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Qual è il trattamento dell’omosessualità nel mondo? Dalla più feroce repressione (nei due terzi dei Paesi africani e in buona parte dell’Asia, dove i “colpevoli” rischiano di incorrere in pene che vanno da semplici ammende fino alla detenzione o addirittura all’esecuzione), fino al riconoscimento pieno o parziale dei diritti rivendicati dal movimento LGBT, passando per situazioni di vuoto legislativo (come per l’Italia) e per Paesi in cui la persecuzione non prende di mira i rapporti omosessuali, ufficialmente tollerati, ma piuttosto la cosiddetta “propaganda” (basti pensare alla Russia). E dove non arrivano la legge e la polizia, intervengono le famiglie, spesso zelanti nel difendere, anche con spargimento di sangue, l’onore macchiato da figli, fratelli e nipoti. In numerosi contesti sociali, il silenzio, l’invisibilità e la clandestinità sono d’obbligo, come ha saputo brillantemente illustrare il giornalista e fotografo francese Philippe Castetbon, che nel suo libro Les condamnés. Dans son pays, ma sexualité est un crime (H&O, 2010), ha affiancato alle testimonianze di uomini gay, provenienti dai vari Paesi che criminalizzano l’omosessualità, le immagini dei loro volti, debitamente e variamente occultati....   leggi tutto

Sono almeno cinque le persone attualmente sotto processo per aver caricato dei migranti in auto per portarli dall’Italia alla Francia passando per il famigerato confine di Ventimiglia, in Liguria. Di pochi giorni fa è la notizia che Cédric Herrou, l’agricoltore francese che aveva aiutato circa duecento persone a passare la frontiera e ne aveva ospitate a decine in una cascina, ha ricevuto una multa di 3 mila euro con la condizionale. Qual è la ragione che spinge molte persone, più di quante si possa pensare, a rischiare di essere fermati dalla polizia e coinvolti in processi e cause legali pur di aiutare uomini e donne a passare il confine? Ne ho parlato con chi le dinamiche del confine le conosce bene....   leggi tutto

On Sunday Are You Syrious (AYS) posted a call for volunteers in Croatian on its Facebook page: the organisation is looking for people with different abilities to help run activities for around seventy refugee children, most of whom have fled war-torn countries and are now hosted in the spaces of the Porin reception centre, in Croatia’s capital Zagreb. The activities encompass language, reading and writing classes, help with homework and play: the aim is to help the young people adjust to life in Croatia and develop friendships. Children activities are however only one of the strains of work developed by AYS, now a Non Governmental Organisation (NGO) that started its activities in August 2015, “when individual volunteers from Croatia united their efforts in gathering donations for refugees in Serbia and Hungary”, as the staff member I interview tells me....   leggi tutto

Un luogo, o meglio un ambiente: qui e ovunque. Tante storie raccontate evocate e incarnate da persone reali. Il punto di partenza e il punto d’arrivo sono l’incontro: con sé e con l’altro, ma anche con chi quell’incontro non l’ha vissuto in prima persona....   leggi tutto

With a wall dividing the United States and Mexico in the works, and the wave of populism that has engulfed Europe in the last couple of years only surging, the global migrant crisis has come to the forefront of international politics. If the public opinion is largely divided on the issue, the majority of the art world has shown solidarity to the plight of the millions of displaced people currently seeking asylum in Western countries. Last week, a group of influential artists, gallerists, curators and art institutions (1,642 in total as of the 10th of February 2017) have signed an open letter denouncing Trump’s immigration ban, and asking that the order be overturned immediately. The news came days after the Museum of Modern Art of New York (MoMA) had decided to replace works by some of the masters of Western art with artworks by Iraqi, Sudanese and Iranian artists (some of the nationalities subjected to the ban) in protest to the executive order. Elsewhere, Indian-born artist Anish Kapoor has vowed to use the million-dollar proceeds of the Genesis Prize (which awards professional excellence and dedication to the Jewish community) to support refugee causes....   leggi tutto

We are quietly seated around a table and Ahmed decides to tell us his story in detail. He comes from the South of Somalia and his city of origin is a few kilometres away from the borders of Ethiopia and Kenya. His family – father and mother, two sisters and a little brother – are still there, waiting for Ahmed to reach his destination. He is the eldest son, and is sixteen years old. He talks raising his head and large eyes and articulating his sentences in a sharp English. He wears his red hat, the one he reserves for special occasions, the one he wouldn’t wear when sleeping on the station floor, waiting to cross the border....   leggi tutto

Siamo seduti in tranquillità attorno a un tavolino e Ahmed decide di raccontarci per filo e per segno la sua storia. Viene dal sud della Somalia, e la sua città di origine si trova a una manciata di chilometri da Etiopia e Kenya. La sua famiglia – padre e madre, due sorelle e un fratellino – è ancora lì e sta aspettando che Ahmed riesca a raggiungere il suo obiettivo. Lui è il figlio maggiore, e ha sedici anni. Parla sollevando gli occhi grandi e scandendo le frasi con un inglese tagliente. Indossa il suo cappellino rosso, quello dei momenti speciali, quello che non indossi quando dormi la notte sul pavimento della stazione in attesa di andare oltre il confine....   leggi tutto

Risale ormai al 2011 la mia esperienza con Lamine, clandestino di origine senegalese, arrestato per una segnalazione poi rivelatasi infondata, che una sera mi telefonò in panico dalla questura di Bergamo: aveva bisogno che andassi nel suo appartamento per svuotarlo, prima che lo facesse qualcuno meno ben intenzionato, dal momento che la porta era stata sfondata dai Carabinieri. Qualche ora dopo, usciva dalla Questura con un “foglio di via” tra le mani, ossia l’intimazione a lasciare l’Italia entro 15 giorni perché sprovvisto dei documenti necessari a circolare sul territorio europeo; intimazione che varrebbe solo al primo fermo del soggetto e che Lamine invece ripose in una busta, con una ventina di fogli identici....   leggi tutto

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