TEEM, la semina dell’asfalto darà i suoi frutti? – Green Marketing, la visione del costruttore da stravolgimenti e preservazione

Con l’articolo del 23 Febbraio, abbiamo osservato da vicino la realizzazione di un’opera, un’opera titanica: la TEEM. Medaglia questa, dalle due facce: l’una strategicamente interessante per la mobilità, l’altra decisamente invasiva per l’ecosistema. Ad oggi, ciò che risulta lapalissiano e quindi incontrovertibile è la forte trasformazione che il territorio interessato sta subendo. Corsi d’acqua deviati, incanalati ed interrati, ponti spuntati improvvisamente dal sottosuolo, ed un orizzonte ridisegnato. La società “Tangenziale Esterna S.p.a” è nata per progettare, realizzare e gestire in concessione per cinquant’anni, i 32 Km di superstrada. Le ragioni esposte dalla neo-società, per la costruzione dell’opera, si fondano sulla vetusto concezione della vecchia Tangenziale Est di Milano, la quale, costruita alla fine degli anni sessanta, non sarebbe più in grado di assecondare le esigenze di viabilità odierne. La progressiva urbanizzazione e industrializzazione (con la presenza sempre più fitta di logistiche e poli industriali), dislocati fuori dalla vecchia cerchia urbana di Milano, hanno reso il traffico sempre più congestionato e saturo.

Dunque, proprio al fine di alleggerire la mole di auto e camion presenti sull’attuale rete, si è preparato il campo alla ideazione e costruzione della TEEM, con l’obiettivo di ridurre i tempi di percorrenza e parallelamente, diminuire le emissioni inquinanti. La società TE, per “addolcire la pillola”, dal punto di vista comunicativo e (speriamo) attuativo, ha prestato attenzione alle tematiche green, offrendo ai propri interlocutori, interventi tecnologici mirati a basso impatto ambientale. Per la costruzione si è fatto ricorso a innovativi sistemi di barriere fonoassorbenti e dune antirumore utili ad armonizzare l’infrastruttura, con un contesto geografico che vanta caratteristiche territoriali d’eccellenza. SONY DSC

In ossequio al principio di compensazione non mancheranno un insieme di accorgimenti per il corretto trattamento delle acque piovane, che attraverso l’installazione di vasche di laminazione e impianti di depurazione eviteranno, inoltre, che eventuali sostanze inquinanti vadano ad intaccare la falda acquifera locale, garantendo sicurezza e rispetto ad un’ area che fa delle acque il proprio punto di forza a servizio della produzione agricola. Una grandiosa opera rispettosa dell’ambiente non può permettersi di trascurare l’ottimizzazione nell’utilizzo di energia, ecco allora presentato dalla Società, un esteso utilizzo di innovativi impianti di illuminazione a LED che permetterà un’elevata personalizzazione delle segnalazioni visive sull’infrastruttura, a incremento della sicurezza dei viaggiatori, unita a un’ottimizzazione nell’utilizzo dell’energia necessaria al funzionamento degli impianti a servizio di TEEM. All’interno dell’operazione di “lifting green” non poteva mancare la promessa di una generica piantumazione massiva volta ad implementare la vegetazione già presente, oltre ad un importante sviluppo di “mobilità dolce” con 30 Km di strade ciclabili che, secondo il progetto, metteranno in comunicazione e faciliteranno la fruizione dei beni storici e culturali presenti sul territorio (monumenti, ville e cascine).

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Cultura: secondo tema fortemente usato nella costante opera di mitigazione. Forte esempio è il completo finanziamento, stimato in oltre un milione di euro di spesa, da parte della società TE, per il restauro dell’oratorio bramantesco di Comazzo, uno dei comuni interessati dalla TEEM. La struttura è uno straordinario sito Storico artistico, un gioiello architettonico di grande e delicata suggestione, ma anche un luogo di importanza storica. Proprio da qui, da un piccolo oratorio incastrato in quel dedalo di paesini, cascine e campi, prende forma la giusta metafora che fotografa il momento attuale, immortalando l’eterno dualismo tra progresso e conservazione del bello. Dove per il mantenimento dell’antico è necessario il finanziamento del progresso, in un rapporto apparentemente in forte contraddizione, per il quale il soggetto, l’attore del grande stravolgimento assume le vesti del salvatore, preservatore di luoghi preesistenti alla Sua opera, attraverso la quale nulla può passare indenne al cambiamento.  …to be continued…

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Mirko Pizzocri

Ho 32 anni e arrivo dall’estrema provincia di Milano, insomma dalla campagna alla city, per necessità, lavoro e studio, ma forse un pochino anche per piacere. Sono laureato in Giurisprudenza, e manco a dirlo da grande vorrei fare l’avvocato. Intanto mi diletto e diverto tra sport praticati, lettura e viaggi. Ultimamente, frequentando la ciurma di Pequod, ho anche preso gusto a scrivere...

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