PoveriVoi: dall’Africa arrivano gli aiuti umanitari per l’Italia disumanizzata


Dal 2009 la ONG PoveriVoi  ha sempre portato avanti un ideale: quello di esportare umanità. Il progetto nasce infatti dalla volontà di lottare contro la progressiva disumanizzazione degli esseri umani, così ci racconta uno dei fondatori. Ma nello specifico, essendo questa una realtà del tutto italiana e all’italiana, l’obbiettivo primario dell’associazione è quello di «riportare il popolo italiano, che sembra ormai mancare di umanità, altruismo e condivisione, ad una realtà più umana proponendo dei soggiorni in luoghi e comunità in cui ancora ci si aiuta vicendevolmente stando molto attenti al prossimo e alle sue esigenze».

Il primo nemico da combattere è la disumanizzazione dell’Italia. PoveriVoi nacque come «progetto di comunicazione, una provocazione, un tentativo per riportare l’attenzione ad un problema reale come quello della disumanizzazione degli italiani». Non sono rimasti alle belle parole e, grazie alla collaborazione di tre realtà dell’area milanese, si sono concretizzati progetti e azioni.

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Innanzitutto c’è il grande supporto di esterni, associazione culturale ben radicata nell’area di Milano, che dal 1995 «specializzata nella riprogettazione di spazi pubblici e nella creazione di eventi di aggregazione, nello sviluppo di servizi per piccole e grandi comunità e nell’ideazione di campagne di comunicazione partecipate».

Il secondo grande alleato di PoveriVoi è fratelli dell’uomo, un’organizzazione non governativa di cooperazione internazionale nata nel 1969 in Italia che fa parte del grande gruppo umanitario Frères des Hommes. È un’associazione che si muove nel campo dell’economia solidale, dell’educazione e della partecipazione, dei diritti e dello sviluppo sostenibile. L’educazione alla convivenza, i diritti, la pace, lo sviluppo sostenibile e il rispetto dell’ambiente sono le basi dei progetti proposti e realizzati nelle scuole e sul territorio.

In questo spirito è anche Compagnia Africana, un’associazione culturale e artistica panafricana nata da alcune delle più brillanti menti intellettuali africane di Milano. Costruire dei ponti internazionali fra la cultura africana e quella italiana è l’obbiettivo di questa associazione; l’arma segreta è, in questo caso, l’arte: un mezzo per promuovere un autentico dialogo affinché vengano eliminati pregiudizi e tabù, diffondere le culture africane e straniere ancora sconosciute in Italia attraverso iniziative artistiche diversificate.

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Foto di Compagnia Africana: il griot Michel Koffi Fadonougbo

Ad oggi PoveriVoi è riuscita ad organizzare un sogno: l’esperienza di Davide Rambaldi che per quasi un mese, dopo aver partecipato al bando lanciato dall’associazione, è stato ospite nel villaggio di Doissa nel Comune di Savalou, nella regione delle colline in Benin, a 250 km dalla principale città del paese, Cotonou (link).

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L’obbiettivo a lungo termine di questi giovani sognatori è quello di «portare in Africa la futura (ma anche quella attuale!) classe dirigente italiana per far sì che ci sia un ritorno ad un maggiore grado di tolleranza e umanità. Crediamo che funzionari, manager e politici dovrebbero partecipare a questa esperienza e considerarla come un vero e proprio corso di formazione».

PoveriVoi non è una provocazione, è un sogno. Oggi questo sogno si è trasformato in realtà.

Sara Alberti

Nata sulle colline bergamasche nel 1989, percuoto dall’età di otto anni, quando ho iniziato a studiare batteria e percussioni da orchestra nel Corpo Musicale Pietro Pelliccioli di Ranica (W la banda!). Dopo essermi barcamenata tra le varie arti, la Musica ha avuto la meglio e mi è valsa una laurea in Musicologia. Profondamente affascinata dal vecchio e dall’antico, continuo a danzare e suonare nella Compagnia per la ricerca e le tradizioni popolari “Gli Zanni” e per il mio grande amore balcanico Caravan Orkestar. Su questa nave di pirati sono la responsabile della sezione Nuove Premesse, della cambusa e della rubrica musicale.
Sara Alberti

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Nata sulle colline bergamasche nel 1989, percuoto dall’età di otto anni, quando ho iniziato a studiare batteria e percussioni da orchestra nel Corpo Musicale Pietro Pelliccioli di Ranica (W la banda!). Dopo essermi barcamenata tra le varie arti, la Musica ha avuto la meglio e mi è valsa una laurea in Musicologia. Profondamente affascinata dal vecchio e dall’antico, continuo a danzare e suonare nella Compagnia per la ricerca e le tradizioni popolari “Gli Zanni” e per il mio grande amore balcanico Caravan Orkestar. Su questa nave di pirati sono la responsabile della sezione Nuove Premesse, della cambusa e della rubrica musicale.

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