Sri Lanka, un viaggio nella natura alla ricerca di se stessi


Quante volte abbiamo pensato di “cambiare aria” e dare una svolta alla nostra vita? Tante, sì, ma quanti di noi hanno avuto il coraggio di fare lo zaino e partire davvero? Luca, 28 anni, dopo un periodo buio e difficile, non ha più resistito al richiamo dell’avventura ed è partito per un luogo del quale conosceva poco o niente, lo Sri Lanka.

Il suo viaggio alla ricerca del senso della propria esistenza inizia per caso, mentre si trova in Sudafrica per lavoro. Anziché tornare in Italia, Luca decide di cambiare la destinazione del suo biglietto aereo, dirottando verso Colombo, capitale singalese. Dello Sri Lanka Luca ha in mente solo i racconti e gli aneddoti della zia Benedetta, che da tempo trascorre molti mesi all’anno in questo paradiso tropicale e lo conosce molto bene. È proprio Benedetta ad accoglierlo al suo arrivo e ad ospitarlo nella sua casa di Marawila, un piccolo villaggio costiero del nord.

Spiaggia di Marawila
Spiaggia di Marawila

Fin da subito lo Sri Lanka diventa per Luca sinonimo di natura incontaminata – è proprio in un luogo così selvaggio e rigoglioso che l’uomo può finalmente ristabilire un contatto con l’ambiente circostante, con la natura, di cui egli stesso è parte.

Verso le piantagioni di tè
Verso le piantagioni di tè

Sull’isola, all’ombra delle palme, le giornate scorrono lente, scandite dalle attività semplici e genuine degli abitanti, infondendo a Luca un piacevole senso di pace e tranquillità.

In questo contesto idilliaco, disturbato forse soltanto dalla considerevole quantità di insetti, numerose sono le località da scoprire. Irrinunciabile è senza dubbio un giro lungo la costa meridionale, da Galle a Kataragama, una visita alle città antiche di Sigiriya, Anuradhapura, Polonnaruwa e Dambulla, patrimoni UNESCO, e un tuffo nella verdissima zona delle piantagioni di tè, da Kandy a Nuwara Eliya.

Tempio buddhista
Tempio buddhista

Meno turistico ma senz’altro autentico è scoprire le chicche dell’artigianato locale, come la lavorazione del cocco, da cui si ottengono addirittura delle corde, la produzione di olio e peperoncino, la forgiatura di coltelli e lame da lavoro. Senza dimenticare i vari mercati, soprattutto quelli del pesce, vero cuore pulsante della vita singalese.

Ad aver colpito Luca in modo particolare poi è l’armonia in cui convivono le diverse religioni; non esistono separazioni nette fra Buddhismo, Induismo e Cristianesimo, e non è insolito trovare, ad esempio, il Buddha, Vishnu e la Madonna nello stesso tempietto votivo.

Tempio induista
Tempio induista

Recarsi in questi luoghi sacri è indubbiamente un’esperienza mistica, indipendentemente dalla fede professata: oltre alla ricchezza delle decorazioni dorate e alla vivacità dei colori, spesso i templi sono situati in parchi in cui si possono fare incontri insoliti – a Luca è capitato di conoscere un simpatico signore che viveva nella sua capanna assieme ad un cane e ad uno scoiattolo gigante dello Sri Lanka!

Luca e lo scoiattolo gigante dello Sri Lanka
Luca e lo scoiattolo gigante dello Sri Lanka

Dal racconto entusiasta di Luca, sembrerebbe che partire per un luogo sconosciuto e così diverso da ciò a cui si è abituati non sia affatto una cattiva idea… Un tuffo nelle meravigliose acque dell’Oceano Indiano potrebbe essere davvero un modo per dare una svolta in positivo alla propria vita.

Margherita Ravelli

Nata nel 1989 ad ovest della cortina di ferro, dalla mia cameretta della provincia di Bergamo ho sempre guardato con curiosità verso est, terra dei gloriosi popoli slavi. Dopo aver vagabondato fra Russia, Ucraina e Polonia ho conseguito la laurea magistrale in lingua e letteratura russa, con una tesi sul multilinguismo e sulla multiculturalità nella repubblica russa del Tatarstan. Sono responsabile della sezione Internazionale di Pequod, oltre che redattrice occasionale per attualità, cultura e viaggi.

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Nata nel 1989 ad ovest della cortina di ferro, dalla mia cameretta della provincia di Bergamo ho sempre guardato con curiosità verso est, terra dei gloriosi popoli slavi. Dopo aver vagabondato fra Russia, Ucraina e Polonia ho conseguito la laurea magistrale in lingua e letteratura russa, con una tesi sul multilinguismo e sulla multiculturalità nella repubblica russa del Tatarstan. Sono responsabile della sezione Internazionale di Pequod, oltre che redattrice occasionale per attualità, cultura e viaggi.

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