto

Da sempre e in ogni parte del mondo, dall’antica Grecia alle tribù africane, dalle isole asiatiche ai freddi ghiacci del polo nord, si tramandano tradizioni che impongono l’accoglienza dello straniero in visita, spesso includendo la sua soddisfazione sessuale. Da sempre i viaggiatori, mercanti o esploratori, si sono scambiati pettegolezzi sulle delizie locali e le pratiche indigene dei paesi visitati....   leggi tutto

Ho speso lungo pensare nella ricerca di una definizione di ‘Eroe’ che mi soddisfacesse. Per vedersi attribuire questa nomea il filantropo atto di coraggio è condizione prima, ma non risolutiva; reputo che l’appellativo d’eroe debba essere un’etichetta senza scadenza che non si conferisce per un singolo atto lodevole, quanto piuttosto per una costante condotta, uno stile di vita....   leggi tutto

Ogni giorno le stazioni della penisola italica pullulano di centinaia di utenti; i vagoni dei treni si riempiono tanto di turisti quanto di lavoratori pendolari, che quotidianamente percorrono chilometri su rotaie. Tra questi, c’è chi rende possibile questo servizio: stuart, controllori, capitreno lavorano viaggiando da una fermata all’altra, spostando le carrozze verso la loro meta....   leggi tutto

Quando è stata votata la legge 194, ciò che la società era impegnata a tutelare era la vita di una persona non in potenza, ma già in atto, nata e viva: si voleva tutelare la donna e la salute del suo corpo. Con il voto del 1978, gli elettori italiani postularono un diritto fondamentale: il diritto di ogni individuo, nello specifico di ogni donna, all’autodeterminazione circa la propria salute e il proprio corpo. Spesso questo diritto è messo in discussione, forse perché ci si dimentica di cosa possa significare per una donna il percorso che la porta ad abortire, ci si dimentica di ascoltare le donne....   leggi tutto

«Ma chi va a tocca’ ‘sta scentonovantaquattro […] ma stavamo a parla’ de tutto e de gnente. Le cose so’ due: o vietiamo gli aborti […] e ricominciano quelli clandestini, oppure teniamo ‘sta legge. […] Noi vorremmo commissaria’ er corpo de le donne – giusto pe’ quei nove mesi – ma nun c’ho fanno fa’, magari! Ma nun c’ho fanno fa’. Sai che famo? Quello che abbiamo sempre fatto, continuiamo a piazza’ obiettori de coscienza – che a quelli je famo fa cariera e quell’artri no – e avemo risolto er problema»....   leggi tutto

Quest’anno riprendo l’università. Ed inesorabile riprende la mia vita da pendolare.

Abitando in un paesino alle pendici di quella che si definisce alta valle e dovendo raggiungere la grande metropoli capoluogo lombardo, la scelta di spostarsi con i mezzi pubblici rappresenta una sfida che vuole una certa preparazione: si tratta complessivamente di un viaggio quotidiano di 8 ore, divise tra andata e ritorno; impegnarle è praticamente un lavoro per cui è bene organizzarsi....   leggi tutto

Il turismo e le associazioni di tipo mafioso sono connessi da una stretta relazione. I rapporti circa l’incidenza delle attività illecite di stampo mafioso nei settori tradizionali evidenziano come, dopo il compartimento commerciale e quello edilizio, siano alberghi e ristoranti a guadagnarsi la terza posizione....   leggi tutto

Seduto al tavolo esterno del bar dove mi aspetta, Moussa, sigaretta nelle labbra e cellulare tra le dita, impone la mole della sua muscolatura scura e definita sull’intonaco bianco della facciata. Da lontano, la sua immagine è una fotografia rappresentativa d’una virilità moderna: forte e impegnato, sicuro e attivo. Ciò di cui si appresta a raccontarmi, del resto, richiede tutta la forza d’un uomo per essere vissuto, sebbene lui fosse solo un ragazzo quando la guerra ha bussato alla sua porta e a quella di tanti suoi compatrioti, anche più giovani di lui. La guerra ha bussato e gli ha chiesto di fare una scelta; Moussa ha lasciato la casa cui quella porta era infissa....   leggi tutto

Con l’incontro dal titolo “Executive, cultura e classi dirigenti per l’Italia di domani”, si è conclusa la seconda giornata del Festival della Comunicazione, a cui hanno partecipato: Federico Ghizzoni, a.d. di Unicredit; Monica Maggioni, presidente della Rai; Mauro Moretti, a.d. di Finmeccanica; Ferruccio De Bortoli, presidente della casa editrice Longanesi....   leggi tutto

Spesso si sottovaluta quello che il nostro territorio ha da offrirci. Spesso preferiamo prendere aerei, andare in altri continenti, attraversare oceani, intraprendere lunghi viaggi, senza renderci conto che casa nostra ha quanto di meglio ci sia. A volte basta sollevare il velo e andare a cercare il bello che sta nascosto. L’Expo 2015 a Milano, lasciando da parte qualsiasi polemica sia stata mossa in questi mesi, ha anche questo obiettivo: farci riscoprire i posti nascosti di casa nostra. Ed è propria questa l’iniziativa promossa dalla rete Grandi Giardini Italiani: in occasione dell’esposizione universale che aprirà oggi, 1 maggio, a Milano, parchi e giardini privati in tutta Italia solitamente inaccessibili sono aperti al pubblico, permettendo di visitare quello che di solito resta nascosto agli occhi del mondo. Più di cento spazi verdi sono a disposizione del pubblico, rilanciando il turismo horticultural. In occasione di Expo, oltre al centinaio di luoghi, in tutta Italia e nel Canton Ticino, già facenti parte della rete, fondata da Judith Wallace nel 1997, altri sei giardini sono entrati a far parte dell’iniziativa, come, per esempio, i giardini vaticani o le ville pontificie a Castel Gandolfo, le cui bellezze e misteri sono noti e immaginabili....   leggi tutto

Davanti agli scoraggianti dati Istat, alle parole di giornali e TV, fino alle proposte di riforme del Governo, noi di Pequod ci siamo posti la seguente domanda: cos’è veramente la Garanzia Giovani, di cui si sente tanto parlare, e cosa sta facendo di importante per noi? Ma, soprattutto, funziona? La Garanzia Giovani (Youth Guarantee) è un piano europeo che si propone di contrastare la disoccupazione giovanile nei paesi aderenti, il cui tasso supera il 25%: oltre all’Italia, ne fanno parte Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Svezia e Ungheria. Nata il 22 aprile 2013 con la Raccomandazione europea, la Garanzia prevede di esaurire i propri finanziamenti entro il 2018. Il bacino di riferimento è, secondo la normativa, quello degli Under 25, che in Italia, a causa della maggior gravità della crisi, è diventato fra i 15 e i 29 anni: in generale, però, i destinatari della Garanzia sono i NEET (Not in Education, Employment or Training), giovani non occupati né coinvolti in un progetto formativo come un tirocinio o una scuola di qualunque grado. Ma, nei fatti, come agisce la Garanzia?...   leggi tutto



Gennaio 2014: allo stadio La Cisterna di Santiago del Cile i padroni di casa scendono in campo con le nuove divise, di colore bianco-rosso-verde-nero come da tradizione e una particolare grafica dei numeri che campeggiano sulle spalle dei giocatori, come ogni muta da calcio vuole. Ogni numero è disegnato in modo da richiamare la forma di un particolare stato. O quasi-stato, o regione. Anche la definizione è difficile, perché i padroni di casa sono l’Atletico Palestino e la parte di mondo stilizzata sul retro della maglia è proprio la Palestina. Tale operazione, messa in atto come segno di sensibilizzazione nei confronti della situazione palestinese, è costata alla società una multa di 1300 dollari, dopo che il presidente di un’altra squadra del campionato, il signor Patrick Kiblinski del Ñublense, ha segnalato alla federazione il fine politico della manifestazione. I giocatori hanno reiterato l’operazione successivamente, questa volta scendendo in campo con la bandiera palestinese tatuata sulle braccia, che è costata altri 17000 dollari di multapalest1....   leggi tutto

Un viaggio come un altro, ma con il ride sharing
a cura di Matteo Oufti

Stoccarda, novembre 2007. Decidere di cambiare vita trasferendosi a Berlino. Programmare un trasloco cercando di evitare di spendere centotrenta euro di biglietti del treno. Tre valige sono fardelli troppo gravosi per pensare di imbarcarli in un aereo. Come fare? La soluzione arriva da un amico di un coinquilino ed è conosciuta con il nome di mitfahrgelegenheit.de: chi intraprende un viaggio da solo decide di mettere a disposizione i sedili della propria auto in cambio di un contributo alle spese del viaggio. Basta inserire un annuncio online (lo può fare, previa iscrizione gratuita, sia chi offre un passaggio sia chi lo cerca) e lasciare il numero di telefono. Il proprietario dell’auto di solito specifica se e quanto spazio ha nel bagagliaio e se durante il viaggio è possibile fumare. Organizzare l’incontro insomma non è difficile: si salpa alla volta della capitale tedesca al costo di 35 euro. Appuntamento alla stazione dei treni alle ventitre....   leggi tutto

Dati inquietanti che si aggirano sul web sostengono che i laureati italiani sono quelli che hanno in percentuale minori probabilità di impiego tra tutti i colleghi europei. La notizia non è certo sconvolgente, basta guardarsi attorno per capire che è davvero così: molti laureati se ne stanno a casa senza riuscire a trovare non solo un lavoro adeguato al proprio titolo di studio, ma neppure un qualunque altro tipo di lavoro. Alla faccia del ministro che sosteneva che i giovani italiani sono “choosy”, capita molto spesso che un laureato, qualora si presenti, mettiamo il caso, per un posto di cassiere al supermercato, si senta dire che avrebbe avuto più possibilità di impiego se si fosse presentato con il diploma o addirittura la licenza media!...   leggi tutto

Perugia si trova nel cuore dell’Umbria, nel torace della penisola italiana a 400 km da Milano e da Napoli, é un’incantevole città che accoglie ed ammalia i visitatori che raggiungono il centro storico sito a 450 metri sul livello del mare, passeggiando a perdi fiato tra vicoli in salita....   leggi tutto

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