Studiare cinese in Cina: consigli per l’uso


Studiare cinese in Italia è diventata, negli ultimi anni, una pratica piuttosto diffusa anche grazie ai successi raggiunti in ambito politico ed economico da parte della Repubblica Popolare Cinese.

La capacità di interagire con questa superpotenza mondiale ha assunto una notevole importanza per tutte quelle aziende o enti che intendono ritagliarsi il proprio spazio nella moderna società globalizzata. Nel curriculum di qualunque figura lavorativa di alto livello dunque, la conoscenza della lingua cinese è diventato un requisito molto importante.
C’è da aggiungere che la vastità del mercato asiatico comporta una notevole domanda di personale e studiare la lingua cinese, al giorno d’oggi, permette di accedere a un terreno ricco di possibilità e di occasioni lavorative davvero interessanti.
Proseguire o arricchire i propri studi in Cina, in questo caso, rappresenta una tappa obbligata per chiunque abbia intrapreso la lunga (ebbene sì) strada verso la padronanza del cinese mandarino.

Nonostante la varietà di corsi di cinese offerti dalle università italiane, un periodo di studi in Cina presenta il vantaggio unico di migliorare notevolmente il livello di conoscenza della lingua cinese, sia grazie ai corsi proposti dalle università sia grazie alla possibilità di vivere in un ambiente linguistico favorevole, una vera e propria esperienza full immersion.

FOTO 1

Ma come cogliere al volo questa occasione?
Certo, organizzare una esperienza del genere non è certamente cosa facile a tal punto che esistono diverse agenzie in Europa e in Italia che, dietro compenso, si accollano l’onere di provvedere a tutte le questioni burocratiche e non del caso, dai rapporti con l’università ospitante alla sistemazione in loco. Questo però non vuol dire che sia impossibile fare tutto da soli. Anzi, con una buona dose di buona volontà e pazienza e magari con alcuni consigli da parte di qualcuno che ci è già passato (come il sottoscritto), si giungerà facilmente alla meta.

1. Dove studiare?
In quale delle migliaia di università sparse per tutto il territorio nazionale cinese effettuare i propri studi? Le università che offrono corsi di lingua per studenti stranieri sono localizzate, oltre che nella capitale Pechino o Beijing, nei grandi centri come Shanghai, Xi’an, Nanjing, Harbin, e tanti altri. La località più favorevole allo studio della lingua cinese, soprattutto se questa è la prima volta che si effettua una esperienza del genere, rimane però la capitale Beijing.

La lingua cinese, nella sua forma orale, non è affatto una realtà monolitica e compatta, ma presenta al suo interno un’enorme varietà di varietà dialettali e locali che possono differire enormemente tra loro. Col termine cinese mandarino o putonghua(“lingua comune”), ci si riferisce alla varietà del dialetto di Beijing assurta, per motivi di prestigio, a modello linguistico nazionale nei primi anni della Repubblica Popolare Cinese.

Dunque si può dire che il cinese parlato effettivamente nella capitale è quello che più si avvicina alla lingua nazionale ufficiale. Per questo motivo, Beijing rappresenta la prima scelta per perfezionare il cinese parlato, o kouyu 口语 per dirlo alla cinese.

Questo non vuol dire però che le altre città vadano escluse a priori. A livello accademico, il cinese insegnato in un corso di lingua per stranieri a Shanghai è lo stesso di quello insegnato a Beijing, quello che cambia è il cinese parlato nelle strade, nei locali, dalla gente del posto.
Questa particolarità sicuramente non influenzerà la pronuncia di uno studente esperto e navigato, ma, per chi è alle prime armi, un ambiente così “contaminato” linguisticamente potrebbe determinare una pronuncia non pienamente affine a quella della lingua standard.

2. Quale università e quali corsi scegliere?

Il distretto di Haidian, sede delle principali università di Bejing.
Il distretto di Haidian, sede delle principali università di Bejing.

Le maggiori università di Beijing si concentrano all’interno del distretto di Haidian, le più popolari tra gli studenti stranieri sono la Beijing Foreign Studies University 北京外国语大学 ( Beijing waiguoyu daxue o Beiwai) la Beijing Language and Culture University北京语言大学 ( Beijing yuyan daxue o Beiyu) , la Tsinghua University 清华大学 (Qinghua daxue) , la Peking University 北京大学 (Beijing daxue), la più antica tra queste.

Ciascuna di esse propone una serie di corsi di cinese ad hoc per studenti stranieri, di varia durata: mensili, trimestrali, semestrali, annuali o estivi. La propensione per questa o quell’altra università è di tipo personale: di solito l’università italiana di provenienza propone dei programmi di studio in una università convenzionata, ad esempio La Sapienza di Roma invia i suoi studenti alla Beiwai, quindi tendenzialmente gli studenti romani sono portati a tornarci in seguito autonomamente.

Sebbene ognuna di queste università abbia una sua peculiare mission (ad esempio la Tsinghua è famosa per le sue facoltà scientifiche), i corsi indirizzati all’apprendimento del cinese per gli studenti stranieri grossomodo si equivalgono, visto che sono stati concepiti in riferimento all’Hanyu Shuiping Kaoshi 汉语水平考试o HSK, la certificazione internazionale di livello della lingua cinese (l’equivalente cinese del DELF francese o del DELE spagnolo, per intenderci).

Vi sono perlopiù differenze di prezzo e di qualità delle strutture di accoglienza all’interno del campus, cosa non di poco conto in caso di permanenze prolungate all’interno dei dormitori universitari nell’ambito di corsi semestrali o annuali. Ogni università presenta una propria politica riguardo al pagamento del costo del corso, o tuition fee, e riguardo alla procedura da seguire qualora si scegliesse di risiedere nel campus universitario, quindi va tenuto conto anche di questo nell’ambito della propria scelta.

 3. Iscriviamoci!

Dopo aver scelto l’università e il corso che più conviene ai propri gusti e necessità, ci si può dedicare all’iscrizione vera e propria. Tutte le università cinesi richiedono una pre-iscrizione online, dietro pagamento di una tassa di ammissione (dell’ordine di qualche decina di euro), attraverso la compilazione di un modulo e l’invio di alcuni documenti come copia del passaporto, copia dell’ultimo diploma o certificato di laurea conseguito, documento di identità.

Per ogni corso di studio vengono indicati i periodi di pre-iscrizione, che sono ben precisi e anticipano l’inizio effettivo dei corsi di 2-3 mesi, quindi bisogna assolutamente tener conto di questo aspetto.
Completata la pre-iscrizione, l’università di riferimento comunicherà l’avvenuta iscrizione e procederà all’invio, presso il domicilio che avrete indicato, dell’Admission Notice, un importante documento che servirà necessariamente per completare la procedura di richiesta del visto.

3(.1). Prenotare il volo

Air China, la compagnia di bandiera cinese.
Air China, la compagnia di bandiera cinese.

Di solito le università chiedono di attendere l’arrivo dell’Admission Notice a casa propria prima di prenotare effettivamente il biglietto aereo per la Cina. Il problema è che questo fondamentale documento può impiegare dalle tre settimane a più di un mese per arrivare a destinazione, un lasso di tempo in cui il costo del biglietto aereo verso la Cina può aumentare anche considerevolmente.
La maniera più economica di raggiungere Beijing o le maggiori città della Cina con un volo diretto è attraverso la AirChina, che offre voli diretti da Milano Malpensa e da Roma Fiumicino, che se prenotati online danno la possibilità di imbarcare gratuitamente due bagagli dal peso di 23 kg ciascuno. Per quanto riguarda il costo, come già detto, il fattore tempo è determinante: per un volo A/R Roma-Pechino si può pagare dai 600-700 euro per una prenotazione effettuata con un largo anticipo (dell’ordine dei 3-4 mesi prima della data di partenza), fino agli oltre 900 euro di un volo prenotato in extremis.

E’ possibile ulteriormente risparmiare attraverso voli con scalo offerti da diverse compagnie, tra cui la BritishAirways, allungando però il viaggio di diverse ore, con lo svantaggio di dover effettuare due volte tutta la trafila del check-in, in due aeroporti, il tutto per un risparmio dell’ordine di un centinaio di euro. Insomma, una scelta da soppesare adeguatamente.

4. Richiedere il visto

FOTO 4

Una volta prenotato il volo e ricevuta la Admission Notice dalla università cinese ospitante, abbiamo tutto quello che ci serve per richiedere il visto.

La procedura di richiesta del visto per la Cina può sembrare ostica agli occhi di viaggiatori abituati a viaggiare all’interno dei confini europei, ma sicuramente richiedere un visto per la Cina non è così difficile se si sa a chi rivolgersi.

L’ente di riferimento in questo caso è il ChineseVisa Application Center, un organo di livello internazionale che in Italia ha sede a Roma e Milano. Anche qui abbiamo la possibilità di precompilare il modulo online, ma la richiesta del visto vera e propria e la consegna dei documenti necessari vanno effettuate di persona o delegando una persona di fiducia.

Il modulo va compilato con estrema attenzione e consegnato presso la sede del Chinese Visa Application Center assieme a un passaporto valido, copia della prenotazione del biglietto aereo, Admission Notice dell’università ospitante in originale e una o due fototessere.
La procedura di richiesta standard richiede 4 giorni lavorativi, al termine dei quali il passaporto completo di visto può essere ritirato di persona o ricevuto a casa attraverso corriere espresso.

Per quanto riguarda il tipo di visto da richiedere, esso varia in base al periodo di permanenza in Cina e quindi in base al programma di studi che si è scelto di frequentare. Di solito l’università ospitante offre tutte le informazioni utili del caso.

Col passaporto dotato di visto, l’Admission Notice e la prenotazione del biglietto aereo effettuata non rimane altro che attendere la data di partenza e prepararsi ad affrontare questa nuova e stimolante esperienza che ci si prospetta davanti.
Buon viaggio!

Adriano Albanese

Durante il quarto anno del liceo scientifico, ho accompagnato mio padre in un viaggio d’affari in Cina, per aiutarlo a comunicare in inglese con le controparti autoctone. Prima di partire, pensavo di voler studiare economia, forse psicologia, insomma ero al tipico momento di impasse del liceale che guarda al suo futuro. Giunto in Cina, sono stato soggiogato da due diversi incantamenti. Il primo, la lingua cinese, con i suoi caratteri che riempivano prepotentemente libri, manifesti, menu di ristorante, e con la sua pronuncia melodica che dolcemente rapiva la mia attenzione. Il secondo: l’emozione e l’entusiasmo che si prova quando si riesce con le proprie capacità a far comunicare due persone dalla diversa lingua, cultura e storia. Tradurre, interpretare, mediare divenne l’obiettivo della mia vita, che mi spinse a lasciare il mio piccolo paesino del nord-barese per Roma, dove ho conseguito la laurea in Lingue e Civiltà Orientali, poi per Pechino, dove ho continuato a studiare lingua cinese per un anno e mezzo presso la Beijing Language and Culture University, e infine per Edimburgo, dove mi trovo attualmente per una specialistica in Chinese-English Translating. In questi anni di valigie fatte e disfatte ho sempre avuto dei piccoli must-have per ogni partenza, espressione dei miei interessi e affetti, ai quali, sulle vie dei miei ritorni, si sono aggiunti nuovi feticci e abitudini, e in generale tutto ciò di cui ho potuto far tesoro in queste fortunate migrazioni. Inizio a collaborare con Pequod da Pechino, offrendo i miei contributi di quello che ho avuto modo di vedere e comprendere della Cina e dell’ Oriente in generale, e anche ora in terra scozzese, cerco di essere un valido membro dell’ equipaggio della barchetta...magari in kilt!
Adriano Albanese

Tag: , , , ,


Adriano Albanese

Durante il quarto anno del liceo scientifico, ho accompagnato mio padre in un viaggio d’affari in Cina, per aiutarlo a comunicare in inglese con le controparti autoctone. Prima di partire, pensavo di voler studiare economia, forse psicologia, insomma ero al tipico momento di impasse del liceale che guarda al suo futuro. Giunto in Cina, sono stato soggiogato da due diversi incantamenti. Il primo, la lingua cinese, con i suoi caratteri che riempivano prepotentemente libri, manifesti, menu di ristorante, e con la sua pronuncia melodica che dolcemente rapiva la mia attenzione. Il secondo: l’emozione e l’entusiasmo che si prova quando si riesce con le proprie capacità a far comunicare due persone dalla diversa lingua, cultura e storia. Tradurre, interpretare, mediare divenne l’obiettivo della mia vita, che mi spinse a lasciare il mio piccolo paesino del nord-barese per Roma, dove ho conseguito la laurea in Lingue e Civiltà Orientali, poi per Pechino, dove ho continuato a studiare lingua cinese per un anno e mezzo presso la Beijing Language and Culture University, e infine per Edimburgo, dove mi trovo attualmente per una specialistica in Chinese-English Translating. In questi anni di valigie fatte e disfatte ho sempre avuto dei piccoli must-have per ogni partenza, espressione dei miei interessi e affetti, ai quali, sulle vie dei miei ritorni, si sono aggiunti nuovi feticci e abitudini, e in generale tutto ciò di cui ho potuto far tesoro in queste fortunate migrazioni. Inizio a collaborare con Pequod da Pechino, offrendo i miei contributi di quello che ho avuto modo di vedere e comprendere della Cina e dell’ Oriente in generale, e anche ora in terra scozzese, cerco di essere un valido membro dell’ equipaggio della barchetta...magari in kilt!

Comment

  • La “lunga marcia” fino al permesso di soggiorno cinese | Pequod Rivista

    […] del tutto diverso a quello previsto per gli iscritti a un corso di lingua di durata semestrale (qui tutte le informazioni e i consigli in tal […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Copyright ©2014 Pequod - Admin
Registrazione presso il Tribunale di Bergamo n. 2 del 8-03-2016
Made by Progetti Astratti