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Come dicevamo, “Non una di meno” è un movimento femminista inclusivo, aperto a qualsiasi tipologia di genere e orientamento sessuale al fine di poter accogliere e dar risonanza a tutte le minoranze. “Non una di meno” ama definirsi un insieme variegato di forme e di vita, una globalità entro la quale potersi raccontare e porsi domande in merito alle diversità che caratterizzano le società di oggi....   leggi tutto

Quest’anno una marea nera e fucsia si è riversata nelle strade di tutta Italia durante la giornata dedicata alla Donna. L’8 marzo, una festa solitamente caratterizzata dalle gialle mimose, diventa nel 2017 lo Sciopero generale delle Donne al grido di “Non una di meno”, neonato movimento femminista che si prefigge la denuncia della violenza di genere in tutte le sue forme. In Italia troppo spesso la violenza sulle donne viene considerata un’emergenza, mentre in verità è una problematica di tutti i giorni. Lavorando a un piano femminista contro tali violenze, il movimento rimarca il rifiuto dell’oppressione, dello sfruttamento, del sessismo, del razzismo, e della omo e transfobia attraverso uno sciopero di 24 ore al quale hanno aderito i sindacati minori. Online esiste inoltre un manifesto chiaro e conciso in 8 punti sul perché dello sciopero....   leggi tutto

Una mimosa come post-it per la data, una cena per trascorrere una piacevole serata, ma finita la festa cosa resta?” cantava Catherine Spaak. E’ a partire da questa domanda che bisogna cominciare a riflettere. Perché le celebrazioni fanno bene, benissimo, ma per giustezza o coerenza non dovrebbero concludersi con la fine di una godereccia serata. Le ricorrenze e i simboli, infatti, dovrebbero continuare ad indicare una strada, un percorso di conquiste civili, mentre nella realtà dei fatti il bollettino continua ad essere per le donne triste e desolante....   leggi tutto

Cinisello Balsamo, ottobre 2016: nasce il collettivo femminista MeaVulva, all’interno del centro sociale Spazio 20092. L’idea della creazione di MeaVulva parte dalla necessità di avere una realtà con proposte pratiche sul territorio cinisellese. Continua il collettivo: «Sin dall’inizio abbiamo scelto di assumere delle modalità molto concrete per esprimere l’ideologia femminista che ci contraddistingue e ci unisce allo stesso tempo alle altre realtà circostanti, senza definirci in modo netto. O meglio: siamo un gruppo autorganizzato, femminista che sostiene la parità dei diritti contro qualunque forma di discriminazione di genere a livello politico, sociale, sanitario, culturale ed economico. Ma stiamo costruendo la nostra identità passo per passo, attraverso le nostre azioni. L’esperienza della manifestazione del 26 Novembre a Roma è stata sicuramente edificante e istruttiva, poiché ha mostrato la volontà di ritrovarsi e riconoscersi per riiniziare un percorso propositivo e costituente. Pensiamo fermamente che sia necessario ripartire dal grido: Io sono solo mia». ...   leggi tutto

Siamo nel carcere di Bollate, Milano.  Sergio, Gianni, Giuseppe, Valentino, Carlo ed Enrique fanno parte di un gruppo di 25 detenuti selezionati per seguire un progetto di rieducazione – primo e unico in Italia – specifico per autori di reati sessuali. Se normalmente il livello di recidiva per questo tipo di reati è altissimo, al contrario nel corso dei 10 anni di vita del progetto i casi di recidiva sono stati 7, su un totale di 250 detenuti trattati. Con il documentario Un altro me, il giovane regista Claudio Casazza segue il gruppo lungo tutto questo percorso della durata di un anno, gestito da un’equipe di terapeuti guidata dal criminologo Paolo Giulini....   leggi tutto

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