Arcipelago delle Azzorre, ultima terra occidentale d’Europa


«Mi spiace, ho speso tutti i soldi per una chitarra nuova», proferì il mio (oramai ex) ragazzo.

«A me i delfini fanno impressione», dichiara un’amica.

«Eh?», anonimo passante alla pensilina dell’Atb.

La misantropia, si sa, prima o poi colpisce tutti. Per quanto mi riguarda, bussò alla porta della mia affabilità nell’estate del 2012, al momento della decisione del viaggio di laurea e della conseguente ricerca di compagni di viaggio. Di soldi ne avevo, un ragazzo pure e gli amici non mancavano… eppure, la pesantezza del posteriore di tutti mi fece acquistare un solo biglietto per le Azzorre, le verdissime isole portoghesi al centro dell’Atlantico.

Le scelsi per poter nuotare con i delfini e per poter vivere uno dei pochissimi luoghi europei ancora incontaminati, incontrando e conoscendo la spontaneità degli abitanti e la loro sincera benevolenza… ma se ritorno con il pensiero alle Azzorre, più che i visi e le voci, ritornano il fragore dell’oceano, la terra vulcanica nera e giovane, il fertile vigneto basso e inerpicato tra le pietre e il lago sconosciuto alle cartine.

Francesca Gabbiadini

Nata in valle bergamasca nell’inverno del 1989, sin da piccola mi piace frugare nei cassetti. Laureata presso la Facoltà di Lettere della Statale di Milano, capisco dopo numerosi tentavi professionali, tra i quali spicca per importanza l’esperienza all’Ufficio Stampa della Longanesi, come la mia curiosità si traduca in scrittura giornalistica, strada che mi consente di comprendere il mondo, sviscerarlo attraverso indagini e ricomporlo tramite articolo all’insegna di un giornalismo pulito, libero e dedito alla verità come ai suoi lettori. Così nasce l’indipendente Pequod, il 21 maggio del 2013, e da allora non ho altra vita sociale. Nella rivista, oltre ad essere fondatrice e direttrice, mi occupo di inchieste, reportage di viaggio e fotoreportage, contribuendo inoltre alla sezione Internazionale. Dopo una tesi in giornalismo sulla Romania di Ceauşescu, continuo a non poter distogliere lo sguardo da questo Paese e dal suo ignorato popolo latino.
Francesca Gabbiadini

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Nata in valle bergamasca nell’inverno del 1989, sin da piccola mi piace frugare nei cassetti. Laureata presso la Facoltà di Lettere della Statale di Milano, capisco dopo numerosi tentavi professionali, tra i quali spicca per importanza l’esperienza all’Ufficio Stampa della Longanesi, come la mia curiosità si traduca in scrittura giornalistica, strada che mi consente di comprendere il mondo, sviscerarlo attraverso indagini e ricomporlo tramite articolo all’insegna di un giornalismo pulito, libero e dedito alla verità come ai suoi lettori. Così nasce l’indipendente Pequod, il 21 maggio del 2013, e da allora non ho altra vita sociale. Nella rivista, oltre ad essere fondatrice e direttrice, mi occupo di inchieste, reportage di viaggio e fotoreportage, contribuendo inoltre alla sezione Internazionale. Dopo una tesi in giornalismo sulla Romania di Ceauşescu, continuo a non poter distogliere lo sguardo da questo Paese e dal suo ignorato popolo latino.

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