Black Puppet: l’innovazione video-producer tutta italiana che non ti aspetti


Siamo nel XXI secolo, la tecnologia avanza e sempre più impetuosa diventa virale; un’era all’avanguardia la nostra, orientata al futuro ma ancora succube di un passato imponente e aggressivo che disorienta e fa paura.

In questa realtà vacillante e precaria emerge il progetto Black Puppet, una casa di produzione video e service di figure professionali quali producer, operatori, montatori, autori e fotografi, nata dall’idea e dalla collaborazione di un gruppo di compagni universitari circa tre anni fa a Milano. Forti di una preparazione teorica incisiva e di una buona dose di tenacia, iniziano quella che poi diventerà loro carriera a tutti gli effetti con la produzione di cortometraggi, arrivando ad affermarsi nel mondo pubblicitario e della comunicazione.

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Una squadra organica e ben organizzata, ad oggi formata da quattro componenti: Luigi Vitiello, autore, sceneggiatore e montatore, un narratore forte della sua passione per ogni forma di racconto; Giuseppe Salerno meticoloso e tecnologico DOP, operatore e fotografo, occhio attento e perspicace del progetto; Martina Manoli, razionale e abile produttore esecutivo, ma anche amministrativa, manager e responsabile; Claudio Pastafiglia creativo regista, aiuto regista e operatore, coordinatore generale del set.

Una casa di produzione innovativa, tecnologica, più leggera che riesce, tramite tempistiche più veloci, a dimezzare le spese fisse ottenendo un risultato impeccabile.

Dalla breve intervista a Luigi Vitiello emerge una complicità unica, tangibile sul campo e vero caposaldo del gruppo, che li porta a collaborare anche ai progetti personali di ognuno e a manifestare la propria identità in progetti di terzi:  «In questo momento all’Istituto dei Ciechi a Milano c’è una mostra, Leonardo racconta il cenacolo, all’interno della quale è possibile ammirare in scala 1:1 la proiezione dell’ultima cena di Leonardo.

Ogni venti minuti il quadro viene sostituito da un breve documentario in cui un Leonardo moderno e accattivante ci spiega e commenta la sua opera. In questo caso la Black Puppet ha collaborato con il regista Maurizio Sangalli e con la sceneggiatrice Renata Avidano; Giuseppe si è occupato della ripresa mentre io (Luigi) ho fatto da aiuto regia e mi sono occupato del montaggio».

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Un inizio sperimentale quello di Black Puppet, diviso tra report, serate, spot, con una breve parentesi contest, passando per diversi documentari e arrivando a specializzarsi attualmente in spot web, brevi pubblicità virtuali dalla forte impronta virale veicolate dai più grandi social network.

La necessità e il desiderio di produrre in prima persona un’idea, un progetto, li porta ad aprire uno studio associato con partita IVA unica a gennaio 2015, grazie anche ai cambiamenti nella domanda di mercato in ambito comunicativo-pubblicitario, alla quale le case di produzione più affermate, abituate a fare prodotti televisivi con il vecchio assetto, non sono preparate.

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L’obiettivo più grande è l’affermazione nazionale e internazionale di Black Puppet, incrementando la produzione e il valore del lavoro svolto, con un piccolo grande sogno nel cassetto orientato al cinema.
Rimanere collegati è quindi d’obbligo.

Jennifer Engelmann

Una mente intuitiva e razionale per un corpo istintivo e cosmopolita. 
Italo-tedesca trapiantata a Milano since 1991, imparo a scrivere prima ancora di camminare: inizio ad usare di nascosto la macchina da scrivere di mia nonna e battuta dopo battuta capisco che quel tic-tic-tic sarebbe diventato il mio suono preferito. Intraprendo la carriera universitaria in ambito comunicativo-giornalistico per perseguire il mio sogno e, dopo aver navigato in mari bui e tempestosi, approdo a Pequod nel Marzo 2015 dove, dilettandomi tra arte viaggi e fotografia, divento responsabile eventi.
 Una biondina cinica e determinata un po’ Carrie Bradshaw, un po’ Miss Fletcher.
Jennifer Engelmann

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Una mente intuitiva e razionale per un corpo istintivo e cosmopolita. 
Italo-tedesca trapiantata a Milano since 1991, imparo a scrivere prima ancora di camminare: inizio ad usare di nascosto la macchina da scrivere di mia nonna e battuta dopo battuta capisco che quel tic-tic-tic sarebbe diventato il mio suono preferito. Intraprendo la carriera universitaria in ambito comunicativo-giornalistico per perseguire il mio sogno e, dopo aver navigato in mari bui e tempestosi, approdo a Pequod nel Marzo 2015 dove, dilettandomi tra arte viaggi e fotografia, divento responsabile eventi.
 Una biondina cinica e determinata un po’ Carrie Bradshaw, un po’ Miss Fletcher.

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