Cibo in viaggio


Il viaggiatore goloso, che si muove alla scoperta dei piaceri culinari e delle specialità locali, può ora stare comodo e risparmiare chilometri: oggi è il cibo stesso che si sposta sulle quattro ruote; è il cibo dei food truck!
Di che cosa si tratta? Il food truck è attualmente il modo più creativo e dinamico per lavorare nel mondo della ristorazione, altresì un nuovo modo di mangiare e di stare insieme. L’aggettivo “nuovo” non è del tutto corretto: i furgoncini dei gelati non sono novità nel nostro Paese, così come i carretti di caldarroste degli autunni del nord Italia o i prodotti delle friggitorie del nostro Mezzogiorno. La novità dei food truck italiani risiede nell’abbinare ricette, sia della tradizione italiana sia importate, ad un’attenta cura dello stile e a un’elevata qualità delle materie prime. Gli chef del “cibo quattro ruote” scelgono di non esagerare con la disponibilità di pietanze in menù: la tendenza è quella di specializzarsi e di proporre poche e ricercate specialità.
I numeri parlano chiaro: sempre più imprenditori decidono di intraprendere questa via. Le motivazioni stanno sia nella proporzione dell’investimento monetario, decisamente inferiore rispetto a quello necessario per l’apertura di un locale, sia nella voglia di cavalcare l’onda di questo ritorno di fiamma degli italiani per il cibo consumato in strada. Da una parte cresce il numero dei food truck che investono in più unità mobili; dall’altra aumentano le aziende del mondo della ristorazione che richiedono piccoli mezzi itineranti con cui promuovere il proprio marchio per acquisire un numero maggiore di clienti.
Come riconoscere un food truck? Vi guiderà l’olfatto, ma non meno importante il colpo d’occhio: ape-car dalla texture “mortadella”, westfalia dai colori sgargianti ed eleganti furgoncini laccati di fresco; in questi e mille altri modi i proprietari dei food truck decidono di dare spazio alla loro fantasia e rendere unica l’esperienza che offrono.

big

Abbiamo chiesto ad alcuni food truckers visti al The Big Food Festival un commento circa la nascita della loro attività e su quale pensano sia il punto di forza del cibo su strada. Ciò che accomuna le loro esperienze è una storia molto recente della loro impresa, tutte nate meno di un anno fa, dalle menti di giovani che avevano più o meno esperienza nel settore della ristorazione. Gli ideatori di Family Food propongono una rivisitazione delle famose ricette della cucina povera romana e laziale, attraverso la creazione di panini gourmet e primi da passeggio dal gusto unico. La loro ricetta è semplice: pensare ad uno street food con prodotti di alta qualità e con preparazioni curate come quelle che farebbe la nostra nonna. Quale il punto di forza del loro inconfondibile truck giallo? Ecco come ci hanno risposto: «Sicuramente la forza del nostro mestiere è il contatto diretto con i nostri clienti, ai quali offriamo cibo sì di strada, ma di qualità. Siamo convinti che non si parli più di “paninari” perché gli ingredienti vengono scelti accuratamente per creare ricette sempre nuove e che soddisfino appieno la ricercatezza degli streetfooders. La nostra forza è portare una cucina semplice ma varia con prodotti d’eccellenza italiana, ad esempio porchetta, mozzarella di bufala, trippa e cacio e pepe. Abbiamo pensato al cibo di strada come quello che ognuno preferisce mangiare a casa propria, in famiglia; infatti anche noi siamo una vera famiglia!»

hamburgeria

Anche i ragazzi di Frish hanno deciso di puntare sulla qualità: «La nostra esperienza nel mondo dei food truck inizia circa sei mesi fa e si sviluppa con l’intento di portare su strada un’altissima qualità di prodotto, abbinata a un’immagine bella e raffinata. Questo perché crediamo che ormai il livello del consumer si sia alzato molto e di conseguenza bisogna essere professionali e pronti nel dare un prodotto che sia all’altezza delle aspettative. Il punto di forza di un food truck è di poter far vivere un’esperienza diversa a portata di mano!» Propongono burger e fritture a base di pesce, uniche e distinguibili da una speciale pastella da loro artigianalmente lavorata.

frish

Anche l’esperienza della coppia che ha dato vita a Monster Cook Street Food è assai recente: «Il nostro progetto è cominciato sei mesi fa, dopo che insieme al mio compagno abbiamo deciso di mollare i nostri lavori: lui chef ed io pasticcera. Abbiamo intrapreso la nuova strada dello Street Food così da dare inizio ad un nostro sogno: lavorare per noi stessi, per un progetto tutto nostro e fare conoscere la cultura del cibo caraibico, rivisitato e offerto al cliente alla maniera street food. Penso che il punto di forza dello street food stia proprio nella possibilità di poter fare conoscere le proprie tradizioni culinarie, grazie alla possibilità di spostarsi.» Il menù propone frittelle di platano con persico al cocco e salsa di avocado; oltre all’ormai celebre sandwich cubano.

carribean

Nonostante i costi siano inferiori rispetto a quelli richiesti dalla gestione di un ristorante, non sono tuttavia indifferenti: raggiungere festival lontani dalla città di provenienza non è semplice soprattutto se, come i gestori di SorryMama, hai deciso di specializzarti in un prodotto inusuale per il cibo da strada. SorryMama propone infatti un menù di lasagne artigianali, reinterpretando la lasagna classica in chiave moderna. Perché SorryMama? Perché la lasagna di solito la si mangia sempre e solo a casa ed è buona soprattutto quella cucinata dalla mamma! Ci hanno raccontato che specializzarsi nella preparazione di primi è raro: «La nostra esperienza ci insegna che i primi non sono il vero cavallo di battaglia dello street food e dei festival: vanno molto di più hamburger, carne e fritti. Nonostante ciò oggi il truck ci vuole per fare branding e per arrivare dove non arrivi con altri mezzi. Noi abbiamo un ape-car e per ora abbiamo deciso di fare eventi privati e di partecipare a festival non troppo lontani e costosi. Siamo ben inseriti negli eventi milanesi: curiamo quindi eventi, pranzi aziendali, senza dimenticare il nostro ape-car presente in strada a Milano! Punto di forza? Arrivare dove non arrivi con un ristorante.

sorrymama

Che sia cibo tradizionale, casalingo o fusion la parola d’ordine è qualità a prezzi competitivi. Non da meno lo è il poter offrire un’esperienza culinaria differente, che sta ormai entusiasmando non solo i più giovani. Il successo è confermato dalle recensioni entusiaste degli utenti e dal grande seguito riscosso delle manifestazioni che propongono cibo da strada. Non ci resta che augurarvi buon viaggio e buon appetito!

Anna Innocenti

Anna Innocenti

Nasco al limitar della fine dell’ anno 1989, giusto per potermi sentire degli anni ottanta, in una piccola frazione delle valli bergamasche. La mia passione per il viaggio, per lo spulciare guide turistiche e mappe annesse mi porta a laurearmi in Scienze del Turismo presso la Bicocca di Milano. Attualmente vivo a Bergamo con tanti coinquilini e tanti animali tra i quali la mia border collie Bonnie. Insieme a lei amo fare lunghe scampagnate, sempre in marcia e sempre curiose. Se non cammino guido un vecchio westfalia che mi ha accompagnata in tantissimi viaggi, con la convinzione che ci sia sempre qualcosa da scoprire, anche dietro l’angolo più vicino. Sono una delle ultime arrivate a Pequod e mi occupo della sezione viaggi.
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Nasco al limitar della fine dell’ anno 1989, giusto per potermi sentire degli anni ottanta, in una piccola frazione delle valli bergamasche. La mia passione per il viaggio, per lo spulciare guide turistiche e mappe annesse mi porta a laurearmi in Scienze del Turismo presso la Bicocca di Milano. Attualmente vivo a Bergamo con tanti coinquilini e tanti animali tra i quali la mia border collie Bonnie. Insieme a lei amo fare lunghe scampagnate, sempre in marcia e sempre curiose. Se non cammino guido un vecchio westfalia che mi ha accompagnata in tantissimi viaggi, con la convinzione che ci sia sempre qualcosa da scoprire, anche dietro l’angolo più vicino. Sono una delle ultime arrivate a Pequod e mi occupo della sezione viaggi.

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