La strada e i suoi abitanti


“E tuttavia non v’è degradazione e turpitudine in questo abbandonarsi con primitiva spontaneità alle leggi naturali e all’istinto individuale, bensì una patetica aspirazione all’innocenza perduta, una ribellione alle aberranti sovrastrutture che soffocano nel conformismo l’istinto creativo dell’uomo”, Jack Kerouac, “on the road”.

Le ricerche statistiche documentano un aumento esponenziale degli homeless in tutte le città, in Italia sono addirittura triplicati e in Europa sono circa 50.000 le persone che si dichiarano senza fissa dimora: una vera e propria popolazione. Di fronte a questi dati, la colpa non può che ricadere sulla famigerata crisi del debito: una recessione che ha portato in strada anche chi non ha scelto di viverci e che ha costretto intere famiglie a sopportare le rigide regole del freddo e della fame.

In un’altra accezione però la strada è vita e arte allo stesso tempo e chi ha scelto di viversela ha saputo sviluppare doti di sopravvivenza che noi, nelle nostre case e sui nostri morbidi letti, neanche immaginiamo.

Questo fotoreportage nasce sostanzialmente come rivisitazione del concetto di strada, attore protagonista della vita quotidiana di ogni città del mondo. Pensateci bene, ogni città è strada e anche ogni uomo è strada, dal momento che ognuno di noi cerca di imboccarne una. Il mio tentativo è quello di dar voce a chi in strada ci è finito e a chi, invece, la strada l’ha scelta come casa, come lavoro o come fonte d’ispirazione; quindi il mendicante, il mercante e l’artista di strada.

Sara Ravasio

Sara Ravasio

Natale 2008, è l'ora di scartare i regali. Pacco rigorosamente rosso e una busta con il mio nome sopra: Sara. Distruggo la carta natalizia e bam!: è un Nikon D60. Così nasce la nostra storia d'amore, tra sCatti e sBatti (non è facile fare amicizia con ISO e bilanciamento del bianco!).
Nel 2009 partecipo a un corso di fotografia che mi rilascia un attestato, il quale mi permette di presentami come fotografa a tutti gli effetti.
Nasco nel 1991, vivo in un piccolo paesino della Val Seriana (BG) e il mio hobby è fare la pendolare tra Bergamo e Milano, dove studio Scienze Politiche con passione e ammirazione. La laurea triennale è vicinissima e mi attende una magistrale in Relazioni Internazionali.
Per Pequod, come credo abbiate capito, mi muovo tra un fotoreportage e un altro, cercando di raccontarvi ciò che succede con un pizzico di emozioni personali.
Sara Ravasio

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Sara Ravasio

Natale 2008, è l'ora di scartare i regali. Pacco rigorosamente rosso e una busta con il mio nome sopra: Sara. Distruggo la carta natalizia e bam!: è un Nikon D60. Così nasce la nostra storia d'amore, tra sCatti e sBatti (non è facile fare amicizia con ISO e bilanciamento del bianco!). Nel 2009 partecipo a un corso di fotografia che mi rilascia un attestato, il quale mi permette di presentami come fotografa a tutti gli effetti. Nasco nel 1991, vivo in un piccolo paesino della Val Seriana (BG) e il mio hobby è fare la pendolare tra Bergamo e Milano, dove studio Scienze Politiche con passione e ammirazione. La laurea triennale è vicinissima e mi attende una magistrale in Relazioni Internazionali. Per Pequod, come credo abbiate capito, mi muovo tra un fotoreportage e un altro, cercando di raccontarvi ciò che succede con un pizzico di emozioni personali.

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