Umanità balcanica. I volti dell’Est

Non è semplice capire l’Est Europa attraverso i media, i fatti degli ultimi rifugiati, o tramite le varie pagine social impegnate ad aggiornare il mondo su quanto siano folli i Balcani. Difficile è anche distaccarsi dai pregiudizi che, per quanto bene o male siano radicati in noi, riescono sempre a insinuarsi nelle logiche più tenaci. Ma effettivamente qualcosa di bizzarro e sfuggevole di senso si trova in ogni via attraversata, in ogni quartiere, negozio, bar e compagnia che quest’estate ho incontrato assieme alla mia combriccola di viaggiatori occidentali.

Viaggiando tra i giganti della Serbia, l’inconsueta Bulgaria, la Grecia blu e trasparente, deviazione non prevista ma obbligata da un percorso che non prevedeva inversioni, arrivando finalmente nella stravagante Macedonia (link), percorrendo le impervie strade albanesi, oltrepassando il ferreo e ricco Montenegro (impensabile Svizzera dei Balcani) e la più che conosciuta Croazia, abbiamo incontrato mille e più volti, che racchiudevano nei loro sguardi la personalità e le diversità nascoste dell’Est Europa. Per questo non ho voluto suddividere per aree geografiche gli scatti qui esposti, ma ho voluto che ognuno dei personaggi incontrati vi raccontasse la sua storia con i suoi gesti e i suoi sguardi.

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Francesca Gabbiadini

Nata in valle bergamasca nell’inverno del 1989, sin da piccola mi piace frugare nei cassetti. Laureata presso la Facoltà di Lettere della Statale di Milano, capisco dopo numerosi tentavi professionali, tra i quali spicca per importanza l’esperienza all’Ufficio Stampa della Longanesi, come la mia curiosità si traduca in scrittura giornalistica, strada che mi consente di comprendere il mondo, sviscerarlo attraverso indagini e ricomporlo tramite articolo all’insegna di un giornalismo pulito, libero e dedito alla verità come ai suoi lettori. Così nasce l’indipendente Pequod, il 21 maggio del 2013, e da allora non ho altra vita sociale. Nella rivista, oltre ad essere fondatrice e direttrice, mi occupo di inchieste, reportage di viaggio e fotoreportage, contribuendo inoltre alla sezione Internazionale. Dopo una tesi in giornalismo sulla Romania di Ceauşescu, continuo a non poter distogliere lo sguardo da questo Paese e dal suo ignorato popolo latino.

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