L’antica via del marmo: Dalla Svizzera a Milano


Si è a lungo discusso di quanto l’EXPO di Milano 2015 possa effettivamente apportare dei sostanziali benefici al turismo e all’economia del nostro paese. Certo le risposte non si possono avere adesso, a solo pochi giorni dall’apertura del sito espositivo, ma quello di cui vorrei parlarvi in questa sede è un progetto che potrebbe incidere positivamente non solo nell’ambito dell’Esposizione internazionale, ma anche per il futuro turistico della zona che collega Milano al bacino del lago Maggiore.

Fu nel 2008, proprio in vista dell’Esposizione, che l’associazione Locarno-Venezia si accordò con l’allora sindaco della città di Milano, Letizia Moratti, per la riabilitazione dell’idrovia che secoli fa permetteva al marmo delle cave di Baveno e dell’Ossola, sulla sponda piemontese del lago Maggiore, di raggiungere la “Fabbrica del Duomo” del capoluogo Lombardo.

Dalla cittadina svizzera di Locarno il percorso scende dal Lago Maggiore fino ad Arona e Sesto Calende, per poi proseguire sul fiume Ticino fino alle dighe del Panperduto, in località di Somma Lombardo (nelle vicinanze dell’aeroporto della Malpensa). Dal cuore del parco del Ticino il percorso continua seguendo il Canale del Naviglio Grande fino alla Darsena di Milano e dal Canale Villoresi fino al sito dell’Expo.

I lavori di potenziamento ciclabile, pedonale e navigabile hanno reso il Parco del Ticino una meta piacevole per sportivi, turisti e famiglie in cerca di una rilassante giornata all’aria aperta.

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Giorgia Prina

Classe 1995, nata e cresciuta in un piccolo paese sulla sponda piemontese del Lago Maggiore (Solcio), frequento la facoltà di lettere moderne alla Statale di Milano con il progetto di studiare antropologia e storia alla magistrale. Quando ero bambina, allafatidica domanda: “cosa farai da grande?” rispondevo entusiasta che avrei girato il mondo… e che mi avrebbero pagata per farlo. Ambizioso come progetto, lo so, ma io ancora ci credo. Non sono il tipo da viaggi turistici né tanto meno da quelli in comitiva, amo conoscere il mondo con uno zaino sulle spalle e una penna in mano.
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Giorgia Prina

Classe 1995, nata e cresciuta in un piccolo paese sulla sponda piemontese del Lago Maggiore (Solcio), frequento la facoltà di lettere moderne alla Statale di Milano con il progetto di studiare antropologia e storia alla magistrale. Quando ero bambina, alla fatidica domanda: “cosa farai da grande?” rispondevo entusiasta che avrei girato il mondo… e che mi avrebbero pagata per farlo. Ambizioso come progetto, lo so, ma io ancora ci credo. Non sono il tipo da viaggi turistici né tanto meno da quelli in comitiva, amo conoscere il mondo con uno zaino sulle spalle e una penna in mano.

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