#FestivalCom – Marco Tullio Giordana il suo cinema fatto di fuochi e scintille


Piazza Battistoni gremita di gente per il cinque volte vincitore del David di Donatello, regista, Marco Tullio Giordana intervistato da David Parenzo.

Parliamo degli anni 70 e come viene vissuta la coscienza civile dai suoi film, Parenzo si ricollega a una citazione di Giordana «il cinema non deve spiegare, ma raccontare» portando il discorso sul cinema e il suo poter contribuire a cambiarla, qui Giordana, storce un po’ il naso e spiega che ogni regista è permeato dalle sue ossessioni (le sue sarebbero la musica, gli amici e le vecchie macchine), intriso di esse, cerca di raccontare la persona, senza partire dalla politica e tutte le sue illusioni più o meno credibili.

Parenzo incalza cercando di trovare l’attore chiave per il regista, parlando di Lo Cascio paragonandolo al ruolo di Mastroianni per Felini, indebitamente secondo Giordana, che rovescia la situazione tirando fuori il ruolo femminile («anche se non sono un femministo, con la o»), portando l’attenzione sulla maggiore sensibilità che le sue interpreti porgono alla centralità del “viaggio” più che al “destino” a cui arrivare, identificandosi lui stesso in esse.

Dopo aver raccontato le genesi del La Meglio Gioventù, il regista inizia una riflessione sulle parole recitate da un professore nel film, «l’Italia è un posto bello e inutile, destinato a morire» ma inutile perché? Perché non si sa come usarlo, per cui bisogna andarsene da un paese fuori controllo.

Un paese che è stato sconvolto dal terrorismo, periodo erroneamente additato come rivoluzionario, dato che in fondo si parla sempre di un piccolo gruppo militare, non si può neanche nominare come rivoluzione mancata, non c’era rivoluzione ma solo gente piccola e ben poco straordinaria.

Passiamo alla rottamazione, millantata da Parenzo, ma il regista appassionato del mondo dell’automobile la prende con l’accezione di buttare via dei vecchi catorci ma non il patrimonio storico, che va conservato. La politica non porta rottamazione ma a un lento oblio.

Chiudendo la conferenza sul tema dell’immigrazione, Quando sei nato non puoi più nasconderti, parla di una migrazione sempre attuale, non ebbe successo, semplicemente perché tratta un problema che non vuole essere affrontato dalla gente.

Alla fine, ci saluta Marco Tullio Giordana, insieme al suo cinema fatto di fuochi con scintille che narrano una storia.

Primo Vanadia

Primo Vanadia

Nato e cresciuto grazie ai colori di una splendida città bagnata dal mare. Esportato tra i grigi più tenui, ben lontano dal sole, mi occupo di media production, fotografo e scrivo d’arte non smettendo di guardare la vita in 35mm. Passando attraverso l’arte, gli eventi e la cronaca, per Pequod sono Caporedattore e dirigo (proteggendola) la sezione fotoreportage.
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