Malpensata site-specific e Trasfigurazioni di quartiere


Nel settembre 2018 la Compagnia Trasfigura presentava Doppi sensi. Il gioco delle parti, uno spettacolo comico-poetico che parla della “lotta” degli organi più nascosti del corpo, pene e vagina, contro il giudicante e mascherante cervello: una produzione autonoma che si rifà ai linguaggi dell’assurdo e del teatro fisico, che gioca con l’immaginario del corpo per parlare con seria leggerezza di tematiche legate al rapporto tra femminile e maschile e alla sessualità del nostro tempo.

Questo approccio e questa ricerca si protraggono nel tempo sia «per piacere che per percorsi di studio affrontati nelle rispettive carriere. È questo ciò che ci differenzia un po’ dalla semplice compagnia teatrale. Nella creazione di uno spettacolo, ci piace molto la costruzione culturale, la commistione di arti visive: abbiamo una forte passione per la progettazione culturale». Queste le parole di Serena Gotti, regista di questo spettacolo e co-fondatrice di Compagnia Trasfigura, insieme ad Alice Laspina.

Capiamo ancora meglio la direzione della giovane compagnia parlando del loro format progettuale Trasfigurazioni che nella sua prima edizione, per tutto il mese di maggio 2019, animerà il quartiere della Malpensata, nella città di Bergamo. Continua Serena: «La produzione teatrale e la progettazione culturale si sposano con la nostra passione per il lavoro site-specific, pensato per le caratteristiche di un particolare territorio, arrivando all’ideazione di progetti che valorizzino il territorio attraverso forme artistiche, non solo teatrali. Nel format Trasfigurazioni, infatti, vengono incluse musica, fotografia, videomaking. Parlo di “format” e non di progetto nel senso che Trasfigurazioni non si concluderà con l’esperienza della Malpensata: il nostro intento è svilupparlo in altri comuni della bergamasca, con sfumature e declinazioni diverse, per esplorare nuove forme di possibili narrazioni artistiche condivise».

Trasfigurazioni_Pequod Rivista

Questa connessione tra forme artistiche e territorio aveva già visto la compagnia impegnata nella sua penultima produzione teatrale: Segrete stanze, una performance specificamente pensata per l’ex Carcere di Sant’Agata di Bergamo. Continua Serena: «Ci piace l’idea della costruzione immediata e la sua fruizione, lavorare su uno spettacolo che non per forza deve avere vita lunga, che non per forza trovi una forma chiusa in cui definirsi. Visti i nostri studi e la nostra formazione, adoriamo lavorare sul site specific, al di là della semplice produzione teatrale, soprattutto per le nostre esperienze di teatro fisico. È questo il lato del teatro che più ci ha interessato e ci ha portato di conseguenza ad arrivare a un progetto come Trasfigurazioni».

Trasfigurazioni_Segrete stanze_Compagnia Trasfigura
“Segrete stanze” (primo studio), presentato da Compagnia Trasfigura all’interno della rassegna Per amore o per forza 2017.

La partenza del progetto nasce dal bando “Legami Urbani”, che al meglio si sposava con le idee delle due artiste, seguite da sei intensi mesi di processo artistico e lavorativo. «Quattro laboratori per quattro tematiche, quattro arti per quattro narrazioni differenti del quartiere: i laboratori di sperimentazione sono il cuore pulsante di Trasfigurazioni, per approfondire la storia che ha contraddistinto la Malpensata attraverso le forme del suono, del video, del teatro e della fotografia. Abbiamo pensato a un progetto il più possibile inclusivo, con attività dedicate ai bambini e agli adulti, dedicate a specifiche fasce d’età».

Trasfigurazioni_laboratori_Pequod Rivista

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Alcuni scatti dai laboratori dalla prima edizione di Trasfigurazioni.

La scelta del quartiere della Malpensata per lo sviluppo delle attività è forse uno dei punti di forza del progetto: da sempre considerato come quartiere “di secondo livello”, ma ricco di storie e culture da rivelare all’intera città. Trasfigurazioni si presenta quindi come una proposta per rivalutarne e raccontarne nuovamente la storia, per donare una veste artistica a un quartiere cittadino ma marginale, trasfigurando. Trasfigurazioni è anzitutto arte partecipativa e relazionale, che si inserisce nei contesti sociali quotidiani per intrecciarsi con essi e creare nuovi punti di vista.

Sono in programma due interessanti giornate conclusive del processo artistico di Trasfigurazioni: sabato 25 e domenica 26 maggio verranno condivisi gli esiti dei laboratori, le narrazioni collettive strutturate nelle forme delle performance musicali e teatrali, della mostra fotografica e della proiezione video; a conclusione, gli interventi di Nicola Feninno (direttore di CTRL Magazine) e Renato Ferlinghetti (Università degli Studi di Bergamo) negli incontri informali a cura di Conversas Bergamo

Ph. credits: Compagnia Trasfigura 

Sara Alberti

Nata sulle colline bergamasche nel 1989, percuoto dall’età di otto anni, quando ho iniziato a studiare batteria e percussioni da orchestra nel Corpo Musicale Pietro Pelliccioli di Ranica (W la banda!). Dopo essermi barcamenata tra le varie arti, la Musica ha avuto la meglio e mi è valsa una laurea in Musicologia. Profondamente affascinata dal vecchio e dall’antico, continuo a danzare e suonare nella Compagnia per la ricerca e le tradizioni popolari “Gli Zanni” e per il mio grande amore balcanico Caravan Orkestar. Su questa nave di pirati sono la responsabile della sezione Nuove Premesse, della cambusa e della rubrica musicale.
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Nata sulle colline bergamasche nel 1989, percuoto dall’età di otto anni, quando ho iniziato a studiare batteria e percussioni da orchestra nel Corpo Musicale Pietro Pelliccioli di Ranica (W la banda!). Dopo essermi barcamenata tra le varie arti, la Musica ha avuto la meglio e mi è valsa una laurea in Musicologia. Profondamente affascinata dal vecchio e dall’antico, continuo a danzare e suonare nella Compagnia per la ricerca e le tradizioni popolari “Gli Zanni” e per il mio grande amore balcanico Caravan Orkestar. Su questa nave di pirati sono la responsabile della sezione Nuove Premesse, della cambusa e della rubrica musicale.

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