La collettiva d’illustrazione InkList: arti diverse collegate da macchie d’inchiostro


Le vie dell’arte, si sa, sono infinite, e quando la fanzine Popper ha raggiunto la fine del suo percorso Giulio Barresi e Caterina Ferrante, illustratori diplomati alla Scuola Internazionale di Comics, hanno deciso di prendere una strada diversa insieme, dando vita al progetto InkList.

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«InkList è un progetto che vuole riunire, far vedere, instaurare un dialogo con e fra numerosi talenti italiani dell’illustrazione.»

Si tratta di gruppi di illustrazioni in bianco e nero a tema comune, di cui poi Giulio e Caterina organizzano l’allestimento in varie città d’Italia. Durante l’esposizione viene data l’opportunità di osservare le illustrazioni stampate su carta e di fruirle al meglio grazie alla presenza di elementi legati ad esse, come per esempio le canzoni che le hanno ispirate, video e contenuti web a cui si può accedere tramite codici QR. In questo modo la mostra prende vita e acquista la terza dimensione, coinvolgendo il pubblico.

«Lo scopo ultimo è far comunicare e mettere in comunicazione talenti italiani, alcuni conosciuti in una nicchia o solo fra addetti ai lavori, altri alle prime armi. In ogni caso si tratta di persone estremamente valide, con una gran voglia di emergere e comunicare con illustrazioni, musiche, video.» Il progetto parte dall’immagine in quanto matrice della formazione dei due ideatori, ma InkList si propone anche di far conoscere fra loro talenti creativi e far interagire fra loro i vari mezzi espressivi.

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La costante del progetto è il ‘tutto italiano’, dalle tematiche ai partecipanti: «Questa costante, oltre a dare maggior collante ‘ideologico’ al risultato, indirizza e facilita gli autori nel decidere i soggetti su cui lavorare.» La scelta tecnica delle illustrazioni in scala di grigi o bianco e nero e di un formato standardizzato, che è nata inizialmente per ragioni pratiche di stampa, spiegano, è stata mantenuta perché visivamente aiuta ad agevolare la coesistenza di stili anche molto diversi fra di loro. Inoltre, è anche un fattore di riconoscimento, il marchio InkList. In genere sono Giulio e Caterina a contattare gli autori, quelli che li colpiscono maggiormente per talento e stile e che possano essere in sintonia con le tematiche. «Siamo comunque aperti a nuove proposte, ai dialoghi davanti a un caffè, ai concerti, alle mostre, alle collaborazioni. Sulla pagina Facebook di Inklist trovate tutti i nostri contatti.»

Il primo evento targato InkList è stato un progetto che “lega con macchie d’inchiostro giovani talenti dell’illustrazione italiana alla musica italiana”, che ha fatto tappa il 21 marzo 2015 a Napoli. Ventinove illustratori hanno proposto con un’immagine la loro interpretazione di altrettante canzoni italiane e, grazie a una sorta di Jukebox interattivo, il pubblico ha avuto la possibilità di ascoltare i brani a cui si sono ispirati gli artisti, intervenendo a piacimento. Precedentemente, quando era ancora attiva Popper, a una mostra organizzata Roma è stato abbinato il concerto di un gruppo locale, i TheGiornalisti.

«La nostra ambizione è che alla fine di ogni collettiva, oltre alla serie di illustrazioni, rimanga anche una playlist, una scaletta di canzoni da ascoltare e riascoltare, videoclip musicali e cinematografici da guardare e artisti a cui interessarsi.» Dal momento che molti artisti hanno un fanbase locale, l’idea di InkList di abbinare ai disegni altri mezzi espressivi è un ottimo mezzo per far conoscere i vari artisti fuori dal loro territorio.

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Attualmente InkList sta lavorando all’organizzazione della nuova collettiva, questa volta cercando di coinvolgere non solo illustratori ma anche fumettisti o designer, artisti con una formazione diversa ma ugualmente interessati all’immagine. «Questo tentativo di collegare fra di loro autori diversi e diverse declinazioni della creatività italiana in punti geografici diversi, dovrebbe, idealmente, concretizzarsi negli spostamenti fisici della collettiva, permettendoci di diffonderci (e diffondere) il più possibile. Inklist è ancora giovane ma è un’esperienza che vogliamo condividere e portare avanti».

Selena Magni

Classe 1990. Da bambina non dormivo mai, non stavo mai ferma, mi arrampicavo sugli alberi, giocavo spesso con i miei cani in giardino e sognavo di vivere su un’isola deserta piena di animali. I miei genitori erano convinti che a scuola non avrei imparato niente perché nessuno riusciva a farmi stare seduta ferma per più di cinque minuti. Invece in prima elementare imparai a leggere e riuscii a stare ferma per ore, persa nelle pagine. La mia professoressa al liceo mi diceva sempre “Nomen Omen”, “il nome è un presagio” perché secondo lei ero spesso sulla luna, fra le nuvole, altrove. Io dico che vivo sugli alberi. Ho sempre amato leggere, scrivere e imparo facilmente nuove lingue, per cui dopo il Liceo Linguistico mi sono laureata in Lingue e Letterature Straniere. Drogata di mondo, appena posso scendo dagli alberi e viaggio nel mondo reale.
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Classe 1990. Da bambina non dormivo mai, non stavo mai ferma, mi arrampicavo sugli alberi, giocavo spesso con i miei cani in giardino e sognavo di vivere su un’isola deserta piena di animali. I miei genitori erano convinti che a scuola non avrei imparato niente perché nessuno riusciva a farmi stare seduta ferma per più di cinque minuti. Invece in prima elementare imparai a leggere e riuscii a stare ferma per ore, persa nelle pagine. La mia professoressa al liceo mi diceva sempre “Nomen Omen”, “il nome è un presagio” perché secondo lei ero spesso sulla luna, fra le nuvole, altrove. Io dico che vivo sugli alberi. Ho sempre amato leggere, scrivere e imparo facilmente nuove lingue, per cui dopo il Liceo Linguistico mi sono laureata in Lingue e Letterature Straniere. Drogata di mondo, appena posso scendo dagli alberi e viaggio nel mondo reale.

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