Studiare è partecipare : la BLCU Student’s Association Recruitment Fair


A ottobre, in occasione dell’apertura del nuovo anno accademico della BLCU,  si è tenuta la BLCU Student’s Association Recruitment Fair, evento di promozione delle associazioni studentesche universitarie, avente come obiettivo l’iscrizione dei nuovi studenti cinesi e stranieri, al fine di incentivare le attività studentesche auto-organizzate di vario livello.

Si spazia dalle classiche associazioni sportive a quelle che riuniscono gli studenti di una determinata lingua straniera, a quelle che promuovono le più disparate attività giovanili, dal club di lettura, dalla Gruppo di simulazione delle Nazioni Unite, dalla Croce Rossa alla delegazione AIESEC.
Tuttavia, l’offerta associativa, non si limita a fini meramente ricreativi o extra-curriculari.
Anzi, non è difficile intravedere in questa popolazione studentesca attiva, i semi di una nuova mentalità dei giovani cinesi.

Così come è presente l’Associazione studentesca di “Studi nazionali”, espressione di una gioventù patriottica e interessata alla politica nazionale; è presente anche il club di “English Debate”, una associazione con iscritti cinesi e stranieri, che se da un lato ha come obiettivo  l’esercizio della lingua inglese attraverso liberi dibattiti e conferenze, dall’altro lato però, propone temi di dibattito di ampio respiro internazionale e politico. Un esempio? Temi LGBT,  ISIS, e perfino la recente crisi politica di Hong Kong.

Ciascuna di esse possiede un account ufficiale su Wechat, Weibo o Renren, attraverso i quali viene costantemente stimolata la partecipazione attiva dei propri iscritti attraverso la pubblicazione di notizie, eventi ed attività gratuite. Tutto a portata di smartphone.

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Adriano Albanese

Durante il quarto anno del liceo scientifico, ho accompagnato mio padre in un viaggio d’affari in Cina, per aiutarlo a comunicare in inglese con le controparti autoctone. Prima di partire, pensavo di voler studiare economia, forse psicologia, insomma ero al tipico momento di impasse del liceale che guarda al suo futuro. Giunto in Cina, sono stato soggiogato da due diversi incantamenti. Il primo, la lingua cinese, con i suoi caratteri che riempivano prepotentemente libri, manifesti, menu di ristorante, e con la sua pronuncia melodica che dolcemente rapiva la mia attenzione. Il secondo: l’emozione e l’entusiasmo che si prova quando si riesce con le proprie capacità a far comunicare due persone dalla diversa lingua, cultura e storia. Tradurre, interpretare, mediare divenne l’obiettivo della mia vita, che mi spinse a lasciare il mio piccolo paesino del nord-barese per Roma, dove ho conseguito la laurea in Lingue e Civiltà Orientali, poi per Pechino, dove ho continuato a studiare lingua cinese per un anno e mezzo presso la Beijing Language and Culture University, e infine per Edimburgo, dove mi trovo attualmente per una specialistica in Chinese-English Translating. In questi anni di valigie fatte e disfatte ho sempre avuto dei piccoli must-have per ogni partenza, espressione dei miei interessi e affetti, ai quali, sulle vie dei miei ritorni, si sono aggiunti nuovi feticci e abitudini, e in generale tutto ciò di cui ho potuto far tesoro in queste fortunate migrazioni. Inizio a collaborare con Pequod da Pechino, offrendo i miei contributi di quello che ho avuto modo di vedere e comprendere della Cina e dell’ Oriente in generale, e anche ora in terra scozzese, cerco di essere un valido membro dell’ equipaggio della barchetta...magari in kilt!
Adriano Albanese


Adriano Albanese

Durante il quarto anno del liceo scientifico, ho accompagnato mio padre in un viaggio d’affari in Cina, per aiutarlo a comunicare in inglese con le controparti autoctone. Prima di partire, pensavo di voler studiare economia, forse psicologia, insomma ero al tipico momento di impasse del liceale che guarda al suo futuro. Giunto in Cina, sono stato soggiogato da due diversi incantamenti. Il primo, la lingua cinese, con i suoi caratteri che riempivano prepotentemente libri, manifesti, menu di ristorante, e con la sua pronuncia melodica che dolcemente rapiva la mia attenzione. Il secondo: l’emozione e l’entusiasmo che si prova quando si riesce con le proprie capacità a far comunicare due persone dalla diversa lingua, cultura e storia. Tradurre, interpretare, mediare divenne l’obiettivo della mia vita, che mi spinse a lasciare il mio piccolo paesino del nord-barese per Roma, dove ho conseguito la laurea in Lingue e Civiltà Orientali, poi per Pechino, dove ho continuato a studiare lingua cinese per un anno e mezzo presso la Beijing Language and Culture University, e infine per Edimburgo, dove mi trovo attualmente per una specialistica in Chinese-English Translating. In questi anni di valigie fatte e disfatte ho sempre avuto dei piccoli must-have per ogni partenza, espressione dei miei interessi e affetti, ai quali, sulle vie dei miei ritorni, si sono aggiunti nuovi feticci e abitudini, e in generale tutto ciò di cui ho potuto far tesoro in queste fortunate migrazioni. Inizio a collaborare con Pequod da Pechino, offrendo i miei contributi di quello che ho avuto modo di vedere e comprendere della Cina e dell’ Oriente in generale, e anche ora in terra scozzese, cerco di essere un valido membro dell’ equipaggio della barchetta...magari in kilt!

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