Quando il nemico diventa la strada


“Via del Campo c’è una bambina 
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina”.

L’8 Febbraio sarà la giornata contro la tratta e lo sfruttamento sessuale. Giornata importante che ci ricorda come questo problema sia ancora presente e molto diffuso, tuttavia, diverse associazioni  (ma non solo) sono nate con l’ unico scopo di combatterlo. Una di queste è nata a Bergamo nel 2001 e si chiama la melarancia onlus la cui coordinatrice principale è la dottoressa Marzia, «La mela in quanto frutto di tutti i giorni indica la quotidianità, mentre l’arancia con i suoi spicchi indica tutti i servizi, come l’ospedale, l’A.S.L., il servizio per gli immigrati ecc…, a cui noi ci appoggiamo per dare vita ad un progetto integrato che vive nel quotidiano». La melarancia onlus nasce in un contesto ben preciso: nel 1998  è entrata in vigore una legge, il decreto 286/98, che  riconosce che in Italia esistono vittime di sfruttamento sessuale, «Da quell’ anno iniziarono a nascere associazioni per combattere questo problema, Bergamo, però, ne era sprovvista ed è qui, quindi, che arriviamo noi», spiega la dottoressa.

L’associazione opera grazie ad un’equipe formata da educatori e volontari competenti e copre l’intera provincia di Bergamo. Con quattro uscite alla settimana, due di giorno e due di notte, la squadra si reca nelle zone dove la prostituzione è più frequente ed entra in contatto con le ragazze. Nel 2015 i casi registrati sono 498, donne che sono in prevalenza di nazionalità rumena ed albanese ma anche, seppur in maniera minore, polacche, russe, e sudafricane. Oltre a combattere lo sfruttamento delle donne sulla strada, la onlus è attiva, da circa sei anni, anche sul fronte della prostituzione invisibile, quella che avviene tramite annunci e all’interno di spazi chiusi. «Teniamo monitorati i siti di annunci delle donne e le contattiamo per telefono proponendo un servizio di prevenzione ed assistenza, un po’come facciamo con le donne sulla strada», mi racconta la coordinatrice.

 

 

La promozione delle donne in condizioni di disagio, vittime dello sfruttamento sessuale e il loro affrancamento dalla schiavitù, o ancora, l’integrazione sociale di persone emarginate attraverso servizi atti a soddisfare i loro bisogni, sono solo alcuni degli obbiettivi che l’associazione si prefigge. Uno degli scopi più importanti dell’attività riguarda l’aspetto sanitario: spesso, la condizione di emarginazione in cui vivono le ragazze fa sì che non siano consapevoli di quali siano i diritti loro garantiti in materia di sanità, quindi, da questo punto di vista la figura dell’ operatore è importantissima in questo campo poiché funge da tramite e da aiuto tra la ragazza ed il servizio.

 

L’ esempio che questi volontari danno è veramente grande: la loro lotta è una delle più ardue anche perché il nemico non è semplice da battere. Tuttavia un giorno, come nelle più belle favole, si giungerà ad un lieto fine ed è lì che allora la frase vissero tutti felici e contenti diverrà realtà.

 

Matteo Fornasari

Matteo Fornasari

Cremonese di nascita, classe 1995, riesco ad oltrepassare l’ostacolo della maturità nel luglio del 2014 e a conseguire un sudatissimo diploma in lingue straniere. A settembre dello stesso anno la passione per la storia mi porta ad iscrivermi all’Università degli Studi di Milano dove quasi casualmente trovo Pequod, ed è qui che ha inizio la mia avventura.
Matteo Fornasari

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Matteo Fornasari

Cremonese di nascita, classe 1995, riesco ad oltrepassare l’ostacolo della maturità nel luglio del 2014 e a conseguire un sudatissimo diploma in lingue straniere. A settembre dello stesso anno la passione per la storia mi porta ad iscrivermi all’Università degli Studi di Milano dove quasi casualmente trovo Pequod, ed è qui che ha inizio la mia avventura.

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