Ladakh, ovvero di “sovrumani silenzi e profondissima quiete”- Seconda Parte


Dalla valle di Lamayuru, una parte del gruppo arriva al villaggio Wan-La con un breve trekking, poi si prosegue verso il lago Pangong, con i suoi bellissimi colori. Oltre il passo Taglang La si scende verso il lago salato Tso Kar, dove con un po’ di fortuna si possono ammirare le gru dal collo nero provenienti dalla Cina. Lungo una strada si costeggia un terreno coperto di zolfo e costellato di piccoli geyser sulfurei. Il lago Tso Mo Riri, silenzioso e spazzato dal vento si presenta con dei colori cupi per via del cielo coperto, ma non meno affascinanti. Sulla via del ritorno l’esperienza intensa della scuola di Puga per i bambini dei nomadi, e poi di ritorno a Leh per le ultime passeggiate cittadine prima di tornare in Italia con un po’ di malinconia.

 

Foto di Paolo Rucci e Guido Landra, che ringrazio per la disponibilità.

Selena Magni

Selena Magni

Classe 1990. Da bambina non dormivo mai, non stavo mai ferma, mi arrampicavo sugli alberi, giocavo spesso con i miei cani in giardino e sognavo di vivere su un’isola deserta piena di animali. I miei genitori erano convinti che a scuola non avrei imparato niente perché nessuno riusciva a farmi stare seduta ferma per più di cinque minuti. Invece in prima elementare imparai a leggere e riuscii a stare ferma per ore, persa nelle pagine. La mia professoressa al liceo mi diceva sempre “Nomen Omen”, “il nome è un presagio” perché secondo lei ero spesso sulla luna, fra le nuvole, altrove. Io dico che vivo sugli alberi. Ho sempre amato leggere, scrivere e imparo facilmente nuove lingue, per cui dopo il Liceo Linguistico mi sono laureata in Lingue e Letterature Straniere. Drogata di mondo, appena posso scendo dagli alberi e viaggio nel mondo reale.
Selena Magni

Tag:


Selena Magni

Classe 1990. Da bambina non dormivo mai, non stavo mai ferma, mi arrampicavo sugli alberi, giocavo spesso con i miei cani in giardino e sognavo di vivere su un’isola deserta piena di animali. I miei genitori erano convinti che a scuola non avrei imparato niente perché nessuno riusciva a farmi stare seduta ferma per più di cinque minuti. Invece in prima elementare imparai a leggere e riuscii a stare ferma per ore, persa nelle pagine. La mia professoressa al liceo mi diceva sempre “Nomen Omen”, “il nome è un presagio” perché secondo lei ero spesso sulla luna, fra le nuvole, altrove. Io dico che vivo sugli alberi. Ho sempre amato leggere, scrivere e imparo facilmente nuove lingue, per cui dopo il Liceo Linguistico mi sono laureata in Lingue e Letterature Straniere. Drogata di mondo, appena posso scendo dagli alberi e viaggio nel mondo reale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Copyright ©2014 Pequod - Admin
Registrazione presso il Tribunale di Bergamo n. 2 del 8-03-2016
Made by Progetti Astratti