Copenhagen: più bella da vivere che da visitare


Secondo il World Happiness Report del 2013 la Danimarca è il posto più felice del mondo. Come molte altre nazioni nord europee, la Danimarca si distingue per un’ottima qualità della vita e potrebbe in effetti essere questo il motivo per cui la sua popolazione è gentile, disponibile e fiduciosa, facendo della capitale Copenhagen una città fatta da e per persone oneste: l’educazione e cortesia tipica dei suoi cittadini, si rispecchia sulla città stessa, rendendola una della migliori in cui vivere.
E per il turismo?
Di origine vichinga, Copenhagen assomiglia a molte delle città che si possono trovare nel Nord: città marittima, case colorate che si affacciano sui canali o sul porto, ordine e pulizia.
Tutto qui? Niente affatto, Copenhagen è ricca di monumenti storici e di interesse turistico che la rendono una città molto viva, al centro di una vasta area metropolitana collegata con la Svezia, grazie ad un ponte ultimato nel 2001 che dalla città danese giunge fino alla città svedese di  Malmö.
Prima nelle classifiche di equilibrio tra vita e lavoro, per un turista Copenhagen può essere una città molto costosa: per tentare di ridurre almeno in parte i costi si può acquistare la Copenhagen Card che al costo di 48€ fa accedere a 72 tra musei e principali attrazioni della città e usufruire di tutti i mezzi pubblici, battelli compresi, per 24 ore.
Oltre alla rinomata e famosissima statua della Sirenetta, ispirata alla celebre favola di Hans Christian Andersen, sono molto visitati dai turisti il Municipio di Copenhagen, un edificio in stile neorinascimentale che domina l’omonima piazza e che soprattutto di notte offre una visuale di sé molto suggestiva, e il castello di Rosenborg, costruito come residenza reale che si trova al centro della città e che ci offre uno spaccato d’origine rinascimentale della capitale danese.
Castello di Rosenborg
Castello di Rosenborg
Castello di Rosenborg
Castello di Rosenborg

Il Museo Nazionale Danese (Nationalmuseet København) era in precedenza una residenza della famiglia reale, convertito poi in museo per conservare gli esempi migliori della civiltà danese comparata ad altre civiltà, dall’arte antica a quella contemporanea: un panorama culturale che va dalle origini fino ai giorni nostri coprendo qualsiasi ambito di vita, da quello del focolare domestico fino alle guerre intraprese nei secoli.

Skeletter del Nationalmuseet
Skeletter del Nationalmuseet

Addentrandosi nella città, uno degli edifici più importanti da visitare è la Rundetaarn, letteralmente dal danese ‘torre rotonda’, l’antico osservatorio della metà del XVII secolo che ora offre dalla cima una vista completa e suggestiva su tutta la capitale.

Rundetårn
Rundetårn

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Al centro della città si trova la Holmen Kirke, da visitare anche solo per l’altare in legno che richiama splendidamente l’arte barocca.

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La Cattedrale di Nostra Signora è il principale luogo di culto luterano della città, costruita nel 1829 e ornata da preziose sculture dell’artista danese Bertel Thorvaldsen, a cui per altro è dedicato uno dei musei d’arte della città.

Cattedrale di Nostra Signora
Cattedrale di Nostra Signora

Avvolta nel suo ‘diamante nero’, una costruzione del 1999 in marmo nero e vetro affumicato, la Biblioteca Reale spicca nel panorama visibile dal percorso in traghetto che permette di osservare la città dal mare. E’ una delle biblioteche più grandi della Scandinavia e fu fondata a metà del XVII secolo.

Sempre in tema di istruzione, l’Acquario di Copenhagen è tra i più grandi d’Europa, aperto dagli anni ’40, con più di 70 vasche.
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Infine per combattere il freddo e il vento che batte la città anche a primavera già iniziata, è interessante una visita al birrificio-museo Carlsberg, che permette una visita nella storia dell’azienda e un assaggio della birra prodotta.
Carlsberg Museum
Carlsberg Museum

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Flavia Irene Gatti

Flavia Irene Gatti

Quando ero piccola sulla mia scrivania avevo un mappamondo e lo facevo ruotare e ruotare, immaginando
luoghi e città da visitare. Dalla mia casa fra i laghi bergamaschi, provo a viaggiare, quando e quanto posso, e
soprattutto a scrivere, di viaggi, di posti e di persone. Dopo il liceo classico e una collaborazione presso un
giornale della provincia di Bergamo, mi sono stabilita a Milano, dove mi sono iscritta a Lettere all’Università
Statale, laureandomi alla triennale nel 2012 e proseguendo gli studi di specialistica in Filologia Moderna,
quasi ultimati. A Pequod sono caporedattrice e responsabile della sezione Viaggi.
Flavia Irene Gatti

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Flavia Irene Gatti

Quando ero piccola sulla mia scrivania avevo un mappamondo e lo facevo ruotare e ruotare, immaginando luoghi e città da visitare. Dalla mia casa fra i laghi bergamaschi, provo a viaggiare, quando e quanto posso, e soprattutto a scrivere, di viaggi, di posti e di persone. Dopo il liceo classico e una collaborazione presso un giornale della provincia di Bergamo, mi sono stabilita a Milano, dove mi sono iscritta a Lettere all’Università Statale, laureandomi alla triennale nel 2012 e proseguendo gli studi di specialistica in Filologia Moderna, quasi ultimati. A Pequod sono caporedattrice e responsabile della sezione Viaggi.

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