Ferrara e le sue piazze, metamorfosi durante il Festival di Internazionale

Twitter esordisce così la sera di domenica 5 ottobre 2014: «L’ottava edizione del festival di Internazionale a Ferrara si chiude con 71mila presenze». Ora, immaginatevi 71mila giovani che corrono (chi a piedi e chi in bicicletta) da una conferenza all’altra, passando per un documentario o una presentazione di un libro. Se riusciste ad immaginarvelo, ancora non basterebbe!

Un weekend (3-4-5 ottobre) con i giornalisti di tutto il mondo, all’insegna della voglia di usare il cervello per analizzare e discutere di tematiche politiche, sociali e culturali più attuali e dove la piazza diventa il vero protagonista del festival poiché qui, proprio in piazza, i 71mila giovani cervelli si sono confrontati, scontrati e migliorati. Ed è proprio in piazza, di nuovo, che il nostro caro o non caro (lascio decidere a voi!) presidente del consiglio Matteo Renzi è stato intervistato da giornalisti di varie riviste estere, schivando qua e là lanci disperati di uova da parte di chi ha voluto contestare la sua presenza.

Il fotoreportage di conseguenza si focalizza sulla piazza e sui giovani più che sulle conferenze sancite dal programma. Ho cercato di scattare fotografie che in qualche modo rimandassero al festival stesso, per questo motivo in quasi tutti gli scatti l’attore principale è un volantino giallo sul quale era stampato il programma dei tre giorni e che svolazzava tra le mani di tutti i partecipanti. Un colore come il giallo ha saputo dare più vivacità agli scatti e ha saputo rispecchiare perfettamente l’atmosfera che si respirava tra le vie meravigliose di Ferrara.

Sara Ravasio

Natale 2008, è l'ora di scartare i regali. Pacco rigorosamente rosso e una busta con il mio nome sopra: Sara. Distruggo la carta natalizia e bam!: è un Nikon D60. Così nasce la nostra storia d'amore, tra sCatti e sBatti (non è facile fare amicizia con ISO e bilanciamento del bianco!).
Nel 2009 partecipo a un corso di fotografia che mi rilascia un attestato, il quale mi permette di presentami come fotografa a tutti gli effetti.
Nasco nel 1991, vivo in un piccolo paesino della Val Seriana (BG) e il mio hobby è fare la pendolare tra Bergamo e Milano, dove studio Scienze Politiche con passione e ammirazione. La laurea triennale è vicinissima e mi attende una magistrale in Relazioni Internazionali.
Per Pequod, come credo abbiate capito, mi muovo tra un fotoreportage e un altro, cercando di raccontarvi ciò che succede con un pizzico di emozioni personali.
Sara Ravasio

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confronto, Ferrara, Festival di Internazionale, giornalismo, giovani, Matteo Renzi, piazza


Sara Ravasio

Natale 2008, è l'ora di scartare i regali. Pacco rigorosamente rosso e una busta con il mio nome sopra: Sara. Distruggo la carta natalizia e bam!: è un Nikon D60. Così nasce la nostra storia d'amore, tra sCatti e sBatti (non è facile fare amicizia con ISO e bilanciamento del bianco!). Nel 2009 partecipo a un corso di fotografia che mi rilascia un attestato, il quale mi permette di presentami come fotografa a tutti gli effetti. Nasco nel 1991, vivo in un piccolo paesino della Val Seriana (BG) e il mio hobby è fare la pendolare tra Bergamo e Milano, dove studio Scienze Politiche con passione e ammirazione. La laurea triennale è vicinissima e mi attende una magistrale in Relazioni Internazionali. Per Pequod, come credo abbiate capito, mi muovo tra un fotoreportage e un altro, cercando di raccontarvi ciò che succede con un pizzico di emozioni personali.

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