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Tra i primi messaggi inviatimi da Anna durante il suo viaggio in Cambogia, c’è la fotografia di lei stesa al sole su quella che sembra essere la prua di un’imbarcazione. Ad accompagnare l’immagine, la didascalia: «Arrivate a Siem Reap via fiume!».
Ritrovo l’entusiasmo del sorriso immortalato nella fotografia, ancora impresso sul viso di Anna, quando al suo rientro racconta della gita lungo uno dei corsi d’acqua che portano al lago Tonle Sap, che con i suoi 2700 km², appare come un mare a chi si affaccia sulle numerose foci che lo alimentano. Partite in tre ragazze alla volta della Thailandia, Anna e le sue compagne di viaggio hanno scelto di approfittare degli scali imposti dall’itinerario, per estendere gli orizzonti e visitare alcuni paesi dell’Indocina; tra le mete prescelte, i corsi cambogiani, raccolti sotto il nome di Tonle Sap in virtù della destinazione comune, diventati riserva della biosfera dell’UNESCO nel 1997, che ospitano complessivamente una sessantina di comunità galleggianti ....   leggi tutto

Dal sito della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO (unesco.it/cni):

“Nel novembre 1999 l’UNESCO ha proclamato il 21 febbraio “Giornata Internazionale della Lingua Madre”. Le celebrazioni della “Giornata Internazionale della Lingua Madre” hanno l’obiettivo di promuovere la diversità linguistica e culturale ed il multilinguismo nella convinzione che una cultura della pace possa fiorire solo dove ognuno possa comunicare liberamente nella propria lingua in tutti gli ambiti della propria vita. L’UNESCO crede fermamente che nell’istruzione sia fondamentale non solo la diversità linguistica e culturale ma anche la tutela, protezione, conservazione delle lingue in pericolo di estinzione....   leggi tutto

Arrivare nella cittadina di Shirakawa non è facile: posizionata a 500 metri di altitudine, è situata nella prefettura di Gifu, in una zona del Giappone poco popolosa poichè impervia a causa dell’abbondanza della vegetazione e delle precipitazioni che, nei mesi invernali, si tramutano in neve la quale, scendendo copiosa, attacca al terreno fino a raggiungere un’altezza di tre metri. E allora perché andarci? La storia potrebbe aiutarmi a rispondere alla lecita domanda: insediamento databile, presumibilmente, all’8000 a.C., non se ne sa nulla fino al XII sec. d.C. quando Kanenbo Zenshun, discepolo del monaco buddhista Shinran, vi introdusse tale religione. La sua storia continua dunque sulle orme di una normale cittadina di campagna fino a quando, dopo la guerra nel Pacifico, a seguito dello sviluppo economico, il villaggio di Shirakawa fu letteralmente assalito da una serie di lavori per la costruzione di dighe: fu per questo che gli edifici in stile Gassho divennero rinomati e cominciarono a essere venduti in tutto il Giappone, tanto che, con la costruzione di edifici contemporanei, le autorità locali chiesero il trasferimenti delle antiche case nel villaggio Gassho di Shirakawa – go; correva l’anno 1972. Non passò molto tempo prima che il villaggio fosse designato come un’area di conservazione per un gruppo di importanti edifici storici, divenendo, nel 1976, patrimonio Unesco....   leggi tutto

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