Chiara che vende libri – La libreria indipendente Il pensiero meridiano


“Andare lenti è essere provincia senza disperare, fuori dalla scena principale, più vicini a tutti i segreti”.

Così scrive il sociologo pugliese Franco Cassano nel saggio Il pensiero meridiano e non si può che dargli ragione. La storia di Chiara era scritta, quasi voluta dall’alto, ed era inevitabile che così andasse.

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Chiara Condò ha 26 anni, vive a Tropea, in Calabria, e ha sempre avuto una grande passione: i libri. Oltre agli studi universitari in Letteratura ed Editoria, questa sua passione la porta ad accostarsi a un ambiente più diretto e concreto: una piccola libreria della sua città, gestita dalla signora Caterina DeMaria, in cui lavora per qualche anno durante l’estate.

«Vengo da una famiglia in cui non si legge, in una delle regioni d’Italia in cui si legge meno, in cui prevale una chiusura mentale e c’è spesso resistenza all’aggregazione e al confronto. Volevo qualcuno con cui parlare della mia passione e ho scoperto che potevo farlo solo qui: cercavo l’incontro con persone che parlassero la mia lingua e questo solo la libreria me lo dà».

L’amore per i libri la porta a iscriversi alla Scuola per Librai Italiani e a svolgere diversi tirocini in varie città d’Italia. A un mese dal conseguimento del diploma, la proprietaria della libreria di Tropea viene a mancare e vuole che sia Chiara a prendere in mano la libreria e a mandarla avanti. «E’ stata come una chiamata».

Ed è proprio qui che si apre la storia di Chiara. In una realtà in cui l’atto di comprare un libro può essere visto come uno spunto per una presa in giro, il 21 marzo la libreria indipendente Il pensiero meridiano (come il saggio di Cassano) ha riaperto i battenti.

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«Il primo mese è stato di assestamento, ma si è svolto comunque un incontro con una prima elementare di Tropea, una classe davvero molto attiva: giochiamo con libri di case editrici indipendenti come le Edizioni Corsare e la Nuova Frontiera e l’esperimento sta andando bene; proseguirà, i bambini sono contenti.

In un paese in cui si legge così poco bisogna investire sui non lettori e sui bambini. Il lettore entrerà sempre in libreria, cercherà sempre il libro, la vera sfida è far abituare quelle persone che non hanno dimestichezza alcuna; ai bambini che provengono da famiglie in cui si legge poco bisogna far capire che esiste una ‘casa dei libri’».

Intanto le associazioni della provincia si stanno pian piano accorgendo di questa nuova realtà, proponendo un appuntamento fisso al mese con scrittori, il cui primo incontro si è tenuto venerdì 15 maggio. «Abbiamo festeggiato la giornata mondiale del libro il 23 aprile con un flash mob letterario: eravamo in tanti davanti alla libreria, ognuno col suo libro preferito sotto braccio».

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«I lettori a Tropea ci sono, ma non si incontrano. Voglio farli incontrare tutti assieme, farli parlare tra loro e dar loro modo di scambiarsi i libri. Voglio che sappiano che i libri ci sono e c’è un posto dove poterne parlare. Vedo forze nuove, c’è una buona gioventù, i ragazzi che fanno quadrato attorno alla libreria sono fantastici e a volte penso che a Tropea dovrei esserci anche solo per loro e dar loro un modo per stimolarsi e per confrontarsi».

La voglia di migliorare non è legata solo alla libreria, che comunque occupa così tanto il presente di Chiara da rendere difficile pensare a progetti ben definiti per il futuro. «Nella zona della libreria c’è una sorta di ‘quadrilatero virtuoso’, formato da attività interessanti, come una sala da tè che vende prodotti biologici o un negozio di un artigianato d’eccellenza, realtà con cui vorrei creare e organizzare qualcosa. Il libro è il prodotto più democratico che esista, lo puoi abbinare con tutto».

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Flavia Irene Gatti

Quando ero piccola sulla mia scrivania avevo un mappamondo e lo facevo ruotare e ruotare, immaginando
luoghi e città da visitare. Dalla mia casa fra i laghi bergamaschi, provo a viaggiare, quando e quanto posso, e
soprattutto a scrivere, di viaggi, di posti e di persone. Dopo il liceo classico e una collaborazione presso un
giornale della provincia di Bergamo, mi sono stabilita a Milano, dove mi sono iscritta a Lettere all’Università
Statale, laureandomi alla triennale nel 2012 e proseguendo gli studi di specialistica in Filologia Moderna,
quasi ultimati. A Pequod sono caporedattrice e responsabile della sezione Viaggi.
Flavia Irene Gatti

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Flavia Irene Gatti

Quando ero piccola sulla mia scrivania avevo un mappamondo e lo facevo ruotare e ruotare, immaginando luoghi e città da visitare. Dalla mia casa fra i laghi bergamaschi, provo a viaggiare, quando e quanto posso, e soprattutto a scrivere, di viaggi, di posti e di persone. Dopo il liceo classico e una collaborazione presso un giornale della provincia di Bergamo, mi sono stabilita a Milano, dove mi sono iscritta a Lettere all’Università Statale, laureandomi alla triennale nel 2012 e proseguendo gli studi di specialistica in Filologia Moderna, quasi ultimati. A Pequod sono caporedattrice e responsabile della sezione Viaggi.

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