Lusitania: dove va a finire il sole?


Seduti figurativamente sul versante occidentale della penisola iberica, con le spalle al continente europeo, volti alla vastità atlantica, è facile immaginare come gli uomini che vissero prima del 1492 dovessero avere veramente l’impressione che l’universo terracqueo finisse lì, sulle coste del Portogallo e della Galizia.
Visto da qui l’orizzonte si estende in un immenso oceano Atlantico, sperduto; si ha l’impressione che oltre quel valico naturale, non possa esistere nient’altro. E’ su queste coste rocciose che questa idea di finis terrae si è infranta, sconfitta dall’inarrestabile sete di conoscenza e curiosità che hanno guidato l’uomo a crescere e ad emanciparsi dalla sua condizione di ignoranza e superficialità.
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L’itinerario compiuto attraverso alcune delle città più affascinanti del Portogallo, Coimbra, Lisbona e Porto, nonché attraverso una vera e propria roccaforte della Galizia (comunità autonoma del nord-ovest spagnolo), Santiago de Compostela, è stato un viaggio prima di tutto proteso verso l’orizzonte. Un viaggio spinto da una curiosità infantile, compiuto in punta dei piedi cercando di sbirciare oltre. Una rincorsa verso il mare per capire dove finisse il Sole, dove andasse a sparire, dietro le cattedrali, le irte strade, i ponti e le alte colline sospese sul litorale.

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Il fascino della Terra Lusitana va dunque ricercato prima di tutto nella volontà di capire, di indagare come esploratori dell’animo umano guidati dalla prima delle bussole: il Sole. Da questo desiderio arrivano le altre infinite bellezze di questa terra.

La piccola Coimbra arrampicata su di un colle racchiude in se centinaia di anni di storia e tradizione culturale. Dopo aver visitato le prestigiose sedi universitarie, le cattedrali dove affonda le radici il sapere europeo, poste sulle vette più alte, la cittadina alla sera non si offre più rovente, ostica e impervia da raggiungere, da scalare: dopo che il caldo sole della giornata ha spossato le nostre menti e gambe, alla sera si ritira infiammando e dipingendo di rosso le punte delle numerose chiese. La città cambia pelle e colore nell’ora del tramonto.

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Lasciato il Portogallo anche la terra spagnola ci regala panorami mozzafiato. La roccaforte del pellegrinaggio europeo cristiano, Santiago de Compostela, ricchissima di campanili, all’ora del crepuscolo, accende le punte di questi grandi fiammiferi rivelando il fascino di una vicenda spirituale che si protrae da millenni.

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Il volto schietto e caldo della penisola iberica al calare del sole mostra la sua parte meno cruda e più romantica. Le mete raggiunte con difficoltà e fatica durante il giorno, alla sera appaiono docili mentre i loro verticalismi si perdono nel buio che avanza e che rende nulle le loro altezza. Chiese e grandi palazzi fanno da scudo ad un mondo che scompare. Dietro tutto ciò è facile pensare ad una terra che naviga fra la malinconia e la gioia del fado, fra la miseria di una crisi che ha messo in ginocchio un paese arretrato e il glorioso passato di lustri e meraviglie, fra l’intensa luce del giorno e quella calda che prelude a notti profumate. Questo è il fianco occidentale dell’Europa: quello che rincorre l’ultima luce del sapere, trascinando dietro sè un continente, mosso dalla voglia di capire dove va a dormire il Sole, quella stessa utopia che da millenni fa evolvere, fa progredire l’uomo.

Andrea Turchi

Andrea Turchi

Mi chiamo Andrea Turchi ed ho 25 anni. Provengo da Firenze, dove mi sono laureato in Lettere Moderne ed attualmente studio Editoria presso l’Università Statale di Milano. Pequod per me è non solo un’occasione di crescita ma qualcosa di più: Pequod è una lente per osservare il mondo, un mezzo per suggerirvi una prospettiva diversa, una famiglia della quale faccio parte da più di 1 anno. Mi occupo soprattutto di attualità e cultura e spero che apprezzerete i miei articoli.
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Mi chiamo Andrea Turchi ed ho 25 anni. Provengo da Firenze, dove mi sono laureato in Lettere Moderne ed attualmente studio Editoria presso l’Università Statale di Milano. Pequod per me è non solo un’occasione di crescita ma qualcosa di più: Pequod è una lente per osservare il mondo, un mezzo per suggerirvi una prospettiva diversa, una famiglia della quale faccio parte da più di 1 anno. Mi occupo soprattutto di attualità e cultura e spero che apprezzerete i miei articoli.

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