Scrivere la lingua madre


Quando nel 1948 il capo del governo pakistano annunciò che l’urdu sarebbe stata la sola lingua ufficiale del paese, si scatenarono proteste in tutto il Pakistan orientale, l’attuale Bangladesh, dove la lingua più parlata era il bengalese: i politici affiancarono gli studenti nelle manifestazioni, l’intento era quello di difendere la propria lingua. Il 21 febbraio del 1952, durante una di queste proteste, il governo pakistano rispose col fuoco, uccidendo un gruppo di studenti bengalesi.
Quest’evento ebbe un forte impatto su tutta la popolazione bengalese e seminò nei loro cuori il desiderio di una nazione: ebbe inizio così la lotta per la loro indipendenza,  che ottennero nel 1971.

Mentre ogni 21 febbraio il Bangladesh celebra la memoria dei ragazzi rimasti uccisi durante le proteste, in tutto il mondo si festeggia la giornata internazionale della lingua madre, istituita dall’UNESCO nel 1999.
La scelta di questa ricorrenza per celebrare e promuovere la diversità linguistica e culturale rende omaggio ai caduti e a chi come loro lotta per difendere la propria identità culturale: in questo, la lingua risulta essere uno degli aspetti più importanti, evolvendosi in uno stretto legame con la storia delle persone che la parlano e la scrivono.


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