Nascondino World Championship: tana libera tutti!


Prendete il gioco più amato dai bambini di tutto il mondo, aggiungeteci un immenso parco a disposizione per poterci giocare, un pizzico di sano agonismo e 10 giocatori di football pronti a placcarvi a vista. Mescolate il tutto e avrete la ricetta perfetta per il Nascondino World Championship! (link)

Sabato 12 settembre si sono affrontate nello spazio bergamasco del Parco di Loreto a suon di “Tana per me!” 160 persone per disputare la VI edizione dei campionati mondiali del gioco più conosciuto e più giocato al mondo: nascondino. L’idea, tutta italiana, nasce nel 2010 dall’iniziativa di CTRL magazine, che in quell’anno si occupava di promuovere un calendario denso di attività che spingessero i cittadini ad uscire e godersi ciò che la loro città aveva da offrire.

Anche il nascondino può essere visto sotto questo punto di vista come un invito ad uscire allo scoperto tutto l’anno per nascondersi soltanto nelle date e nel luogo della competizione. Gli organizzatori non mancano di evidenziarne l’importante aspetto culturale presente insieme all’aspetto puramente ludico: «Non esiste infatti un ideatore o una data di creazione del nascondino, è diffuso in tutto il mondo come se il nascondersi fosse un atto insito nell’animo umano».

Foto 1
Il regolamento è stato leggermente modificato in modo da permetterne una maggiore giocabilità: le 32 squadre presenti, composte ognuna da 5 giocatori, hanno gareggiato in manche da 15 giocatori ciascuna.

I partecipanti si sono nascosti in 60 secondi, passati i quali sono stati cercati, inseguiti e placcati da una squadra di “seekers”, che, malauguratamente per chi è stato preso, era formata dalla squadra bergamasca di football americano, i Lions.

Chi invece è riuscito a sfuggire alle potenti braccia dei cercatori si è “liberato” buttandosi su un grosso materasso gonfiabile con la funzione di “tana”. Oltre ad alberi e cespugli sono stati aggiunti nel parco nascondigli artificiali come armadi o vasche da bagno, per evidenziare ancora di più l’aspetto ludico della competizione.

Foto 2

In palio per la squadra vincitrice c’era la Foglia di Fico d’Oro, biblico emblema dell’atto del nascondere e del celare. Ad aggiudicarsela è stata la squadra dei “Piccoli Pinocchietti”, bergamaschi della zona Isola.

Foto 3

Quella di portare il nascondino ad un livello sportivo agonistico su scala mondiale non è un’idea così azzardata. Già Yasuo Hazaki, docente giapponese di Scienza dello Sport, cogliendo l’occasione dell’assegnazione delle olimpiadi 2020 alla città di Tokyo, ha lanciato al comitato organizzatore la proposta di includere nella competizione il nascondino.

E a chi obietta che il nascondino non rientri in nessuna categoria di sport il professore risponde: «Bisogna saper correre, mantenere un equilibrio e spesso un’immobilità assoluta mentre ci si nasconde, richiede intuito, agilità e gioco di squadra, è uno sport eccome. Inoltre, diversamente da tanti sport odierni che richiedono eccezionali prestazioni fisiche per essere giocati, il nascondino può essere giocato praticamente da tutti, a qualunque età, e in qualunque luogo».

Giorgia Prina

Classe 1995, nata e cresciuta in un piccolo paese sulla sponda piemontese del Lago Maggiore (Solcio), frequento la facoltà di lettere moderne alla Statale di Milano con il progetto di studiare antropologia e storia alla magistrale. Quando ero bambina, allafatidica domanda: “cosa farai da grande?” rispondevo entusiasta che avrei girato il mondo… e che mi avrebbero pagata per farlo. Ambizioso come progetto, lo so, ma io ancora ci credo. Non sono il tipo da viaggi turistici né tanto meno da quelli in comitiva, amo conoscere il mondo con uno zaino sulle spalle e una penna in mano.
Giorgia Prina

Tag: , , , , , , , ,


Giorgia Prina

Classe 1995, nata e cresciuta in un piccolo paese sulla sponda piemontese del Lago Maggiore (Solcio), frequento la facoltà di lettere moderne alla Statale di Milano con il progetto di studiare antropologia e storia alla magistrale. Quando ero bambina, alla fatidica domanda: “cosa farai da grande?” rispondevo entusiasta che avrei girato il mondo… e che mi avrebbero pagata per farlo. Ambizioso come progetto, lo so, ma io ancora ci credo. Non sono il tipo da viaggi turistici né tanto meno da quelli in comitiva, amo conoscere il mondo con uno zaino sulle spalle e una penna in mano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Copyright ©2014 Pequod - Admin
Registrazione presso il Tribunale di Bergamo n. 2 del 8-03-2016
Made by Progetti Astratti