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Rock sul Serio 2019_Pequod Rivista

Rock – volontari – sul Serio: la voce dei volontari dell’edizione 2019

È iniziato da questa settimana il festival più cool dell’estate bergamasca, Rock sul Serio. Dal 17 luglio fino alla notte del 21 luglio a Villa di Serio concerti e non solo arricchiscono le calde serate bergamasche.
Rock sul Serio è un festival che porta avanti idee green e, come viene ribadito nel sito internet, «ha deciso di intraprendere la strada della sostenibilità ambientale, per promuovere una cultura nella quale crediamo e per offrire un segnale di rispetto verso il nostro territorio»: è un vero eco-festival a tutti gli effetti. Potete trovare il programma sul sito www.rocksulserio.it, dove vi consiglio di guardare le meravigliose Sunset Sessions: un vero spettacolo di musica e pura poesia.

Rock sul Serio 2019_Programma_Pequod Rivista

In queste cinque giornate non solo ci sarà musica per tutti i gusti, ma non mancheranno workshop, mercatini, aperitivi, merende all’aperto, lezioni di yoga, e per i più piccoli il concerto di Dulco Granoturco & Chitarra Scimitarra. E tutto è reso possibile anche grazie al lavoro di numerosi volontari, che hanno deciso di dedicare il loro tempo a questa coinvolgente iniziativa.
Ne abbiamo intervistato qualcuno per capire cosa significa per loro Rock sul Serio. Chiara Noris, Fabio Prestini, Alessandra Cortesi e Simone Tribbia collaborano al festival ormai da tanto tempo e ne hanno visto i cambiamenti di anno in anno. Ma come descrivere questo festival con una canzone?

«Certamente Don’t leave I lonely dei Mellow Mood», risponde Chiara Noris, volontaria da ormai sette anni, «è la canzone giusta per questo festival, unico nel suo genere perché racchiude molti aspetti per me basilari nella vita umana: accoglienza, ambientalismo, tutela dei diritti civili uniti verso un fine comune di uguaglianza e divertimento, con musica sempre ricercata e mai banale».
«La canzone è Tir nel cortile dei Verdena», dice Fabio Prestini, designer: «come canta la band, “ci sono cose che pesano, ci sono cose che schiacciano”, ma solo dopo il duro lavoro ne vedi i frutti e solo allora capisci il valore che ci sta dentro».
Simone Tribbia a gran voce risponde che «non può che essere We are the world: forse sarà banale, ma prima ancora dell’artista e del palinsesto e del genere musicale, quello che si respira a Rock sul Serio è l’unione delle persone che sono presenti, sia i volontari, sia gli allestitori, sia tutti coloro che partecipano e collaborano; è questo senso di unità e appartenenza che mi stimola continuamente ogni anno a essere qui».

Il cactus di Chiara Noris

Alessandra Cortesi, invece, cerca disperatamente il titolo di una canzone, ma poi risponde «non riesco proprio a trovarla. È nel 2013 che inizia la mia esperienza di volontaria e continua tuttora. Perché partecipiamo e continuiamo a partecipare? Secondo me è semplice: la gioia. Anche se in quei giorni siamo praticamente operativi per 16 ore al giorno, l’idea di avere poche ore per dormire non è sicuramente allettante, ma l’atmosfera che si respira, la compagnia degli altri ragazzi, le iniziative che gli organizzatori portano avanti e la consapevolezza di essere parte attiva di tutto questo, spazza via ogni fatica e rende Rock sul Serio una festa prima di tutto per noi stessi».

Rock sul Serio 2019_Pequod Rivista
Il cactus di Alessandra Cortesi

Come ci spiega anche Chiara Noris, «tutto ciò è possibile perché c’è una passione e un credo profondo che proprio come un cactus 🌵, simbolo del festival di quest’anno, resiste anche nelle situazioni difficili, fiorendo e ingrandendosi anno dopo anno».
Il simbolo di questo festival ecofriendly, che ha dedicato la sera del 18 luglio alla lotta Contro le differenze 🌈, è il cactus, che diventa persino il tema di un gioco online (che anch’io ho tentato di fare, ma ahimè ammetto che non sono ancora arrivata al dodicesimo e ultimo livello…). Il cactus è anche il soggetto del concorso fotografico, a cui tutti possono partecipare: basta scattare una fotografia alla piccola pianta grassa e postarla sui social. Ma anche i volontari l’hanno comprato e parteciperanno al contest?
«Ne ho comprato uno durante l’ultimo “Waiting Rock sul Serio”», ci racconta Fabio Prestini. «È un mini-cactus con tante piccole spine che non pungono quasi mai. Le volte che lo fa, però, te le ricordi bene! I suoi migliori amici sono una pianta di basilico ed una di menta.»
Chiara Noris, invece, ne ha più di uno: «Adoro questa pianta, sia per l’aspetto che per le sue caratteristiche. E poi, è pure acquistata in una serra piena di amore, amicizia e nutrita tutte le sere con una melodia diversa che la renderà ancora più speciale».

Rock sul Serio 2019_Pequod Rivista
Il cactus di Fabio Prestini

Alessandra Cortesi ha preferito adottarne uno e portarlo in ufficio, sulla scrivania così anche durante il lavoro può dedicarsi alla piccola pianta e pensare al festival! Simone Tribbia, invece, ridendo spiega «certamente devo ancora comprare il cactus, perché è l’unica pianta che, come single, posso permettermi di tenere!»
Rock sul Serio è un festival che, grazie proprio ai suoi volontari, riesce a fare la differenza e, con il suo ricco programma attira un pubblico eterogeneo, che vuole non solo lasciarsi trasportare dalla musica, ma anche partecipare attivamente. Come scrivono gli organizzatori di Rock sul Serio sulla loro pagina Facebook, questo è il vero e unico obiettivo del festival: «Spread good vibes, diffondere buone vibrazioni. Vogliamo farvi stare bene. Vogliamo che ci facciate stare bene».

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