Tag: viaggio

Navigando nei meandri del web capita, a volte, di imbattersi in siti interessanti, particolari. Succede quasi per caso: magari stai ascoltando una canzone su YouTube, sbirciando tra qualche social e, nel frattempo, vuoi compiere una breve ricerca su un argomento che hai poco chiaro. Succede che invece di aprire il primo link, il tuo occhio cada sul secondo e che, spinto dalla curiosità del nome, tu lo apra....   leggi tutto

Durante i miei studi universitari, ho trascorso in Cina diversi mesi, a Pechino e a Shanghai, tra il 2010 e il 2013. Nel corso dei miei soggiorni, ho avuto modo di compiere numerosi viaggi in varie aree del Paese, tutte molto diverse e distanti tra loro. Quando mi chiedono che cosa mi ha più colpito dei miei viaggi, ho l’imbarazzo della scelta: il cibo delizioso? I panorami incredibili? Gli sguardi curiosi e cordiali dei cinesi che ti accompagnano ovunque? Sicuramente tutto questo e anche di più, ma se dovessi scegliere un elemento distintivo e peculiare di ogni mio viaggio, opterei per i treni cinesi....   leggi tutto

Arriviamo a Mbur sul far della sera, macinati chilometri di asfalto impolverato di terra rossa a bordo di una station wagon da 10 posti, caricata di valigie e umani raccolti in una stazione autobus ai bordi di Dakar. Tra questi umani, Hamadou ed io, in cerca di una pausa dal caos della capitale nelle oasi della Petit Côte, che da Dakar si allunga fino ai confini con il Gambia, ci accoccoliamo nei posti più stretti sul fondo dell’auto, dove è possibile sonnecchiare tenendo un occhio sui bagagli, che a ogni cambio di passeggeri per cui più volte interrompiamo il viaggio, rischiano di esser dimenticati in strada o consegnati alla persona sbagliata....   leggi tutto

Appena entro nel locale in cui ci siamo dati appuntamento, il mio sguardo inizia a scrutare i volti di chi è seduto ai tavoli finché non si posa sulle spalle di un ragazzo intento a leggere. Lui è Jake, Giacomo Arrigoni Gilaberte, classe ’91, nato in Brasile ma cresciuto in Italia. Jake è un giovane transessuale FtM (Female to Male, sigla per la transizione da un corpo femminile a uno maschile), che da circa due anni ha iniziato la terapia ormonale sostitutiva (TOS) per diventare colui che ha sempre sentito di essere: un uomo....   leggi tutto

Tra i primi messaggi inviatimi da Anna durante il suo viaggio in Cambogia, c’è la fotografia di lei stesa al sole su quella che sembra essere la prua di un’imbarcazione. Ad accompagnare l’immagine, la didascalia: «Arrivate a Siem Reap via fiume!».
Ritrovo l’entusiasmo del sorriso immortalato nella fotografia, ancora impresso sul viso di Anna, quando al suo rientro racconta della gita lungo uno dei corsi d’acqua che portano al lago Tonle Sap, che con i suoi 2700 km², appare come un mare a chi si affaccia sulle numerose foci che lo alimentano. Partite in tre ragazze alla volta della Thailandia, Anna e le sue compagne di viaggio hanno scelto di approfittare degli scali imposti dall’itinerario, per estendere gli orizzonti e visitare alcuni paesi dell’Indocina; tra le mete prescelte, i corsi cambogiani, raccolti sotto il nome di Tonle Sap in virtù della destinazione comune, diventati riserva della biosfera dell’UNESCO nel 1997, che ospitano complessivamente una sessantina di comunità galleggianti ....   leggi tutto

Sbarcare sul continente africano significa anzitutto lasciarsi avvolgere da un tripudio di stimolazioni sensoriali: primo solleticato è l’olfatto, invaso di un’aria pregna di spezie, gas di scarico, incensi e sudore umano misto a profumi dolci; segue l’udito, come martellato da un accavallarsi di idiomi diversi, di suoni nuovi pronunciati da labbra carnose; infine la vista, che s’apre su orizzonti privi di confini, ma ricolmi di colori che il sole caldo accende in tonalità sempre più vivaci....   leggi tutto

C’è una leggenda nel paese cui sono legate le radici materne di Sara, a spiegazione di una buffa donazione che dal 1500 a oggi fa mostra di sé, non senza polemiche e dispute teologiche, nel Santuario della Madonna delle Lacrime, all’ingresso di Ponte Nossa, nascosto tra le montagne bergamasche: la leggenda del coccodrillo. «Il coccodrillo appeso in Chiesa- racconta da anni la nonna di Sara ridendo -viene dall’Adriatico e ha risalito il Po prima, il fiume Serio poi, arrivando fino a qui. Ma mangiava solo giovani vergini e a Ponte Nossa è morto di fame».
Straordinario è che trovi il racconto divertente, anziché offensivo; Antonella, sua figlia, spiega così le origini di un pensiero tanto emancipato: «Il paese è formato soprattutto da forestieri, persone nate in paesi più o meno limitrofi e arrivate qui per lavorare nelle industrie fiorite ai margini del fiume. Quando ero bambina, Ponte Nossa era limitato alla via del centro e poche altre case sparse, circondate da distese di campi e boschi; negli anni ’60 sono apparsi i primi condomini e il paese ha iniziato a trasformarsi in un villaggio operaio, anche se un po’ atipico per via della dislocazione montana».
La fissità che gli occhi di Sara hanno sempre attribuito al paesaggio di Ponte Nossa è molto meno datata di quanto avesse supposto: «Dagli anni ’50 il paese è cambiato molto. –continua Antonella- Pensa alla strada provinciale, su cui le case un po’ vecchie si affacciano a strapiombo: da ragazza vedevo passare soprattutto carretti, le macchine erano poche e lente; oggi le sue due corsie non bastano più e quotidianamente è intasata dal traffico»....   leggi tutto

Il battesimo del volo lo presi ch’ero bimbo, a 5 anni, nell’Agosto del ’95.
Per quel che i miei ricordano dovette essere anche il primo reale viaggio dopo il mio “arrivo”.
Al tempo la trama era quella di un’Orio al Serio che timidamente si approcciava alla scena aeroportuale nostrana, di tratte aeree low cost comparse sporadicamente solo oltreoceano e in nord Europa e assolutamente nessun cenno di velivoli RyanAir sopra i cieli italiani.
Così, l’esordio di questa “gita” fu: Milano Linate- Lamezia Terme.
200.000 lire a capo per la traversata del paese. Erano bei soldi all’epoca!...   leggi tutto

Quando si parla di “viaggi natalizi”, le prime mete che vengono in mente sono maestosi paesaggi innevati, villaggi di montagna illuminati, confortevoli chalet riscaldati da un bel caminetto scoppiettante. Tuttavia, a ben pensarci, il primo vero viaggio natalizio è avvenuto in una zona che di innevato ha ben poco: Israele. E’ in Palestina infatti che, in base alla tradizione cristiana, Maria e Giuseppe hanno intrapreso il loro viaggio da Nazareth a Betlemme, la città dove è nato Gesù.
Oggi, per percorrere la stessa strada descritta nei Vangeli occorre passare attraverso diversi checkpoint israeliani, dato che l’intera area della Cisgiordania è contesa tra Israele e lo Stato Palestinese. Non meno affascinante è l’itinerario che percorre la costa israeliana; praticabile in pochi giorni, il “viaggio natalizio” di Pequod tocca 5 tappe imperdibili nello stato d’Israele: dalla vivace Tel Aviv fino alle meravigliose grotte di Rosh Hanikra, al confine con il Libano....   leggi tutto

Il clima di festa è il primo ricordo di Cuba di cui parla Mary, sbarcata sull’isola nell’Agosto 2016, in coincidenza con il novantesimo compleanno di Fidel Castro: «Le strade erano piene di festoni, i cui colori si mescolavano a quelli già molto accesi delle facciate, mentre i locali erano decorati con immagini del leader della rivoluzione, posti accanto agli altari domestici caratteristici della Santería. In realtà, al di là dell’incredibile mole di fiori e frasi d’auguri sparsi per l’isola, molti dei decori che colpivano coi loro toni accesi, a Cuba rappresentano l’arredo tipico di una cultura che ama circondarsi di immagini votive e idoli»....   leggi tutto

Si sono chiusi ieri, 1 Dicembre, i tempi di arrivo in Italia dei plichi elettorali contenenti il voto degli italiani residenti all’estero sul referendum costituzionale, il voto di coloro tra i circa 490.000 concittadini iscrittisi all’AIRE che hanno esercitato il proprio diritto civico anche fuori dal territorio nazionale.
I primi dati raccolti danno un riscontro positivo circa l’affluenza alle urne: rispetto al referendum dello scorso Aprile sul rinnovo delle concessioni per le trivellazioni in mare, che aveva raccolto circa 800 mila voti all’estero, sembra che quest’anno un maggior numero di iscritti alle liste dell’AIRE abbia effettivamente spedito il proprio voto in patria. I primi numeri arrivano dalla Svizzera, che si conferma la nazione da cui gli italiani residenti votano di più, con una percentuale che oscilla tra il 38% e il 42%....   leggi tutto

Dall’alto delle sue colline, possenti e accoglienti al contempo nella dolcezza delle loro curve maestose, la Toscana è un’illimitata distesa di sfumature verdi, che muta di tono alla svolta d’ogni rilievo e seguendo i capricci del tempo, gli spostamenti del sole, l’agire delle intemperie e il ciclo delle stagioni. Lo sguardo si perde nel tentativo di definire le tinte e si aggrappa alla ricerca di pochi dettagli; la presenza umana, sincronizzatasi ai ritmi della terra e adattatasi alle sue esigenze, si è mimetizzata tra il succedersi di boschi da legna e colture d’ulivi, prati per il pascolo e terreni agricoli.
La mattina poi, il sole giocando a intrecciare i raggi di luce ai fili d’erba confonde le pupille, illudendo che sia giorno prima del tempo, prorompendo in un cielo che è solo per lui, limpido e sgombro, asciugando coltri di rugiada, sollecitando la fauna a cantare in versi il ritorno alla veglia. È in un mattino così soleggiato che Davide sorprende le mie palpebre, impegnate nella ricerca dentro una tazza di caffè della forza di alzarsi, con una proposta che non mi aspettavo di ricevere qui a Ripacci, in questo ritiro sulle colline maremmane: «Se hai voglia, oggi andiamo a vedere i resti di una villa romana, dopo aver portato le mucche al pascolo»....   leggi tutto

«In metro, un bimbo di una ventina di mesi stava seduto sulle gambe della mamma e teneva in mano un gioco di gomma: si divertiva a gettarlo in terra, ridendo per il rumore prodotto, e il papà a ogni tonfo si abbassava a raccoglierlo. In un movimento monotono la scena continuava a ripetersi, il gioco cadeva e il papà si abbassava, ma a nessuno veniva in mente di innervosirsi e sgridare il bambino», un amico di rientro dal Giappone mi racconta di quest’episodio per spiegarmi la libertà totale di cui godono i bambini nel Paese del Sol Levante. Nell’immaginario occidentale, i piccoli giapponesi crescono addestrati fin dall’infanzia a essere parte di una società operosa e produttiva, alle cui regole è imposto sottostare acriticamente; in realtà, in età prescolastica il modello educativo giapponese è tra i più lassisti e liberali del mondo. Ne Il crisantemo e la spada, Ruth Benedict dà un’immagine grafica di questo modello educativo: l’arco di vita dei Giapponesi segue una curva ad U (contrapposta al modello americano che ha forma Ո), «in cui i massimi di libertà e di indulgenza sono riservati ai bambini e ai vecchi, mentre le limitazioni all’autodeterminazione individuale aumentano lentamente dopo la fanciullezza per raggiungere il punto più basso della curva nel periodo che immediatamente precede e segue il matrimonio»....   leggi tutto

Da anni al centro delle attenzioni internazionali, come modello delle possibilità d’intervento sull’incremento demografico, soprattutto per via delle numerose politiche di controllo nascite, la Cina continua a vantare il primato di stato più popoloso al mondo, con oltre 1,385 miliardi di abitanti. Distribuita sul vastissimo territorio nazionale, la densità degli abitanti non sfiorerebbe nemmeno quella di gran parte dei paesi europei; ma la maggior parte della popolazione cinese si concentra in 21 aree urbane....   leggi tutto

Ripescando tra i ricordi le immagini di Dakar impresse nella memoria, tra la frenesia di motori e clacson, la confusione dei venditori in strada, l’incanalarsi stretto delle vie dei quartieri di quest’enorme capitale, si aprono fotografie di oasi pacifiche colorate in modo acceso e vivace, profumate di fiori e brezza marina, rallegrate dai suoni della natura e di musicisti muniti di strumenti tradizionali: sono le isole di Ngor e Gorée, piccole perle ornate di bellezze floreali, custodite nel ventre dell’oceano e disvelate all’uomo come un dono....   leggi tutto

Il viaggiatore goloso, che si muove alla scoperta dei piaceri culinari e delle specialità locali, può ora stare comodo e risparmiare chilometri: oggi è il cibo stesso che si sposta sulle quattro ruote; è il cibo dei food truck!
Di che cosa si tratta? Il food truck è attualmente il modo più creativo e dinamico per lavorare nel mondo della ristorazione, altresì un nuovo modo di mangiare e di stare insieme. L’aggettivo “nuovo” non è del tutto corretto: i furgoncini dei gelati non sono novità nel nostro Paese, così come i carretti di caldarroste degli autunni del nord Italia o i prodotti delle friggitorie del nostro Mezzogiorno. La novità dei food truck italiani risiede nell’abbinare ricette, sia della tradizione italiana sia importate, ad un’attenta cura dello stile e a un’elevata qualità delle materie prime. Gli chef del “cibo quattro ruote” scelgono di non esagerare con la disponibilità di pietanze in menù: la tendenza è quella di specializzarsi e di proporre poche e ricercate specialità.
I numeri parlano chiaro: sempre più imprenditori decidono di intraprendere questa via. Le motivazioni stanno sia nella proporzione dell’investimento monetario, decisamente inferiore rispetto a quello necessario per l’apertura di un locale, sia nella voglia di cavalcare l’onda di questo ritorno di fiamma degli italiani per il cibo consumato in strada. Da una parte cresce il numero dei food truck che investono in più unità mobili; dall’altra aumentano le aziende del mondo della ristorazione che richiedono piccoli mezzi itineranti con cui promuovere il proprio marchio per acquisire un numero maggiore di clienti.
Come riconoscere un food truck? Vi guiderà l’olfatto, ma non meno importante il colpo d’occhio: ape-car dalla texture “mortadella”, westfalia dai colori sgargianti ed eleganti furgoncini laccati di fresco; in questi e mille altri modi i proprietari dei food truck decidono di dare spazio alla loro fantasia e rendere unica l’esperienza che offrono....   leggi tutto

È passato un paio d’anni dall’incontro con la mia Ford Ka. Un incontro non programmato né voluto: abbandonata improvvisamente dalla mia precedente automobile, sono stata costretta a cercare la migliore offerta tra i rivenditori di usato. La migliore offerta era lei, la Ford Ka. Ci siamo capitate, non certo scelte e in comune avevamo ben poco: lei con le sue curve femminili, diligentemente ricoperte di strass dalla precedente proprietaria; io già preoccupata delle sue ridotte dimensioni. Il più imperdonabile dei difetti della Ka non stava però nelle sue misure, facilmente dimenticabili in virtù dei parcheggi improbabili che è capace di occupare; il più imperdonabile dei difetti era per me l’autoradio incorporata con mangianastri....   leggi tutto

Orientarsi nel mondo del lavoro di oggi, regolato da contratti atipici e di formazione, è una sfida che impegna non pochi sforzi: un vero e proprio viaggio alla ricerca di informazioni circa diritti e spettanze del lavoratore. Contratti di lavoro interinale, di apprendistato, formativi sono stati introdotti allo scopo di combattere le forme di lavoro irregolare che abbondano nel nostro Paese. L’intento era di ridurre la realtà del cosiddetto free riding: l’usufrutto di beni pubblici, senza che si abbia pagato per il loro utilizzo. Il fenomeno è diffuso e complesso e, come tale, lo è anche il disegno di governance della politica di emersione, che implica una particolare visione d’inclusione sociale, non intesa come semplice assistenza a imprese e lavoratori, ma come un’occasione di partecipazione in termini occupazionali....   leggi tutto

Da sempre e in ogni parte del mondo, dall’antica Grecia alle tribù africane, dalle isole asiatiche ai freddi ghiacci del polo nord, si tramandano tradizioni che impongono l’accoglienza dello straniero in visita, spesso includendo la sua soddisfazione sessuale. Da sempre i viaggiatori, mercanti o esploratori, si sono scambiati pettegolezzi sulle delizie locali e le pratiche indigene dei paesi visitati....   leggi tutto

Ho speso lungo pensare nella ricerca di una definizione di ‘Eroe’ che mi soddisfacesse. Per vedersi attribuire questa nomea il filantropo atto di coraggio è condizione prima, ma non risolutiva; reputo che l’appellativo d’eroe debba essere un’etichetta senza scadenza che non si conferisce per un singolo atto lodevole, quanto piuttosto per una costante condotta, uno stile di vita....   leggi tutto

Non ho mai sognato l’abito bianco, sapete. Nonostante abbia accolto la proposta di matrimonio del mio compagno con una sincera esplosione di gioia, ammetto di esser stata una sposina davvero pigra e reticente per quanto riguarda l’organizzazione del ricevimento. Ho però investito una notevole mole di tempo nella pianificazione del tanto desiderato regalo di nozze: un viaggio alle pendici del tetto del mondo, l’Everest Base Camp. ...   leggi tutto

Le mie mattine senegalesi hanno quasi tutte la colonna sonora di una sveglia polifonica: «Tata Sara! Tonton Pisquo!», dal cortiletto appena fuori la stanza da letto, il ritmo di tanti piedini scuri saltellanti sulle piastrelle richiama gli zii arrivati dall’Europa ad abbandonare l’abbraccio del sonno e accogliere l’arrivo del giorno....   leggi tutto

Oggi siamo tutti turisti. Forti dell’appartenenza a questo mondo aperto e globalizzato, leggermente scalfiti dalle minacce che il suddetto mondo sottintende, mentre ci sottoponiamo scalzi e volenterosi ai ligi controlli di sicurezza, dosando il bagnoschiuma in microscopiche bottigliette da bambola e valutando la grammatura del bagaglio con la precisione di un narcotrafficante, giriamo per il globo neanche fosse il nostro tinello....   leggi tutto

Chi abbia anche solo una volta posato lo sguardo sul paesaggio che racchiude il Lago Sebino, non poteva non prevedere il successo dell’opera di Christo. Senza nulla togliere al genio dell’artista, soprattutto al suo occhio accorto, non c’è dubbio che buona parte degli applausi vadano all’ambientazione, che regala un contesto unico per un’esperienza irripetibile, come quella di camminare sulla passerella di The Floating Piers....   leggi tutto

Ogni giorno le stazioni della penisola italica pullulano di centinaia di utenti; i vagoni dei treni si riempiono tanto di turisti quanto di lavoratori pendolari, che quotidianamente percorrono chilometri su rotaie. Tra questi, c’è chi rende possibile questo servizio: stuart, controllori, capitreno lavorano viaggiando da una fermata all’altra, spostando le carrozze verso la loro meta....   leggi tutto

Se non fate altro che pensare al prossimo itinerario, se amate consultare mappe e cartine e siete costantemente aggiornati circa le migliori offerte di viaggio, è probabile che siate affetti da una dipendenza. Una dipendenza benigna e non riconosciuta clinicamente, ma di cui la ricerca scientifica sta recentemente provando l’origine genetica. Si tratta della cosiddetta sindrome del wanderlust, dal tedesco wandern (camminare) e lust (desiderio), caratterizzata da un’insaziabile voglia di viaggio e scoperta....   leggi tutto

A pochi passi dall’Ermitage, con la cattedrale di Kazan alle spalle, il cavaliere di bronzo domina la grande Neva, il fiume. A più di trecento anni dalla fondazione della città, Pietro il Grande, lo zar cui si deve la nascita di San Pietroburgo, sovrasta ancora l’antica capitale dell’Impero donandole eleganza, maestosità e un fascino davvero senza tempo....   leggi tutto

Quando è stata votata la legge 194, ciò che la società era impegnata a tutelare era la vita di una persona non in potenza, ma già in atto, nata e viva: si voleva tutelare la donna e la salute del suo corpo. Con il voto del 1978, gli elettori italiani postularono un diritto fondamentale: il diritto di ogni individuo, nello specifico di ogni donna, all’autodeterminazione circa la propria salute e il proprio corpo. Spesso questo diritto è messo in discussione, forse perché ci si dimentica di cosa possa significare per una donna il percorso che la porta ad abortire, ci si dimentica di ascoltare le donne....   leggi tutto

Partiva il 3 gennaio 1998 la spedizione alpinistica guidata da Marcello Cominetti alla conquista dell’Aconcagua, nella cordigliera andina. Mino Alberti è il nostro protagonista e narratore: nel suo diario ha raccolto le sensazioni provate in quella scalata di 7012 m, intrapresa dal versante nord-ovest, al confine tra Cile e Argentina. L’attenzione per gli orari, il cibo, le ore di sonno e lo stato psicofisico sono gli elementi dominanti del diario, che contribuiscono a rendere l’idea dello sforzo fisico in una spedizione a così alta quota, al di là della volontà personale....   leggi tutto

«Mussolini crea un grande scenario, dove l’entusiasmo si trasmette attraverso la sapiente energia di una mobilitazione continua che culmina poi con l’apparizione del Duce dal balcone e molti quando vedono apparire Mussolini scrivono, anche i ragazzi nei diari o nei compiti di scuola: “E’ come se apparisse Dio”»....   leggi tutto

Venerdì 22 Aprile 2016, mi aggiro per la sala del CSA Baraonda, dove aspetto d’ascoltare Giovanni Marzona (classe 1928 e ufficialmente partigiano dal 1943) riportare la sua esperienza nella conferenza di apertura dell’iniziativa Partigiani In Ogni Quartiere; lo osservo muoversi in quest’ambiente che ci si aspetta dovrebbe cozzare per anacronismo con un uomo della sua età, invece mi sorprendono la sua disinvoltura nel parlare ai ragazzi e la spontaneità della prima frase che gli sento pronunciare e che resterà nei miei pensieri per il resto della serata: «Non sono nato partigiano»....   leggi tutto

La convenzione di Schengen, sottoscritta a partire dal 1990, e la conseguente apertura delle frontiere europee per un libero passaggio di merci e persone hanno dato inizio a ingenti flussi migratori e spostamenti temporanei tra i 26 stati aderenti. Per i giovani appartenenti oggi a uno stato europeo è ovvia la possibilità di recarsi in qualsiasi altro stato membro della Comunità, munito soltanto di un documento di riconoscimento; lo stesso non vale sia per chi è di altre generazioni, sia per chi vive in uno dei numerosi paesi che non hanno questa fortuna....   leggi tutto

Quest’anno riprendo l’università. Ed inesorabile riprende la mia vita da pendolare.

Abitando in un paesino alle pendici di quella che si definisce alta valle e dovendo raggiungere la grande metropoli capoluogo lombardo, la scelta di spostarsi con i mezzi pubblici rappresenta una sfida che vuole una certa preparazione: si tratta complessivamente di un viaggio quotidiano di 8 ore, divise tra andata e ritorno; impegnarle è praticamente un lavoro per cui è bene organizzarsi....   leggi tutto

Avete presente quando la mattina vi svegliate e nella testa vi rotolano scenari onirici che vi trattengono nel sonno? Quando ancora vi formicolano sottopelle le sensazioni che le immagini notturne hanno suscitato, eppure quelle immagini sfuggono, emergono da ombre indefinite e si susseguono lungo una parabola (a)temporale; voi vorreste raccontarle ma sembra si divincolino da qualsiasi griglia razionale?...   leggi tutto

Il turismo e le associazioni di tipo mafioso sono connessi da una stretta relazione. I rapporti circa l’incidenza delle attività illecite di stampo mafioso nei settori tradizionali evidenziano come, dopo il compartimento commerciale e quello edilizio, siano alberghi e ristoranti a guadagnarsi la terza posizione....   leggi tutto

Cinquanta anni fa nasceva nella provincia bergamasca la compagnia folkloristica de Gli Zanni (nome derivato dai personaggi più antichi della Commedia dell’Arte). Nell’impegno per l’indagine storico-sociale e culturale, il gruppo sperimenta il ricostruire in atti teatrali momenti comunitari e aspetti tradizionali di varie popolazioni, nonché la pratica di musiche, danze e canti etnici. L’intento è quello di ritrovare la “storia dal basso” che è punto iniziale d’una comprensione della realtà attuale.
Annualmente l’associazione organizza momenti d’incontro con rappresentative estere di folklore e tournée di lavoro fuori porta per un diretto contatto col patrimonio straniero....   leggi tutto

Intraprendere un viaggio in un continente lontano è un sogno di molte donne, ma non tutte riescono a realizzarlo. Al di là delle problematiche relative alla disponibilità di tempo e denaro, spesso l’ostacolo maggiore è la paura di mettersi in viaggio da sole, soprattutto in quelle regioni del mondo che non trasmettono un senso di sicurezza.
L’America Latina comprende al suo interno innumerevoli stati caratterizzati da realtà differenti e da un immaginario occidentale dissimile. Son passati tre anni da quando Paola ha deciso di intraprendere un viaggio in Sudamerica. Tempo e soldi non erano un problema: l’aver risparmiato negli anni in previsione di un viaggio, divenne finalmente utile quando a inizio estate l’azienda dove lavorava chiuse. A settembre Paola si trovava quindi su un volo diretto in Perù; sarebbe tornata a casa nel Gennaio dell’anno successivo, dopo aver attraversato Bolivia ed Ecuador....   leggi tutto

Attraversare la California on the road è sicuramente una di quelle esperienze immancabili nel curriculum ideale di un viaggiatore e lo è in modo particolare quando si viaggia con una macchina fotografica.
È l’esperienza che hanno fatto quest’estate Giulia e Alice, conosciutesi qualche anno fa proprio grazie alla passione comune per la fotografia e diventate, viaggio dopo viaggio, grandi amiche.
Entrambe studentesse, Alice a Milano e Giulia a Edimburgo, hanno trovato il modo di incontrarsi visitando insieme diverse città europee. Quest’estate sono riuscite ad allargare le loro rotte e conquistare una meta che era tra i sogni di entrambe: la California....   leggi tutto

Seduto al tavolo esterno del bar dove mi aspetta, Moussa, sigaretta nelle labbra e cellulare tra le dita, impone la mole della sua muscolatura scura e definita sull’intonaco bianco della facciata. Da lontano, la sua immagine è una fotografia rappresentativa d’una virilità moderna: forte e impegnato, sicuro e attivo. Ciò di cui si appresta a raccontarmi, del resto, richiede tutta la forza d’un uomo per essere vissuto, sebbene lui fosse solo un ragazzo quando la guerra ha bussato alla sua porta e a quella di tanti suoi compatrioti, anche più giovani di lui. La guerra ha bussato e gli ha chiesto di fare una scelta; Moussa ha lasciato la casa cui quella porta era infissa....   leggi tutto

Quando nel 1948 il capo del governo pakistano annunciò che l’urdu sarebbe stata la sola lingua ufficiale del paese, si scatenarono proteste in tutto il Pakistan orientale, l’attuale Bangladesh, dove la lingua più parlata era il bengalese: i politici affiancarono gli studenti nelle manifestazioni, l’intento era quello di difendere la propria lingua. Il 21 febbraio del 1952, durante una di queste proteste, il governo pakistano rispose col fuoco, uccidendo un gruppo di studenti bengalesi.
Quest’evento ebbe un forte impatto su tutta la popolazione bengalese e seminò nei loro cuori il desiderio di una nazione: ebbe inizio così la lotta per la loro indipendenza,  che ottennero nel 1971....   leggi tutto

In partenza per Dakar, ancora una volta ripongo nel bagaglio a mano, come ancora di salvezza, i miei libri per imparare lo wolof, pur sapendo che il mio è soltanto un piccolo gesto scaramantico di fronte allo straordinario plurilinguismo del Senegal, che non si esaurisce certo nell’incontro tra l’ormai lingua ufficiale di stato e quella coloniale, il francese. Ancora una volta, riempiendo lo zaino, alleno la mia mente a passare attraverso idiomi diversi, fiduciosa della comprensione che riceverò dal popolo del Paese dell’Accoglienza, come i senegalesi chiamano la loro terra....   leggi tutto

Chi di noi prima di un viaggio non si crea delle aspettative, non cerca d’avere un’idea il più possibile precisa di quello che lo aspetta? Addirittura a volte le aspettative precedono la scelta della meta: andiamo alla ricerca di quel luogo visto in un film, postato da un personaggio noto o condiviso su un forum di viaggi. Sono tante oggi le possibilità offerte di crearci un immaginario circa la nostra destinazione....   leggi tutto

Capita il momento in cui l’inadeguatezza preme e schizzare via è l’incerto palliativo.
Meta fantasticata, rinnovare la mente, andare a caccia: questo serve e questa è l’idea-propulsore per raggiungere la velocità di fuga.
Andare come unica possibilità di sanità spirituale, farsi proiettile e concedersi a gravità altre.
Così nel Marzo 2013, in muta euforia, lascio la scolorita valle natale bergamasca e prendo il treno che si rivelerà essere il più fecondo della mia giovinezza.
Sarei dovuto partire per un’esperienza di 2 mesi. Sono passati 3 anni....   leggi tutto

Beatrice atterra in aeroporto, di ritorno dalla Polonia; la vado a prendere con una punta d’invidia e molta curiosità: dovevo essere con lei ad esplorare una tra le più famose città teatro della Seconda Guerra Mondiale, ma gli impegni lavorativi me lo hanno impedito. Così appena sale in macchina, la investo di domande; non vedo l’ora di sapere: «Com’è Varsavia?» unspecified1 Mi aspetto racconti di monumenti e memoriali, essendosi nella sua breve gita concentrata sulla Città Vecchia, invece Beatrice inizia descrivendomi parchi e palazzi: «Il parco Lazienki è un’immensa distesa di verde al centro della città, intervallato da architetture sei/settecentesche. È come un giardino incantato in cui appaiono palazzi da fiaba, laghi e statue; tra cui il monumento a Chopin, uno dei più famosi di Varsavia.» La interrompo subito: io voglio sapere del sapore di storia della città, del suo ghetto e di come i suoi abitanti ci camminino. «Ma il ghetto è rappresentato soltanto da una linea tracciata a terra che ricorda le mura che lo cingevano; puoi camminare da una parte all’altra, ma anche passarci sopra, e puoi non accorgertene nemmeno! All’interno c’è la Via della Memoria, con alcuni monumenti dedicati agli ebrei.» «E quindi che impressione dà muoversi tra le case di Varsavia?» «La città è molto bella, ricca di palazzi colorati, di giardini e piazze; ovunque si posi lo sguardo, s’incontrano attrazioni esteticamente indiscutibili: dall’impeto della Statua della Sirena ai caldi mattoni del Castello Reale, dalla maestosità della Cattedrale di San Giovani Battista al fiabesco Barbacane. Se però cerchi un riscontro all’immagine della città di cui raccontano i libri di storia, allora ciò che ti circonda appare come un grande parco giochi: tutto è stato ricostruito, fino a non lasciare traccia dei bombardamenti subiti.» unspecified2 La mia mente, con un breve volo pindarico, si sposta alla città di Berlino, dove io e Beatrice abbiamo passato qualche giornata assieme, un po’ di mesi fa. Ovviamente penso al gigantesco Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa e al Museo Ebraico, ma soprattutto la mia memoria si concentra sull’atmosfera che aleggia nella città: su quei segnali di passaggio della storia e di continuo rinnovamento dei tempi che parlano in tutte le strade. Massima espressione del sincretismo epocale è l’East Side Gallery, quotidiana reinterpretazione del concetto di libertà, ma anche ultimo tracciato di un muro che sollecita la memoria storica. Con un sorriso ricordo il travagliato viaggio che abbiamo intrapreso per raggiungere il quartiere russo, dove aveva sede una collettiva di performer provenienti da tutta Europa, e i pasti a base di noodles cinesi vegetariani, mentre Beatrice si gettava nell’ennesimo kebab turco; ripenso all’accoglienza dell’ostello francese e dei suoi piccoli letti in legno e al pessimo caffè americano preso per scaldarsi dal vento di Alexanderplatz. unspecified4 Due modi diversi di interpretare la storia, due modi diversi di rapportarsi al presente: Varsavia si è raccolta in se stessa ed è oggi un piccolo gioiello settecentesco entro l’Europa del XXI secolo; Berlino si è aperta all’esterno, diventando baluardo europeo dell’internazionalità, dell’integrazione e dell’innovazione. Entrambe sono città che raccontano una storia e che si fanno emblema di come l’estetica di una città influenzi gli orizzonti anche interiori di chi la abita. unspecified5

Sono convinta che tutti abbiamo quell’amico su Facebook che sembra essere sempre in giro per il mondo. Quello che ieri ha messo una foto di fronte al limpido mare greco, oggi una mentre abbraccia un’antica statua buddhista in Vietnam e domani chissà… il Taj Mahal? Per me quell’amico è Pierpaolo. Ha 21 anni e studia a Berlino nella Facoltà di Relazioni Internazionali. Ci conosciamo da molto tempo e ormai conosco il suo segreto....   leggi tutto

È finalmente il giorno della partenza! Prepariamo tutti i bagagli per bene, riempiamo le custodie degli strumenti e ci dividiamo i “pesi massimi”. Siamo in nove all’aeroporto, tutti con le nostre magliettine colorate e i cappelli da ceffi balcanici: la Caravan Orkestar è pronta per questa nuova avventura. Tre concerti in pochi giorni e 3000 kilometri da percorrere.
Un tour che in realtà è cominciato molti mesi prima: persone, bagagli, strumenti musicali e aerei sono complicati da gestire (soprattutto quando si tratta di “un bandone” composto da più di venti persone), anche se ciò non ha fatto altro che alimentare in noi l’impazienza e l’emozione per questa esperienza tutta da provare. Per questioni logistiche siamo partiti in nove, appunto, direzione Soisson: un angolo di verde e magia nella regione francese della Piccardia....   leggi tutto

Hollywood l’ha celebrata, filmata, immortalata. Cercava un luogo onirico, quieto ma struggente; un posto che potesse apparire fuori dal tempo, sospeso e protetto in un sogno; un ambiente che potesse avere la valenza di casa, dove poter tornare alla fine di una vita tribolata, per trovar pace e affetti. Forse l’Eden, o forse semplicemente la Val d’Orcia....   leggi tutto

Parigi. Dimenticate i boulevard, la tour Eiffel, la chiesa di Notre-Dame, la baguette sotto braccio, il cancan e le altre mille cose, più o meno vere, più o meno note di questa città. Il viaggio di oggi non è di quelli che si fanno con la nonchalance propria della città degli innamorati. La strada di cui vi parliamo oggi non ha il profumo del pane fresco che esce dalle boulangerie e alle vostre orecchie non giungerà la boriosa erre moscia, che tanto fa penare nella pronuncia chi non è avvezzo alla lingua franca, ma una serie ripetuta di vocali aspirate e di fricative tipicamente arabe....   leggi tutto

Ripensando Dakar, i primi ricordi che sempre riaffiorano alla mia mente sono le sensazioni provate nei primi minuti, appena atterrata sul continente Africa: la presenza umana e l’odore speziato dell’aria. Sono anche le sensazioni che mi hanno accompagnata per il resto del viaggio,delle mie cinque settimane dedicate a capire e imparare ad amare il popolo di questo Paese, il Paese dell’uomo che ho sposato e della sua famiglia d’origine....   leggi tutto

Ricordato per i suoi contributi teorici alla ideologia marxista, l’attivismo rivoluzionario durante la guerra civile e la pluridecennale leadership politica all’interno del Partito Comunista, l’eredità culturale del fondatore e primo presidente della Repubblica Popolare Cinese continua ancora oggi a permeare la società della Cina contemporanea. Secondo diverse modalità e ricorrenze, i cittadini cinesi si prodigano a perpetuare la memoria del grande leader, esibendo un ritratto di Mao Zedong nella propria abitazione o attività commerciale, pubblicando un post celebrativo su un social network, e così via....   leggi tutto

Mare o montagna? Città d’arte? Quando l’estate si avvicina il pensiero fisso è senza dubbio trovare una meta per le vacanze. Se le destinazioni per un viaggio estivo sono infinite (..ma chi non ama il mare?), i modi per raggiungerla, ma non in senso letterale, sono al giorno d’oggi essenzialmente due: o un’agenzia viaggi o il grande internet. Ma diciamoci la verità, le agenzie viaggi sono perlopiù per coppiette in viaggio di nozze, tant’è che la maggior parte delle persone, soprattutto giovani, si affida al web per prenotare viaggi o vacanze, specialmente dalla diffusione delle compagnie aeree low cost. Esistono una vastità di siti dedicati, ma bisogna innanzitutto fare una premessa. Si deve distinguere tra una OTA (Online Travel Agency) come eDreams o Expedia e un metasearcher come Skyscanner o Kayak: con la prima l’utente acquista direttamente dall’OTA, la quale paga alla compagnia aerea o all’hotel o a entrambi, trattenendosi una commissione, mentre un metasearcher propone semplicemente una combinazione di voli, reindirizzando in seguito alle pagine web delle compagnie, che verseranno una commissione al metasearcher....   leggi tutto

Seduti figurativamente sul versante occidentale della penisola iberica, con le spalle al continente europeo, volti alla vastità atlantica, è facile immaginare come gli uomini che vissero prima del 1492 dovessero avere veramente l’impressione che l’universo terracqueo finisse lì, sulle coste del Portogallo e della Galizia. Visto da qui l’orizzonte si estende in un immenso oceano Atlantico, sperduto; si ha l’impressione che oltre quel valico naturale, non possa esistere nient’altro. E’ su queste coste rocciose che questa idea di finis terrae si è infranta, sconfitta dall’inarrestabile sete di conoscenza e curiosità che hanno guidato l’uomo a crescere e ad emanciparsi dalla sua condizione di ignoranza e superficialità. foto 0

L’itinerario compiuto attraverso alcune delle città più affascinanti del Portogallo, Coimbra, Lisbona e Porto, nonché attraverso una vera e propria roccaforte della Galizia (comunità autonoma del nord-ovest spagnolo), Santiago de Compostela, è stato un viaggio prima di tutto proteso verso l’orizzonte. Un viaggio spinto da una curiosità infantile, compiuto in punta dei piedi cercando di sbirciare oltre. Una rincorsa verso il mare per capire dove finisse il Sole, dove andasse a sparire, dietro le cattedrali, le irte strade, i ponti e le alte colline sospese sul litorale....   leggi tutto

Per molti è la citta ideale, per altri il sogno che si realizza, per altri ancora la bolla di sapone luccicante esplosa in mano ancor prima di poter essere toccata. Sydney è stata la prima città d’Australia, attualmente la più grande e in continua espansione. Si calcola che nei prossimi 5 o 10 anni la popolazione aumenterà di oltre 500mila unità. Questo perchè è sicuramente il posto più “vivibile” d’Australia (almeno dal punto di vista climatico). Una città multietnica per natura e per cultura, che sembra andare in controtendenza rispetto al mondo globalizzato. La multicultura su cui si è fondata – non solo Sydney, ma l’intera Australia – rimane l’elemento cruciale dello stile di vita della City. Ma guardandosi intorno sembra evidente che la Cina è sempre più vicina e che la multiculturalità rischia di lasciare il passo ai flussi di denaro, che in questo momento seguono una sola direzione....   leggi tutto

Tiko vive per strada, a Cordoba. Non è di nessuno ma sono in molti ad occuparsene. Non si sa come sia arrivato in quello spicchio di città ma è lì che ha scelto di fissare la sua residenza, grazie alla rete di protezione che è riuscito a stendere, con lo sguardo che incanta e commuove. Tiko è orgoglioso ma non avendo un padrone si è adattato alle circostanze. Un giorno una signora che è solita fargli trovare dei bocconi lo ha incontrato in un’altra zona del quartiere, “Ciao Tiko, cosa fai qui?”, gli ha chiesto. Un uomo che passava l’ha corretta: ”Non si chiama Tiko, il suo nome è Milton. E’ di casa, da queste parti”. Lui li ha guardati con aria noncurante, con la faccia di chi non voleva mostrare i documenti....   leggi tutto

Abbronzatevi con noi – questa è la scritta che capeggia a caratteri cubitali, in stile Hollywood, sulla spiaggia del Gorkij Park di Mosca. Sì, proprio così, una spiaggia su cui abbronzarsi nel cuore della capitale russa, che di certo non è nota per essere una rinomata meta balneare. Eppure, chi immagina i suoi abitanti col colbacco incorporato dodici mesi all’anno, o rintanati in casa con della vodka ad osservare dalla finestra la neve cadere generosa, si sbaglia parecchio. D’estate i termometri della capitale sfiorano talvolta i quaranta gradi, le strade si riempiono di fanciulle in abiti succinti e di chioschi dove acquistare gelati e bibite fresche....   leggi tutto

«Welcome to the absolutely flat nothing!» dice Daniëlle mostrandomi la campagna olandese sul treno che dall’aeroporto internazionale di Amsterdam-Schiphol ci porta a Lisse, il paese dove è nata e cresciuta. Lo dice sorridendo, con affetto. In effetti la campagna olandese lascia intuire molto della natura del paese stesso: un fazzoletto di terra strappato al mare, dove i campi verdi e i pascoli sono sempre attraversati da corsi d’acqua. Anche nelle città l’acqua è un elemento dominante: infatti quando non sono attraversate da canali e fiumi, come Amsterdam e Delft, sono costruite qualche metro sotto il livello del mare....   leggi tutto

Spesso si sottovaluta quello che il nostro territorio ha da offrirci. Spesso preferiamo prendere aerei, andare in altri continenti, attraversare oceani, intraprendere lunghi viaggi, senza renderci conto che casa nostra ha quanto di meglio ci sia. A volte basta sollevare il velo e andare a cercare il bello che sta nascosto. L’Expo 2015 a Milano, lasciando da parte qualsiasi polemica sia stata mossa in questi mesi, ha anche questo obiettivo: farci riscoprire i posti nascosti di casa nostra. Ed è propria questa l’iniziativa promossa dalla rete Grandi Giardini Italiani: in occasione dell’esposizione universale che aprirà oggi, 1 maggio, a Milano, parchi e giardini privati in tutta Italia solitamente inaccessibili sono aperti al pubblico, permettendo di visitare quello che di solito resta nascosto agli occhi del mondo. Più di cento spazi verdi sono a disposizione del pubblico, rilanciando il turismo horticultural. In occasione di Expo, oltre al centinaio di luoghi, in tutta Italia e nel Canton Ticino, già facenti parte della rete, fondata da Judith Wallace nel 1997, altri sei giardini sono entrati a far parte dell’iniziativa, come, per esempio, i giardini vaticani o le ville pontificie a Castel Gandolfo, le cui bellezze e misteri sono noti e immaginabili....   leggi tutto

Nel 2012 è stato scambiato nel mondo denaro senza uso di contante per  un valore di 377 trilioni di dollari. Nel 2022 i pagamenti elettronici dovrebbero superare i 710 trilioni. L’uso di carte e pagamenti online è in aumento, anche nelle economie in via di sviluppo....   leggi tutto

Get your kicks on Route 66, cantava nel lontano 1946 Nat King Cole. Il brano, successivamente arrangiato da altri artisti quali Chuck Berry nel 1961, i Rolling Stones nel 1964 e i Depeche Mode nel 1987, canta lo stile della più famosa highway americana, la Route 66 appunto, che taglia trasversalmente gli USA. Forse più attratti dai luoghi che dal sistema yankee, la mia famiglia ha deciso di intraprendere il lungo viaggio a stelle e strisce nel luglio 2009: tre settimane per attraversare in macchina sette stati, partendo da Chicago ma “deviando” all’altezza di Las Vegas per raggiungere San Francisco in aereo. Ebbene, quella strada ha generato in me un vero cambiamento: partita con un mucchio di pregiudizi sulla società americana, volti, storie, luoghi e scenari d’ogni genere mi hanno smentita e, piacevolmente, ho scoperto un’America inedita e molto più “umana” di quanto pensassi....   leggi tutto

Se fosse un indovinello non sarebbe semplice da risolvere: ci sono i fuochi d’artificio, ma non è capodanno; ci sono centinaia di turisti ad ammirarli in una delle più belle città d’arte del Mondo, eppure non siamo nelle festività natalizie. Tutto quello di cui vi parleremo oggi avviene a Firenze, ed avviene la Domenica di Pasqua....   leggi tutto

Julia ha 97 anni. I libri che vuole leggere glieli portano alla casa di riposo. Ortensia riesce invece, sia pure accompagnata dalla figlia, ad andare ancora a calle Deán Funes 315 – nel pieno centro di Cordoba dove ha sede da quasi quaranta anni la Biblioteca Circulante, una biblioteca privata – a prendere quelli che le interessano. Le ultime novità, soprattutto i romanzi, quelli che stanno in cima alle classifiche, che la gente cerca di più e che nelle biblioteche pubbliche arriveranno forse tra un anno o chissà quando. Qui invece si trovano anche gli ultimi best seller, come il primo volume di “L’amica geniale” di Elena Ferrante appena tradotto in spagnolo. Si paga una quota di iscrizione ed è permesso portare i libri a casa. Sono queste le principali differenze con le biblioteche pubbliche, dove non si paga la quota di iscrizione ma l’aggiornamento spesso fa difetto e sono molto pignoli riguardo al numero di giorni in cui tenere il libro a casa....   leggi tutto

C’è una piccola città all’interno di Parigi. Posta su una collinetta nel XX arrondissement, nella parte est della metropoli, è cinta da antiche mura, con numerose porte che affacciano sui diversi boulevard che la circondano; è immersa nel verde, la folta vegetazione e gli alti alberi sempreverdi invadono lo spazio. E’ ricca di monumenti storici e di pregio artistico. Dall’ingresso principale delle mura, percorrendo Avenue Principale, si arriva alla piccola chapelle, mentre proseguendo per Avenue Casimir-Perier si giunge fino a una delle piazze centrali, detta le rond point, da cui si dipanano un’infinità di vie e viuzze che portano ad esplorare questo caratteristico paesino. Nonostante l’altissima densità demografica, si può dire che la popolazione è tranquilla: vi abitano un’infinità di personaggi illustri e famosi, in numero molto maggiore in confronto a Hollywood o Beverly Hills in California. L’unico dettaglio è che tutti gli abitanti sono in realtà defunti....   leggi tutto

Incoscienti pedoni che camminano a testa bassa sugli smartphone, indelicate spintonate in metropolitana, lotte senza quartiere per un taxi libero nell’ora di punta, è questo il pane quotidiano di un occidentale residente a Pechino. Lungi dall’aspettarsi la compostezza confuciana del mandarino in una metropoli moderna, è pur vero che il rapporto con la popolazione locale può risultare spesso impersonale, quando non distaccato e conflittuale....   leggi tutto

C’era una volta Ştefan cel mare, Stefano il Grande, cugino del temuto Vlad Ţepes l’Impalatore (Dracula), dai lunghi e ondulati capelli biondi, il più grande principe della Moldavia (regno 1457- 1504) famosissimo in tutta la Romania per le sue innumerevoli vittorie contro gli eserciti polacchi, ungheresi e ottomani. Per la sua resistenza e vittoria contro i turchi a Ştefan non bastarono di certo qualche dozzina di pacche sulla spalla: per aver salvato la cultura e le tradizioni rumene il principe decise di erigere quaranta monasteri e chiese, alcuni dei quali considerati oggi patrimonio dell’umanità. Per questo a metà dicembre sono andata a curiosare nella Bucovina meridionale, regione che si estende all’estremo nord della Romania, a confine con l’Ucraina, una delle zone più povere del paese, dove si gira e lavora ancora con carretti trainati da maestosi cavalli....   leggi tutto

Edimburgo è un romanzo storico che prende vita. È uno straordinario ambiente gotico – dickensiano. E’ il contrasto di una facciata esterna di rocciosa, con motivi di nero fumo e lucido di pioggia, e l’intimità ambrata di pub e sale da té. Il tutto dominato da uno splendido castello, conclusione di un lunghissimo viale Royal Mile che si sviluppa e articola lungo tutto il centro città....   leggi tutto

Cardiff è la capitale e principale città del Galles, nel Regno Unito. E’ la città dello scrittore per bambini Roald Dahl e del Wales Millennium Centre, l’avveniristico teatro dedicato alla danza e all’opera. Per i più nerd, è la città della serie tv della BBC Torchwood (spin-off del Doctor Who)....   leggi tutto

Campana della pace e piramide di Hoxha
Campana della pace e piramide di Hoxha

DONG!!!

Non si può che iniziare da qui. Se fosse un video o una registrazione questo dong lo si individuerebbe subito e facilmente come un suono di campana. Uno solo, forte e profondo che invade tutti gli spazi della piazza semideserta....   leggi tutto

La passeggiata per Nanluoguxiang 南锣鼓巷 (letteralmente “la via dei gong e dei tamburi del Sud”), è una delle destinazioni turistiche più famose e apprezzate all’interno della città di Pechino. Situata nel distretto di Dongcheng e facilmente raggiungibile in metropolitana, Nanluoguxiang è un hutong lungo circa 800m, costruito durante la dinastia Yuan (1271–1368), anche se è sotto la dinastia Qing (1644–1912) che ha assunto il nome odierno.
 La via di Nanluoguxiang, in una giornata poco affollata
La via di Nanluoguxiang, in una giornata poco affollata
Quando si parla di hutong, ci si riferisce alla tradizionale morfologia urbanistica più facilmente riscontrabile nella Cina settentrionale e quindi nella capitale Beijing. Si tratta di agglomerati di caseggiati disposti di maniera adiacente e parallela l’uno con l’altro, formando un caratteristico reticolo di viuzze e dedali color grigio mattone, testimonianza di una Cina urbana di altri tempi. Il termine hutong, “piccola via, stradina”, è apparso però solo durante la dinastia Yuan, essendo di derivazione mongola e dal significato originale di “città”.
Un hutong visto dall'alto
Un hutong visto dall’alto
Durante l’età imperiale, lo sviluppo abitativo dei cittadini pechinesi si è originato a partire dal fulcro della vita sociale, politica e religiosa della capitale: la Città Proibita. Da qui, le abitazioni si sono sviluppate in maniera concentrica, a seconda del rango e dell’ordine dei loro proprietari. In particolare, gli aristocratici godevano dell’onore di una maggiore vicinanza alla Città Proibita, e le loro proprietà si trovavano a oriente e a occidente di essa. La struttura architettonica di riferimento era per tutti il siheyuan, lett. “cortile delimitato per i quattro lati”. Come il nome suggerisce, le quattro maggiori costruzioni dell’abitazione delimitavano il cortile della proprietà, con una apertura di norma verso sud, per garantire un maggior ingresso di luce. La suddivisione degli spazi abitativi dello siheyuan considerava l’esposizione alla luce solare come tratto distintivo, secondo i rapporti regolamentati dall’etica confuciana: l’edificio settentrionale, maggiormente esposto, serviva da camera privata del capofamiglia; gli edifici a est e ovest, mediamente illuminati, erano abitati dai bambini e dai membri minori della famiglia; l’edificio meridionale, quello più scarsamente illuminato, serviva da abitazione per la servitù e da ingresso. Le donne non sposate e la servitù di sesso femminile risiedeva in appositi locali sul retro: le donne non sposate godevano di una posizione sociale quasi nulla, per questo motivo, la loro abitazione era quella a ricevere meno luce rispetto a quella degli altri membri della famiglia. Il fulcro della vita di tutto i giorni era il cortile, abbellito spesso da piante e decori.
La struttura di uno siheuan
La struttura di uno siheuan
Questa ordinata e rigida ripartizione etico-architettonica ha inevitabilmente legato la sua fortuna alla ricchezza e allo status dell’aristocrazia imperiale cinese. Col declino di essa, lo sviluppo urbanistico è avanzato in anarchicamente disordinata: su ogni cortile hanno cominciato ad affacciarsi più abitazioni, ognuna per ogni famiglia, che condivideva con i propri vicini sia la propria vita quotidiana che i propri spazi vitali minimi. Ancora oggi è possibile ammirare, nell’arco di pochi metri, austeri e ricchi siheyuan (spesso adibiti a musei o luoghi commemorativi), e vivaci e disordinate casupole adiacenti l’una con l’altra, nate dalla presa di possesso di quelle vetuste e privilegiate costruzioni, dando quindi agli hutong la tipica conformazione labirintica per la quale sono famosi oggi. Nanluoguxiang stessa diventa paradigma di questa contraddizione. La via principale è costeggiata da vecchie abitazioni ristrutturate e adibite a moderni negozi, ristoranti, pub, gallerie di arte… nuclei pulsanti di modernità racchiusi da antichi involucri di grigio mattone. La strada è piena di turisti stranieri alla ricerca di souvenir e acquisti vantaggiosi e, paradossalmente, dai cinesi più giovani che affollano le catene di ristorazione più marcatamente occidentali come Starbucks e simili.
Il caffè Starbucks di Nanluoguxiang, ricavato all'interno di un siheyuan
Il caffè Starbucks di Nanluoguxiang, ricavato all’interno di un siheyuan
Ma il vero tesoro di Nanluoguxiang si trova nelle poco trafficate vie laterali. Provare a discostarsi dalla via principale e dalla tensione consumistica che la pervade, infilandosi in una delle vie laterali, permette al visitatore di intuire il battito lento di una Beijing inconsueta.
Addentrarsi in un hutong
Addentrarsi in un hutong
Basta infatti camminare per gli hutong più interni per dimenticare di trovarsi in una delle più grandi metropoli della Cina, con i suoi 21 milioni di abitanti. Non più taxi e scooter alle calcagna, ma bambini e anziani che condividono lo stesso ritmo lento e misurato, gli uni nel saltare la corda e nell’inventarsi nuovi giochi tra il dedalo di mattoni, gli altri, impegnati nelle loro faccende di casa e nel mantenimento dei rapporti con i propri vicini.
La vita all'interno di un hutong
La vita all’interno di un hutong
L’ordine frenetico della città, con le strade a 4 corsie, le linee della metropolitana, il reticolo del trasporto urbano, lascia il posto a un pigro accatastarsi di oggetti sulle porte di casa, vicinissime tra loro. I portoni socchiusi dei siheyuan diventati insediamenti popolari, sembrano invitare all’ingresso ma allo stesso tempo ammoniscono il visitatore sulla sacralità di questi piccoli tempi famigliari, dove le reliquie sono gli oggetti di vita quotidiana disseminati sul marciapiede e un denso silenzio accompagna la propria passeggiata.
Una porta lasciata aperta, con l'immancabile carattere benaugurale 福 "fortuna"
Una porta lasciata aperta, con l’immancabile carattere benaugurale 福 “fortuna”
Nessun rumore tipicamente urbano, solo il chiacchiericcio dei bambini e il vociare degli anziani di.. porta in porta. Una vera e propria immersione in una vita popolare di altri tempi, che continua fieramente a sopravvivere in questa fortezza placida e austera. Una guerra silenziosa tra i valori di una quotidianità lenta e antica e il progresso a tutti i costi ai quali la Cina di oggi vuole ambire. E mai come altrove, passeggiare qui porta inevitabilmente a schierarsi verso l’uno o l’altro fronte. WP_000790[1] WP_000793[1] WP_000800[1]

Arrivare nella cittadina di Shirakawa non è facile: posizionata a 500 metri di altitudine, è situata nella prefettura di Gifu, in una zona del Giappone poco popolosa poichè impervia a causa dell’abbondanza della vegetazione e delle precipitazioni che, nei mesi invernali, si tramutano in neve la quale, scendendo copiosa, attacca al terreno fino a raggiungere un’altezza di tre metri. E allora perché andarci? La storia potrebbe aiutarmi a rispondere alla lecita domanda: insediamento databile, presumibilmente, all’8000 a.C., non se ne sa nulla fino al XII sec. d.C. quando Kanenbo Zenshun, discepolo del monaco buddhista Shinran, vi introdusse tale religione. La sua storia continua dunque sulle orme di una normale cittadina di campagna fino a quando, dopo la guerra nel Pacifico, a seguito dello sviluppo economico, il villaggio di Shirakawa fu letteralmente assalito da una serie di lavori per la costruzione di dighe: fu per questo che gli edifici in stile Gassho divennero rinomati e cominciarono a essere venduti in tutto il Giappone, tanto che, con la costruzione di edifici contemporanei, le autorità locali chiesero il trasferimenti delle antiche case nel villaggio Gassho di Shirakawa – go; correva l’anno 1972. Non passò molto tempo prima che il villaggio fosse designato come un’area di conservazione per un gruppo di importanti edifici storici, divenendo, nel 1976, patrimonio Unesco....   leggi tutto

Perugia si trova nel cuore dell’Umbria, nel torace della penisola italiana a 400 km da Milano e da Napoli, é un’incantevole città che accoglie ed ammalia i visitatori che raggiungono il centro storico sito a 450 metri sul livello del mare, passeggiando a perdi fiato tra vicoli in salita....   leggi tutto

Secondo il World Happiness Report del 2013 la Danimarca è il posto più felice del mondo. Come molte altre nazioni nord europee, la Danimarca si distingue per un’ottima qualità della vita e potrebbe in effetti essere questo il motivo per cui la sua popolazione è gentile, disponibile e fiduciosa, facendo della capitale Copenhagen una città fatta da e per persone oneste: l’educazione e cortesia tipica dei suoi cittadini, si rispecchia sulla città stessa, rendendola una della migliori in cui vivere. E per il turismo? Di origine vichinga, Copenhagen assomiglia a molte delle città che si possono trovare nel Nord: città marittima, case colorate che si affacciano sui canali o sul porto, ordine e pulizia. Tutto qui? Niente affatto, Copenhagen è ricca di monumenti storici e di interesse turistico che la rendono una città molto viva, al centro di una vasta area metropolitana collegata con la Svezia, grazie ad un ponte ultimato nel 2001 che dalla città danese giunge fino alla città svedese di  Malmö. Prima nelle classifiche di equilibrio tra vita e lavoro, per un turista Copenhagen può essere una città molto costosa: per tentare di ridurre almeno in parte i costi si può acquistare la Copenhagen Card che al costo di 48€ fa accedere a 72 tra musei e principali attrazioni della città e usufruire di tutti i mezzi pubblici, battelli compresi, per 24 ore. Oltre alla rinomata e famosissima statua della Sirenetta, ispirata alla celebre favola di Hans Christian Andersen, sono molto visitati dai turisti il Municipio di Copenhagen, un edificio in stile neorinascimentale che domina l’omonima piazza e che soprattutto di notte offre una visuale di sé molto suggestiva, e il castello di Rosenborg, costruito come residenza reale che si trova al centro della città e che ci offre uno spaccato d’origine rinascimentale della capitale danese.
Castello di Rosenborg
Castello di Rosenborg
Castello di Rosenborg
Castello di Rosenborg

Il Museo Nazionale Danese (Nationalmuseet København) era in precedenza una residenza della famiglia reale, convertito poi in museo per conservare gli esempi migliori della civiltà danese comparata ad altre civiltà, dall’arte antica a quella contemporanea: un panorama culturale che va dalle origini fino ai giorni nostri coprendo qualsiasi ambito di vita, da quello del focolare domestico fino alle guerre intraprese nei secoli....   leggi tutto

Che siate lavoratori o studenti fuorisede (e fuori continente) a Beijing, prima o poi dovrete imbarcarvi nell’impresa di cercare casa nella capitale cinese e adeguarsi alle consuetudini locali riguardo la gestione della propria abitazione.
Una volta deciso di vivere a Beijing occorrerà prendere con le pinze la tanto (ab)usata affermazione che “in Cina costa tutto poco”, soprattutto per quanto riguarda il costo dell’affitto delle abitazioni.
I cinesi stessi sanno bene che gli affitti pechinesi sono oltremodo alti rispetto alla media nazionale.
Ad esempio, i giovani lavoratori e studenti originari delle regioni meridionali e centrali della Cina, giunti nella capitale decidono spesso di vivere nella estrema periferia, in stanze condivise con più persone. Conseguentemente, utilizzare quotidianamente la metropolitana per recarsi sul posto di lavoro diventa un obbligo e, allo stesso tempo, una tortura....   leggi tutto

Maria Lisboa Fa la pescivendola, usa scarpe basse, si muove come se un po’ brilla. Nel cesto, la caravella; nel cuore, la fregata.
Al posto dei corvi, sullo scialle
si posano gabbiani. Quando il vento la porta al ballo, danza al ballo con il mare.
È di conchiglie il vestito;
sono alghe i capelli; e nelle vene, come un rimorso,
il rombo del motore di un peschereccio.

Vende sogni e mareggiate,
preannuncia tempeste. Il suo nome, Maria. Il cognome, Lisboa. David Mourão-Ferreira La prima qualità che colpisce – diretto, agli occhi – il visitatore, è la luce del sole, bianchissima, che in pieno giorno si riflette a meridione sulla foce del Tago. Cammini per il Chiado, rivolgi lo sguardo al fiume (che è come un preannuncio di mare) e la luce ti inonda, motteggiando un miracolo; annulla i colori degli azulejos in un’istantanea chiarissima, sovraesposta. Non si tratta di un nitore toscano, di quelli che rendono più chiari i colori, più razionali gli spazi; si tratta di un lucore atlantico che abbaglia, confonde la vista. Perché Lisbona non è già più una città mediterranea. È una città limite, appesa all’estremo del vecchio continente, con un piede sull’ultimo sperone di roccia lusitano, e l’altro già immerso nell’oceano. … Si sarebbe portati quasi a crederci, al mito che la vuole fondata da Ulisse durante le sue errabonde navigazioni mediterranee; da Ulyssippo a Lisbona, l’etimo è breve. Mi immagino l’Ulisse dantesco approdare al sicuro, nel golfo protetto dalle acque grigio-verdi del Tago: giusto il tempo di fondare un’estrema città, prima di lanciarsi nella folle traversata della virtute e dell’ubrica canoscenza. … Alla periferia della vita europea, schiacciata dal regno di Castiglia per terra, e da quello d’Aragona per mare, Lisbona ha logicamente cercato uno sbocco nell’ignoto. Fino alla fine del medioevo è stata una città scalo, una tappa di collegamento tra i commerci baltici e quelli mediterranei. È chiaro dunque come, a fronte di una geografia estrema e isolante, per crescere e slegarsi dalla dipendenza di altre città, Lisbona abbia dovuto trovare nuove rotte, uscire da se stessa, dalla casa rassicurante del Mediterraneo. La caravella, strumento principe di questa sfida, è frutto del genio portoghese; e non stupisce trovare tra i signori leggendari di questo paese un Enrico soprannominato “il navigatore” (1394-1460). … C’è un racconto di Saramago che meglio di un intero saggio storico definisce questo spirito di sfida, questo sbilanciamento verso il non-conosciuto costitutivo della nazione portoghese. Semplice e profondo come le parabole del vangelo, O conto da ilha desconocida (1997)incarna, in un uomo senza nome, la storia di un intero popolo.

E tu perché vuoi una barca, si può sapere, fu ciò che di fatto chiese il re (…), Per andare alla ricerca dell’isola sconosciuta, rispose l’uomo, Che isola sconosciuta, chiese il re, camuffando il riso, come se avesse davanti a sé un pazzo fatto e finito, di quelli che hanno la mania delle navigazioni (…) L’isola sconosciuta, ripeté l’uomo, Frottole, non esistono più isole sconosciute, Chi ti ha detto, re, che non esistono più isole sconosciute, Sono tutte nelle mappe, Sulle mappe ci sono solo quelle conosciute, E che isola sconosciuta è questa che vuoi andare a cercare, Se te lo potessi dire, allora non sarebbe sconosciuta, Hai sentito qualcuno parlare di questa isola, chiese il re, adesso più serio, Nessuno, In questo caso, perché continui a dire che esiste, Semplicemente perché è impossibile che non esista un’isola sconosciuta....   leggi tutto

Articolo di Matteo Oufti

Fotografie di Martina Balgera

Una donna va a trovare il marito defunto. Piange in silenzio tra l’indifferenza generale: come in un qualsiasi altro parco o museo a cielo aperto, la gente passeggia e fa foto alle statue. C’è una bella luce, un’atmosfera che fa sentire dentro un’opera di Caravaggio, un riposo durante la fuga in Egitto. La Madonna col bimbo sta chiusa nella sua solitudine e non servono a niente Giuseppe, né l’angelo, né la loro musica che non conforta. Sullo sfondo è dipinto un sole che quasi sbeffeggia, un cielo sereno che se ne frega di ogni sofferenza, di qualsiasi condizione, dell’umano dolore, della sciura Maria e di qualunque altra sciura che cambia i fiori dei cari....   leggi tutto

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