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È il pomeriggio del 13 novembre 2015. Due commando si preparano ad attaccare lo Stade de Franceil teatro Bataclan e un bistrot all’aperto, mentre un terzo gruppo è in attesa in un residence ad Alfortville, a pochi chilometri da Parigi. Il primo attacco, durante una partita di calcio, distoglie l’attenzione, il secondo assorbe i soccorsi e le forze di sicurezza tramite una serie di raid, mentre il terzo, quello del Bataclan, provoca una carneficina: 130 morti e 60 feriti, l’aggressione più cruenta in Francia dopo la Seconda Guerra Mondiale. Per la prima volta i nemici non sono dichiarati, non sono giornalisti satirici, musulmani apostati o infedeli. Il massacro è indiscriminato e i responsabili sono tutti francesi, di origine algerina. Poche ore dopo, il Presidente statunitense Obama condannerà “un attacco non solo contro Parigi, ma contro tutta l’umanità”, mentre Hollande annunciava lo stato di emergenza sul territorio francese, il tutto prima che l’ISIS rivendicasse gli attentati con un video su Youtube....   leggi tutto

The subject of Prohibitionism in the United States has a retro flavour, it reminds us of wooden counters, thick velvet curtains and moonshine. It is hard to imagine living in such a situation today, but even if the atmosphere in the US has since changed, there is still a great number of officially banned items around the world, some of which are at first glance less threatening than alcohol…...   leggi tutto

La candidatura presidenziale di Hillary Clinton ha suscitato reazioni contrastanti all’interno del movimento femminista. Da una parte, il fatto che una donna sia arrivata così vicina ad essere eletta presidente degli Stati Uniti è stato esaltato da molte come il simbolo di un cambiamento epocale, di portata psicologica immensa per le nuove generazioni di donne. Dall’altra, è stato sottolineato che Clinton non rappresenta un esempio poi così virtuoso di femminismo, visto l’impatto che le sue scelte in campo di politica estera ed economica hanno avuto sulle vite di molte donne, in particolare quelle dei paesi colpiti dagli interventi militari da lei appoggiati, e sulle fasce meno privilegiate della popolazione americana. Clinton come rappresentante di una conquista storica per le donne da un lato, Clinton come esponente in vesti femminili di un sistema di potere caratterizzato da privilegio economico e razziale dall’altro. Sono queste, a grandi linee, le due posizioni principali del dibattito femminista sulla sua candidatura presidenziale, due orientamenti che rispecchiano un diverso modo di concepire la natura e gli obiettivi del femminismo....   leggi tutto

Se Formentera non vi appassiona, se al privé del Papete preferite un giro all’Hermitage di San Pietroburgo, o magari avete risparmiato per un intero anno fino all’ultimo centesimo solo per poter andare a visitare gli Stati Uniti e vedere che effetto fa visitarli prima che vengano devastati dal tycoon dalla chioma giallo ocra di New York, se avete in mente queste ed altre idee per le vacanze estive o per futuri viaggi, ecco allora qualche consiglio che può tornarvi utile in materia di visti e altre faccende burocratiche....   leggi tutto

Holocaust Memorial Day (HMD) is the anniversary of the liberation of Auschwitz concentration camp by the Soviet Army in 1945, and it’s also the occasion for remembering the victims of Nazi Persecution, at least for one day in a year. Pequod Rivista would like to delve deeper into the matter of concentration camps crossing the Atlantic Ocean to report a quite underrated fact, the existence of American concentration camps during World War II....   leggi tutto

Sono convinta che tutti abbiamo quell’amico su Facebook che sembra essere sempre in giro per il mondo. Quello che ieri ha messo una foto di fronte al limpido mare greco, oggi una mentre abbraccia un’antica statua buddhista in Vietnam e domani chissà… il Taj Mahal? Per me quell’amico è Pierpaolo. Ha 21 anni e studia a Berlino nella Facoltà di Relazioni Internazionali. Ci conosciamo da molto tempo e ormai conosco il suo segreto....   leggi tutto

Get your kicks on Route 66, cantava nel lontano 1946 Nat King Cole. Il brano, successivamente arrangiato da altri artisti quali Chuck Berry nel 1961, i Rolling Stones nel 1964 e i Depeche Mode nel 1987, canta lo stile della più famosa highway americana, la Route 66 appunto, che taglia trasversalmente gli USA. Forse più attratti dai luoghi che dal sistema yankee, la mia famiglia ha deciso di intraprendere il lungo viaggio a stelle e strisce nel luglio 2009: tre settimane per attraversare in macchina sette stati, partendo da Chicago ma “deviando” all’altezza di Las Vegas per raggiungere San Francisco in aereo. Ebbene, quella strada ha generato in me un vero cambiamento: partita con un mucchio di pregiudizi sulla società americana, volti, storie, luoghi e scenari d’ogni genere mi hanno smentita e, piacevolmente, ho scoperto un’America inedita e molto più “umana” di quanto pensassi....   leggi tutto

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