Nel mare dell’intraprendenza: Francesco Sena, l’apneista imprenditore

Parola chiave “Qualcosa da inventare”.

«Ho imparato a nuotare qui!» questa la risposta di Francesco Sena, napoletano di 26 anni, quando gli chiedo perché dalla meravigliosa Napoli ha aperto la sua scuola di apnea proprio tra le acque salentine.

In realtà, esempi come quelli di Francesco non sono più così rari. Entusiasmo ed esperienza sono i cardini di chi, come il giovane apneista, ha deciso di rendere produttiva la propria passione e crearsi una figura professionale fuori dagli schemi.

Così, alla fine degli studi superiori, Francesco ha cominciato a dedicarsi a tempo pieno alla sua inclinazione per le profondità marine. «Dopo la formazione da apneista, intorno al 2006 ho cominciato a collaborare con alcune scuole – spiega – e nel 2013 ho dato il via al progetto di Apnea Salento a.s.d. ».

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La formazione e la svolta.
É stato un processo lungo. Le prime esperienze didattiche al fianco di istruttori già formati. Poi nel 2007 la volontà di procurarsi una formazione raffinata lo ha spinto a Sharm el Sheik, dove, in occasione dell’importante raduno “La Settimana dell’Apnea”, conosce l’apneista Umbreto Pellizzari autore di moltissimi record. Sarà proprio Pellizzari a rappresentare un punto di riferimento per Francesco, che dal 2010 collabora con il recordman italiano, partecipando come assistente alle attività di formazione di Apnea Academy, scuola fondata da Pellizzari.

Il lavoro della fiducia.
Le difficoltà, di certo, non mancano. «Quasi nessuno in Italia riesce a fare dell’apnea una vera e propria professione e – spiega Francesco – in molti hanno cercato di frenarmi!». Dati alla mano, però, chi “tirava le redini” all’intraprendenza del giovane imprenditore si è trovato piacevolmente smentito: dal 2013, anno della sua apertura, gli allievi di Apnea Salento sono quasi quintuplicatiplicati, arrivando a contare una media di quindici persone per ogni corso. «Ho iniziato da solo – prosegue il ventiseienne, che aggiunge – l’entusiasmo per il proprio lavoro è una cosa contagiosa e crea fiducia nelle persone».

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Professione “elasticità” e presenza sul territorio.
La chiave di questo “fare impresa” della passione sono radici profonde e solide in cui la professionalità è la conseguenza della cura per il proprio lavoro, nonché lo spartiacque tra il successo e il fallimento. Ma non c’è solo questo. Bisogna lavorare sodo, si intuisce dai discorsi di Francesco, e avere competenze elastiche: «È un lavoro duro dalle ore di pratica in mare alla cura del marketing – aggiunge Francesco, con le idee chiare di chi si è costruito il successo passo per passo – bisogna farsi conoscere da chi il territorio lo vive e non dimenticare la potenza dei “social”». E così non capita di rado che Apnea Salento entri nelle scuole leccesi per spiegare ai piccoli lupi di mare i rischi che si corrono in acqua e la tecnica per vivere appieno quella che – secondo Francesco – può diventare una “passione importante”.

Ancora di più..
Ma non è tutto: Francesco non si accontenta e punta la prua “ad maiora”. Con l’apertura, programmata per l’estate a Santa Caterina (LE), del primo centro italiano dedicato interamente all’apnea, Francesco punta a “nazionalizzare” la propria offerta inserendo nel mercato dell’offerta sportiva un prodotto nuovo basato su una competenza che viene dalla pratica dell’esperienza, su una formazione continua e sul confronto con i grandi atleti.

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Matteo Moraschini

Sbalestrato al mondo nel gennaio ’88, arrivo da Bologna a Milano nel 2012 per finire il corso triennale in lettere classiche. Sono ancora qui. Mi piace troppo. Faccio il redattore per due testate di provincia, piccine ma vivaci. Quando posso, cerco di portare a scrittura quello ciò che mi pare sfori lo schema. Spesso non ci riesco. Mi piacciono i viaggi a sorpresa, le persone che ci mettono del loro e le pagine che scorrono. Non mi piacciono gli “ipse dixit”.
Matteo Moraschini

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Matteo Moraschini

Sbalestrato al mondo nel gennaio ’88, arrivo da Bologna a Milano nel 2012 per finire il corso triennale in lettere classiche. Sono ancora qui. Mi piace troppo. Faccio il redattore per due testate di provincia, piccine ma vivaci. Quando posso, cerco di portare a scrittura quello ciò che mi pare sfori lo schema. Spesso non ci riesco. Mi piacciono i viaggi a sorpresa, le persone che ci mettono del loro e le pagine che scorrono. Non mi piacciono gli “ipse dixit”.

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