L’Aquila rinasce


Era il 6 Aprile del 2009, quando una forte scossa di terremoto ha in buona parte distrutto l’Aquila, capoluogo dell’Abruzzo.

Attualmente sono passati 7 anni da quel fatidico periodo e le condizioni non appaiono molto diverse.

Dall’autostrada che porta al Parco nazionale del Gran Sasso, in lontananza, si vedono numerose gru che emergono dal capoluogo, e ognuna di queste, per gli aquilani è simbolo di speranza, perché dimostrano l’avviamento delle ristrutturazioni e delle costruzioni dei palazzi in rovina. Percorrendo le strade del centro si distinguono sia gli stabili abbattuti dal terremoto, che ricordano le costruzioni colpite dai bombardamenti in tempo di guerra, sia gli edifici e le opere d’arte rimessi a nuovo.

Tra i vari edifici storici ristabiliti, in Piazza San Vito si trova il simbolo dell’Aquila: la “Fontana delle 99 cannelle”, costituita da 99 volti, dalla quale fuori la bocca esce uno zampillo d’acqua.

I soli esseri viventi presenti nelle vie deserte, sono gli operai che lavorano infaticabilmente nei cantieri, qualche raro abitante rimasto nella propria residenza e i cani randagi. La vita quotidiana della maggior parte degli sfollati continua poco fuori dal centro, nelle case prefabbricate e nei molti centri commerciali.

Anche se ci vorranno molti anni per completare i lavori, la pazienza agli aquilani non manca e nonostante il dolore provato, non mollano e guardano avanti, con la voglia di lottare per riacquistare la propria esistenza.

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